
Mobile Suit Gundam: Side Stories è il titolo del più recente videogioco basato sul franchise di Kidou Senshi Gundam uscito in Giappone su PlayStation 3. Nato per celebrare i trentacinque anni dalla nascita della saga, è stato inizialmente annunciato con il titolo di MISSING LINK, ma poco dopo l’annuncio è stato rivelato che il gioco avrebbe compreso anche i sei precedenti capitoli con la denominazione Side Story. In Gundam: Side Stories troveremo quindi sette campagne che narrano vicende secondarie alla Guerra di Un Anno (e non solo) per altrettanti gruppi di protagonisti, sia dal lato della Federazione Terrestre, sia da quello del Principato di Zeon.
Ringraziamo Play-Asia.com per averci permesso di recensire questo titolo. In collaborazione con Gundam Core.
- Titolo: Mobile Suit Gundam: Side Stories
- Piattaforma: PlayStation 3
- Genere: Azione, sparatutto in terza persona
- Giocatori: 1
- Software house: BANDAI NAMCO Games
- Sviluppatore: B.B.STUDIO
- Lingua: Giapponese (testi e doppiaggio)
- Data di uscita: 29 maggio 2014
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune (importazione giapponese)
- DLC: unità aggiuntive come l’RX-0 Unicorn Gundam
- Note: disponibile una Limited Edition contenente colonna sonora, artbook e un kit in edizione limitata dell’1/144 HGUC Pale Rider Metallic Coating Ver.
Il menu principale di Mobile Suit Gundam: Side Stories ci presenterà le più classiche delle opzioni: oltre alla modalità Storia che inizialmente presenterà solo le prime due campagne relative a MISSING LINK e, successivamente, anche quelle delle altre Side Story, potremo smanettare nelle impostazioni di gioco (ammesso che riusciate a comprenderne la lingua), affrontare il tutorial per padroneggiare i comandi del nostro Mobile Suit, oppure acquistare nuove unità da utilizzare nelle ben nutrite missioni disponibili nella sezione VR Mission, spendendo la valuta virtuale che otterremo al termine di ciascuna battaglia.
L’anello mancante



Come da tradizione per ogni gioco di Gundam che si rispetti, anche MISSING LINK ci darà l’opportunità di sperimentare battaglie sulla terraferma e nello spazio aperto. Se nel primo caso dovremo fare i conti con la forza di gravità e con la conformazione del terreno, lo spazio offrirà uno stile quasi completamente diverso di gameplay, che ci consentirà di sfruttare il movimento libero sull’asse verticale e di ingaggiare scontri a fuoco con le enormi corazzate nemiche.
La storia verrà narrata attraverso filmati realizzati con il motore grafico del gioco, oppure di sequenze dove vedremo i nostri mecha camminare tranquillamente accompagnati da dialoghi fra i vari piloti, che tuttavia non ci verranno mai mostrati in volto; tra una missione e l’altra potremo assistere a dei brevi briefing, totalmente in giapponese, praticamente gli unici frangenti che ci mostreranno durante la storia il viso dei personaggi umani che ne prendono parte.
Sette anime
Come già ribadito, la particolarità di Mobile Suit Gundam: Side Stories risiede nel fatto che, celebrando i trentacinque anni del franchise di Gundam, raccoglie, oltre al già citato MISSING LINK, altri sei capitoli che hanno plasmato la storia videoludica della saga d’animazione giapponese, che vi illustrerò brevemente di seguito.
- The Blue Destiny ― Originariamente uscito su SEGA Saturn. La storia ruota attorno alle vicende di Yuu Kajima, pilota addetto al collaudo dei Mobile Suit prima che gli stessi entrino in produzione. Uno sfortunato giorno, verrà attaccato assieme ai suoi compagni da un misterioso MS blu che si rivelerà essere un prototipo di Gundam federale, di cui lui stesso in futuro ne diventerà il pilota. Lottando contro gli assi zeoniani di Nimbus Schterzen, Kajima dovrà scoprire cosa cela in realtà il suo misterioso, nuovo mezzo.
- Rise from the Ashes ― Originariamente uscito su SEGA Dreamcast. Ambientato in Australia, vedrà il team federale White Dingo impegnato in svariate missioni per contrastare gli incessanti attacchi del Principato di Zeon.
- Zeonic Front ― Originariamente uscito su PlayStation 2. Seguiremo le vicissitudini dello squadrone zeoniano fondato da Kycilia Zabi, chiamato Midnight Fenrir, sotto il comando di Garret Schmitzer, veterano rimasto infortunato dalla Guerra di Una Settimana. Essendo agli ordini diretti di Kycilia, lo squadrone dovrà incrociare il fuoco persino con compagni della medesima fazione, come M’Quve e Char Aznable.
Lost War Chronicles ― Originariamente uscito su PlayStation 2. La storia, dal punto di vista della Federazione Terrestre, ci metterà nei panni del terzo plotone MS dell’unità speciale, impiegato dalle alte sfere in missioni che fungono da diversivo a ridosso dell’Operazione Odessa. Dall’altro lato troveremo i membri della legione straniera di Zeon, formato da soldati volontari e da mercenari.
- Space, to the End of a Flash ― Originariamente uscito su PlayStation 2, narra le vicende dell’equipaggio della Pegasus Class chiamata Thoroughbred, incaricata di intercettare la via di approvvigionamento zeoniana che guida i rifornimenti dalla Luna alla fortezza spaziale di Solomon, in quella che viene indicata come l’Operazione Star One. Alla nave vengono assegnati i due prototipi di Gundam RX-78-4 e RX-78-5 pilotati da Luce Kassel e Ford Romfellow.
- CROSS DIMENSION 0079 ― Originariamente uscito su NES, nel 1995, era suddiviso in due campagne: la prima seguiva la storia di Amuro e Char dai tre film cinematografici originali, mentre la seconda, la stessa riproposta in Side Stories, segue le vicende dello squadrone Wolf Gar di Zeon che, nel tentativo di trovare la base Albatross nel deserto di Gobi, scopre un nuovo prototipo di MS federale: il Gundam Pixie.
Ciascuna di queste storie non sarà disponibile dall’inizio: sarà necessario sbloccarle portando a termine le missioni già a nostra disposizione. Tuttavia, i sei giochi in questione non sono dei veri e propri remake: al loro interno non troveremo le cutscene animate che li hanno caratterizzati in passato, bensì si tratterà solo di campagne aggiuntive realizzate col motore grafico di MISSING LINK che richiamano Mobile Suit, missioni e trame dei giochi in questione.
Beyond The Time


Silent Voice

A chi consigliamo Mobile Suit Gundam: Side Stories?
MISSING LINK, The Blue Destiny, Zeonic Front e gli altri titoli che compongono questa raccolta, soddisferanno la voglia di realismo di tutti i fan della serie classica di Gundam. Side Stories rappresenta la più valida alternativa a titoli incentrati sull’azione più da super robot come le serie di Gundam EXtreme VS. e Dynasty Warriors: GUNDAM. A differenza di questi ultimi, però, i giocatori non vestiranno i panni degli storici eroi della saga, bensì di protagonisti realizzati ex novo per le vicende videoludiche parallele agli eventi delle serie ambientate nello Universal Century. La lingua potrebbe tuttavia rivelarsi un problema, sia in termini di comprensione della trama, sia per quanto concerne l’immediata comprensione delle missioni: a volte, durante le prime battute di gioco, ci ritroveremo a ripetere più volte la medesima battaglia prima di riuscire a capire quali siano le condizioni richieste per portarla a compimento, proprio a causa di testi a schermo completamente nell’idioma di origine. Nulla, tuttavia, che non si possa risolvere con la pratica.
- Ripropone alcuni dei migliori titoli basati sul franchise di Gundam
- Profonda longevità
- Ottimi modelli poligonali per i Mobile Suit
- Il realismo tanto caro agli hardcore fan dello Universal Century
- Completamente in giapponese
- Ambientazioni troppo scarne
- Può risultare poco fluido e soffre di cali di frame rate
- Target-Locking un po’ problematico
- Narrazione approssimativa
Mobile Suit Gundam: Side Stories
Realismo e feroci battaglie premiano gli hardcore fan di Gundam
Mobile Suit Gundam: Side Stories è un ottimo gioco simulativo che renderà felici tutti i puristi della serie creata da Yoshiyuki Tomino, mettendoli ancora una volta a bordo di un Mobile Suit potente, ma vulnerabile e di cui riusciremo ad avvertirne il peso ogni qual volta ci sposteremo. La profonda longevità, dovuta soprattutto alla presenza di ben sette giochi nella raccolta, è uno dei suoi punti di forza, assieme ai dettagliatissimi modelli poligonali per ciascuna delle unità a disposizione. Tra i difetti, possiamo purtroppo annoverare la monotonia delle missioni, la scarsa fluidità del motore grafico, la povertà dei fondali, ma soprattutto la poca affezione con cui anche i fan più smaliziati di Gundam dovranno fare i conti: dato che si parla di side-story, vicende parallele alle principali produzioni dello Universal Century, non vi troveremo al suo interno i protagonisti che le hanno portate al successo, bensì semplici soldati creati ad hoc per le storie narrate nei giochi che, a causa della lingua giapponese, potremmo non riuscire a goderci al meglio, travisandoli come gusci vuoti attraverso i quali divertirci a completare missione dopo missione.
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