Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

Cthulhu: The Cosmic Abyss arriva su PlayStation, Xbox e PC. Pronti ad affrontare le profondità della vostra stessa paranoia? La nostra recensione

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

Quando si parla della figura mistica di Cthulhu, si entra in uno degli immaginari più iconici e riconoscibili della letteratura horror e fantastica: una creatura diventata simbolo dell’ignoto cosmico e dell’insignificanza umana di fronte a forze antiche e incomprensibili. Nel tempo, il mito creato da H.P. Lovecraft ha influenzato numerose opere, dai videogiochi come The Call of Cthulhu e Darkest Dungeon, fino a film e serie che ne hanno ripreso l’atmosfera di terrore psicologico e paranoia, spesso più che la creatura stessa. Cthulhu: The Cosmic Abyss si inserisce proprio in questo solco, richiamando le atmosfere tipiche del genere e promettendo un’esperienza che punta più sull’inquietudine e sull’esplorazione dell’ignoto che sull’azione diretta.

Un viaggio lento e opprimente, dove la tensione mentale, i misteri da decifrare e la sensazione di impotenza diventano il vero cuore dell’esperienza. Noi l’abbiamo vissuta in anteprima, e siamo ora pronti a parlarvene.

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

  • Titolo: Cthulhu: The Cosmic Abyss
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
  • Versione analizzata: Xbox Series X (EU)
  • Genere: Horror
  • Giocatori: 1
  • Publisher: NACON
  • Sviluppatore: Big Bad Wolf Studio
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 16 aprile 2026
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: il Trapezoedro Splendente (missione secondaria), Arkham Horror (uno scenario completo ed esclusivo intitolato “Discesa”)
  • Note: la Deluxe Edition include artbook digitale, elementi cosmetici esclusivi, missione secondaria aggiuntiva e nuovo scenario giocabile 

Abbiamo recensito Cthulhu: The Cosmic Abyss con un codice Xbox Series X fornitoci gratuitamente da NACON.

Cthulhu: The Cosmic Abyss è un’esperienza investigativa narrativa fortemente ispirata all’immaginario di H. P. Lovecraft. In questo thriller in prima persona, il giocatore veste i panni di Noah, un agente dell’Ancile, un’organizzazione specializzata in fenomeni occulti, incaricato di far luce sulla misteriosa scomparsa di alcuni minatori nelle profondità dell’Oceano Pacifico. L’indagine conduce progressivamente verso gli abissi più oscuri, fino a raggiungere R’lyeh, un’immensa e antica città sommersa che cela la presenza di Cthulhu. In questo luogo alieno e labirintico, il protagonista, affiancato dall’intelligenza artificiale Key, è chiamato a risolvere enigmi complessi, raccogliere indizi e prendere decisioni che influenzeranno direttamente il corso della storia. Nel corso dell’avventura, la minaccia più grande non è soltanto ciò che si cela nelle profondità oceaniche, ma anche l’impatto psicologico dell’indagine stessa: l’influenza di Cthulhu mette infatti a dura prova la sanità mentale del protagonista, rendendo ogni scoperta un passo ulteriore verso la verità… e verso la follia.

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

Animum rege, qui nisi paret, imperat

Governa la tua mente, perché se non obbedisce, comanda”. La celebre massima di Orazio sembra racchiudere perfettamente l’essenza di Cthulhu: The Cosmic Abyss, un horror narrativo in prima persona ambientato in un futuro prossimo, intorno al 2053, in cui l’umanità ha iniziato a sfruttare le profondità oceaniche per sopperire alla crescente scarsità di risorse. L’esperienza si sviluppa attraverso una narrazione ramificata, in cui le scelte del giocatore influenzano in modo concreto lo sviluppo degli eventi e i possibili finali, rimanendo sempre ancorata ai temi cardine dell’orrore lovecraftiano: l’insignificanza dell’essere umano, la fragilità della mente e il confronto con un ignoto che sfugge a ogni logica.

Dal punto di vista del gameplay, il titolo predilige un approccio lento, immersivo e fortemente investigativo, avvicinandosi più a esperienze come SOMA o Amnesia: The Dark Descent piuttosto che a un horror d’azione tradizionale. L’esplorazione avviene in prima persona all’interno di ambienti ricchi di dettagli, dove il giocatore è chiamato a raccogliere indizi, analizzare oggetti e collegare informazioni tramite un sistema di archiviazione che consente di ricostruire progressivamente gli eventi. Gli enigmi ambientali richiedono attenzione e capacità deduttiva, mentre strumenti come il sonar permettono di individuare elementi nascosti o tracce invisibili, aggiungendo profondità all’esplorazione. Centrale è anche la gestione delle risorse, in particolare dell’energia necessaria per analizzare l’ambiente: un uso eccessivo può avere conseguenze dirette sullo stato mentale del protagonista.

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

La sanità mentale rappresenta infatti uno dei pilastri dell’esperienza. Con l’avanzare dell’indagine, la percezione della realtà da parte di Noah si incrina progressivamente, dando origine ad allucinazioni, distorsioni visive e alterazioni dell’ambiente circostante. Non si tratta di semplici effetti estetici, ma di un sistema che incide attivamente sulla narrazione e sulle possibilità di scelta, rendendo ogni decisione potenzialmente destabilizzante. L’orrore non si manifesta tanto attraverso la presenza esplicita di Cthulhu, quanto piuttosto tramite una costante sensazione di oppressione, come se qualcosa di inconoscibile osservasse e influenzasse ogni azione. Il gioco invita quindi a osservare con attenzione ciò che ci circonda e a sperimentare gli strumenti messi a disposizione dall’intelligenza artificiale Key, in particolare il sonar, sfruttandone le diverse frequenze e combinazioni. Dopotutto, in una storia lovecraftiana, nulla è davvero come appare a prima vista.

A livello di accessibilità, il titolo propone inizialmente la modalità “Indagine”, pensata per offrire un’esperienza più pura e meno guidata. Tuttavia, per chi preferisce un approccio più assistito, è possibile attivare la modalità “Esplorazione”, che fornisce suggerimenti più espliciti attraverso Key e consente di analizzare gli indizi senza consumare energia né aumentare il livello di corruzione mentale, rendendo l’esperienza più accessibile ma anche meno punitiva.

Abisso Cosmico

Dal punto di vista puramente tecnico, Cthulhu: The Cosmic Abyss si configura come un progetto particolarmente interessante, poiché privilegia la qualità della resa sensoriale rispetto alla spettacolarità più convenzionale degli horror moderni.

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

Il gioco è realizzato con Unreal Engine 5, una scelta che incide profondamente sulla resa visiva complessiva. Grazie a questo motore, gli sviluppatori sono riusciti a costruire ambienti ricchi di dettaglio e credibili, soprattutto per quanto riguarda illuminazione, materiali e profondità degli spazi. In questo contesto, la luce assume un ruolo fondamentale: invece di offrire scenari completamente leggibili, il gioco predilige fasci luminosi limitati, ombre profonde e aree di oscurità totale, utilizzate per guidare lo sguardo del giocatore e amplificare la tensione. Questo approccio valorizza le tecnologie di illuminazione dinamica e la gestione avanzata delle superfici tipiche del motore, contribuendo a creare ambienti plausibili anche quando assumono caratteristiche surreali.

Un altro elemento tecnico di rilievo riguarda la gestione dello spazio e della geometria. Il titolo non si limita a proporre ambienti realistici, ma introduce strutture “non euclidee” e distorsioni percettive, in cui proporzioni, distanze e forme mutano in modo sottile ma destabilizzante. Si tratta di una scelta che non è soltanto artistica, ma anche profondamente tecnica, poiché richiede un controllo estremamente preciso di collisioni, inquadrature e rendering, al fine di evitare incoerenze visive o problemi strutturali.

Sul piano visivo, la direzione artistica rinuncia volutamente a colori saturi e a un’estetica spettacolare, preferendo texture degradate, materiali organici e una sorta di “corruzione” visiva che si diffonde progressivamente negli ambienti. Questo si traduce, a livello tecnico, in un uso avanzato del post-processing: distorsioni dell’immagine, separazione dei canali cromatici, sfocature dinamiche e variazioni della nitidezza si attivano e si modificano in tempo reale in base allo stato mentale del protagonista. Tali effetti non hanno una funzione puramente estetica, ma sono strettamente integrati con il gameplay, contribuendo a rafforzare il legame tra percezione e meccaniche di gioco.

Anche il comparto audio è costruito con grande attenzione tecnica. Il suono non svolge soltanto una funzione atmosferica, ma diventa un vero e proprio strumento di orientamento e lettura dell’ambiente: eco, vibrazioni, rumori distanti e variazioni di frequenza aiutano il giocatore a interpretare lo spazio circostante e a individuare elementi nascosti, come nel caso del sonar. Questo implica un utilizzo avanzato del sound design spaziale, con una implementazione di audio tridimensionale e una gestione dinamica delle sorgenti sonore, particolarmente efficace negli ambienti chiusi e subacquei.

Cthulhu: The Cosmic Abyss – Recensione

A chi consigliamo Cthulhu: The Cosmic Abyss?

Cthulhu: The Cosmic Abyss è consigliato innanzitutto agli appassionati di horror narrativo lento e atmosferico, in cui la paura non deriva dall’azione diretta, ma da una crescente sensazione di inquietudine e dall’ignoto che si insinua progressivamente nel corso dell’esperienza. È inoltre un titolo particolarmente adatto a chi è affascinato dall’universo di H. P. Lovecraft e dall’orrore cosmico, poiché non si limita a utilizzare figure iconiche di questo immaginario, ma costruisce l’intera esperienza attorno ai suoi temi fondamentali. Ne risulta un’opera che si colloca più vicino alla storia investigativa che all’horror tradizionale, sulla scia di titoli come Call of Cthulhu o The Sinking City.

  • Atmosfera estremamente immersiva
  • Forte identità “Lovecraftiana”
  • Gameplay investigativo ben integrato…

  • …Ma caratterizzato da un ritmo molto lento
  • Scarsa componente d’azione
  • Alla lunga ripetitivo
Cthulhu: The Cosmic Abyss
4

Un viaggio da non perdere negli abissi del cosmo

Cthulhu: The Cosmic Abyss si presenta come un’esperienza che non punta a rivoluzionare il genere horror, ma a consolidarne una delle sue declinazioni più affascinanti: quella dell’orrore cosmico lovecraftiano. Il titolo riesce a costruire un’atmosfera costante di tensione e smarrimento, sostenuta da una direzione artistica convincente e da un impianto narrativo che mette al centro la fragilità della mente umana di fronte all’ignoto. Nonostante alcune scelte di gameplay possano risultare lente e, a tratti, ripetitive, soprattutto per chi è meno avvezzo a esperienze fortemente investigative, l’opera trova la sua forza proprio nel ritmo dilatato e nell’immersione progressiva. È un gioco che non cerca di stupire con colpi di scena continui o azione serrata, ma che lavora in profondità sulla percezione del giocatore, trascinandolo lentamente verso un senso crescente di inquietudine. Un titolo consigliato a chi cerca un horror narrativo atmosferico e paziente, capace di valorizzare l’immaginario di Lovecraft senza tradirne lo spirito. Non è un’esperienza per tutti, ma per il pubblico giusto può trasformarsi in un viaggio disturbante e memorabile negli abissi del cosmo e della mente.

Amante dei videogiochi fin dalla tenera età, ama perdersi nella scrittura ascoltando le OST di FINAL FANTASY e KINGDOM HEARTS. Convinto fieramente che la bellezza di un equip sia più importante delle sue statistiche, è sempre alla ricerca di nuovi oggetti da aggiungere alla sua collezione videoludica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. * indica i campi obbligatori.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.