Ci sono giochi che escono, vengono giocati, recensiti e poi dimenticati. E poi ci sono giochi che si fanno attendere così a lungo da diventare quasi una leggenda, una promessa sospesa nel tempo. INAZUMA ELEVEN: Victory Road appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Annunciato quasi un decennio fa, rimandato più e più volte, dato per disperso, rimaneggiato, ricostruito e infine tornato sul campo, il nuovo capitolo della serie LEVEL-5 aveva sulle spalle un peso enorme: quello delle aspettative.
la domanda era inevitabile: dopo tutto questo tempo, ne è valsa davvero la pena? La risposta, per chi ama Inazuma Eleven e per chi è disposto a lasciarsi coinvolgere dal suo mondo, è un convinto sì.
- Titolo: INAZUMA ELEVEN: Victory Road
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PlayStation 4, Nintendo Switch, PC
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: RPG, Sportivo
- Giocatori: 1
- Publisher: LEVEL-5
- Sviluppatore: LEVEL-5
- Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 13 novembre 2025
- Disponibilità: digital delivery
- DLC: per il gioco è disponibile il pacchetto upgrade all’edizione Deluxe
- Note: la software house ha annunciato l’intenzione di supportare il gioco grazie all’implementamento di nuovi contenuti gratuiti rilasciati periodicamente.
Abbiamo recensito INAZUMA ELEVEN: Victory Road con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da LEVEL-5 tramite KADOKAWA GAMES.
Un nuovo protagonista, un nuovo punto di partenza
INAZUMA ELEVEN: Victory Road sceglie di raccontare la sua storia da un’angolazione diversa rispetto al passato. Il protagonista non è un ragazzo che sogna il calcio, ma qualcuno che lo rifugge. Destin (o Unmei, nella versione originale) arriva alla South Cirrus Junior High proprio perché priva di una squadra di calcio: vuole lasciarsi tutto alle spalle. Attraverso una narrazione costruita con flashback ben dosati, scopriamo il motivo di questo rifiuto, legato a un trauma personale e a un amore spezzato per il “gioco più bello del mondo”.
È una scelta narrativa molto matura, che permette al titolo di costruire una storia più emotiva e introspettiva, fatta di legami, di rinascita e di crescita. Il calcio non è solo uno sport, ma un mezzo per ritrovare sé stessi. E quando lentamente rientra nella vita del protagonista, lo fa con una forza emotiva che funziona davvero.
Come da tradizione Inazuma, il cuore dell’esperienza sono i personaggi. Victory Road ne introduce moltissimi, ognuno con un design distintivo, una personalità marcata e una storia che contribuisce a dare spessore al mondo di gioco. Alcuni sono sopra le righe, altri più intimi e malinconici, ma nel complesso il cast riesce a creare un gruppo credibile e affiatato.
Il gioco punta moltissimo sulla costruzione dei rapporti: ogni reclutamento è un piccolo racconto, condito da moltissime cutscene ad anime tutte curate da ottimi doppiaggi sia inglese che giapponese. LEVEL-5 non ha avuto timore di prendere le cose con calma: per svariate ore non toccheremo nemmeno un campo da gioco, e passeremo il tempo conoscendo i personaggi, i contesti, esplorando e “combattendo” un minigioco di sasso-carta-forbici per convincere la gente a lasciarci in pace.
Non solo calcio giocato
Come accennato poc’anzi, chi si aspetta un’esperienza puramente sportiva potrebbe rimanere spiazzato. Victory Road è prima di tutto un JRPG narrativo, in cui le partite si alternano a esplorazione, missioni, dialoghi e attività secondarie. Alcuni incarichi, soprattutto nelle fasi iniziali, possono risultare ripetitivi o un po’ troppo diluiti, ma hanno sempre una funzione chiara: farci vivere il mondo, conoscere i personaggi e rendere il percorso più credibile.
Anche le attività minori, come prendere a calci palloni sparsi per le mappe per ottenere oggetti o affrontare scontri a morra cinese, contribuiscono a mantenere un buon ritmo e a variare l’esperienza. Non sono sistemi profondissimi, ma funzionano come collante tra una partita e l’altra, evitando che il gioco diventi una semplice sequenza di match.
Quando si scende in campo
È però sul campo da gioco che INAZUMA ELEVEN: Victory Road mostra il suo vero potenziale. Il sistema di gioco riesce a fondere elementi RPG e calcio tattico in modo sorprendentemente efficace. Ogni azione è una scelta: tentare un dribbling, passare la palla, rischiare un tiro da lontano o cercare la posizione migliore per sorprendere la difesa.
Le percentuali di successo, legate al posizionamento e alle statistiche dei giocatori, rendono ogni decisione carica di tensione. I contrasti sono veri e propri duelli, i portieri possono essere messi sotto pressione fino a cedere, e le tecniche speciali aggiungono quel tocco spettacolare che da sempre definisce la serie. È un sistema che premia la strategia e la lettura del gioco, più che l’azione frenetica, e che riesce a essere appagante anche nelle partite più lunghe.
Alla già ricca modalità Storia si affiancano numerose attività extra. La Chronicle Mode è una vera e propria celebrazione della storia di Inazuma Eleven, permettendo di rivivere eventi e personaggi dei capitoli passati, ed è una miniera d’oro per i fan di lunga data. In questa modalità potremo spendere valuta in-game per effettuare dei “pull” in stile gacha game per ottenere i personaggi di praticamente tutti i giochi precedenti. Non mancano ovviamente le modalità online competitive e altri spazi più rilassanti, come la Kizuna Station.
Non tutto colpirà allo stesso modo ogni giocatore, ma la quantità di contenuti è impressionante e lascia la sensazione di avere tra le mani un titolo pensato per durare a lungo.
Mark Evans o Mamoru Endo?
Parlando in maniera del tutto personale, quando guardavo la serie in italiano o giocavo i titoli su Nintendo DS, c’era una cosa che mi dava immensamente fastidio. All’interno di Inazuma Eleven i personaggi dicevano chiaramente di essere giapponesi e che le vicende avevano luogo in Giappone, nonostante ciò in Occidente gli erano stati dati nomi occidentali (un po’ come accadde a Captain Tsubasa ai bei tempi che furono).
Questa mancanza di coerenza per me è sempre stato un grosso problema, ma per fortuna con Victory Road hanno preso una scelta fantastica: dare la possibilità ai giocatori di scegliere se visualizzare i nomi originali o quelli occidentali. Ho potuto così godermi il titolo seguendo il punto di vista del ragazzo giapponese Sasanami Unmei, e non quello di “Destin”.
A chi consigliamo Inazuma Eleven: Victory Road?
Chi ama la serie troverà esattamente ciò che sperava: un ritorno rispettoso, ma non statico, capace di evolversi senza perdere la propria identità. Chi ama i JRPG narrativi e cerca una storia emotiva, con personaggi ben caratterizzati, potrebbe restare piacevolmente sorpreso. Chi invece cerca un gioco di calcio tradizionale, rapido e immediato, potrebbe non trovare ciò che si aspetta.
- Fusione riuscita tra JRPG e calcio
- Storia emotiva e ben raccontata
- Enorme quantità di contenuti
- Ottima colonna sonora e presentazione
- Possibilità di scegliere tra i nomi giapponesi e quelli occidentali
- Ritmo altalenante in alcune fasi
- Non tutti i personaggi hanno lo spazio che meritano
- Una certa lentezza iniziale
INAZUMA ELEVEN: Victory Road
Giudizio finale e palla al centro
INAZUMA ELEVEN: Victory Road non è solo un ritorno, ma una dichiarazione d’intenti. LEVEL-5 dimostra di non aver dimenticato cosa rende speciale questa serie, costruendo un’esperienza ricca, sentita e piena di cuore. Non è un gioco per tutti, ma per chi è disposto a lasciarsi coinvolgere, è un viaggio lungo, appagante e sorprendentemente emozionante. Dopo tanti anni di attesa, tornare sul campo non è mai stato così bello.
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