Ghostwire: Tokyo – Recensione

Vesti i panni di Akito e KK per salvare gli abitanti del Giappone da un'inquietante catastrofe in Ghostwire: Tokyo, disponibile su PlayStation 5 e PC

Ghostwire: Tokyo - Recensione

Gioco del MeseÈ finalmente disponibile in tutto il mondo Ghostwire: Tokyo, avventura di stampo horror sviluppata dallo studio Tango Gameworks di Shinji Mikami. All’interno di questa nuova IP potremo visitare la capitale del Giappone in una versione desolata e abitata solo da terrificanti creature pronte a farci a fette in qualsiasi momento. Nei panni di Akito, un giovane salvatosi da morte certa solo grazie all’intervento di KK, lo spirito di un detective paranormale deceduto, dovremo scoprire cosa sta succendendo a Tokyo e riuscire a salvare gli spiriti dei suoi abitanti. Grazie alla possibilità esplorare alcuni dei luoghi più importanti della città unita ad un interessante sistema di combattimento in prima persona, il titolo sembra promettere davvero bene.

Ma sarà riuscita la software house a creare un’esperienza di gioco che risulti non solo bella da vedere ma anche interessante nel suo gameplay? Scopritelo nella nostra recensione di Ghostwire: Tokyo!

Ghostwire: Tokyo - Recensione

  • Titolo: Ghostwire: Tokyo
  • Piattaforma: PlayStation 5, PC
  • Versione analizzata: PC (EU)
  • Genere: Azione, Survival Horror
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Bethesda Softworks
  • Sviluppatore: Tango Gamesworks
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 25 marzo 2022
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: su PC è posisbile acquistare la versione digitale della colonna sonora
  • Note: su entrambe le piattaforme è disponibile gratuitamente Ghostwire: Tokyo – Preludio, visual novel che narra una delle avventure di KK prima degli eventi del gioco principale

Abbiamo recensito Ghostwire: Tokyo con un codice PC fornitoci gratuitamente da Bethesda Softworks.

Il Giappone è in preda a una crisi senza precedenti. Gli abitanti di Tokyo stanno affrontando un fenomeno mai visto fino ad ora, il sottile confine che separa il mondo dei vivi dal regno dei morti si è infatti spezzato. La città è invasa dai pericolosissimi Visitatori, spiriti in cerca di vendetta che stanno raccogliendo le anime dei vivi guidati da un misterioso predicatore con il volto coperto da una maschera Hannya. Tra le tante vittime di questa catastrofe c’è Akito, un giovane che si ritroverà coinvolto in un incidente stradale mentre cerca di raggiungere sua sorella all’ospedale. In punto di morte il suo corpo diviene ospite per uno spirito chiamato KK, alla ricerca di un modo per salvare Tokyo e tutto il Giappone. Il redvivo Akito dovrà collaborare con KK e utilizzare i suoi poteri paranormali per salvare la popolazione della città e scoprire il mistero dietro l’uomo con la maschera Hannya.

Ghost Sweeper Akito

Dal punto di vista del gameplay Ghostwire: Tokyo unisce un approfondita esplorazione delle strade della capitale nipponica a un sistema di combattimento che strizza un po’ l’occhio a uno sparatutto in prima persona. All’inizio della nostra avventura la città sarà invasa da una nebbia che ci impedirà di proseguire in determinate aree, l’unico modo per liberarcene e poter continuare l’esplorazione sarà quello di purificare uno dei tanti Portali Torii presenti nella vastissima mappa di gioco. Essi però saranno sorvegliati dai pericolosissimi Visitatori, e l’unico modo che avremo per sconfiggerli sarà quello di usare i poteri donati al protagonista da KK ed in particolar modo la Tessitura.

Si tratta di un particolare potere con il quale non solo potremo canalizzare gli elementi per colpire gli avversari, ma potremo difenderci dai loro attacchi creando uno scudo di energia ed eliminarli immediatamente se riusciremo ad esporre il loro nucleo. Nelle prime fasi di gioco avremo a disposizione solamente la Tessitura di Vento, dei proiettili rapidi con i quali sarà semplice sconfiggere i nemici più deboli, ma andando avanti con l’avventura sbloccheremo la Tessitura di Fuoco, dei colpi decisamente più potenti capaci di effettuare danni ingenti agli avversari, e la Tessitura d’Acqua, che ha la caratteristica di riuscire a spezzare le barriere nemiche.

Ma queste non saranno le uniche armi utilizzabili da Akito. Proseguendo con la storia il protagonista avrà a disposizione un arco capace di scagliare freccie intrise di energia, particolarmente efficaci contro i nemici volanti e di utilizzare dei talismani dalle capacità differenti. Si tratta però di oggetti limitati, ragion per cui dovremo stare particolarmente attenti a quando farne uso. Akito avrà inoltre la possibilità di portare con se una serie di alimenti con i quali ripristinare le proprie energie in caso i Visitatori riusciranno a colpirlo, e alcuni di essi potranno garantire al protagonista dei bonus passivi temporanei come un aumento delle statistiche.

Tokyo Fantasy

Ma a farla da padrone in Ghostwire: Tokyo è senza dubbio l’esplorazione. I poteri di KK riusciranno infatti a migliorare anche le capacità esplorative di Akito, donandogli delle possibilità uniche per scoprire tutti i segreti della città. Il protagonista potrà infatti planare per brevi distanze, salire sul tetto dei grattacieli rapidamente sfruttando i Tengu che vivono a Tokyo e persino investigare i vicoli della capitale grazie alla possibilità di vedere ciò che sarebbe altrimenti invisibile all’occhio umano. Tutti questi elementi saranno fondamentali per completare le tantissime missioni secondarie presenti all’interno del gioco, oltre che per riuscire a salvare gli Spiriti intrappolati dai Visitatori.

Saranno infatti tanti ad aver bisogno del nostro aiuto nelle strade di Tokyo. Alcuni spiriti infatti saranno bloccati nel mondo dei vivi a causa di particolari situazioni e chiederanno il sostegno di Akito per poter finalmente trapassare con tranquillità. Ma non saranno gli unici ad aver bisogno del protagonista, saranno infatti presenti dei Nekomata gestori di negozi che richiederanno al giovane di recuperare per loro determinati oggetti sparsi per tutta la città. E non dimentichiamo dei piccoli Tanuki che, spaventati dai Visitatori, si sono nascosti nella capitale e solamente il protagonista potrà aiutarli a ritrovare la strada di casa. Tokyo sarà inoltre casa di diverse tipologie di Yokai che, se riusciremo a trovare, ci ricompenseranno con i preziosissimi Magatama.

Si tratta di particolari oggetti che ci serviranno per sbloccare alcune sezioni dell’albero delle abilità del protagonista. Progredendo con la storia principale, completando le missioni secondarie e liberando gli Spiriti sparsi per la città infatti otteremo punti esperienza che faranno salire di livello Akito, migliorando le sue statistiche e donadogli punti abilità. Questi potranno essere spesi per ampliare le capacità del protagonista, ad esempio potenziando i suoi attacchi, permettendogli di muoversi più velocemente o di poter portare a presso un maggior numero di talismani e frecce.

Visitors

Dal punto di vista tecnico Ghostwire: Tokyo è davvero interessante. Graficamente il titolo ha tanti assi nella manica, a partire dalla splendida realizzazione della capitale nipponica. Per quanto siano deserte e abitate solamente da animali randagi e Visitatori, le strade della città risulteranno estremamente affascinanti da esplorare. Le luci al neon e le musiche dei negozi spezzeranno il buio della notte perenne che caratterizza il titolo, creando un’atmosfera unica e particolarmente intrigante. Il design delle creature inoltre, per quanto possa risultare ripetitivo nelle fasi finali del gioco, è davvero terrificante. Testando il gioco su un PC di fascia alta (Ryzen 7 5800H, Nvidia RTX 3080) non abbiamo avuto grosse problematiche a livello tecnico. Su PlayStation 5 invece la software house ha implementato diverse impostazioni grafiche che permetteranno al giocatore di decidere se dare priorità alla risoluzione o al frame rate. Entrambe le versioni supportano il ray tracing, anche se su PS5 ciò dipenderà da quale impostazione grafica sceglieremo.

Ad aumentare il senso di inquietudine causato dall’atmosfera del gioco ci pensa il comparto sonoro, in particolar modo grazie alla colonna sonora del compositore Masatoshi Yanagi. Le musiche, ma soprattutto i silenzi, serviranno a instillare nel giocatore un senso di inquietudine non indifferente facendolo immergere ulteriormente nei vicoli disabitati di Tokyo. Nonostante all’interno del gioco sia presente anche il doppiaggio in lingua italiana, la versione giapponese è forse quella più adatta per questa avventura.

La narrazione è forse l’elemento più altalenante del comparto tecnico. Il problema principale della trama è infatti il suo andamento, che risulterà forse un po’ troppo concentrato nelle fasi finali del gioco. La software house ha implementato in una serie di missioni secondarie qualche dettaglio aggiuntivo su dei comprimari fondamentali come Rinko e Erika, e fortunatamente il gioco stesso ci avviserà di completare le missioni a loro dedicate prima di entrare nelle fasi conclusive. Nonostante ciò è davvero interessante vedere come la software house sia riuscita a implementare storie di folklore nipponico sia all’interno della trama che nelle missioni secondarie, grazie anche all’utilizzo di leggende urbane e di terrificanti yokai.

Tokyo è funestata da forze letali non appartenenti a questo mondo, dovute a un pericoloso occultista che in un istante ha fatto scomparire la popolazione intera. Alleati con una potente entità spettrale nella sua missione vendicativa e padroneggia un poderoso arsenale di abilità per svelare la verità dietro le sparizioni, mentre affronti l’ignoto in Ghostwire: Tokyo.

Esplora la visione unica di una Tokyo stravolta da presenze soprannaturali. Da paesaggi metropolitani ultramoderni, a templi tradizionali e vicoli angusti, vai alla scoperta di una città spaventosamente meravigliosa brulicante di Yokai, spiriti in cerca di vendetta che infestano le strade. Scopri i luoghi più caratteristici, rimasti sospesi nel tempo quando la popolazione della città è sparita, come l’incrocio di Shibuya e la Tokyo Tower, e recati nel surreale oltretomba per salvare la tua famiglia. Padroneggia una combinazione di poteri elementali e abilità spettrali potenziabili per affrontare le minacce sovrannaturali che infestano la città. Grazie alle tue abilità eteree puoi elevarti fino alla cima dei grattacieli di Tokyo, sorvolare le strade in cerca di nuove missioni e perfino piombare sui nemici dall’alto.

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A chi consigliamo Ghostwire: Tokyo?

Grazie alle sue atmosfere inquietanti e malinconiche unite ad un gameplay interessante anche se alle lunghe ripetitivo, Ghostwire: Tokyo riuscirà a stupire tutti gli amanti dei giochi di azione caratterizzati da un forte senso di esplorazione. Nonostante il setting sia di stampo horror, saranno davvero pochi i momenti capaci di farci saltare dalla sedia per il terrore, ragion per cui anche chi non è avvezzo a questo genere potrà comunque divertirsi con il titolo.

  • Un’atmosfera malinconica e ricca di inquietudine
  • Tantissime missioni secondarie da affrontare
  • Ottimo connubio tra esplorazione e combattimenti…

  • …Ma alle lunghe il ciclo di gioco potrebbe essere ripetitivo
  • L’andamento della trama è poco bilanciato, specialmente nelle fasi intermedie
  • Gli elementi horror non sono così spaventosi
Ghostwire: Tokyo
4.2

Un esordio piacevolmente inquietante

Fin dal suo annuncio durante l’E3 2019 sono rimasto particolarmente incuriosito da Ghostwire: Tokyo, soprattutto per via dell’alone di mistero che ha caratterizzato il titolo sviluppato dallo studio di Shinji Mikami all’inizio della campagna promozionale. La possibilità di poter esplorare una Tokyo invasa da creature terrificanti era davvero intrigante, e devo ammettere che Tango Gameworks è riuscita a convincermi pienamente dopo aver messo mano sul titolo. Nonostante qualche problema di ripetitività nelle fasi finali e di un andamento della trama un po’ troppo sbilanciato, Ghostwire: Tokyo riesce a regalare un’esperienza di gioco unica grazie alla sua atmosfera inquietante e allo stesso tempo malinconica. Scoprire tutti i segreti di una Tokyo disabitata è stato davvero gratificante e, nonostante la loro semplicità, sia il sistema di esplorazione che quello di combattimento funzionano molto bene. In definitiva Ghostwire: Tokyo è un’ottima nuova IP che pur avendo qualche problema è riuscita a tenermi incollato allo schermo per tutta la durata dell’avventura di Akito e KK. Ora però ho ancora più voglia di visitare Tokyo, sperando solamente di non incappare in qualche Yokai.

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Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

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