Vi è mai capitato di rimanere bloccati su un treno del ’37 in un paese sperduto dell’interland pugliese con 45° nel bel mezzo del 14 di agosto? Tanto da avere allucinazioni e arrivare a immaginare uno strano mix fra Densha de Go, Sonic, Jet Set Radio e Tony Hawk’s Pro Skater? È sicuramente ciò che dev’essere capitato agli sviluppatori di Undercoders, magari proprio mentre erano in vacanza in Salento e gli sarebbe piaciuto invece essere in Giappone. Non posso spiegare altrimenti la nascita di Denshattack!, che è proprio ciò che vi ho descritto: un’estetica in stile anime, un cuore nipponico che omaggia l’epoca Dreamcast e acrobazie impensabili per una locomotiva di 58 tonnellate.
Abbiamo avuto modo di percorrere i pericolosissimi binari del titolo spagnolo su Nintendo Switch 2, console ibrida sulla quale il titolo riesce fortunatamente a mantenere intatto uno degli elementi più importanti dell’esperienza: la velocità. Perché Denshattack! è soprattutto un gioco che vuole farci andare sempre più forte e convincerci, tentativo dopo tentativo, che nulla è impossibile a bordo di una locomotiva se ci crediamo abbastanza.
Denshattack! è disponibile su Nintendo Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, sviluppato da Undercoders e pubblicato da Fireshine Games al prezzo budget di 19,99 €, sfortunatamente solo in formato digitale. Vediamo un po’ di spiegarvi come funziona questo folle esperimento.
- Titolo: Denshattack!
- Piattaforme: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
- Versione analizzata: Nintendo Switch 2 (EU)
- Genere: Azione, Platform
- Giocatori: 1
- Publisher: Fireshine Games
- Sviluppatore: Undercoders
- Lingua: Inglese e giapponese (doppiaggio), inglese (testi)
- Data di uscita: 15 luglio 2026
- Disponibilità: digital delivery
- DLC: Seasonal Skins Pack e colonna sonora digitale
- Note: il gioco è disponibile su Xbox Game Pass; su PC è incluso in Game Pass PC e su Xbox nel piano Ultimate
Abbiamo recensito Denshattack! con un codice Nintendo Switch 2 fornitoci gratuitamente da Fireshine Games.
Keine Gegenstände aus dem Fenster werfen
In un Giappone profondamente trasformato e distopico nel quale le principali città sono state isolate sotto enormi cupole a causa dei cambiamenti climatici dalla spietata corporazione Miraido, i treni sono diventati qualcosa di decisamente diverso dai pacifici mezzi che siamo abituati a utilizzare. In questo Giappone pregno di un’aura decisamente cool nonostante gli evidenti problemi ci ritroviamo nei panni di Emi, giovane fattorina che si guadagna da vivere consegnando ramen a bordo di una vecchia locomotiva truccata, sfrecciando su binari che sembrano tutto tranne che sicuri.
Dopo aver fatto la conoscenza del nostro primo amico, Fernando Tamashiro (sì. Non è un nome inventato da Maccio Capatonda), il nostro obiettivo diventerà quello di partire dal fondo della gerarchia dei cosiddetti Denshattacker e costruirci via via una reputazione, affrontando bande rivali e scontrandoci alcune delle locomotive più improbabili che potessero venire in mente agli sviluppatori, che ci hanno ficcato dentro tutto ciò che gli piaceva della cultura giapponese— il primo boss, infatti, sarà un super robot a metà fra il GaoGaiGar e il Nobell Gundam, per intenderci. Il viaggio ci porterà attraverso 8 grandi regioni e ben 46 prefetture (tra cui Kyushu, Osaka, Tokyo e Hokkaido), passando senza troppi problemi da scenari relativamente credibili a situazioni nelle quali qualsiasi pretesa di realismo viene pacificamente lanciata fuori dal finestrino (da qui il titolo del paragrafo, amici pendolari).
Quel poco di trama, come era lecito aspettarsi per un gioco del genere (mica è DEATH STRANDING) serve solo a fare collante fra un livello e l’altro e come scusa per presentarci nuovi rivali, scenari e boss sempre più fuori di testa inviati da Miraido. E va benissimo così: il cuore di Denshattack! è l’esperienza sui binari, imparare a padroneggiare il proprio mezzo e raggiungere punteggi sempre più elevati.
Escape from the city
Nonostante le premesse iniziali volutamente scherzose, paragonare Denshattack! al più celebre cugino su rotelle e definirlo un “Tony Hawk con i treni” è banale e probabilmente un po’ fuorviante. Certo, come in Tony Hawk la locomotiva può saltare, effettuare trick, grindare, esibirsi in vertiginosi wall-run sui muri verticali, concatenando acrobazie per accumulare punti e moltiplicatori, ma i livelli sono costruiti attorno a percorsi il più delle volte obbligati… non a caso i treni viaggiano su binari.
Raggiungere gli obiettivi prefissati da ciascun livello e ottenere il punteggio più alto possibile cambia quindi dal cercare i migliori spot, rampe e pipe che ci permettano di fare quanti più trick possibili nel tempp a disposizione, ad affrontare il percorso ferroviario evitando gli ostacoli e compiendo le azioni richieste, ciascuna affidata a un comando particolare: saltare, frenare in curva, effettuare vere e proprie schiacciate col culo, suonare il clacson per rompere determinati ostacoli e altro ancora.
E qui affrontiamo il primo, vero problema di questa produzione: poco per volta, il gioco ci complicherà la vita con quelli che secondo me sono troppe azioni e comandi da tenere a mente, alle quali si aggiungono quelle per i trick. Imparare sarà un po’ difficile all’inizio, ma una volta padroneggiati i controlli inizierete a divertirvi davvero.
I livelli sono velocissimi e richiedono di essere ripetuti qualche volta prima di poter essere percorsi con naturalezza e raggiungere un punteggio soddisfacente (anche perché alcuni di essi presentano diramazioni che ne cambiano la struttura). Durante i primi tentativi capiterà di schiantarsi, sbagliare salti o accorgersi troppo tardi di una deviazione, ma poi inizieremo a leggere il percorso più facilmente, anticipando curve e ostacoli e trasformando quello che inizialmente sembrava puro caos in una coreografia abbastanza precisa.
Ciascun livello, come già detto, ci metterà di fronte a diversi obiettivi da completare, nonché a diverse tipologie di sfide: oltre ad arrivare al traguardo ci verrà chiesto di raggiungere un determinato punteggio, oppure di concatenare una combo di almeno un certo numero di acrobazie, oppure saremo chiamati a fare vere e proprie gare in stile Mario Kart con altre locomotive. Senza contare le già citate e divertentissime boss battle, Denshattack! è rigiocabile finché non ci verrà a nausea.
Ogni qual volta che sbaglieremo, in ciascuna tipologia di livello, potemo ripartire qualche istante prima, e se proprio saremo impediti, il gioco ci farà saltare direttamente l’ostacolo con il sistema anti-bestemmia che ho trovato più che mai rilassante con questo caldo afoso e privo di aria condizionata che poteva spingermi a buttare via centinaia euro tra controller e televisore. Ovviamente, non senza penalità: porteremo sì a termine il livello, ma con in mano un pugno di mosche che potremo ficcarci… in tasca.
Attenzione! Treno in transito al binario 2, allontanarsi dalla linea gialla
Abbiamo viaggiato su Denshattack! in prima classe a bordo di Nintendo Switch 2, la console più recente rilasciata dai big 3. L’aspetto più importante della produzione era preservare la velocità e soprattutto i 60 fotogrammi al secondo, rimanendo il più possibile stabile sia in modalità portatile che su televisore. E c’è da dire che il titolo ci riesce bene, lo stile in cel shading si presta decisamente bene allo scopo, ma non è tutto rame quello che luccica tra i binari.
Denshattack! purtroppo non è privo di bug, e la lista è abbastanza lunga. Quelli più eclatanti ci costringono a chiudere e riaprire il gioco perché dopo determinati livelli gli FPS precipitano in un canyon e i 60 diventano solo un sogno di quelli che fai quando ti addormenti sulla Yamanote Line a Tokyo. Altro grande difetto viene dalla console, purtroppo non è il massimo da giocare in portatile perché i comandi sono molto più agevoli con un controller pro piuttosto che con i Joy-Con 2 collegati alla console, ma potrebbe benissimo trattarsi di un’impressione soggettiva: provatelo, al massimo dovrete portarvi dietro un controller in più, tanto di per sé per portarvi dietro una console portatile così ingombrante vi serve per forza uno zaino. O un bagaglio a mano, se vogliamo restare in tema.
Parliamo in termini di direzione artistica: Denshattack! è favoloso da vedere e da sentire e il tocco di classe è il doppiaggio giapponese che vi calerà immediatamente nel contesto anime, facendovi dimenticare del tutto che non si tratta di una produzione di matrice asiatica, ma totalmente sviluppata qui in Europa. Una menzione speciale va infine alla colonna sonora che può contare sulla collaborazione di compositori leggendari come Tee Lopes (Sonic Mania), Kohta Takahashi (Ridge Racer), Shoji Meguro + Lotus Juice (proprio quelli di Persona), Takenobu Mitsuyoshi (Virtua Fighter) e Richard Jacques (Jet Set Radio). E che dirvi di più, vagoncini e vagoncine? La colonna sonora è su Spotify. Prego.
A chi consigliamo Denshattack?
Denshattack! è da provare, almeno una volta. Ne rimarrete stregati, anche se inizialmente sarete un po’ spaventati dalla quantità di comandi da memorizzare e tenere a menote nella frenesia dei livelli. Se amate Sonic, Jet Set Radio e dai, anche Tony Hawk, non potrete non amare alla follia questo titolo, considerando che per il prezzo al quale è venduto offre tantissime ore di divertimento e di sano git gud.
- Esteticamente meraviglioso
- Divertente da giocare e da padroneggiare
- Colonna sonora spettacolare
- Tutto questo per poco meno di venti euro
- I controlli sono un po’ difficili da apprendere
- Conta ancora di qualche bug di troppo
- Voglio una versione fisica
Denshattack!
Non ci sono freni sul treno dell'hype
Denshattack! è sorprendente. I developer di Undercoders sono riusciti a tirare fuori un gioco davvero divertente e fresco da gustarci per tutta l’estate nonostante, sulla carta, non inventi praticamente nulla di nuovo, ma confermando che il panorama indie è quello dal quale vengono fuori la maggior parte dei giochi che ricorderemo in futuro. L’estetica curatissima non mancherà di elettrizzare gli appassionati di anime e videogiochi giapponesi, mentre colonna sonora e doppiaggio faranno fatica a farvi credere che si tratti di un titoli sviluppato da ragazzi spagnoli piuttosto che di Osaka. Le uniche pecche sono bug, che sono già in via di correzione da parte del team di sviluppo, e una complessità dei controlli che, ahimé, o imparate a padroneggiare o scendete e aspettate il prossimo treno.
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