CAPTAIN TSUBASA su Italia 1: impressioni a caldo sul primo episodio

CAPTAIN TSUBASA su Italia 1: impressioni a caldo sul primo episodio!

Captain Tsubasa

Questo pomeriggio alle 13:45 è andato in onda il primo episodio di CAPTAIN TSUBASA su Italia 1, new entry del palinsesto animato di casa Mediaset il cui annuncio ci è giunto come grandissima sorpresa. Tra la serie calcistica di Yōichi Takahashi e Italia 1 c’è infatti un profondo legame sin dal 1986, anno in cui debuttava in Italia Holly e Benji – Due fuoriclasse, ovvero il primo adattamento animato (di cui potete leggere una nostra recensione dei cofanetti Yamato Video).

Ebbene sì, avete letto bene! Stavolta non si parla più di Holly e Benji, nome che già a suo tempo trovavo abbastanza messo a casaccio, ma bensì si fa finalmente riferimento all’adattamento originale per il titolo della serie stessa, i nomi dei suoi personaggi, delle tante scuole da cui provengono i giocatori più o meno noti, e tanto altro. Vi state chiedendo perché considero Holly e Benji un titolo messo a caso? Presto detto: la serie vede come grande e unico protagonista Tsubasa Oozora (ai tempi Oliver Hutton), giovane talento emergente nel mondo del calcio nipponico, a cui si affiancheranno man mano una serie di altri giocatori che vanno e vengono. Benji, all’anagrafe Genzo Wakabayashi, non è infatti un personaggio fisso, dato che se ne starà più fuori che dentro il campo, per poi lasciare e andarsene in Germania a continuare gli allenamenti. Stessa cosa si può dire per il titolo francese, Olive et Tom, con Tom inteso per Taro Misaki (ovvero Tom Becker secondo il vecchio adattamento italiano), un personaggio che già dal suo arrivo, con tutta la storia del padre giramondo, urla agli spettatori SE NE ANDRÀ PRESTO, cosa che effettivamente farà anche lui come Wakabayashi.

In questo primo episodio avremo l’occasione di conoscere alcuni di quelli che saranno i volti ricorrenti della serie, tra cui ovviamente il protagonista Oozora Tsubasa e Ryo Ishizaki (ex-Bruce Harper) intenti a lanciare il guanto di sfida all’imbattibile portiere prodigio Genzo Wakabayashi, senza però farsi mancare una prima apparizione anche del mitico Roberto (in originale Roberto Hongo, non più Roberto Sedinho). Tra le differenze sostanziali con la serie di un tempo (con cui in molti sono cresciuti) che abbiamo potuto vedere in questo primo episodio, troviamo una modernizzazione generale per adattarla ai tempi attuali, caratteristica che prevede l’inserimento in qualche scena di smartphone o altre particolarità non presenti nel lontano 1981, anno in cui il manga originale ha debuttato in Giappone.

Parlando di differenze, quantomeno stavolta relativa solo alla versione italiana, troviamo anche un cast di doppiatori diversi rispetto a quelli proposti in precedenza. Insomma, è quasi come se con questo nuovo inizio, abbiano voluto cogliere la palla al balzo per rinnovarla totalmente anche dal lato del doppiaggio, ripartendo proprio da zero. Purtroppo nessuna delle voci offerte si accosta anche solo in parte al timbro vocale del doppiaggio nipponico, ma nulla a cui non ci si può fare l’abitudine. Anzi, con tutta onestà, preferisco dovermi adattare a robette del genere che ad adattamenti osceni come nel caso del buon vecchio Holly e Benji.

Quella con cui avrò difficoltà a fare l’abitudine sarà invece la sigla italiana. Esatto, in un 2019 dettato sempre più dalla fedeltà con le serie originali, che ha spinto finalmente anche Dragon Ball Super e altre serie a proporre le sigle giapponesi, ammetto che mi sono cadute un po’ le braccia trovare nuovamente una sigla italiana. Con tutto il rispetto per la mitica Cristina D’Avena, proprio non riesco ad apprezzare in alcun modo questa canzone, probabilmente realizzata per cavalcare il fattore nostalgia. Praticamente hanno fatto tutto il contrario di altre serie: se con Dragon Ball Super, per fare un esempio, abbiamo sigle originali giapponesi e adattamento all’italiana, Captain Tsubasa segue il procedimento inverso, ovvero termini e nomi fedeli all’opera originale giapponese, ma con sigla italiana. Alla fin fine, se proprio un compromesso ci deve essere, preferirei una sigla italiana e un adattamento fedele all’originale.

Così come ormai ci hanno abituato le più recenti edizioni home video del vecchio adattamento animato, anche questo remake si ferma alla fine dei campionati scolastici delle scuole medie, senza proseguire verso i vari mondiali e le avventure dei nostri beniamini in giro per il mondo a giocare per vari club. Il motivo per cui anche stavolta ci fermiamo qui può essere lo stesso per cui il manga fuori dal Giappone ha delle gran beghe da un punto di vista burocratico (da poco confermate anche da Star Comics) per via di alcuni problemi tra FIFA e Shueisha, dovuti all’uso nella serie di maglie, stadi, squadre e giocatori reali, nonché alla richiesta di pagamento per i relativi diritti.

Cosa ne pensate di questo primo episodio? Fatecelo sapere nei commenti!

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Roberto Fuccini
Importatore seriale di titoli nipponici. I giapponesi lo temono… o forse, semplicemente, se ne sbattono alla grande. Per questo motivo, continua in tutta tranquillità a giocare a piede libero.

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