
The Legend of Zelda è uno dei più noti titoli di casa Nintendo, che affonda le sue origini nell’ormai lontano 1986, quando un allora giovanissimo Shigeru Miyamoto proiettò le sue avventure immaginarie nel bosco dietro casa in un videogame che sarà destinato a cambiare la storia dei giochi di ruolo d’azione e più in generale del mondo videoludico stesso.
- Titolo: The Legend of Zelda: A Link Between Worlds
- Piattaforma: Nintendo 3DS
- Genere: avventura, action RPG
- Giocatori: 1
- Software house: Nintendo
- Sviluppatore: Nintendo
- Lingua: Italiano (testi)
- Data di uscita: 22 novembre 2013
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune
- DLC: non presenti
- Note: scrigno musicale porta-cartucce disponibile come preorder bonus da GameStop

Sebbene la trama non abbia un ruolo centralissimo, vanta di una qualità più che buona e, nel complesso, possiamo dire che praticamente tutti i titoli appartenenti a questa saga sono considerabili dei capolavori, al punto che addirittura il più famoso di essi, Ocarina of Time, è da molti considerato il miglior videogioco mai prodotto. L’eccezionale cura e dedizione che traspare in ogni capitolo ci dà un’idea del motivo per il quale Zelda sia così amato dai fan e rappresenti una delle punte di diamante di Nintendo.
Il titolo con cui abbiamo avuto il piacere di giocare oggi è l’ultimo nato per console portatile, ovvero The Legend of Zelda: A Link Between Worlds, sequel spirituale del primo capitolo uscito su SNES, A Link to the Past.
La leggenda continua


Risvegliatosi in casa propria assieme al venditore ambulante Lavio, Link riceverà da lui uno strano e apparentemente inutile bracciale, e successivamente deciderà di recarsi dalla Principessa Zelda, l’attuale regnante di Hyrule, per riferirle l’accaduto.
Due mondi diversi, un unico destino


Shut up and take my rupees!
Un’altro aspetto molto interessante e decisamente inusuale è che in questo capitolo avremo a disposizione quasi tutti gli oggetti che ci permettono di proseguire nell’avventura fin dalle prime fasi di gioco, tramite la meccanica a noleggio che ci viene fornita dal nostro amico Lavio. Potremo infatti noleggiare anche tutti gli strumenti in suo possesso fin da subito, pagando qualche rupia e facendo attenzione a non finire nel Game Over, pena la perdita di tutti gli oggetti a noleggio, che torneranno dal proprietario costringendoci a ripagarli da capo con somma tristezza del nostro portarupie. Tutti gli strumenti sono quelli tipici della saga, come le ampolle nelle quali conservare pozioni e fatine, il retino, l’arpione, la lanterna, l’arco, il boomerang e molto altro. Grazie a questi riusciremo fin dai primi momenti di gioco ad avere accesso a portacuori extra e a varie stanze segrete con delle prove da superare per ottenere grossi premi in rupie, che in questo capitolo avranno parecchia importanza, diversamente dagli altri The Legend of Zelda nei quali erano poco sfruttate.
Da notare l’interessante uso che è stato fatto delle funzionalità StreetPass in questo gioco, particolarmente utili per ottenere velocemente una cospicua somma di denaro. Ci viene chiesto di equipaggiare il nostro piccolo Link con due oggetti a scelta, e una volta deciso il nostro armamentario il gioco memorizzerà il setup in modo che, quando streetpasseremo qualcuno con una copia del gioco, il nostro piccolo “avatar” apparirà da qualche parte nel mondo di coloro che ci incontreranno sotto forma di un Link Ombra che potranno sfidare. Naturalmente, meglio equipaggeremo il nostro avatar maggiore sarà il suo valore, quindi le rupie ottenute da chi riuscirà a sconfiggerlo.
È doveroso fare una piccola parentesi sull’utile sistema di viaggio rapido mediante una scopa magica che potremo chiamare in qualsiasi momento per spostarci da una parte all’altra dei due mondi, un lusso decisamente apprezzato in quanto le mappe non saranno proprio piccolissime.
Se i muri potessero parlare…
Uno dei punti di forza di questo titolo, nonché una delle caratteristiche maggiormente pubblicizzate da Nintendo, è il nuovo potere che permette a Link di stamparsi letteralmente sui muri aggirando moltissimi ostacoli, che rende l’intera esperienza di gioco nei dungeon molto più divertente. Pensate solo a quanto dev’essere stato difficile per gli sviluppatori studiare un intero nuovo metodo per spostarsi dentro le segrete, creare enigmi che sfruttassero questa capacità e farlo in modo che la meccanica stessa non venisse alterata o non portasse a strani glitch o modi per superare degli ostacoli che di norma richiederebbero altre soluzioni. L’impegno dimostratoci ancora una volta da Nintendo nella cura di questi dettagli meritava questo piccolo inciso che sono stato felice di inserire.
Un viaggio memorabile
Inizialmente, quando era stato annunciato, e successivamente con i vari trailer, il lato strettamente visivo di questo titolo non mi ispirava particolare fiducia. La grafica sembrava una curiosa fusione tra uno stile estremamente vecchio e uno più moderno, risultando quindi una specie di miscuglio più confuso che mai. Lasciatemi dire, mi sbagliavo. Appena i nostri occhi cominceranno a vedere ciò che questo gioco ha da offrire, ogni dubbio sparirà come per incanto e la grafica risulta in realtà estremamente ben curata, fluida, pulita e senza l’ombra di sbavature o rallentamenti. Gli effetti di luce sono magistrali e gli ambienti di gioco gradevolissimi e dettagliati: quel sentore di pastrocchio grafico scomparirà nel giro di trenta secondi e non appena attiveremo il 3D stereoscopico ci renderemo conto di quanto il comparto tecnico sia veramente curato e di quanto coinvolgimento riesca a darci. Incredibile.
A Link Between Worlds si presenta ineccepibile anche l’aspetto sonoro, con musiche orchestrate alla perfezione, alcuni grandi classici della saga, alcuni presi in prestito da A Link to the Past, rimasterizzati e riadattati, che rendono molto bene le atmosfere in parte idilliache e in parte cupe di questo bellissimo titolo. Particolare menzione al tema musicale di Yuga, estremamente bello, solenne e con cori da brivido.
A chi consigliamo The Legend of Zelda: A Link Between Worlds?
Essendo questo Zelda un videogioco dall’indubbia qualità, l’acquisto è consigliato a tutti, sia esperti estimatori della saga, sia novizi che vorrebbero iniziare a interessarsi alle avventure di Link solo ora. Il titolo non presenta particolari difficoltà, per cui è indicato anche per chi non è abituato ai complicati enigmi che costituiscono una parte molto importante del gameplay di questa serie.
- Tecnicamente magnifico, ottimo uso del 3D stereoscopico e musiche da brivido
- Trama apprezzabile e con diverse sorprese, sebbene non sia il punto forte della saga
- Ampia mappatura di entrambi i mondi, con segreti e aree da esplorare
- Divertente uso di StreetPass e interessanti nuove meccaniche di gioco, dagli strumenti a nolo alla possibilità di trasformarsi in disegno per superare gli ostacoli
- Troppo breve e troppo facile per un giocatore esperto; la possibilità di inasprire gli scontri viene data solo dopo aver terminato il gioco la prima volta
- Boss molto deludenti, alcuni riciclati di sana pianta da A Link to the Past e altri assolutamente insipidi
The Legend of Zelda: A Link Between Worlds
Un legame che unisce ancora
Nintendo fa di nuovo centro, e sebbene manchi il voto perfetto a causa di qualche sbavatura più o meno rilevante, nel complesso The Legend of Zelda: A Link Between Worlds ci seduce e ci fa innamorare ancora una volta della sua storia semplice ma convincente, del suo lato artistico incredibilmente valido e del suo gameplay classico e accattivante. Tutti i soliti elementi, insomma, che contraddistinguono questa come una delle saghe di maggior successo della storia videoludica. Per l’ennesima volta Link non deluderà le aspettative dei suoi fan e sembra confermarci nuovamente che la Triforza, Hyrule e Zelda sono tutt’ora sulla cresta dell’onda dopo quasi trent’anni.
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