Celly Cyberbeat – Recensione delle cuffie da gaming

La nostra recensione delle cuffie Cyberbeat di Celly, marchio italiano che debutta così nel mercato degli accessori dedicati al gaming

Celly Cyberbeat - Recensione delle cuffie da gaming

Celly è un player relativamente nuovo sulla scena del gaming italiano: conosciuta principalmente per i suoi accessori per smartphone, PC, fotocamere e altro, hanno deciso di buttarsi “in pasto ai leoni” metaforicamente con la linea Cyber, che comprende, come vi avevamo anticipato nella notizia dedicata, un paio di cuffie da gaming over-ear, ovvero le Cyberbeat che andremo a recensire oggi, un paio di auricolari, un’alzatina per cuffie che funziona anche come hub USB, e un tappetino per il mouse con striscia LED integrata ai bordi.

Partiamo subito dal prezzo, che già dovrebbe aiutare a stabilire una base per tutto quello di cui andremo a parlare qui sotto: 39,99 €. Queste cuffie Cyberbeat, acquistabili dal sito ufficiale di Celly, si piazzano dunque quasi al punto perfetto di intersezione tra le miriadi di cuffie sotto i 30 euro presenti in Amazon e vari altri store online (insomma le “cinesate” anonime e tutte uguali) e le cuffie da gaming più budget di aziende storiche come Logitech, HyperX e simili, che di solito iniziano a partire da un prezzo di 50 euro a salire. Dunque sarebbe lecito aspettarsi a livello di qualità un punto di incontro tra queste due grandi fasce di prezzo, cosa che Celly è riuscita a fare quasi del tutto.

Unboxing e caratteristiche

Queste cuffie Celly Cyberbeat ci arrivano in una scatola davvero basica, dedicata principalmente a mostrarci qualche immagine poromozionale del prodotto e alcune funzionalità, come il controllo remoto del volume tramite la rotella presente sul cavo, e il tasto per mutare rapidamente il microfono. Al suo interno non è presente nessun tipo di imbottitura che tenga ferme le cuffie (almeno nella scatola che è stata inviata a noi), con la scatola che contiene dunque solo un piccolo manuale di istruzioni: non che ce ne sia troppo bisogno, dato che si tratta comunque di un accessorio completamente plug and play. Tirate fuori dalla scatola, le cuffie si presentano decisamente solide al tatto: nonostante siano realizzate quasi interamente in plastica, questa risulta abbastanza spessa da non piegarsi al minimo stress, pur risultando abbastanza flessibile sull’archetto. Anche il cavo intrecciato sembra piuttosto solido e lungo abbastanza per accomodare qualsiasi setup, sia che si giochi da console, sia che si giochi da PC. I padiglioni sono sufficientemente larghi, ma chi ha le orecchie più grandi potrebbe trovarsele doloranti dopo lunghe sessioni di gioco. Il materiale con cui l’imbottitura di padiglioni e archetto è fatta sembra essere abbastanza traspirante, ma dato che in questo momento siamo a dicembre, non abbiamo possibilità di testarlo a temperature più elevate. Le cuffie hanno un peso di appena poco più di tre etti, dunque non risultano scomode e pesanti sulla testa quando le si usa.

Il microfono è fisso e non removibile in alcun modo: si può piegare un pochino ma mai rimuovere del tutto, e dunque anche nel caso in cui stessimo giocando ad un titolo dove il microfono non serve, lo avremo sempre davanti alla bocca a darci un po’ fastidio. Purtroppo, ma questa è un’opinione personale, non mi piace molto lo schema colori scelto da Celly, con un rosso e nero aggressivo (c’entrerà il fatto che l’azienda è mobile partner del Milan?), quell’estetica gamer che oramai è diventata fin troppo appariscente. Dall’altra parte del cavo, troveremo un jack unico da 3.5 mm che ha integrati sia microfono che cuffia: molti case per PC e oramai tutte le console hanno effettivamente lo stesso tipo di jack integrato, però una sostanziosa fetta di chi gioca su PC ha un case dove invece l’input del microfono e l’output hanno due jack separati, e per questi ultimi utilizzare le cuffie Cyberbeat sarà impossibile a meno di non dotarsi di uno splitter, che sarebbe stato molto ben gradito all’interno della scatola e che invece risulta assente. Detto questo, è presente anche un’uscita USB, che però serve letteralmente solo ad accendere i piccoli LED (anch’essi rossi) che attorniano i padiglioni attorno al logo di Celly. Un’occasione sprecata per permettere invece anche la connessione audio USB, bypassando completamente il problema dello splitter.

Qualità audio

La qualità audio è nella media rispetto alle cuffie attorno a questo prezzo. Non è presente nessun tipo di surround virtuale o reale, 7.1 o 5.1; qui si tratta solo di audio stereo puro, dunque sarà un po’ più difficile capire, per esempio, da quale direzione ci stanno sparando in un titolo FPS competitivo. I bassi sono un po’ troppo enfatizzati artificialmente e non essendoci alcun tipo di software che ci permette di controllare l’equalizzatore, starà a noi in qualche modo compensare questa mancanza. Il suono in cuffia risulta abbastanza fedele seppure un pochino ovattato, adatto anche per film e musica a patto di non essere dei fissati con i file in .flac senza alcuna perdita, e l’isolamento non proprio perfetto dei padiglioni farà entrare comunque un po’ di suoni dall’esterno non garantendo un’immersione ottimale, ma adeguata. Testate in una buona varietà di casi d’uso, dal gaming che spazia a titoli FPS competitivi fino a generi più rilassati, le cuffie non hanno mai stupito per la qualità risultando però più che sufficienti ed adeguate, sicuramente in linea con altri headset dal prezzo simile. Senza infamia e senza lode l’ascolto, mentre il microfono è risultato il tasto più dolente: La qualità della voce è piuttosto bassa ed ovattata, oltre ad avere un fastidioso rumore statico di sottofondo che mi ha costretto ad utilizzare solamente il push to talk su Discord e nelle voice chat delle lobby online, invece di lasciare il microfono aperto con l’attivazione vocale, poiché sarebbe risultato sempre attivo. Inoltre, non è particolarmente buono a isolare i suoi che ci arrivano dall’esterno: ogni singolo cigolio della sedia, porta che si apre o compagno di stanza che fa rumore verrà trasmesso dal microfono senza alcun filtro.

A chi consigliamo le cuffie Celly Cyberbeat?

Consiglio le cuffie Celly Cyberbeat principalmente a chi vuole spendere relativamente poco e non ha grosse pretese, per quanto riguarda funzionalità extra o qualità audio eccezionale. Senza spendere un rene e eliminando completamente dall’equazione tutte le cinesate plasticose presenti su Amazon e altre piattaforme di vendita online, queste cuffie peraltro prodotte da un marchio italiano offrono un’esperienza senza fronzoli, adatta a chi ha appena iniziato, oppure a un genitore che magari vuole regalare un paio di cuffie al pargolo per le sue sessioni serali di Fortnite.

  • Installazione davvero semplicissima
  • Buon rapporto qualità prezzo
  • Compatibile con PC e console

  • Microfono non all’altezza
  • Splitter audio non incluso
Celly Cyberbeat
3.5

Un debutto dignitoso per Celly

Da un headset di questo tipo non era legittimo aspettarsi la luna, quanto piuttosto un prodotto basico ma competente, e in questo Celly è riuscita quasi perfettamente con le sue Cyberbeat. Per il prezzo, che come specificato in sede di recensione si piazza in una fascia budget ma non troppo inferiore a quella di marchi storici, ci si porta a casa un paio di cuffie che possono essere un buon punto di partenza per un giocatore più giovane che muove i primi passi in questo ambiente, o per chi ha bisogno solamente di funzionalità base senza troppi fronzoli, con un sistema che funziona in maniera plug-and-play senza troppe configurazioni, specialmente su console. Peccato per il microfono, davvero non all’altezza, la mancanza di uno splitter audio 3.5 per separare i flussi in entrata e in uscita (necessario in alcuni casi se si vuole usare su PC) e lo schema colori un po’ troppo “tamarro”, ma quest’ultima è solamente una preferenza personale. Un headset che fa il suo dovere in maniera adeguata, ottimo per chi si approccia al mondo gaming per le prime volte ma difficilmente consigliabile ai giocatori più hardcore a prezzo pieno considerando che spesso, in periodo di sconti, headset ben più “ricchi” di aziende come Logitech e Corsair arrivano a scendere quasi allo stesso prezzo.

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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