Castlevania – Recensione della terza stagione di Netflix

La trasposizione animata di Castlevania, prodotta da Adi Shankar e disponibile su Netflix, giunge alla sua terza e altalenante stagione. Ecco le nostre opinioni

Castlevania - Recensione della terza stagione di Netflix

Dracula è stato sconfitto. Le forze del male sono nel caos e per i quattr…emh tre eroi è tempo di guardare avanti mentre gli ex generali del signore dell’oscurità continuano a sopravvivere; Hector è tenuto in schiavitù da Carmilla, che sogna insieme alle sue sorelle di dominare il mondo della notte allo stesso modo in cui Vlad Tepes lo controllava prima di essere sconfitto. Isaac invece è in cerca di vendetta proprio contro Hector, reo di aver tradito il proprio padrone e averlo fatto uccidere. Così inizia la Season 3 della serie animata di Castlevania.

Siamo arrivati alla terza stagione della rappresentazione animata del capolavoro videoludico KONAMI prodotta da Adi Shankar e disponibile su Netflix a partire dal 5 marzo. Per la prima volta dopo la prima e la seconda stagione, non sento più quell’hype che mi caratterizzava nel descrivere una serie partita benissimo ma che ha avuto più momenti bassi che alti con il passare del tempo. Gli eventi narrati in questa stagione dovrebbero portare ad un preludio del gioco Castlevania: Curse of Darkness (Akuma jō Dracula: Yami no juin), uscito per PlayStation 2 e Xbox nel 2005. Dico dovrebbero perché possiamo considerare quest’opera una cosa a parte rispetto ai giochi da cui sono tratti, vuoi per la mancanza tanto ostentata nelle stagioni precedenti di personaggi di spicco come Death o Grant Danasty o per le personalità tanto cambiate dei personaggi del gioco, sia per quello che succederà in ipotetiche stagioni future non ancora confermate.

Castlevania Netflix Season 3

Questa volta nel nostro piatto avremo ben dieci episodi da una ventina di minuti circa l’uno, come quelli delle precedenti iterazioni, che la rendono quella con più puntate fino a questo momento. Senza fare troppi spoiler faremo la conoscenza di alcuni personaggi come “Il capitano” della nave, in forma umana (ai più colti scoprire questo easter egg) e doppiato magnificamente da Lance Reddick o dal carismatico, almeno per chi conosce il videogame Curse of Darkness, Saint Germain interpretato da Bill Nighy, famoso sul grande schermo per la sua interpretazione di Davy Jones nella serie “I Pirati dei Caraibi”. Come al solito e anche questa volta, il doppiaggio italiano è di buon livello ma rimane inferiore a quello in lingua originale, già di ottimo livello negli episodi precedenti. L’andamento delle vicende purtroppo però, scorrerà in maniera lenta e noiosa, complice anche il voler narrare vicende di tanti personaggi lontani tra loro e non facendo focalizzare l’attenzione e la memoria dello spettatore su un determinato evento. Inoltre è decisamente deplorevole la differenza di qualità tra un episodio e un altro e molte volte ci ritroveremo davanti a scene animate fatte così male da farlo quasi sembrare Adrian (che guarda caso è il nome di Alucard), per poi tornare ad un livello di animazione soddisfacente. A far salire il punteggio dell’opera, come al solito, è sempre Trevor Morris, autore della colonna sonora che rimane di altissimo livello ma un gradino inferiore rispetto a quella della passata stagione.

Personalmente, penso che chi ha conosciuto e amato la serie tramite i videogames farebbe meglio a vedere l’opera come una normale serie sui vampiri e su Dracula, che utilizza solamente il nome della stessa. I personaggi sono snaturati dalle loro origini, dai loro caratteri originali e dalle loro azioni. Basti pensare ad Alucard, già rivoluzionato di aspetto (capisco che in questi tempi il look da Bela Lugosi non sia così suggestivo come nel 1989), di carattere e stile (il dito medio nella scorsa stagione ancora non lo dimentico), non finirà a sigillare i suoi poteri in una bara e addormentarsi come successo alla fine di Castlevania III: Dracula’s Curse, ma piuttosto a fare il novello nonno di Heidi di fine 1700. La relazione tra Trevor e Sypha, presente anche nella saga videoludica, avrebbe potuto essere “migliore” e avere qualche sviluppo in positivo se avessero inserito in passato il personaggio di Grant Danasty (che anche questa volta non è presente, per fortuna, visto che il suo utilizzo non avrebbe avuto utilità una volta sconfitto Dracula) e altri personaggi carismatici come Il Capitano avrebbero potuto essere considerati di più, visto che il discorso con Isaac all’interno della nave è forse il punto più alto più alto di questa stagione, carente di combattimenti ma con abbondanti scambi di dialoghi avvincenti e ben orchestrati, insieme a purtroppo ad una grande abbondanza di scene inutili che fanno annoiare o abbassare il livello di attenzione dell’opera.

Castlevania Netflix Season 3

Nonostante tutto questo però, i fan di vecchia data potranno godere di un bestiario molto ampliato, del personaggio di Saint Germain (e soprattutto dei viaggi nel tempo, soprattutto nel futuro, vero Soma Cruz? Altro pseudo easter egg), della bellissima battaglia tra Isaac e Legion e di mille altre piccole chicche nascoste nei 10 episodi della Season 3. Purtroppo questa serie però amplia il discorso storia senza portarla da nessuna parte o portandola in un punto dove, per poter vedere anche il minimo sviluppo, dovremo aspettare tanto tempo. Sicuramente la mancanza di Dracula si sarebbe potuta colmare scegliendo un villain degno di nota tra i mille boss di Castlevania ma così non è stato. Tanti personaggi durante la stagione avrebbero avuto il potere di diventare il villain principale dell’opera ma così non è stato, quindi ci toccherà vedere il prossimo anno o giù di lì se le basi gettate ora saranno valide o se serviranno unicamente ad allungare il brodo.

Né carne né pesce

Castlevania Season 3La Season 3 di Castlevania sarebbe un’ottima serie sui vampiri, se non si chiamasse Castlevania. È come se questa serie si comportasse come gli ultimi capitoli Lords of Shadows, cercando di portare novità o di far partire a nuova vita un brand che non ha mai quasi mai deluso e che quindi fa accettare certamente la novità, ma fa preferire il contenuto originale. Le mancanze della scorsa stagione, per un primo momento tollerate anche grazie allo spettacolare combattimento finale contro Dracula, qui non vengono giustificate, portando lo spettatore davanti a solamente un grande antipasto con la promessa di una gran portata finale, che non sappiamo veramente se ci sarà o no.

Chissà se il fardello della serie KONAMI sarà troppo duro per questa serie ma per quanto mi riguarda, da fan del gioco, questa terza stagione mi ha deluso tantissimo. Per chi invece voglia godersi una serie a tema vampiri con un ottimo doppiaggio ma animazioni altalenanti, l’antipasto è servito.

I fan della saga ne rimarranno delusi

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.

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