Claudine – Recensione

La nostra recensione di Claudine, il manga di Riyoko Ikeda uscito originariamente in Giappone nel 1978 e proposto da J-POP Manga in Italia

Claudine – Recensione

Per coloro che sono nati e cresciuti col cartone animato di Lady Oscar (Le Rose di Versailles in originale) è facile riconoscere i disegni di Riyoko Ikeda, autrice dallo stile inconfondibile e amata per le sue storie tendenzialmente drammatiche e piene di intrighi. Quest’anno, J-POP Manga ci porta in Italia Claudine”, un volume autoconclusivo scritto e disegnato dalla Ikeda nel 1978.

In questo breve racconto, l’autrice decide di affrontate tematiche legate alla sessualità e all’identità di genere, tramite il punto di vista di Claudine, nata in un corpo da donna con l’animo di un uomo.

Claudine – Recensione

  • Titolo originale: クローディーヌ・・・! (Claudine…!)
  • Titolo italiano: Claudine
  • Uscita giapponese: 1978
  • Uscita italiana: 2 maggio 2025
  • Numero di volumi: 1
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: Drammatico
  • Disegni: Riyoko Ikeda
  • Storia: Riyoko Ikeda
  • Formato: 15 x 21
  • Numero di pagine: 234 pagine

Abbiamo recensito Claudine tramite volume stampa fornitoci gratuitamente da J-POP Manga.

“Claudine o Claude?”

La storia ci porta nella Francia dei primi del ‘900, nella nobile casata dei Montesse. La protagonista è la figlia minore di questa famiglia, Claudine, la quale però, sin da piccola, si sente in conflitto con il suo corpo. La sua mente e il suo animo sono quelli di un uomo e, quando inizia a vestirsi e comportarsi come tale, la madre deciderà di portarla da uno psicologo. Quest’ultimo è incuriosito da questo caso particolare e decide di prenderla come paziente, divenendo l’unico confidente della ragazza.

Il manga seguirà dunque la vita di Claudine, mostrandoci come vive le sue relazioni e come il conflitto con il suo corpo persisterà nel corso degli anni, dalla giovinezza alla vita adulta. Sin dall’inizio, è facile notare come nessuno riesca a empatizzare realmente con Claudine; la sua famiglia è il primo ostacolo per le sue relazioni amorose, mentre gli altri personaggi si dichiarano convinti di capirla davvero e di sapere cosa è meglio per lei. In realtà, coloro che la circondano si riveleranno essere falsi e opportunisti, tra chi prova un amore ossessivo, chi coltiva relazioni in segreto, oppure chi si finge innamorato solo per un proprio tornaconto personale. Claudine stessa non può che rendersi conto della superficialità con cui è trattata dagli altri: amici e parenti la elogiano per le sue capacità, la sua bellezza e intelligenza, ritenendola speciale in qualche modo, ma limitandosi a lodarla solo sugli aspetti più frivoli del suo carattere che la rendono desiderabile.

In generale, tutta la storia è narrata attraverso una visione pessimistica dell’amore con elementi tipici delle tragedie romantiche, che portano a Claudine una delusione dopo l’altra. Il tal senso è facile empatizzare con la protagonista, in quanto i suoi sentimenti puri e sinceri non sembrano venire mai presi sul serio; nonostante ciò, Claudine non nasconderà mai il suo amore per le donne che incontrerà nella sua vita, determinata a far capire la profondità delle proprie emozioni.

Ad affiancare i pensieri intimi di Claudine, ci saranno quelli più freddi e razionali del suo psicologo, che spiegano invece le sue opinioni in merito alla condizione di Claudine; neanche lui può arrivare a capirla del tutto, ma resterà comunque al suo fianco e arriverà a considerarla, anni dopo, come un’amica. I due sono sicuramente i personaggi più approfonditi dell’opera, mentre invece, molti caratteri secondari, vengono lasciati un po’ a loro stessi; chiaramente, la poca lunghezza del racconto non può garantire spazio a sufficienza per lo sviluppo di tutti, e lascia un po’ l’amaro in bocca vedere dei personaggi secondari interessanti che, con un po’ più di pagine, avrebbero senz’altro arricchito l’opera intera.

“Libere di amare?”

La tematica principale del racconto riguarda l’identità di Claudine, il suo sentirsi uomo in un corpo di donna: nonostante la storia sia abbastanza breve, l’autrice è riuscita a spiegare con semplicità cosa può provare una persona transgender, smontando diversi stereotipi o false idee che possono esserci attorno all’argomento. L’identità di Claudine, il suo essere percepita come “incompleta”, rende le sue relazioni molto più complesse del previsto e la Ikeda va a toccare anche un argomento interessante (ancora oggi poco trattato in opere simili), ovvero la superficialità con cui vengono viste le relazioni tra donne e/o persone queer: Claudine è costretta spesso a rimarcare quanto sia forte e sincero l’amore che prova per le varie ragazze nella sua vita, poiché i suoi sentimenti non vengono presi totalmente sul serio, percepiti anzi come uno sfizio, un’anomalia, una deviazione momentanea. In particolare verso il finale, con la sua ultima fidanzata, questo concetto viene esposto in maniera più esplicita con Claudine che, ormai esasperata, esprime chiaramente tutto il dolore accumulato negli anni.

Da questo punto di vista, il manga riesce a trasmettere il suo messaggio forte e chiaro, con un linguaggio semplice che non rende pesante la lettura. Come già accennato, i personaggi secondari purtroppo risentono di questa narrazione così veloce, ma riescono comunque nel loro intento di rappresentare diverse tipologie di relazioni e di offrire punti di vista abbastanza variegati. Lo stile di disegno della mangaka, come intuibile, si presta perfettamente per una storia del genere, la cui forte emotività e tensione viene rafforzata dai volti espressivi dei personaggi.

Riguardo all’edizione J-POP nulla da dire sulla qualità della carta e della rilegatura del volumetto, che presenta un’affascinante illustrazione della protagonista in copertina. C’è però da fare un appunto riguardo al contenuto: la storia autoconclusiva di “Claudine” infatti copre metà del volume, mentre l’altra metà è occupata da due brevi racconti che provengono dall’opera “La finestra di Orfeo”, scritta da Riyoko Ikeda nel ’75. Se avete letto questo altro manga dell’autrice non avrete alcun problema, tuttavia, se non avete già conoscenza dell’opera originale, questi due spin-off vi risulteranno confusionari e fuori contesto.

Non è dunque ben chiaro perché si sia scelto di racchiudere questi racconti slegati assieme: un lettore che decide di acquistare il volumetto per la sola storia di “Claudine” si ritroverà con un racconto più breve del previsto, mentre chi è interessato effettivamente agli spin-off de “La finestra di Orfeo” non saprà che sono inclusi in questo volume, dal momento che il loro inserimento non è esplicitato sul retro.

Claudine De Montesse, rampolla di una ricca famiglia nella Francia dei primi del ‘900, è una persona bella e affascinante, ammirata e forse perfino invidiata dagli altri. Solo, sebbene sia riconosciuta da tutti come una donna, si sente nel petto il cuore di un uomo. Uno scollamento inaccettabile in una società incapace di comprenderlo, e le cui conseguenze renderanno sempre più amaro il viaggio di Claude verso le uniche mete che desidera davvero: sentirsi se stesso e trovare il vero amore. Un racconto struggente e attualissimo dal talento assoluto di Riyoko Ikeda (Le rose di Versailles).

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A chi consigliamo Claudine?

Se siete fan della Ikeda e possedete già dei suoi manga, “Claudine” sarà sicuramente una bella aggiunta alla vostra libreria, tenendo conto che al suo interno troverete anche due spin-off provenienti da un’altra delle sue opere. Se siete appassionati di storie particolarmente drammatiche, “Claudine” può certamente regalarvi una storia molto intensa ma, al contempo, molto breve. Al contrario, potreste rimanere delusi se cercate una trama dei personaggi più complessi, i quali purtroppo restano molto semplici e poco caratterizzati. La lettura può rivelarsi interessante anche per coloro che non hanno mai letto opere con protagonisti transgender, dal momento che i pensieri e le emozioni di Claudine sono ben spiegate e capaci di coinvolgere diversi tipi di lettori. C’è da dire che questa tematica non viene sviscerata e approfondita completamente, pertanto, vi conviene arricchire la vostra conoscenza sull’argomento con storie che trattino questo tema più nello specifico.

  • Tema principale trattato in maniera semplice e appassionante
  • Protagonista interessante e ben caratterizzata

  • Personaggi secondari interessanti ma non sviluppati
  • Racconto troppo breve che lascia alcuni punti in sospeso
Claudine
4

“Nessun uomo, nato tale, avrebbe potuto amare una donna così profondamente come lei“

Le struggenti vicende della vita di Claudine ci portano a empatizzare facilmente con lei, in conflitto con gli altri e con se stessa. L’intensità e la drammaticità del racconto rendono la lettura coinvolgente, arricchita poi dai disegni della mangaka, pieni di espressività. L’unico grande difetto di “Claudine” sta nella sua durata, che non permette un’analisi dei personaggi secondari e delle varie relazioni tra loro, lasciandoli incompleti e non permettendo al lettore di affezionarcisi più di tanto. Eppure, in questo breve e apparentemente semplice racconto, l’autrice riesce a trasmettere il suo messaggio senza banalità e senza stereotipi, spesso presenti in opere di questo tipo: Claudine è circondata da persone che tessono le sue lodi, che si convincono di capirla, ma trattandola invece con una superficialità che la porta a soffrire tremendamente. I suoi disagi e dubbi causati dalla disforia di genere non vengono tenuti in considerazione da amici e familiari, ma anzi, sono sminuiti o accantonati; in una situazione così, anche il semplice desiderio di amare qualcuno sembra impossibile da realizzare. Riyoko Ikeda sceglie di usare un linguaggio semplice e diretto per trattare una tematica tanto complessa, riuscendo a trasmettere le difficoltà di una persona trangender attraverso i suoi sentimenti puri e sinceri: alla fine del manga, il personaggio di Claudine non avrà più nessun mistero per i lettori, forse gli unici che arriveranno mai capirla veramente.

Creatura notturna appassionata di animazione, fumetti e videogiochi, tende a evitare le persone ma otterrete la sua totale attenzione se vi sente parlare di Ero Guro. Acculturata di film grotteschi e documentari storici, è veramente esperta in cinema trash. Abilità speciale: saper raccontare la storia di Walt Disney a comando.

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