ONIMUSHA Way of the Sword: lo abbiamo provato in anteprima

Grazie all'invito di PLAION e CAPCOM abbiamo provato in anteprima ONIMUSHA Way of the Sword. Sarà riuscito a convincerci?

ONIMUSHA Way of the Sword: lo abbiamo provato in anteprima

Settembre si prospetta un mese davvero ricchissimo per il panorama videoludico, ma tra i tanti giochi in uscita uno di quelli più attesi è senza dubbio ONIMUSHA Way of the Sword. Erano infatti vent’anni che la saga dark fantasy CAPCOM non riceveva un nuovo capitolo principale, e sono tantissimi i giocatori che non vedono l’ora di avventurarsi nella Kyoto dell’epoca Edo infestata da creature mostruose in compagnia di Miyamoto Musashi, noi compresi. Per questo quando PLAION ci ha invitati a provare il gioco in anteprima per conto di CAPCOM non ho potuto certo dire di no, dopo aver consumato la demo rilasciata a giugno infatti non vedevo l’ora di poter avere un nuovo assaggio del gioco.

Durante l’evento di anteprima la software house ha messo a disposizione una build del gioco ancora in fase di sviluppo sia per PlayStation 5 che per Nintendo Switch 2, e ho avuto modo di giocare per un totale di circa tre ore. In questo articolo ho voluto raccogliere le mie impressioni su questo nuovo provato di ONIMUSHA Way of the Sword, in modo da svelarvi cosa è riuscito a colpirmi e cosa invece mi ha lasciato qualche dubbio. Ma bando alle ciance, è tempo di parlarvi di uno dei giochi più attesi di settembre!

Prima di approfondire su ciò che mi è piaciuto e cosa credo possa essere migliorato è il caso di parlarvi un po’ della build con cui ho giocato. La software house ha messo a disposizione una porzione di gioco ambientata subito dopo lo scontro con Ganryu visto nella demo, partendo proprio con l’area di Kiyomizu. Esplorandola ho avuto modo di provare alcune delle abilità di Musashi come la Visione Oni, fondamentale per vedere ciò che è invisibile a occhio umano trovando così indizi per come proseguire, e persino un arco dalle frecce illimitate utile sia per sconfiggere i nemici distanti che per risolvere alcuni puzzle ambientali. Dopo aver sconfitto il gigantesco Daidara ci sposteremo nella città di Kyoto, che è presa d’assalto dai Genma.

Molte parti della città saranno completamente inaccessibili a causa del miasma che si è accumulato, e potremo liberarle solamente chiudendo gli squarci dai quali esce l’energia malefica. Non voglio farvi troppi spoiler ma durante l’esplorazione di Kyoto ho potuto vedere come alcuni potentissimi Genma stiano cercando di corrompere gli abitanti della città, fingendosi divinità benevole per far leva sulle loro paure e sui loro desideri. Mi è capitato anche di incontrare cittadini inseguiti da Genma minori, che dovremo sconfiggere rapidamente prima che sia troppo tardi. A Kyoto poi è presente un’area di allenamento in cui sarà possibile provare le nuove abilità di Musashi o sfidare nuovamente alcuni avversari in modo da ottenere ricompense utili per l’avventura.

Dopo avervi fatto questo piccolo quadro generale è tempo di approfondire un po’ su ciò che mi ha colpito positivamente. Uno degli elementi che ho più apprezzato durante le mie tre orette con ONIMUSHA Way of the Sword è senza dubbio il suo sistema di combattimento, davvero frenetico e divertentissimo. Oltre alla katana avremo a disposizione anche altre tipologie di armi per sconfiggere i nemici, come il sopracitato arco, e potremo persino sfruttare parte dell’ambiente a nostro vantaggio. Durante la mia prova ho utilizzato il livello di difficoltà Azione, la software house ha infatti ben pensato di introdurre diversi livelli di difficoltà tra cui scegliere in modo che anche chi è meno avvezzo a questo genere di giochi riesca ad apprezzarlo. Ma da ciò che ho potuto provare pur essendo punitivo il gioco non risulta frustrante. Sono davvero sicuro che tantissimi giocatori troveranno il sistema di combattimento estremamente appagante, specie contro i maestosi boss sparsi per il gioco.

Un altro elemento che ho apprezzato, e che spero riesca a stupirmi ancora di più, è legato al comparto narrativo. Non andrò a dilungarmi troppo per evitare possibili spoiler, ma una delle sotto-trame che ho avuto modo di provare mi ha colpito davvero parecchio. È inizata con alcuni abitanti di Kyoto che parlavano di una diceria secondo cui fosse possibile liberarsi del proprio destino avverso, e piano piano andremo a scoprire dettagli sempre più macabri fino ad arrivare alla brutale verità. Da quel poco che ho potuto vedere CAPCOM non si è certo tirata indietro nell’offrirci dei racconti cruenti degni di una fiaba contorta, in cui i Genma sfruttano le debolezze psicologiche delle persone a proprio vantaggio.

Se fino ad ora vi ho parlato di quegli elementi che ho trovato particolarmente gradevoli, adesso è il momento di andare a parlare di ciò che invece mi convince un po’ meno. Voglio premettere che non si tratta di qualcosa che di per se non mi è piaciuto, ma di una semplice paura che mi è sorta giocando le porzioni di esplorazione nella città di Kyoto. Come ho anticipato infatti molte parti della città saranno bloccate a causa del miasma, e per liberarle dovremo andare a chiudere degli squarci dai quali fuoriesce l’energia oscura. Durante il mio provato alcuni di questi erano protetti solamente da una manciata di Genma inferiori, rendendoli così estremamente facili da liberare. In tre ore solamente uno squarcio mi ha messo di fronte a una vera e propria sfida prima di riuscire a richiuderlo.

Capisco benissimo che sia giusto andare a bilanciare sfide più semplici a combattimenti più difficili, in modo da avere una curva della difficoltà dinamica che non vada a frustrare i giocatori con battaglie ardue ogni tre passi. Allo stesso tempo però la mia paura è che gli squarci sparsi per Kyoto rischino di diventare qualcosa di un ripetitivo, giusto per dilazionare un po’ l’esperienza di gioco. Come vi ho detto però questo è solamente un mio timore, dato che ci sono diversi titoli open world in cui spesso le meccaniche di gioco diventano dei compiti tediosi piuttosto che divertenti. Spero vivamente che non sia così e che CAPCOM riesca farmi passare ogni dubbio all’uscita del gioco.

Per chiudere questa anteprima vi voglio parlare un po’ del comparto tecnico. Come anticipato ho avuto modo di giocare Way of the Sword sia su PlayStation 5 che su Nintendo Switch 2 in modalità portatile, seppur con due porzioni di gioco un po’ diverse. Sulla console Nintendo infatti ho potuto provare solo le prove dell’arena di allenamento, come gli scontri con alcuni dei boss del gioco. Nonostante ciò vi posso garantire che su entrambe le piattaforme la build che ho provato girava benissimo, e devo dire che non ne sono stupito considerando come il team di sviluppo stia riuscendo a sfruttare l’hardware di Switch 2 con dei giochi ottimizzati proprio bene. Certo, ovviamente su PlayStation 5 ci sarà la possibilità di giocare anche con 60 fps, ma vi posso garantire che anche su Nintendo Switch 2 il titolo era davvero fluido e divertente.

Un altro elemento che mi ha stupito positivamente è la localizzazione in italiano, presente sia per i testi che per il doppiaggio. Da quel che ho potuto sentire il cast scelto da CAPCOM funziona molto bene, per quanto ho avuto solo un piccolo assaggio del gioco. Insomma, dopo questo mio provato sono davvero tanti gli aspetti positivi che ho riscontrato in ONIMUSHA Way of the Sword e sono sempre più curioso di mettere mani sul gioco completo. Che sia l’ennesima vittoria per CAPCOM che ultimamente non sbaglia un colpo? Fortunatamente non dovremo aspettare tanto per scoprirlo, il gioco sarà infatti disponibile dal 4 settembre su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC. Lo giocherete?


Grazie nuovamente a PLAION e CAPCOM per l’invito a provare in anteprima ONIMUSHA Way of the Sword.

Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

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