Mary Skelter: Nightmares – Recensione

Pronti a sconfiggere gli incubi più terribili e lottare per la libertà? Mary Skelter: Nightmares è disponibile su PlayStation Vita

Mary Skelter: Nightmares – Recensione

Mary Skelter: Nightmares – RecensioneIn quel giorno, il seme dell’Incubo cadde sulla Terra. Anno imprecisato. Tokyo, Giappone. O almeno quello che ne rimane. Gli esseri umani vivono intrappolati all’interno di una prigione vivente nota come “Jail”, costretti a subire giornalmente terribili torture e supplizi mentali, senza la sicurezza di poter sopravvivere fino al giorno successivo. I guardiani di questa prigione e loro aguzzini prendono il nome di Marchen, grottesche creature con tratti umani e animali totalmente sordi ad ogni richiesta di pietà. Questa informazione ci raggiunge chiaramente in via secondaria attraverso narrazione, senza esprimere chiaramente una crudeltà che pretenderebbe un PEGI più alto. I primi personaggi di cui facciamo conoscenza sono Jack e Alice, amici d’infanzia che sono cresciuti nell’inferno delle loro celle riuscendo a mantenere coraggio e speranza proprio grazie alla vicinanza reciproca. La loro prigionia ha fine con l’arrivo di un nuovo personaggio, Red Riding Hood, che scopriremo avere interesse nella persona di Alice in quanto una Blood Maiden sua pari — ovvero ragazze capaci di affrontare ad armi pari le mostruosità che abitano quei luoghi. Alice accetterà di seguirla solo a patto di portare con sé Jack, rifiutando ogni scenario di abbandono del proprio amico. La loro destinazione è il Liberated District, l’unico e ultimo luogo in cui l’umanità può sentirsi davvero sicura grazie alle guardie che giorno e notte presiedono l’ingresso.

Pubblicato il 22 settembre scorso, il titolo attinge dal genere dei dungeon RPG i tratti essenziali per il suo sistema di gioco, deviando verso tematiche forti e quasi coraggiose per la propria storia. Volendo quasi pare un paragone altrettanto audace, sembra quasi un avvicinamento alle favole dei secoli scorsi, quelle forse più crude e meno finalizzate al dare la buonanotte ai propri figli. Traendo quindi ispirazione da opere come Alice nel Paese delle Meraviglie, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco e molte altre ancora, ciò che otteniamo è una rielaborazione del folclore occidentale secondo tratti esclusivamente giapponesi, con un risultato tutto da scoprire.

  • Titolo: Mary Skelter: Nightmares
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: Dungeon RPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Compile Heart, Tamsoft
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 22 settembre 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nuova classe, oggetti consumabili, armatura (gratuiti)
  • Note: N/A

Potremo mai risvegliarci dall’Incubo della Torre?

Come per ogni altro dungeon RPG, il Liberated District sarà la nostra base operativa, oltre al luogo in cui torneremo dopo ogni missione per riposarci e ripristinare HP e SP. Oltre ad offrire riparo agli esseri umani, è il punto di partenza per ogni operazione atta a riconquistare i territori limitrofi alla Torre. In essa è possibile individuare due organizzazioni di particolare interesse per l’ambientazione: il gruppo militare e di ricerca scientifica Dawn e quello invece di carattere religioso Order of the Sun.

Il primo sarà senza ombra di dubbio quello di maggiore importanza per noi giocatori, in quanto quasi tutte le funzioni di gestione sono affidate alla loro quartier generale. Ospita infatti i Living Quarters, ovvero le stanze delle varie eroine e del personaggio principale. Le prime ci permetteranno di offrire doni alle varie ragazze per migliorare la loro affinità con Jack, oltre a poter sostituire mobilio e tappezzeria secondo i loro gusti. Dalla stanza del ragazzo, invece, saremo capaci di gestire il nostro inventario e il deposito, oltre a poter accedere alla Libreria normalmente disponibile dal menù di gioco. Il Laboratorio sarà invece dedicato alla gestione delle classi delle varie Blood Maiden, potendo accedere ad un totale di cinque Job incluso quello di partenza — esclusi quelli eventualmente disponibili attraverso contenuto aggiuntivo gratuito. Unico requisito di accesso dei vari Job è l’uso di drop specifici regolati sui gruppi sanguigni, i Blood Crystal, oltre al tributo di uno specifico Job Right che il personaggio otterrà ogni 10 livelli. Esclusa la classe di partenza, sempre disponibile, e quella aggiuntiva, il passaggio ad una extra chiederà sempre il tributo di questo parametro, anche per tornare a quelle già sbloccate. Non sarà invece chiesto nuovamente il sacrificio dei cristalli.

A questo si affiancheranno altre due funzioni: sempre attraverso l’uso dei cristalli di sangue ci sarà concesso di estendere il numero di Skill Slot delle varie eroine, in quanto ci sarà normalmente concesso di portare in battaglia solo un numero circoscritto di tecniche. Blood Devolution è l’ultima funzione qui prevista, permettendoci di ridurre il livello delle varie eroine entro intervalli stabiliti così da ripartire dal primo livello ma con un bonus in statistiche sostanzioso. Inoltre sarà possibile riottenere i Job Right secondo il ritmo di dieci livelli già citato. Anche questo declassamento chiederà in tributo dei Blood Crystal. La Blood Weapon Factory è l’equivalente del fabbro per ogni gioco di ruolo, permettendoci di usufruire dei cristalli per incrementare il livello di un pezzo di equipaggiamento e incrementare le statistiche bonus offerte. Non è prevista una percentuale di successo, ponendo a +10 la soglia massima di potenziamento. Il Rescue Center ci permetterà di sacrificare del sangue di Jack per offrire alle eroine un bonus di resistenza verso la Corruzione — spiegata più avanti — e un incremento casuale delle statistiche. Il sangue impiegato dovrà essere ripristinato in battaglia attraverso le apposite voci. Questa operazione, per la gioia di molti presumo, si basa su una rielaborazione del Rub System che Compile Heart ha introdotto con Monster Monpiece e i successivi della serie Genkai Tokki. Meno spinto dei precedenti, sarà trattato più avanti.

Il Quartier Generale di Order of the Sun non ci offrirà un ingente numero di voci: basandosi di ambientazione sul sostegno dei fedeli e non, anche attraverso coltivazione e rifornimenti alimentari per l’organizzazione Dawn, ci permetterà di accettare e completare missioni aggiuntive che includeranno la ricerca di oggetti alla caccia di determinati Marchens, secondo l’ormai nota dottrina delle side quest. A questi si affianca infine il General Store, dove ci sarà permesso di acquistare consumabili, con una disponibilità di stock dipendente dal capitolo di storia in cui ci troveremo.

Un valzer di sangue e acciaio

Le Blood Maiden sono le uniche in grado di opporsi ai Marchen. La trama ci concederà questa informazione nelle primissime ore di gioco, oltre a precisare che si tratta di una circostanza attuale. Come verrà specificato, loro peculiarità è quella di affrontare gli abomini ad armi pari, quasi condividendo la stessa forza sovrannaturale. Se già questo le separa dai comuni esseri umani, attraverso lo status Massacre sono in grado di superare anche l’ultimo limite diventando ancora più forti, ancora più rapide. Ancora più letali. Si tratta di una trasformazione temporanea che si innescherà una volta che saranno venute a contatto con il sangue dei nemici al punto da riempire l’apposita barra, potendo usufruire di abilità per incrementare il rilascio e velocizzare la mutazione. Avranno a disposizione un numero di skill maggiore, escluso di quello stato, oltre a statistiche incrementate. Sarebbe bello se non ci fosse un rovescio della medaglia, non è vero? Lo stato mentale di una Blood Maiden è fragile, accumulando stress emotivo e fisico nel subire danni la barra dedicata inizierà a tendere al nero progressivamente, fino a raggiungere gocce di sangue color ombra. Se la barra sarà piena allora non sarà la modalità Massacre ad attenderci, bensì la Blood Skelter, facilmente classificabile come uno stato di furia incontrollata. In quella modalità la Blood Maiden potrà vantare di statistiche ancora più alte se paragonata ai precedenti, ma al contrario il suo controllo sfuggirà a noi giocatori: potrà attaccare i nemici così come se stessa o gli alleati. E non sarà impossibile trovarsi in Game Over nel giro di pochissimi turni.

Il personaggio di Jack quindi basa la propria importanza proprio su questa circostanza: attraverso la fidata Mary Gun il ragazzo potrà scagliare sulle ragazze il proprio sangue, così da cancellare ogni traccia di corruzione. Questo suo potere gli ha permesso di guadagnare il titolo di Blood Youth e di seguire offrire un supporto durante l’esplorazione. Si tratta però di un potere di cui non dovremo abusare: ad ogni purificazione il livello di sangue generale di Jack calerà di una determinata porzione, aumentando la possibilità che il ragazzo si stordisca al termine dell’azione. Nel caso in cui le probabilità ci saranno avverse, il ragazzo non sarà più disponibile per alcuni turni esponendoci terribilmente alla corruzione — oltre a non poter usare gli oggetti, in quanto escludendo determinate classi solo Jack è in grado di accedere all’inventario durante la battaglia. Oltre a queste due doti, Jack sarà in grado di sacrificarsi per proteggere una Blood Maiden da un attacco nel turno d’azione, con la conseguenza di raggiungere lo status stordimento con il 100% delle possibilità. Utile per evitare un K.O. in situazioni di pericolo, ma da non abusare per rischi futuri.

Il sistema di battaglia, quindi, è basato su una canonica turnazione basata sulla velocità dei personaggi e dei nemici, posta in cima allo schermo sulla sinistra. Ogni Blood Maiden potrà attaccare con l’arma in dotazione o attraverso determinate Skill, sfruttando gli SP a disposizione per scagliare attacchi magici, tecniche fisiche più ingenti, status e molto altro permettendoci varie manovre durante ogni scontro. Una funzione peculiare del gioco è l’opzione Lick, dove una Blood Maiden potrà azzerare la barra di accumulo del sangue di un’altra eroina per attivare specifiche abilità, che siano cure istantanee o su più turno. Utile per temporeggiare sulla Corruzione e concedere a Jack spazio per riprendersi.

Non distogliere mai lo sguardo dai tuoi Incubi

Talvolta l’esplorazione dei dungeon ci porta a prestare più attenzione alla fidata minimappa che allo scenario in sé. C’è chi lo fa per orientarsi meglio tra i quasi infiniti vicoli che ne accompagnano le strade, riuscendo anche a notare talvolta quella scorciatoia che la visuale in prima persona di aveva tenuto nascosta, altri per completarla più rapidamente e concedersi il ruolo di turisti solo in un secondo momento. In Mary Skelter però il nostro cammino nelle varie zone della città non sarà interrotto dai soli incontri casuali o obbligatorie di mappa, bensì da una terza entità molto più terribile. Una mostruosità unica specifica per ogni dungeon, virtualmente invincibile: i Nightmares. Questi vagano normalmente per la mappa senza farsi notare, apparendo e svanendo secondo cicli non prevedibili complici anche il gargantuesco numero di caselle che costituirà ogni piano. Il loro arrivo nelle nostre vicinanze sarà annunciato da una lenta oscurità che filtrerà davanti a noi, quasi come una cupola che si estenderà rapida, per imprigionarci.

Quando ne saremo all’interno la caccia avrà inizio. E le prede saremo noi, stavolta. La Murder Hunt ci vedrà inseguiti dal Nightmare di turno, il quale si differenzia dai FOEs di Etrian Odyssey e similari per il muoversi liberamente, invece di far corrispondere ad ogni nostro passo uno o molteplici. Caratteristica fondamentale sarà la già citata oscurità che avvolgerà il labirinto, rendendo quasi impossibile orientarsi in maniera precisa data anche l’assenza della minimappa, scomparsa per tutta la durata della caccia. Quest’ultima nota non vale se la difficoltà di gioco sarà impostata a Facile, in questa circostanza la mappa sarà ben visibile. Inoltre ingaggiando battaglia lo status Massacre e Mary Skelter delle eroine non sarà interrotto fino alla fine della Murder Hunt. In cima allo schermo un parametro in metri scandirà la nostra distanza dalla creatura, che saprà perfettamente dove trovarci. La nostra unica possibilità per sfuggirle il più delle volte sarà ingaggiare battaglia, sperando di sopravvivere, e di colpirla fino a rompere uno dei pezzi del suo corpo e di conseguenza stordirla. Da qui potremo finalmente fuggire, sperando di riuscire a portare la nostra distanza ai 100 metri di fine inseguimento prima che si riprenda nel desiderio di una rivincita.

Se vittoriosi nella ritirata, la Murder Hunt ci premierà con un pezzo di equipaggiamento casuale, spesso un elmo o un’armatura, di rarità ben superiore a quello che saremo in grado di trovare durante l’esplorazione. Questo premio sarà concesso solo nel caso avessimo stordito il Nightmare. Una fuga riuscita senza battaglia, possibile, non offrirà nulla al di fuori dell’essere scampati al pericolo. Da qui una segnalazione ritenuta necessaria. La storia di Mary Skelter prevede i Nightmares come invincibili fino al completamento del dungeon da loro abitato, permettendoci di affrontarli in maniera concreta solo dopo aver distrutto il nucleo del labirinto. Il gioco dichiara che la sequenza Nucleo → Nightmare è obbligatoria, però in alcune circostanze la battaglia per l’accesso al nucleo stesso non permetterà la scelta del distruggerlo o se ritirarsi alla base per prepararsi alla battaglia concreta. Si consiglia quindi cautela, in quanto la Murder Hunt relativa non potrà più essere interrotta fino alla sconfitta e morte del Nightmare, che dopo la distruzione dei pezzi esterni entrerà in una seconda fase ben più difficile e pericolosa.

Credo di essere già passato da qui…

Come già accennato poco sopra, Mary Skelter: Nightmares ci chiederà spesso di esplorare labirinti composti da aree multiple e di ampia portata. Spesso saranno numerose le vie che ci troveremo a percorrere per tornare ad un piazzale già visitato, magari riuscendo a trovare una scorciatoia per accedere a due porzioni di mappa prima inaccessibili. Difatti nonostante le mappe siano normalmente ingenti, talvolta ci troveremo davanti a porte sigillate che non saremo in grado di oltrepassare prima di aver sconfitto il boss di turno, o non prima di aver trovato una chiave nel piano successivo.

Un’altra possibilità di aree inaccessibili ricade in quelle porzioni di mappa normalmente assenti, facilmente prevedibili da zone vuote troppo vaste. Per potervi accedere sarà necessario soddisfare uno dei tre bisogni della Prigione, e da lì scegliere il bonus Growth Area Release. Per nostra fortuna ogni piano prevederà al suo ingresso un portale per tornare a quello precedente, concedendoci una solida catena per tornare rapidamente all’ingresso e viceversa. Come per ogni dungeon RPG, l’esplorazione avviene in prima persona, potendo trovare sul nostro percorso dei mostri permanenti che dovremo sconfiggere per andare avanti. Questi appariranno come ombre sfocate, spesso collocate dietro a porte e cancelli per impedirci di prevedere la loro presenza e prepararci alla battaglia.

Ogni Blood Maiden avrà infine una specifica abilità personale che potrà impiegare durante l’esplorazione, impiegabile attraverso il tasto cerchio in un qualunque momento. Se l’abilità Rabbit Hole di Alice sarà fondamentale per poter salvare all’interno dei dungeon e tornare alla base in un qualunque momento, quelle di altri personaggi saranno fondamentali per risolvere enigmi, rimuovere trappole o farsi strada in passaggi nascosti. La formazione del party non incide sulle abilità di esplorazione accessibili, disponibili in un qualunque momento purché il personaggio associato non sia stato mandato in K.O.

Anche nella più totale disperazione c’è spazio per amare?

Giocando a un titolo che preveda un’ingente quantità di eroine è normale aspettarsi una meccanica per sviluppare un rapporto più o meno profondo. Mary Skelter: Nightmares implementa così quello che prende il nome di Affection System, il quale prevede semplicemente di elargire doni alle ragazze per incrementare la barra dedicata e ottenere un cuore ad ogni completamento. I regali prevederanno una specifica categoria del nostro inventario, separandosi così da equipaggiamento e consumabili. Ogni oggetto potrà portare all’aumento o alla riduzione del parametro se gradito o sgradito, potendo tranquillamente dare lo stesso per decine di volte senza particolari conseguenze. Probabilmente, dato il luogo in cui vivono, non riescono mai a stancarsi dello stesso regalo. 

Raggiungere traguardi con questo sistema sblocca dialoghi ed eventi di approfondimento con le varie ragazze, potendo scoprire dettagli del loro carattere non toccati dalla trama principale. Portando poi al massimo la barra sarà possibile ottenere un Character Ending alla fine della storia principale, purché si abbia raggiunto il True Ending. Per i collezionisti di trofei si segnala l’assenza di obiettivi dedicati ai finali dei vari personaggi, invece presenti per Bad e True Ending, senza così il bisogno di resettare il proprio salvataggio. Alle conseguenze narrative sono però affiancati anche premi per i giocatori più finalizzati alla battaglia e all’esplorazione: ogni qualvolta avremo riempito una barra affinità di un personaggio, questo otterrà una nuova abilità per la propria Massacre Mode dopo aver visualizzato l’evento appena sbloccato. Tra storia e nuove abilità c’è spazio per tutti.

Quale è il colore più adatto per rappresentare l’incubo?

L’atmosfera di Mary Skelter: Nightmares è opprimente, come rappresentato dal dover vagare tra cimiteri e dormitori distrutti o completamente corrotti da qualcosa che di umano non ha nulla. Per quanto il reparto visivo non sia in grado di brillare nella qualità degli scenari, un po’ anche per l’età e limitazioni della piattaforma di gioco, è possibile spezzare una lancia in favore dei colori usati, che non mancheranno mai di ricordarci ad ogni vicolo la desolazione esplorata. Il punto nolente è senza ombra di dubbio nel reparto creature, dove si può segnalare una forte tendenza al riciclo: difatti non sarà raro trovarci davanti, dopo essere giunti nel nuovo piano di un labirinto, una creatura differente dalla precedente solo per la tavolozza di colori impiegata, oltre a statistiche più generose. Alcune tonalità potranno anche essere più gradite alla vista, ma è innegabile il senso di malinconia del trovarsi ad affrontare per molte ore gli stessi mostri. Il reparto sonoro è probabilmente il fiore all’occhiello del gioco, che nelle sue sfumature mi ha permesso di non sentire la fatica delle numerose ore necessarie ad esplorare nel dettaglio ogni mappa: Metalic Bow Fight sarà l’OST nostra compagna durante le battaglie, offrendoci l’adrenalina necessaria ad affrontare a spada tratta anche l’Incubo più tenace mentre urla e sussurri saranno l’accompagnamento di ogni nostro passo nel silenzio desolante della Torre.

A chi consigliamo Mary Skelter: Nightmares?

Dato il sistema di gioco impiegato, i principali destinatari sono senza ombra di dubbio i fan dei dungeon RPG, risultando però accessibile anche ai giocatori meno inclini alle difficoltà di altri titoli della categoria come Stranger of Sword City, Operation Abyss/Babel e Demon Gaze. La ripetitività delle creature per ogni labirinto è senza ombra di dubbio un punto a sfavore, compensato però da un lato dalle ottime atmosfere proposte per ognuno di essi. Per i neofiti consigliamo cautela, dato la quantità di funzione proposte: con tutorial non esattamente chiari e abitudini di gioco date per sottintese, non sarebbe inaspettato trovarsi davanti a muri difficili da superare. L’unico consiglio è quello della pazienza, così da superare i primi tre labirinti e formare una squadra completa. Nonostante le sue limitazioni, Mary Skelter: Nightmares è senza ombra di dubbio un titolo valido per la propria collezione, capace di offrire decine di ore di gioco sulla piccola portatile di casa Sony.

  • Tanti classi da provare
  • Dungeon RPG immersivo
  • Tre livelli di difficoltà
  • Una storia interessante…

  • …Che però non tiene fede alle aspettative
  • Sbilanciato nella gestione delle finanze
  • Narrazioni per le eroine ripetitive
  • Soffre nelle battaglie frenetiche
Mary Skelter: Nightmares
3.8

Una favola che non dovrebbe finire mai

Mary Skelter: Nightmares è il gioco che vorremmo durasse per sempre, offrendoci sempre nuovi labirinti in cui calarci ed affrontare il Nightmares di turno. Ma come ogni favola deve finire, e ciò che ci resterà sarà probabilmente un senso di malinconia o di incompletezza di un epilogo che sembra calato nel peggiore dei modi. Compile Heart ci offre la dimostrazione della sua forza nello sviluppo di titoli privi di un fanservice eccessivo, chiamando la nostra attenzione con il solo charme delle varie eroine. Buona la prima, forse non benissimo. E la prossima?

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