Per quanto riguarda CAPTAIN TSUBASA, almeno qui in Italia, esistono gli appassionati di vecchia data, quelli che seguivano “Holly e Benji” in TV, e quelli invece che si sono affacciati all’opera con il manga o con il recente remake dell’anime, abituati quindi ai nomi originali giapponesi dei personaggi. I fan appartenenti alla prima categoria sono uno zoccolo duro di appassionati che non riescono a mandare giù il fatto che ormai tutti i media utilizzano i nomi originali dei personaggi ma, come è giusto che sia, CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS nella sua traduzione italiana mantiene la fedeltà all’originale abbandonando le antiche censure. WORLD FIGHTERS è il seguito di CAPTAIN TSUBASA: RISE OF NEW CHAMPIONS uscito ormai sei anni or sono, e promette di portare tutto ad un nuovo livello. Vediamo insieme se le promesse sono state mantenute, con la nostra recensione di CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS, in uscita il 28 agosto 2026 su PlayStation 5, Nintendo Switch, Xbox Series X|S e PC tramite Steam.
- Titolo: CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Sportivo
- Giocatori: 1-2
- Publisher: BANDAI NAMCO Entertainment
- Sviluppatore: Tamsoft
- Lingua: Italiano (testi), Giapponese o inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 28 agosto 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: season pass e oggetti cosmetici
- Note: disponibile una Premium Edition che include un messaggio di Takahashi-sensei, un gagliardetto reversibile, una action figure della maglia della nazionale e degli adesivi.
Abbiamo recensito CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.
L’obiettivo è il mondo!
CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS abbandona in parte la dimensione più “scolastica” del precedente Rise of New Champions per portare Tsubasa e compagni su un palcoscenico decisamente più grande: quello delle competizioni internazionali. La modalità Storia prende infatti ispirazione dall’arco narrativo World Youth e narra le sfide della nazionale giapponese contro alcune delle più importanti rappresentative internazionali. Tsubasa e i suoi amici dovranno affrontare squadre come Thailandia, Cina, Brasile e Arabia Saudita, e fortunatamente il gioco non si limita a mettere una partita dietro l’altra. Prima, durante e dopo i match sono presenti sequenze dedicate alla storia, comprese interruzioni nell’intervallo, che servono a dare un contesto agli incontri e soprattutto a trasmettere quella sensazione di rivalità esasperata e di posta in gioco elevatissima che troviamo in ogni pagina dell’opera di Yoichi Takahashi. Questo approccio è l’ideale per i fan del manga e dell’anime, che si ritroveranno a rivivere in maniera interattiva le avventure dei loro beniamini, tuttavia per coloro che non conoscono la storia o che non avevano giocato a Rise of New Champions, la narrativa è abbastanza approssimativa e non riesce a restituire le giuste sensazioni e informazioni.
A rendere il tutto ancora più interessante è il fatto che WORLD FIGHTERS non vuole essere soltanto una riproposizione degli eventi già conosciuti: accanto ai protagonisti storici trovano spazio personaggi originali e, soprattutto, il proprio calciatore personalizzato, che può essere inserito all’interno della storia e sviluppato progressivamente. È una soluzione che permette al giocatore di vivere il percorso della nazionale giapponese da una prospettiva più personale, anziché limitarsi a impersonare Tsubasa e gli altri personaggi dell’opera. La presenza di nuove squadre e di oltre 110 personaggi giocabili sono un grande incentivo per chi aveva amato il primo capitolo, e il fatto di poter osservare da vicino situazioni inedite non presenti nel manga è un’emozione unica.
Il calcio è libertà!
È naturalmente sul campo da calcio che CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS deve dare il meglio di sé. L’obiettivo non è mai stato quello di competere con FIFA o con gli altri simulatori calcistici tradizionali, e fortunatamente il gioco lo dichiara apertamente: qui il calcio è spettacolo, velocità, tecnica e soprattutto esagerazione. La struttura rimane quella di un gioco sportivo arcade nel quale bisogna muovere la propria squadra, costruire azioni, passare il pallone, dribblare gli avversari e trovare lo spazio giusto per arrivare alla conclusione, ma ogni elemento viene portato all’estremo. Contrasti, passaggi e tiri possono essere attivati normalmente o tramite mosse speciali con animazioni cinematografiche che rappresentano la potenza dei protagonisti. Sono presenti oltre 150 mosse speciali animate, e sono vere e proprie risorse da gestire nel corso dell’incontro, capaci di cambiare l’inerzia di una partita nel momento giusto. Il risultato è un sistema che, pur rimanendo accessibile, ha una discreta componente strategica: non basta infatti premere continuamente il pulsante dell’attacco più spettacolare: bisogna gestire il possesso, creare spazi, scegliere quando utilizzare determinate tecniche e coordinare i giocatori per costruire l’azione migliore, in una sorta di sistema carta-sasso-forbici che fa uso anche di riflessi e tempismo.
Rispetto ad altre produzioni più realistiche, CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS non risulta lento o noioso nella progressione della partita, anzi. Le azioni sono rapide, gli intervalli tra una giocata e l’altra sono ridotti e la sensazione generale è quella di una partita che raramente concede momenti morti. Il gioco ha ampliato sensibilmente le possibilità offensive e difensive rispetto a Rise of New Champions, permettendo ad alcuni giocatori di superare più avversari consecutivamente, effettuare passaggi estremamente precisi o intervenire in maniera molto aggressiva sul portatore di palla. Il sistema dei portieri rappresenta poi una delle novità più interessanti, soprattutto perché per la prima volta sarà possibile assumere direttamente il ruolo dell’nume protettore della squadra. Durante il tiro potremo selezionare la direzione in cui vogliamo mandare la palla, e di rimando, se siamo in difesa, potremo osservare per un attimo la traiettoria del tiro prima di decidere in che direzione far saltare il portiere, una soluzione che lo rende qualcosa di più di un semplice personaggio controllato automaticamente e introduce una variazione significativa nel modo di affrontare gli incontri. Poter controllare il portiere, tuttavia, darebbe tecnicamente la possibilità di non subire mai reti se il giocatore è bravo: per ovviare a questo problema i portieri hanno una sorta di barra della resistenza, che si svuota ad ogni colpo parato in una quantità dipendente dalla qualità della parata effettuata. È un sistema che contribuisce a rendere gli incontri più ragionati, costringendo il giocatore a scegliere tra cercare immediatamente la conclusione o costruire un’azione più lunga per indebolire gradualmente la difesa avversaria.
La grande quantità di personaggi e tecniche garantisce una certa varietà nella costruzione delle squadre, mentre la possibilità di creare un calciatore personalizzato aggiunge un ulteriore livello di progressione. Il giocatore può orientarlo verso un determinato ruolo, sviluppandone caratteristiche e abilità in base al proprio stile, e può persino inserirlo nelle dinamiche della storia, scegliendo per lui viso, capelli, occhi e quant’altro per renderlo il più vicino possibile al nostro ideale di avatar nello stile del sensei Takahashi. Purtroppo non abbiamo potuto provare la modalità online in fase di recensione, dato che i server sono ancora chiusi, ma una volta che le partite online saranno accessibili, i giocatori potranno portare sul campo il proprio personaggio principale, scegliendo non solo il suo aspetto ma anche il suo ruolo, le mosse speciali e le statistiche, in maniera da sentirsi veramente parte della propria squadra nazionale.
Da modelli statici ad animazioni mozzafiato
Dal punto di vista tecnico, WORLD FIGHTERS sembra aver compreso perfettamente quale debba essere la propria priorità: non certo il fotorealismo, ma la capacità di trasformare il manga di Yoichi Takahashi in movimento. I modelli tridimensionali dei personaggi cercano di riprodurre fedelmente le caratteristiche dell’opera originale, mantenendo quelle proporzioni e quei tratti volutamente caricaturali che hanno sempre contraddistinto CAPTAIN TSUBASA. La cosa particolarmente riuscita è che questa direzione artistica non sembra limitarsi ai personaggi già conosciuti. Anche il protagonista creato dal giocatore riesce a inserirsi naturalmente nello stesso universo visivo, evitando quell’effetto di “personaggio generico” che spesso affligge gli avatar personalizzati inseriti all’interno di produzioni basate su anime.
Le espressioni facciali, le animazioni e soprattutto le tecniche speciali sembrano poi essere state costruite con l’obiettivo di riprodurre la spettacolarità delle tavole del manga e delle sequenze dell’anime, con palloni che assumono velocità e traiettorie impossibili, giocatori che compiono acrobazie completamente fuori scala e conclusioni che trasformano per qualche secondo il campo di calcio in un vero cinema. Anche la varietà sembra essere stata presa in seria considerazione: le 22 squadre nazionali, gli oltre 110 personaggi giocabili e le più di 150 tecniche speciali rappresentano numeri importanti per un titolo di questo genere e dovrebbero contribuire a mantenere l’esperienza visivamente movimentata anche sul lungo periodo.
Gli stadi e le diverse ambientazioni contribuiscono a dare una certa varietà alle partite, è però importante non confondere la qualità della direzione artistica con una valutazione tecnica definitiva: nonostante la fluidità costante e i lati positivi di cui abbiamo già parlato, il punto dolente si trova fuori dal campo da calcio. Tutto il tempo passato fuori dalle partite, infatti, è pieno di cutscene dove i modelli sono statici, con animazioni semplici, approssimative e dosate col misurino. È veramente un peccato, perchè se il team di sviluppo avesse adottato lo stesso impegno usato per i tiri speciali anche per le sezioni di intervallo, sarebbe uscito fuori un vero e proprio anime da giocare, cosa che abbiamo invece potuto godere con altre produzioni più o meno recenti come Dragon Ball Z: Kakarot, che da quel punto di vista era semplicemente spettacolare.
A chi consigliamo CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS?
CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS è un titolo pensato prima di tutto per chi vuole vivere il calcio come lo ha sempre immaginato attraverso un manga o un anime: partite combattute fino all’ultimo secondo, rivalità personali, giocatori capaci di compiere imprese impossibili e palloni che sembrano avere una propria volontà distruttiva. I fan di CAPTAIN TSUBASA troveranno probabilmente un’enorme quantità di materiale con cui divertirsi, soprattutto grazie al roster ampliato, alle nuove nazionali, alle tecniche inedite e alla possibilità di creare il proprio giocatore. Non lo consigliamo invece a chi cerca una simulazione calcistica realistica o un’esperienza basata esclusivamente sulla tattica tradizionale. WORLD FIGHTERS appartiene a una categoria completamente diversa: è più vicino a un gioco arcade spettacolare che a un simulatore, e il suo fascino nasce proprio dalla possibilità di vedere Tsubasa e gli altri protagonisti eseguire mosse che nella realtà sarebbero semplicemente impossibili. Ci sbilanciamo anche dicendo che per chi vorrebbe un’esperienza calcistica ma più ragionata e strategica piuttosto che d’azione, il nostro consiglio vira decisamente verso Inazuma Eleven: Victory Road.
- Animazioni delle mosse spettacolari
- Gameplay ben studiato
- Protagonista personalizzabile ben integrato nello stile di Takahashi
- Tantissime squadre e personaggi
- Animazioni quasi inesistenti fuori dal campo da calcio
- Una volta imparato il sistema, alla lunga può risultare ripetitivo
- Considerando solo i capitoli principali, la storia finisce in fretta
CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS
Via, verso un campo dove si scorge l'orizzonte!
CAPTAIN TSUBASA 2: WORLD FIGHTERS non vuole simulare il calcio, non vuole competere con i grandi titoli sportivi tradizionali e soprattutto non vuole rinunciare a quell’esagerazione che ha reso Captain Tsubasa una delle opere sportive più riconoscibili di sempre. Rispetto al primo capitolo sono stati ampliati i contenuti, con la presenza di 22 squadre, più di 110 personaggi, oltre 150 tecniche speciali, un sistema per creare il proprio giocatore e la possibilità di controllare per la prima volta un portiere. Tutto questo costituisce una base solida per un sistema di gioco che ha centrato il bersaglio più importante: quello di rendere divertente il calcio anche a chi normalmente non ha alcun interesse per i giochi sportivi.
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