Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition – Recensione

Abbiamo recensito la nuova edizione di Anna dai Capelli Rossi di Panini Comics, volume che raccoglie i 5 manga scritti da Yumiko Igarashi sulla sognatrice di Green Gables

Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition – Recensione

Chi di voi non ha visto almeno una volta una delle puntate di Anna dai Capelli Rossi quando era piccolo? Nel caso sono certo che ancora vi ricordiate la sigla del cartone animato, ma forse non avete mai posato lo sguardo né sui romanzi dal quale è tratta l’opera, né sul manga che raccoglie le gesta di Anna, scritto e disegnato da Yumiko Igarashi.

Bene, da oggi grazie alla massiccia Complete Edition di Panini Comics potete recuperare tutta l’opera, riavvolgendo il tempo. Ma riuscirà un titolo dal sapore antico ad essere ancora apprezzato dal pubblico italiano? Scopritelo con la nostra recensione!

Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition – Recensione

  • Titolo originale: 赤毛のアン (Akage no Anne)
  • Titolo italiano: Anna dai Capelli Rossi
  • Uscita italiana: 15 maggio 2025
  • Uscita giapponese: 1997
  • Numero di volumi: 1 (completo)
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Genere: Slice of life, commedia, storico, drammatico
  • Disegni: Yumiko Igarashi
  • Storia: Yumiko Igarashi
  • Formato: 15 x 21, brossurato, bianco e nero
  • Numero di pagine: 984

Abbiamo recensito Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition tramite volume stampa fornitoci gratuitamente da Panini Comics.

“Non c’è luogo più meraviglioso di Green Gables”

La vicenda si apre nella città fittizia Avonlea, un luogo immaginario collocato sull’Isola del Principe Edoardo, in Canada. Qui due fratelli, Marilla e Matthew Cuthbert, decidono di adottare un ragazzino per aiutarli nel lavoro nei campi; al loro posto arriva però Anna Shirley, un’orfana dai capelli rossi che si dimostra sin da subito fantasiosa ed esuberante, e soprattutto una vera chiacchierona e pasticciona. La ragazzina riesce però a conquistarsi la simpatia sia del tenero Matthew che della rigorosa Marilla, la quale non se la sente più di restituirla quando scopre che l’avrebbero affidata alla terribile Blewett.

Adottata ufficialmente, le giornate di Anna trascorrono allegramente tra faccende domestiche, giornate all’aperto, catechismo e soprattutto scuola: qui non solo ha l’occasione di conversare con la sua amica del cuore, Diana Barry, ma anche di studiare tante cose nuove, dimostrando la sua intelligenza. Questo fino a quando non si inimicherà il dispettoso compagno Gilbert, il quale dopo averla presa in giro per il colore dei suoi capelli proverà più di una volta a riappacificarsi, in una disputa che durerà quasi una vita. Riuscirà Anna a vivere la vita che ha sempre sognato? E riuscirà Gilbert a conquistare la ragazza che ha sempre ammirato? Lo scoprirete leggendo l’intero volume!

A tal proposito, vi sarà utile ricordare che quest’opera raccoglie i tre blocchi del manga, ovvero: Anna dai Capelli Rossi (che segue la vita di Anna nella famiglia Cuthbert, sino al termine della sua infanzia) L’Età meravigliosa (che racconta la sua vita da insegnante a Green Gables) Il Baule dei sogni (che vedrà terminare l’infanzia di Anna con i viaggi in mare verso Kingsport, dove proverà a realizzare i suoi sogni e a trovare il vero amore).

Anna tra libri, anime e manga

Prima di discutere i contenuti del volume, è utile un breve raffronto con le altre opere: non tutti sanno infatti che il noto titolo della ragazza dai capelli rossi si basa sulla serie di romanzi dell’autrice canadese L.M. Montgomery, che parzialmente ripercorre proprio la sua vita su Prince Edward Island, dai luoghi descritti alle attitudini, come per l’insegnamento o la scrittura. La prima pubblicazione del 1908 ripercorreva gli stessi tratti che hanno reso famosa la piccola sognatrice della fattoria di Green Gables, realmente esistita: l’istruzione impartita da Marilla e Matthew, le capacità di Anna che la portano a prendere una borsa di studio alla Avery, e quella fitta rete comunitaria di amici e vicini che hanno reso unica la sua crescita emotiva, dalla tragica storia dell’orfanotrofio sino alla sua partenza.

Atal proposito, è piacevole vedere nelle prime pagine un riassunto sul background dell’autrice e sulla diffusione dell’opera, rilanciata in Giappone soprattutto grazie all’anime del 1979 della Nippon Animation (Isao Takahata): un titolo fedele all’opera, che si soffermava molto su dialoghi, ambientazioni e psicologia dei personaggi; questo diversamente dalla nuova serie del 2025, la quale effettua molti tagli, soprattutto negli aspetti più spirituali che erano accentuati nei libri. Se già avete visto le due versioni vi sarete resi conto di come l’approccio moderno sia visivamente migliore, con i personaggi (soprattutto Anna, la cui fisionomia faticavo a sopportare nel vecchio titolo) disegnati in modo più delicato, simili al manga. Certo, la nuova serie di Answer Studio ha qualche disattenzione, come il vestito rosa della protagonista (nonostante nel manga Anna dica che non le sta bene, anche se è il colore che ama di più) o Gilbert con i capelli più rossi che marroni (incoerente con i discorsi tra i due) ma i momenti chiave, come la scena della tavoletta spaccata, sono messi in risalto e forse per questo chi ha visto questa nuova serie si troverà più a suo agio con il manga.

Dall’abbandono all’accoglienza

L’opera di Yumiko Igarashi affronta numerose tematiche, anche sorprendentemente moderne, ma si apre con un’amara verità dell’epoca: Anna arriva da uno dei rigidi orfanotrofi di inizio Novecento, con lo scopo (se fosse stata un maschio) di lavorare nella fattoria; solo la sua sfacciataggine e la sua simpatia la salvano dell’essere reimbarcata sul treno. Anche per questo la apprezziamo da subito, nonostante il suo carattere irruento e lamentoso: risponde ai vicini e non teme di mostrarsi viziata, proprio perché non ha mai posseduto nulla, tanto da piangere di gioia quando riceve un paio di scarpe nuove o un vestito colorato. Così, una volta che la sua vita migliora, i suoi discorsi ci appaiono più come monologhi tragicomici alla Paperon de Paperoni (“Me misero, me tapino!”) che vere accuse verso le ingiustizie della vita.

C’è poi la componente religiosa (molto ridotta) fatta di catechismo e preghiere, nelle quali si lamenta anche di essere nata con i capelli rossi; un pudore che quasi cozza con la vita comunitaria di Avonlea, che ci appare fin troppo flessibile per i tempi: adozioni, convivenze dettate dalla necessità, matrimoni di convenienza, donne che vivono sole e vogliono sposarsi solo per amore (la signora Lavender è piuttosto moderna in questo) e una fitta rete di mutuo soccorso fatta di vicini che condividono quello che hanno o pronti a fare chilometri per trovare un dottore. Pur temendo i pettegolezzi e cercando di mostrarsi sempre perfetti, quando si tratta di migliorare il paese (come per le case abbandonate) o aiutare chi soffre e resta solo (ricordiamoci che è un’epoca dove una tubercolosi può essere fatale) vince il senso comunitario, ed è uno degli insegnamenti migliori che possiamo ricevere.

Il sottile velo dei sentimenti

Oltre alle piacevoli e pittoresche ambientazioni dell’epoca, quello che il manga sa ben trasmettere (anche se forse un po’ meno delle altre opere della Igarashi) è il mondo relazionale che ruota attorno ad Anna: fin dal suo arrivo ad Avonlea, l’amicizia di Anna con la vicina Diana Barry diventa centrale e il manga trasmette con garbo questo legame, nato velocemente e basato su sogni e sciocchezze, ma talmente solido da mettere in crisi la protagonista ogni volta che si allontana da lei. Ci sono poi le lezioni, caratterizzate da fogliettini che si scambiano in classe, scherzi e battute, ma anche rigore a suon di frustate: non per nulla Anna, crescendo, dichiarerà di non volersi comportare così, anche se il difficile ruolo dell’insegnante le imporrà la stessa severità tipiche dell’epoca.

Sia il suo ruolo da insegnante che le sue amicizie si intrecciano anche con la vita sentimentale di Anna: la storia con Gilbert Blythe, altrettanto intelligente, ma dispettoso, parte malissimo (anche per colpa della cocciutaggine della ragazza) e continuerà nel classico tira e molla tipico di molti shojo degli anni 90, fatto di pensieri, sguardi e aiuti fortuiti, che SPOILER si concluderà nel modo che tutti ci aspettiamo. Una relazione tormentata, che oscilla al confine tra amicizia, rispetto e amore, con gli stessi protagonisti che faticano ad accorgersene, mentre tanti loro coetanei finiscono per convolare a nozze turbandone le certezze. Qui il manga ci insegna non solo l’importanza dei legami, con amicizie che proseguono oltre i matrimoni e le distanze, ma anche che è consentito sbagliare per trovare l’amore, rifuggendo da relazioni tossiche o di convenienza per seguire il proprio cuore.

Un’affascinante trasposizione

Lo stile di Yumiko Igarashi, come in Candy Candy e Georgie si mantiene elevato e mirato, sia narrativamente, esaltando i momenti cardine del romanzo di L.M. Montgomery, che a livello tecnico; le sue tavole sono estremamente curate, pulite, precise e ricche di dettagli (come per vestiti e oggetti dell’epoca), con ambientazioni da sogno, esaltate dagli scorci a piena pagina di questo formato: la vista di Green Gables alle prime luci del mattino o gli incontri all’ombra delle foglie sono immagini evocative, capaci di ammaliare e catturare i cuori. Il tratto dell’Igarashi si riconosce anche nell’uso delle espressioni facciali: il volto di Anna è sempre caratterizzato da due righe sopra il naso che sovrastano le lentiggini, e che ne sottolineano il continuo stupore e agitazione. Per quanto riguarda le vicende di Anna, si avverte una costruzione per episodi che si aprono e si chiudono con cadenza regolare, fatta da piccoli cambiamenti quotidiani e “problemi” causati generalmente dalla ragazza, ai quali prova a porre rimedio. Uno schema che forse potrà annoiare qualche lettore, pur considerando le variazioni e i fraintendimenti (come nel caso della collana) che mettono alla prova il carattere della ragazza, segnandone la crescita emotiva.

Il volume infatti si accentra molto sulla protagonista, tralasciando lo sviluppo dei personaggi secondari che forse per questo appaiono più lunatici (come nel caso dell’incidente dell’alcool), anche se ogni tanto si inseriscono delle scene entrate nell’immaginario collettivo, come la celebre spaccatura della tavoletta di ardesia sulla testa di Gilbert, teatrali o tragicomiche, che ci ricordano la loro importanza. L’autrice è poi molto brava nell’inquadrare il contesto storico: il peso in libbre, la mucca che costa 20 dollari, i viaggi in nave verso Kingsport, le comunicazioni fatte con segnali a candele, lo zucchero grezzo venduto in pietre, i vestiti creati su misura con cartamodelli… elementi che ci paiono lontanissimi, ma resi vividi dalle immagini e dai discorsi. Anche la dinamica tra Gilbert e Anna che si risolve solo nelle ultime pagine, è un classico che ci riporta all’epoca del manga, così come le illustrazioni finali a colori delle precedenti copertine.

La miniserie completa e i due sequel in uno straordinario volume unico di quasi mille pagine I proprietari della tenuta di Green Gables, Marilla e Matthew Cuthbert, decidono di adottare un ragazzo che li aiuti nel lavoro in fattoria. Con loro sorpresa, al suo posto si presenta una ragazzina dai capelli rossi e dalla fervida immaginazione: Anna Shirley…

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A chi consigliamo Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition?

A tutti coloro che adorano gli shojo, ma anche le serie storiche, e che vogliono conoscere uno dei manga cardine del passato, non posso che consigliare questo volume. Uno slice of life quasi a puntate, al contempo sia lento che veloce, in grado di narrare in modo più che onesto il magnifico angolo di mondo descritto da L.M. MontgomeryInoltre questo “mattone polacco” portato in Italia da Panini comics è davvero comodo per chi non è riuscito a recuperare i 5 volumi della serie. Qualità buona, meno difficile da leggere di quanto si possa pensare (formato e brossura permettono di aprire e vedere comodamente le pagine) e una traduzione precisa e colorita che ho adorato: i lamenti teatrali di Anna (o Anne, come ci spiega lo stesso volume) e le espressioni linguistiche come “poveri come topi di sagrestia” danno infatti ulteriore fascino al volume. Per 29,9 euro direi che è stato fatto un buon lavoro, soprattutto se lo paragoniamo a volumi da 7-8 euro con un decimo delle pagine.

  • Una storia che è entrata nei nostri cuori al completo
  • Ambientazioni e tematiche d’epoca, ma sentite
  • Ottimo formato per raccogliere la serie

  • Alcune variazioni rispetto ad anime e racconti
  • Prezzo non indifferente
Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition
3.8

Con lei attorno non ci si annoia mai

In poche righe, Anna dai Capelli Rossi – Complete Edition ci riporta agli anni in cui, da bambini, rimanevamo incantati da un anime dalle tinte antiche ma incredibilmente accattivante. Raccogliendo in un unico volume i tre archi narrativi dell’esuberante ragazza dai capelli rossi, la delicatezza del tratto di Yumiko Igarashi si rivela perfetta per mantenere intatto lo spirito dei romanzi di L.M. Montgomery. La sognatrice di Green Gables, tra gag tragicomiche e momenti di profonda tenerezza, saprà trasmettervi tutte le sue qualità: la sua simpatia e irriverenza, l’indissolubile amicizia con Diana, il lungo tira e molla con Gilbert, il suo genuino attaccamento alla vita e alla sua famiglia adottiva. Con un ritmo equilibrato, semplice e delicato, Igarashi riesce a creare un ottimo slice of life storico a partire da un racconto classico, con tavole affascinanti, arricchite da battute sagaci e riferimenti alla società dell’epoca, rendendo accessibile un romanzo di cento anni fa anche a noi “moderni”. Insomma, pur con qualche lieve difetto, questo manga è un classico che merita di essere letto, soprattutto in questa nuova edizione, anche perché con una come Anna non ci si annoia mai!

Scrittore per passione, dopo aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, manga e fumetti, l leggende celtiche, e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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