MOUSE: P.I. For Hire – Recensione

MOUSE: P.I. For Hire è disponibile dal 16 aprile su PlayStation, Xbox, Nintendo Switch e PC. La nostra recensione!

MOUSE P.I. For Hire - Recensione

Rilasciato il 16 aprile, MOUSE: P.I. For Hire, sviluppato da Fumi Games e pubblicato da PlaySide Studios, si presenta come un titolo che punta a distinguersi attraverso una fusione audace tra il linguaggio degli FPS moderni e un’estetica fortemente ispirata ai cartoni animati degli anni ’30 e ’40. Originariamente annunciato come progetto indipendente, il gioco ha rapidamente catturato l’attenzione grazie alla sua direzione artistica, che richiama esplicitamente l’immaginario dei primi cortometraggi animati, rielaborandolo però in chiave oscura e violenta. Questa scelta stilistica non si limita a un mero esercizio visivo, ma si intreccia con una solida struttura da shooter classico, caratterizzata da livelli lineari ma ricchi di segreti, un arsenale in evoluzione e un ritmo di gioco decisamente orientato all’azione.

Nei panni del detective Jack Pepper, il giocatore esplora una città decadente abitata da animali antropomorfi, affrontando un’indagine che si sviluppa tra sparatorie, esplorazione e raccolta di indizi. Ma, al di là di un concept intrigante e di un’identità visiva ben definita, resta una domanda cruciale: MOUSE: P.I. For Hire riesce davvero a sostenere le sue ambizioni anche sul piano del gameplay e della struttura, o il suo fascino si esaurisce nella superficie stilistica?

MOUSE P.I. For Hire - Recensione

  • Titolo: MOUSE: P.I. For Hire
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Azione
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Playside Studios Ltd
  • Sviluppatore: FumiGames
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 16 aprile 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: la software house ha annunciato che in futuro rilascerà un DLC di storia dedicato al gioco
  • Note: nessuna

Abbiamo recensito MOUSE: P.I. For Hire con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da FumiGames.

Ambientato nella città immaginaria di Mouseburg, un mondo in stile anni ’30 popolato da animali antropomorfi, MOUSE: P.I. For Hire segue le vicende di Jack Pepper, un ex eroe di guerra e poliziotto diventato detective privato. In una metropoli corrotta, segnata da criminalità, tensioni sociali e discriminazioni — soprattutto nei confronti dei toporagni — Jack si guadagna da vivere risolvendo piccoli casi, spesso per pagare i suoi debiti. La storia prende il via con la scomparsa misteriosa di un suo vecchio compagno d’armi, Steve Bandel, ora illusionista. Quello che sembra un semplice caso di persona scomparsa si trasforma rapidamente in un’indagine molto più ampia, che porta Jack a scoprire una rete di corruzione che coinvolge politici, forze dell’ordine e organizzazioni criminali…

MOUSE: P.I. For Hire – Recensione

Cercasi disperatamente detective…

Come l’incipit lascia intuire, MOUSE: P.I. For Hire tende talvolta a ricadere nel didascalico, soprattutto quando introduce riferimenti espliciti a gruppi che richiamano i nazisti, impegnati a perseguitare i toporagni, già trattati dalla società come cittadini di seconda classe. Nonostante ciò, per gran parte dell’esperienza la trama noir riesce a catturare l’attenzione, spingendo il giocatore a raccogliere indizi, appuntarli sulla bacheca di Jack e collegarli tra loro per risolvere il caso più importante della sua carriera. Per arrivare alla verità, bisogna esplorare una serie di livelli ben progettati e affrontare sparatorie intense. Il combat system e il level design si mantengono su standard molto elevati, il vero punto di forza, però, è lo stile visivo distintivo, chiaramente ispirato ai cartoni animati classici: se inizialmente si potrebbe temere una certa ripetitività, gli sviluppatori riescono invece a sfruttare questa estetica per offrire una sorprendente varietà di scenari, tutti ispirati all’animazione degli anni ’30 e ’40.

Il gioco include un hub centrale a cui si ritorna dopo ogni missione per interagire con i personaggi, un minigioco di carte collezionabili e una mappa animata che consente di spostarsi tra i livelli, anche se al momento manca un sistema per rigiocare quelli già completati. I livelli sono un piacere da esplorare: non solo risultano visivamente autentici, ma evitano anche di essere troppo lineari o dispersivi. Esiste sempre un percorso principale, ma anche numerosi angoli nascosti pieni di dettagli curiosi — piante con volti, ragni con scarpe, lumache danzanti e altre stranezze in perfetto stile cartoon. L’impressione è quella di muoversi all’interno di una serie di classici animati, almeno finché le sparatorie non riprendono il sopravvento.

MOUSE: P.I. For Hire – Recensione

Il combattimento occupa circa l’80% dell’esperienza, un aspetto che potrebbe non piacere a tutti, ma che farà felici gli amanti degli sparatutto ben realizzati. I nemici sono numerosi e vari, e gli scontri offrono situazioni diverse: si passa da conflitti più diretti in corridoi a momenti più strategici, in cui sfruttare l’ambiente o i potenziamenti per avere la meglio. Le battaglie sono impegnative, con avversari capaci di infliggere ingenti danni in pochi colpi, rendendo fondamentale muoversi continuamente grazie a abilità come scatto, doppio salto e rampino. A bilanciare la difficoltà ci pensa il sistema di cura: Jack può trasportare fino a nove pezzi di formaggio da consumare durante gli scontri, permettendo di evitare la morte con un po’ di abilità e attenzione.

Anche l’arsenale rappresenta un elemento di spicco: le armi, pur richiamando l’estetica dei cartoni animati classici, risultano potenti e appaganti. La James Gun, versione in-game (e sarcastica) del Tommy Gun, è tra le più riuscite: devastante, soddisfacente da usare e ulteriormente migliorabile grazie a progetti nascosti nei livelli. Anche pistola, fucile a pompa e lancia-acido si rivelano divertenti, mentre alcune armi introdotte più avanti non raggiungono lo stesso livello qualitativo, pur diventando utili in situazioni specifiche se potenziate.

A frenare leggermente l’esperienza ci pensano alcuni picchi di difficoltà nelle fasi finali e un arsenale non sempre bilanciato, assieme a qualche piccolo bug, ma nonostante questi limiti MOUSE: P.I. For Hire resta un FPS creativo, originale e ricco d’azione, capace di fondere animazione classica, immaginario noir e sparatorie solide in un’esperienza davvero unica nel suo genere.

MOUSE: P.I. For Hire è uno sparatutto in prima persona ricco d’azione, che trae ispirazione dai classici cartoni animati degli anni Trenta. Le grafiche in bianco e nero con stile a tubo di gomma sono state disegnate a mano, fotogramma dopo fotogramma, creando un’estetica vintage d’impatto. Immergiti nella corruzione di un’appassionante trama investigativa noir mentre esplori ambienti vivaci con una colonna sonora originale di un’orchestra jazz e un arsenale completo di armi cartoonesche e devastanti potenziamenti.

Acquista MOUSE: P.I. For Hire su Amazon seguendo questo link e supporta Akiba Gamers!

A chi consigliamo MOUSE: P.I. For Hire?

MOUSE: P.I. For Hire è consigliato principalmente agli amanti degli sparatutto old-school, in particolare a chi ha una predilezione per i boomer shooter come DOOM, grazie al suo gameplay veloce e dinamico. È ideale anche per chi apprezza gli stili visivi unici, ispirati ai cartoni animati degli anni ’30, con una grafica in bianco e nero e animazioni rubber hose che ricordano altri titoli famosi come Cuphead. Un gioco che si fa apprezzare per la sua immediatezza e il divertimento, ma che non è pensato per chi cerca una trama particolarmente profonda o una vera esperienza investigativa.

MOUSE: P.I. For Hire – Recensione

  • Estetica unica e affascinante
  • Gameplay dinamico e coinvolgente
  • Atmosfera a tinte noir ben realizzata…

  • …Ma il gameplay è fin troppo ripetitivo
  • Trama poco profonda
  • Scarso bilanciamento dell’armamentario
MOUSE: P.I. For Hire
3.7

Sparatutto old-school, forse troppo

MOUSE: P.I. For Hire è un’esperienza che sa come catturare l’attenzione, grazie a una combinazione vincente di stile visivo unico e gameplay frenetico. La sua estetica, ispirata ai cartoni animati degli anni ’30, è senza dubbio il suo punto di forza, donando un’identità visiva distintiva che affascina fin dal primo sguardo. La fusione tra un action shooter classico e l’atmosfera noir rende il gioco divertente, anche se non sempre profondo. Sebbene la trama e l’esplorazione siano coinvolgenti, il gioco non si allontana troppo dai canoni degli sparatutto, con un ritmo che predilige l’azione sopra ogni altra cosa. La progressione dell’arsenale e i numerosi combattimenti non deludono, ma potrebbero risultare ripetitivi per chi cerca una narrazione più articolata o sfide più varie. Un gioco che sa come divertire, ma che non riesce a raggiungere l’eccellenza a causa di qualche difetto nel bilanciamento e nella varietà delle meccaniche. Un titolo consigliato a chi cerca un’esperienza visivamente affascinante e dall’azione incalzante, ma che non aspettatevi una trama rivoluzionaria.

Amante dei videogiochi fin dalla tenera età, ama perdersi nella scrittura ascoltando le OST di FINAL FANTASY e KINGDOM HEARTS. Convinto fieramente che la bellezza di un equip sia più importante delle sue statistiche, è sempre alla ricerca di nuovi oggetti da aggiungere alla sua collezione videoludica.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.