Dobbiamo dire che negli ultimi anni la serie di STORY OF SEASONS ha vissuto momenti altalenanti, e per dire ciò li abbiamo provati praticamente tutti, sin dal primo, leggendario Harvest Moon su Super Nintendo. Alcuni capitoli sono riusciti a catturare perfettamente quella magia rilassante tipica dei vecchi Harvest Moon (o Bokujō Monogatari, se vogliamo citare il titolo originale), mentre altri sono sembrati più frettolosi o incapaci di evolvere davvero la formula. Grand Bazaar, invece, è stata una sorpresa estremamente positiva. Dopo averci passato sopra decine di ore, la sensazione è quella di trovarsi davanti non soltanto a un remake ben fatto del gioco uscito un tempo per Nintendo DS, ma probabilmente a uno dei capitoli più completi, coinvolgenti e assuefacenti che la serie abbia pubblicato negli ultimi anni. Marvelous non si è limitata a fare una semplice remaster in alta definizione, ma questa nuova versione espande enormemente il contenuto, migliora il ritmo e aggiunge qualità della vita, rendendo il gameplay molto più moderno. Per quelli come noi che hanno passato anni con questa saga e si sono ormai abituati ad annaffiare, raccogliere, vendere nel cassone e andare a dormire, Grand Bazaar prova a costruire una routine diversa.
- Titolo: STORY OF SEASONS: Grand Bazaar
- Piattaforma:PlayStation 5, Xbox Series X|S
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Farming Sim
- Giocatori: 1
- Publisher: Marvelous Europe
- Sviluppatore: Marvelous
- Lingua: Inglese (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 28 maggio 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: non annunciati
- Note: il gioco è già disponibile anche su Nintendo Switch 2, Nintendo Switch e PC tramite Steam
Abbiamo recensito STORY OF SEASONS: Grand Bazaar con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da Marvelous Europe.
Benvenuti al Bazaar
L’idea che hanno avuto i ragazzi di Marvelous! per cambiare le carte in tavola è semplicissima ma geniale: invece di spedire automaticamente gli oggetti in una cassa come avviene nella maggior parte dei titoli della serie, qui il grosso del guadagno passa attraverso il bazaar settimanale. Ogni sabato la città si anima con un enorme mercato dove i cittadini aprono le proprie bancarelle e vendono prodotti, animali, strumenti, cibo e materiali. Anche il giocatore ha il proprio stand personalizzabile, e l’intera settimana ruota attorno alla preparazione del bazaar. Oltre ad accumulare gli oggetti che abbiamo intenzione di vendere, bisogna organizzare gli spazi del banco, decidere quali prodotti conviene portare, attirare clienti con il campanello e cercare di massimizzare i profitti.
Le cose a questo punto prendono una piega molto diversa dalla solita: se una volta semplicemente accumulavamo il più possibile per poi vendere tutto insieme, adesso acquista grande importanza anche la qualità stessa della merce, avendo un numero di slot limitati sul banco. Piuttosto che andare a vendere grandi quantità di pomodori di infima qualità, è molto più redditizio investire in concime per aumentarla, o anche andare a “trasformare” i nostri prodotti in piatti cucinati, accessori già lavorati, o prodotti rifiniti dai fiori colti in giro. Questo rende tutto molto coinvolgente e dà la costante sensazione di star lavorando per qualcosa di concreto.
I’ll Sleep when I’m Dead
Chi si aspetta un’esperienza ultra rilassante potrebbe restare un po’ spiazzato. Grand Bazaar è probabilmente uno dei capitoli più movimentati della serie. C’è sempre qualcosa da fare tra raccogliere materiali, cucinare, trasformare prodotti, controllare il vento per i mulini, completare richieste, gestire gli animali, ottimizzare le coltivazioni e preparare il bazaar successivo, e tutto questo tenendo da conto la propria barra della stamina (che può essere riempita in parte facendo un bagno caldo a casa una volta al giorno, o mangiando del cibo). Il gioco spinge continuamente il giocatore a migliorare l’efficienza della propria routine. È un altro di quei giochi (e ultimamente ne sto recensendo troppi di questa tipologia, povero me) in cui dire “faccio un’altra giornata e poi smetto” è una palese bugia che porta ad andare a dormire alle tre di notte.
Uno degli aspetti più riusciti del gioco è il sistema dei mulini a vento. Invece delle infinite maker machine viste in Pioneers of Olive Town, che spesso trasformavano la fattoria in una fabbrica confusionaria, qui tutto passa attraverso pochi grandi mulini che lavorano i materiali in base alla forza del vento. All’interno dei mulini possiamo inserire legna per creare listoni, latte per creare yogurt, erba per creare fertilizzante, pietre preziose per creare accessori o potenziare i nostri strumenti da giardinaggio, in un sistema molto più elegante, gestibile e piacevole da gestire. Uniamolo al fatto che, andando avanti col gioco, il nostro scopo sarà anche aumentare la qualità di ogni singolo oggetto e presto ci renderemo conto di star realmente facendo crescere una attività commerciale. L’unico vero difetto da questo punto di vista è che uno stesso oggetto ma con due qualità diverse occupa diversi slot nell’inventario, che è già limitato di suo e alla lunga può far diventare la cosa frustrante.
Contenuti che fioccano come erbacce
Una delle sorprese più grandi è quanto il gioco riesca a durare senza diventare noioso. Dopo decine di ore ci sono ancora obiettivi da inseguire, ricette da scoprire, relazioni da approfondire e qualità da aumentare. Questo succede perché Grand Bazaar stratifica continuamente nuovi sistemi sopra quelli esistenti. Durante la nostra avventura, per esempio, faremo la conoscenza dei folletti della natura, che permettono di migliorare permanentemente la qualità di tutti i pesci, minerali, insetti e altri oggetti semplicemente dandogliene in cambio una certa quantità. Abbiamo poi le richieste dei cittadini che sbloccano nuove funzioni e nuovi negozi, le feste stagionali che incentivano a specializzarsi in specifiche produzioni (come la festa del miele, in cui spronano il giocatore a creare una torta al miele da regalare alla propria “persona speciale”), o gli animali che migliorano i propri prodotti con l’aumento dell’affetto.
STORY OF SEASONS: Grand Bazaar ha dei sistemi che alimentano quelli successivi, e persino le relazioni sociali hanno una struttura più interessante del solito: non basta parlare alle persone e far loro regali per aumentare i “cuori”, ma ci sono soglie ove è necessario completare delle richieste specifiche per poter proseguire nella relazione. Le amicizie e le romance sono quindi più lente ma più soddisfacenti, e arrivare al matrimonio richiede tempo e impegno. Ricordiamo anche che, da alcuni anni a questa parte, all’interno della saga è possibile sposare chiunque a prescindere dal sesso, per la felicità di chi vuole sposare qualcuno del proprio genere.
Un’atmosfera “Cozy”. Ancora devo capire cosa vuol dire “cozy”
Sul fronte artistico Grand Bazaar centra perfettamente il tono che un titolo di questo tipo dovrebbe avere. La città è calda, accogliente e piena di vita, le stagioni cambiano gradualmente l’atmosfera del mondo, i colori sono morbidi e rilassanti, e tutto risulta coeso senza arrivare al piattume. Menzione speciale per la colonna sonora, che non stanca mai anche dopo ore e ore e anzi tende a far canticchiare ogni motivetto. Graficamente non possiamo gridare al miracolo (e in questo tipo di produzioni non è mai quello che ci aspettiamo), ma i caricamenti sono rapidi, è tutto fluido, e ciò permette di giocare in maniera scorrevole e senza pensieri.
Passiamo però ai difetti, perchè STORY OF SEASONS: Grand Bazaar non è certo perfetto. Il problema più evidente riguarda probabilmente il bilanciamento economico, poichè a un certo punto il mining e la creazione di gioielli diventano talmente redditizi da rendere l’agricoltura e i prodotti caseari praticamente inutili. L’economia è facilmente rompibile, soprattutto una volta iniziata ad aumentare abbastanza la qualità degli oggetti. Anche lo spazio della fattoria può risultare limitante: tra alberi, sementi e animali arriva presto il momento in cui lo spazio non è sufficiente. I personaggi, inoltre, pur essendo simpatici e piacevoli, raramente raggiungono la profondità emotiva di alcuni vecchi capitoli storici della serie.
Costruisci la tua fattoria a Zefiria e riporta nuova vita in quello che un tempo era un famoso bazar. Installa la tua bancarella da cui vendere beni e prodotti ottenuti dai campi che coltivi e dagli animali che allevi nella tua fattoria. Incontra, inoltre, gli affascinanti cittadini con cui potrai stringere amicizie, o qualcosa di più, mentre aiuti la loro compatta comunità a prosperare.Conosci la comunità di Zefiria, con il suo vivace gruppetto di personaggi, dagli amichevoli abitanti alle magiche creature della natura. Trova nuove amicizie, innamorati e, perché no, creati una famiglia con uno dei dodici affascinanti personaggi pronti a condividere questo nuovo capitolo insieme a te.
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A chi consigliamo STORY OF SEASONS: Grand Bazaar?
STORY OF SEASONS: Grand Bazaar è perfetto per chi ama i simulatori ricchi di sistemi e con un senso di progressione costante. Se vi piace pianificare le giornate e migliorare lentamente ogni aspetto della vostra fattoria, inseguendo continuamente nuovi obiettivi, questo gioco rischia seriamente di divorarvi centinaia di ore. Consigliato anche a chi era rimasto scottato dalla delusione degli ultimi STORY OF SEASONS, perchè in questo è chiaro che la direzione è più ispirata e ragionata. Per chi cerca invece un’esperienza super rilassata e minimale non è esattamente indicato, perché Grand Bazaar richiede attenzione e pianificazione.
- Il bazaar aggiunge un livello interessante di profondità
- Grafica piacevole e fluida e bella colonna sonora
- Pieno di meccaniche intelligenti
- Personaggi e storia poco profondi
- Poco spazio nella fattoria
- Economia facilmente rompibile
STORY OF SEASONS: Grand Bazaar
Una mucca oggi, una gallina domani, un alpaca per sempre
Dopo tantissime ore passate con la nostra fattoria, STORY OF SEASONS: Grand Bazaar si è rivelato uno dei farming sim più coinvolgenti che abbiamo giocato negli ultimi anni. Ha una quantità enorme di contenuti, ma soprattutto ogni sistema si collega agli altri creando una routine geniale. Il bazaar trasforma completamente il classico ciclo della serie, dando uno scopo più concreto a tutto ciò che si fa durante la settimana. Dopo tanto tempo, STORY OF SEASONS è tornato a fasti che non credevamo più possibili.
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