ONIMUSHA Way of the Sword – Recensione

Abbiamo messo le mani sulla versione definitiva di ONIMUSHA Way of the Sword. Ecco le nostre considerazioni finali!

ONIMUSHA Way of the Sword – Recensione

“C’è ancora speranza per il genere umano”. È questa la sensazione che mi è balenata in testa, di continuo, durante le mie oltre quaranta ore di gioco, passate con un sorriso “jokeriano”, in compagnia di ONIMUSHA Way of the Sword. Per quanto, dopo averlo provato con la demo, avevo già delle ottime sensazioni, confermate anche dalla nostra prova a porte chiuse di qualche settimana fa, il nuovo alfiere della scuderia di CAPCOM ha saputo superare le mie aspettative.

Negli ultimi anni, l’azienda nipponica ha dimostrato di non saper (o quasi) sbagliare un colpo ma, si sa, quando si tocca qualcosa di veramente grosso e con un passato glorioso, il rischio di non riuscire ad accontentare tutti quanti è sempre dietro l’angolo. Fortunatamente, per noi videogiocatori e per loro, CAPCOM è riuscita nell’ennesima missione impossibile, stavolta passando per un altro di quei brand iconici che, però, a differenza di altri (MONSTER HUNTER, RESIDENT EVIL) erano finiti un po’ nel dimenticatoio.

ONIMUSHA Way of the Sword segna, così, il grande ritorno della serie sulla scena videoludica di uno dei brand più importanti di una delle epoche videoludiche più ricche e, ancora oggi, compiante. Ma non solo: il successo della nuova iterazione della serie è anche un altro grande passo per CAPCOM, un nuovo tassello di un mosaico che continua a impreziosirsi di produzione in produzione, per la gioia di tutti. Ed è proprio per questo che ho deciso di aprire questa recensione con una frase così a effetto.

Pur se non privo di svarioni e di punti “oscuri”, ONIMUSHA Way of the Sword è il trionfo del videogioco, inteso come quello un po’ più romantico e di altri tempi. Ciononostante, le influenze contemporanee non mancano di certo e non sempre rappresentano il piatto forte del pacchetto. Tranquilli, però: di prelibatezze, in questa abbondante tavola, ce ne sono veramente tante e c’è soltanto l’imbarazzo della scelta.

ONIMUSHA Way of the Sword – Recensione

  • Titolo: ONIMUSHA Way of the Sword
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PC/Steam (EU)
  • Genere: Avventura, Azione
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 4 settembre 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: potremo provare in anteprima il gioco grazie a una demo disponibile su tutte le piattaforme.

Abbiamo recensito ONIMUSHA Way of the Sword con un codice PC/Steam fornitoci gratuitamente da CAPCOM tramite PLAION.

Un guanto per domarli, uno per ghermirli e nell’oscurità…assorbirli

Sul piano narrativo, ONIMUSHA Way of the Sword non è, sicuramente, un capolavoro di originalità, ma risulta comunque molto affascinante e carica di significato, citazioni e colpi di scena, soprattutto sul finale, e chi più ne ha più ne metta. Lo strampalato, un po’ sgangherato e decisamente fuori di testa Musashi sta per diventare, suo malgrado, il protagonista di una vicenda inspiegabile, ma che, man mano, inizia a svilupparsi nella maniera più naturale del mondo. Imbrigliato in una faida di fazione senza fine, tra gelosi, paure e giochi di potere, il samurai viene brutalmente assalito da un gruppo di nemici e ridotto in fin di vita.

Una volta chiusi gli occhi ed esalato l’ultimo respiro, però, Musashi riapre gli occhi. Quel che vede, però, non è il mondo conosciuto. Una misteriosa coltre rossa, in cui spiccano volti umani in preda alla disperazione, in cui aleggia soltanto il respiro della morte, avvolge il risveglio del protagonista. Ad accoglierlo, una misteriosa figura, con un altrettanto sconosciuto e bizzarro regalo. Il guanto Oni sta per diventare il nuovo compagno di viaggio del protagonista, costretto a cibarlo con le anime dei Genma per rimanere attaccato all’effimera nuova vita, assolutamente indesiderata.

Sul cammino, però, Musashi, oltre a diventare una persona migliore, ha imparato anche dove inizia e dove si ferma il confine tra il bene e il male. Il suo viaggio si è rivelato ricchissimo di pericoli, che vanno ben oltre la “semplice” caccia ai Genma. Tra Oni giganteschi, creature leggendarie, passando per il nemico giurato di sempre, il famoso Ganryu, già visto e affrontato nella demo, ONIMUSHA Way of the Sword si è rivelato un viaggio lungo, se vogliamo mai veramente incredibile, ma ricco di qualità e con qualche colpo di scena a effetto. Ho apprezzato parecchio la costruzione del mondo di gioco, dei suoi attori e la scrittura, in generale, di tutti gli eventi.

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Personaggi come Takamura, Shizuka e via dicendo, hanno dimostrato di avere un grande fascino, oltre a risultare le spalle perfetto per l’imperfetto protagonista, Mushashi, continuamente bacchettato dai suoi alleati. Questa deriva, un po’ a film americano anni 80’, mi ha sinceramente colpito e, per quanto sulle prime la trovavo eccessiva, devo ammettere che, a conti fatti, si è rivelata una mossa azzeccata. Non voglio scendere nei dettagli, ma posso dirvi che ONIMUSHA Way of the Sword racconta la lotta infinita tra il bene e il male, in un modo se vogliamo canonico, e funziona molto bene. Ma non aspettative genialate del caso, insomma.

Tecnico, stratificato, appagante

Sotto il profilo del combat system e della gestione degli scontri, il titolo si è rivelato un vero e proprio gioiellino. Per quanto alcuni elementi non mi hanno convinto del tutto, e ne parliamo, nello specifico, a breve, la struttura di gioco del nuovo capitolo della gloriosa saga targata CAPCOM mi ha appassionato, stimolato e messo alla prova, dal primo all’ultimo minuto. In primissima battuta, giusto per levarmi il dente, voglio parlarvi delle cose che mi sono piaciute meno, visto che sono nettamente in minoranza, per poi passare in rassegna tutto quello che c’è di buono in questo gioiellino estivo.

In primissimo luogo, non ho apprezzato alcune animazioni di combattimento. Le battaglie all’arma bianca, per quanto sempre e comunque super eccitanti e stimolanti, sono un po’ sporcate da alcune animazioni poco a fuoco, che sia da un punto di vista estetico, ma soprattutto pratico, sporcano un po’ la bontà dell’esperienza di gioco. Per farla breve, complice anche una telecamera non sempre al meglio delle sue possibilità, ho trovato che il modo in cui il protagonista assorba alcuni colpi, deflettendoli in maniera quasi innaturale, esponga troppo il giocatore a dover fare i conti con una piccola difficoltà aggiuntiva, legata proprio alla difficoltà di seguire al meglio l’azione una volta che entrano in gioco alcuni specifici movimenti.

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Questa sensazione viene poi amplificata da un fastidioso input lag, riscontrabile però in casi molto specifici, tanto da farmi pensare che la situazione potrebbe facilmente rientrare con aggiornamenti e patch del caso. Mi riferisco, in particolar modo, alla difficoltà del gioco di assimilare i comandi sugli oggetti consumabili. Durante gli scontri, in alcune circostanze in maniera più evidente, ho fatto seriamente fatica a curarmi o a cambiare oggetto, per ragioni veramente incomprensibili. È un peccato, perché posso garantirvi che tutta la struttura legata all’esplorazione, al movimento e, soprattutto, al combattimento è veramente appagante e stimolante come poche altre.

E, tornando alle cose belle, che sono veramente tante, si deve per forza di cosa partire proprio dal sistema di combattimento. Mi sono divertito come poche altre volte, di recente, a scendere in battaglia contro le sterminate (a volte, forse, un po’ troppo numerose) schiere di Genma come mi è successo in queste ultime settimane. ONIMUSHA Way of the Sword è un titolo, da questo punto di vista, dannatamente intelligente. La struttura ludica, per quanto “semplice”, che strizza l’occhio un po’ agli action-gdr moderni, possiede un’identità unica, marcata e ricercata.

Il grande pregio è quello di offrire al giocatore un’esperienza di gioco stimolante, bilanciata, ma soprattutto dinamica. Per quanto, va detto, la varietà dei nemici non sia esattamente il punto forte del pacchetto, è importante sapere che gli scontri rimangono sempre molto tecnici, fino alla fine, con una curva di difficoltà che viene amplificata, con buona consapevolezza, man mano che si avanza con le ore di gioco. La struttura ludica di Way of the Sword è fortemente legata all’abilità del giocatore nell’assimilare tempismi e meccaniche di reazione, e il meccanismo funziona decisamente bene. Schivate e parate perfette sono, è il caso di dirlo, la via, ma è nella fase “offensiva” del pacchetto che il nuovo capitolo della saga di CAPCOM dà il meglio di sé.

Sino all’ultimo respiro

Il bagaglio offensivo del buon Musashi è, infatti, il fiore all’occhiello della produzione. Per quanto gli attacchi possano sembrare un po’ legnosi, in realtà, trasmettono un feedback del colpo clamoroso e genuinamente godurioso. Al di là di questo aspetto, è proprio l’estensione delle tecniche a disposizione dell’Onimusha a fare la differenza. Senza contare i già citati attacchi leggeri e pesanti, infatti, il protagonista può attingere ai suoi nuovi poteri Oni, con forme e modalità differente, anche in relazione all’avanzare nella storia e al livello di progressione del proprio arsenale.

L’aspetto più spettacolare è quello delle Armi Oni. Quest’ultime rappresentano una sorta di “super tecnica”, disponibile una volta ottenuto il giusto quantitativo di potere. Queste tecniche sono richiamabili tramite il comando RB (o R1) e danno vita ad attacchi, talvolta basati sugli elementi, spettacolari e dal buonissimo valore offensivo. Proprio a tal proposito, ho apprezzato parecchio la scelta degli sviluppatori di rendere questi attacchi mai sgravati, anzi, proprio per mantenere il valore della battaglia intatto e sempre e comunque legato all’utilizzo dell’arma principale: la spada.

Al di là degli spettacolari poteri da Oni, che danno al protagonista una spinta in più contro i numerosi nemici disseminati per le mappe di gioco, Mushashi può sfruttare l’ambiente circostante a proprio vantaggio. Durante gli scontri, infatti, il protagonista di Onimusha Way of the Sword può sfruttare elementi come assi di legno per proteggersi, carretti della frutta per scagliarli contro i gruppi di nemici e così via, per una varietà e una profondità tattica decisamente interessante e, forse, inaspettata. É doveroso sottolineare che non tutte le battaglie sono caratterizzate dalla presenza di oggetti da poter utilizzare, ma nel complesso l’ho trovato un vantaggio di non poco conto.

Proprio a proposito di mappe, ho trovato molto intelligente anche la scelta di affidarsi a mappe piccole e mai veramente dispersive, salvo in alcuni casi, ma ricche di cose da scoprire, storie da ascoltare, collezionatili e materiali da raccogliere. A tal proposito, si rende incredibilmente necessaria la vista Oni, che permette, praticamente tramite una scansione ambientale, di vedere tutto quello che di importante c’è in zona, in base al grado di potenziamento della stessa abilità, che passa per uno skill tree stratifcato e ricco di potenzialità, seppur comunque molto semplice, sia nella concezione sia nel funzionamento effettivo.

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Lama, guanto, armatura: a ognuno il suo

Prima di entrare nello specifico, voglio subito ribadire che ho apprezzato parecchio il sistema di progressione di ONIMUSHA Way of the Sword. Per quanto semplice e legato alla raccolta di diversi materiali, sparsi saggiamente per le aree di gioco, mi ha trasmesso una sensazione di familiarità e, soprattutto, ha fatto risaltare quella che, all’atto pratico, è la crescita effettiva del protagonista, anche sul piano umano, che avviene, per forza di cose, durante lo svolgimento della storia. La crescita di Musashi, si divide in tre rami fondamentali: armatura, spada e guanto.

Ognuno dei tre rami vanno a potenziare la potenza “fisica” del personaggio: resistenza e punti vita, nel primo caso, attacco e potenza offensiva, nonché numero di skill, la seconda. Il guanto, invece, permette di aumentare i poteri Oni, come la corsa sui muri, la visione già citata in precedenza, e così via. Al fianco dei potenziamenti fisici, ci sono, poi, quelli più specifici, legati appunto alle skill, alle parate perfette e, chiaramente, ai poteri Oni. In questo caso, la valuta è diversa: anime rosse o pietre sono la merce di scambio richiesta per arricchire la potenza di Musashi, e devo ammettere che questa divisione l’ho trovata vincente.

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Se proprio volessi trovare qualcosa che mi ha convinto di meno, questo è, forse, il fatto che alcune abilità sono bloccate e richiedono specifici requisiti per essere rese disponibili per il potenziamento. Per intenderci , anche avendo a disposizione un numero esorbitante di anime rosse e pietre speciali da utilizzare, potreste comunque non poter sbloccare alcune abilità. Può avere senso, certo, ma l’ho trovata una scelta un po’ forzata e che appesantisce una progressione intelligente e stimolante.

Anche perché, spesso, i potenziamenti passano per il compimento di attività secondarie, come le Storie Straordinarie legata alla misteriosa e pungente dama Murasaki, che permettono sia di ampliare la conoscenza del mondo di gioco sia di aumentare, per l’appunto, le risorse del proprio alter ego. Proprio parlando di missioni secondarie, devo ammettere che le ho trovate di buon livello, nella maggior parte dei casi. Per quanto discretamente varie, a essere onestissimi, le missioni accessorie hanno comunque evidenziato una sorta di ripetitività di fondo, del tutto comprensibile considerando il target della storia, certo, ma comunque si poteva, forse, fare qualcosina in più in tal senso.

Boss fight, esplorazione e longevità: un titolo ricco come non mai

Per quanto le attività secondarie siano molto ordinarie, è bene sottolineare che, comunque, in Way of the Sword non ci si annoia mai. Durante la mia partita, durata circa 41 ore, passate tra attività principali, secondarie e un po’ di completismo (ma non sono al 100%), mi è capitato davvero poche volte di trovare pesante l’avanzamento. E devo essere sincero: quando è successo è stato sempre per colpa degli enigmi ambientali. Per quanto pochi, li ho trovati sempre poco chiari e un po’ artficialmente noiosi, cosi come alcune sezioni, nelle fasi finali, eccessivamente lineari, che hanno appesantito il viaggio.

A proposito di viaggio, voglio spendere due parole sulla gestione dei nemici. Devo essere sincero: li ho trovati sempre una validissima sfida, per quanto la loro IA, alcune volte, ha lasciato parecchio a desiderare. I Genma sparsi per il mondo di gioco, però, compensano con un’aggressività molto marcata, soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco. Oltre a questo, anche il loro numero, nonché il respawn (dopo aver toccato i santuari) a volte mi è sembrato un po’ eccessivo soprattutto quando si è chiamati a missioni più investigative e votate alla ricerca dei nodi da scovare per poter accedere alla aree successive.

Se poco fa ho parlato di poca varietà dei nemici “base”, devo smettere di essere rimasto, invece, semplicemente strabiliato dai boss. Per quanto non eccessivamente numerosi, i boss principali di ONIMUSHA Way of the Sword sono tutti, a dir poco, brillanti, sia da un punto di vista del livello di sfida, sia su quello estetico e nella loro concezione narrativa. Gli scontri con i nemici speciali si sono rivelati incredibilmente scenici e spettacolari, caratterizzati, quasi sempre, da una doppia fase molto classica, in cui nel secondo step i nemici appaiono più aggressivi, veloci e difficili da schivare.

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Il sistema di combattimento, comunque, è fortemente legato alla meccnica dei “parry”. Un po’ come accade in Sekiro, per intenderci, il modo più semplice per buttare giù i nemici è proprio quello di eseguire parate perfette, in modo tale da buttare velocemente giù la “postura” dei nemici ed esporli, così, a colpi dai danni a dir poco ingenti. Se affrontati “onestamente”, i boss appaiono nettamente più forti, coriacei e difficili da tirar giù, cosa che, secondo il mio modestissimo parere, sbilancia la qualità di alcuni scontri in particolare. Nel complesso, però, sarà perché sono molto pratico con questo stile di gioco, ho trovato tutto dannatamente eccitante e non vedo l’ora di poter continuare a trucidare nemici, in compagnia di Musashi e della “nostra” fidata lama.

Va detto, infine, che il gioco offre ricompense “speciali” per chi completa la partita. Una volta arrivati ai titoli di coda viene sbloccato un livello di difficoltà aggiuntivo, pensato proprio per chi vuole continuare a mettersi alla prova con il mondo di gioco. Per tutti quelli che vogliono completare al 100% l’avventura, invece, ONIMUSHA Way of the Sword permette di ritornare al salvataggio precedente alla fase finale, in modo tale da poter recuperare tutte le missioni in sospeso.

La lama affilata del RE Engine colpisce ancora

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito di Way of the Sword è quello tecnico, e non soltanto per la qualità del lavoro in generale. Dopo il grandissimo lavoro svolto con RESIDENT EVIL Requiem, CAPCOM ha saputo confermarsi a livelli altissimi con il suo RE Engine, ancora una volta in forma splendida sia per quanto riguarda il livello di ottimizzazione sia, e soprattutto, sul piano dell’adattabilità e della scalabilità. Durante la mia prova, effettuata con un PC di fascia alta, che monta un processore 7900x e una GPU NVIDIA RTX 5070ti, ho potuto godere di performance veramente solide.

Se state pensando che è anche normale così, avete ragione, ma in realtà quello che più mi ha colpito è il livello di personalizzazione offerto dal gioco. Nella scheda dedicata alle opzioni grafiche, infatti, potreste perdervici mezza giornata. ONIMUSHA Way of the Sword offre una quantità impressionante di opzioni tra cui scegliere, e soprattutto offre il pieno supporto alle nuove tecnologie di upscaler e alle tech, in particolari a quelle a marchio NVIDIA. Questo permette al titolo di poter arrivare, con ottime performance, anche sui sistemi più datati. Sulla falsariga di Requiem, infatti, anche Way of the Sword appare perfettamente ottimizzato, e pronto per ogni esigenza.

Tornando alla mia esperienza “premium”, il risultato finale è stato davvero sorprendente. Con una risoluzione di riferimento di Quad HD, ho viaggiato a una media abbondantemente superiore ai 100 fps di media, settando tutto al massimo, ray tracing incluso. Quello che mi ha colpito, però, è la grande stabilità delle performance. Anche nelle situazioni più concitate, infatti, il frame rate è rimasto sempre molto solido, con rarissime incertezze in alcuni frangenti specifici. Tutto questo unito con una qualità dell’immagine impressionante, con modelli poligonali di primissimo livello e animazioni facciali decisamente all’avanguardia.

Anche la scelta cromatica l’ho trovata perfetta. Al netto del suo cuore oscuro, infatti, Way of the Sword è un titolo colorato e spettacolare, e fa dei giochi cromatici uno dei suoi punti di forza maggiori, almeno sul piano estetico. Nel titolo di CAPCOM fa capolino un ottimo ray tracing, che aumenta il quadro qualitativo complessivo, con giochi di luce affascinanti e un’ottima gestione dei particellari. Anche i tempi di caricamento sono molto snelli e completano alla grande un quadro decisamente vincente. Buono, infine, anche il doppiaggio italiano, con voci molto partecipi e perfettamente calate nella parte, tranne per qualche raro caso.

A chi consigliamo ONIMUSHA Way of the Sword?

ONIMUSHA Way of the Sword è un titolo pensato per andare in contro alle esigenze di un po’ tutti i giocatori. Dopo averci passato un bel po’ di ore in compagnia (oltre 40) mi sono reso conto che il nuovo corso ideato da CAPCOM ha un’identità forte, perfetta per una “ripartenza” a tutti gli effetti. L’impostazione ludica e narrativa del gioco è ideale sia per i nuovi giocatori sia per i fan di vecchia data, ma anche per i giocatori, più semplicemente, alla ricerca di un action adventure solido e stimolante anche sotto il profilo del livello di sfida. Per questo motivo, mi verrebbe da dire che Way of the Sword è un prodotto consigliabile a chiunque, anzi, un piccolo acquisto d’obbligo. Fidatevi.

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  • Combat system stratificato e appagante
  • Longevità importante, ma mai eccessiva
  • Direzione artistica e regia eccellenti
  • Boss fight tecniche e spettacolari
  • Tecnicamente solidissimo su PC
  • Progressione di Musashi coerente…

  • …Ma a volte limitante
  • IA e posizionamento dei nemici non sempre a fuoco
  • Input lag fastidioso in alcuni comandi
  • Curva di difficoltà un po’ sbilanciata sul finale
ONIMUSHA Way of the Sword
4.5

Chi di spada ferisce...

ONIMUSHA Way of the Sword rappresenta il ritorno trionfale di una delle saghe videoludiche più apprezzate dell’ultimo trentennio. CAPCOM l’ha rifatto, ha vinto un’altra scommessa, portando sugli schermi un prodotto ricco, stratificato, appagante e divertente. Se si riesce a chiudere un occhio su alcune imprecisioni si può prendere parte a uno dei viaggi più ricchi di questo 2026 che, ormai, è definitivamente entrato nella fase più calda.

Scrive di manga e videogiochi per comprare manga e videogiochi. Scrive, cucina, fa la pizza e nel tempo libero impasta. Necessita di più soldi, di più mani e di uno stomaco extra.

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