Nintendo Switch modello OLED – La nostra recensione

Disponibile dall’8 ottobre, Nintendo Switch modello OLED è un piccolo upgrade per l’apprezzata console ibrida giapponese. Ecco cosa ne pensiamo

Nintendo Switch modello OLED – La nostra recensione

Grazie a una congiunzione astrale sfacciatamente fortunata, abbiamo avuto modo di esaminare con qualche giorno di anteprima il nostro (anzi, il mio, personalissimo) Nintendo Switch modello OLED nuovo di zecca, appena uscito dalla fabbrica e giunto nella sua nuova casa accanto al televisore. Si è discusso tanto in rete in queste ultime settimane di questa nuova configurazione per una delle console più vendute degli ultimi anni, e oggi siamo finalmente qui a proporvi la nostra recensione di Nintendo Switch OLED per fornivi le nostre personali impressioni in seguito a un’approfondita prova con mano.

La scatola contenente Nintendo Switch OLED si presenta davvero più piccola rispetto al passato, quasi la metà del modello originale e direi un paio di volte quella che contiene il modello Lite. Al suo interno troviamo il corpo base, i due Joy-Con (in questo caso bianchi), i due strap e il grip per questi ultimi, la nuovissima dock, l’alimentatore e un cavo HDMI. Prima di proseguire con la nostra recensione di Nintendo Switch OLED, vi suggeriamo di guardare il nostro video di unboxing in cui vi mostriamo la console e tutti i suoi accessori, con qualche impressione a caldo.

All of time and space

La prima cosa che si fa notare è la migliore costruzione del corpo principale, che utilizza materiali plastici e metallici di qualità migliore rispetto alla console originale. Di metallo è l’inedito cavalletto che sostituisce il misero kickstand originale, in grado di aprirsi oltre novanta gradi per consentirci di sistemare la console sul tavolo a nostra disposizione con l’angolazione che più ci aggrada, mantenendosi solido anche dopo numerosi utilizzi.

I Joy-Con abbinati alla console sono apparentemente identici a quelli che ci portiamo dietro dal 2017, con la sola differenza che adottano un’inedita colorazione bianca, fino a questo momento ottenibile solo grazie ad alcune mascherine non ufficiali facilmente reperibili in rete. In realtà, in seguito ad alcuni esami più approfonditi eseguiti da gente che ha avuto il coraggio di aprire i propri controller, pare che la struttura interna sia la stessa adottata per la coppia di Joy-Con di The Legend of Zelda: Skyward Sword, che adottavano alcune migliorie per ritardare il più possibile il presentarsi del fastidioso drifring. Mio malgrado, nemmeno in questa occasione Nintendo ha deciso di modificare il Joy-Con sinistro per dotarlo della croce direzionale di cui è invece dotata Switch Lite, una soluzione per la quale dovremo ancora una volta affidarci al modding o alle periferiche realizzate da Hori e altri produttori (che però sacrificano la funzione HD Rumble e i sensori di movimento).

Nintendo Switch modello OLED – La nostra recensioneTra le novità troviamo una memoria interna raddoppiata (da 32 a 64 GB, sempre pochi ma meglio di prima), una batteria più capiente (ereditata dal modello 2019), nonché degli speaker con una qualità sensibilmente migliore rispetto a quelli delle precedenti. Il miglioramento lo si nota abbastanza, specie con il volume più alto: il suono è più cristallino, anche se non perfettamente chiaro, e gli speaker sono decisamente più potenti rispetto a prima. Cambia anche la forma dei pulsanti power e per la regolazione del volume, così come i binari nei quali si inseriscono i due controller: la struttura, questa volta, impedisce alla console di muoversi troppo durante l’utilizzo. Passando da un modello 2017 o Lite al nuovo OLED, inoltre, la differenza nella durata della batteria si nota parecchio, un po’ meno se invece avete in casa uno dei modelli ibridi più recenti — in questo caso, il passaggio da una variante all’altra è consigliata solo se spinti dal nuovo schermo di cui vi parlerò più avanti.

Essendo più grande di qualche millimetro rispetto a prima, non è detto che tutti gli accessori dei modelli precedenti siano compatibili anche con la OLED. Personalmente vi consiglierei di acquistare impugnature, shell, custodie e ovviamente pellicole per questo specifico modello — anche perché le pellicole dell’originale risulterebbero inservibili — mentre per quanto riguarda controller, Joy-Con anche non ufficiali e Split Pad Pro, andate pure sul sicuro.

A bordo della Base Bianca

Novità fondamentale di questo modello OLED è una base, o dock che dir si voglia, completamente rinnovata, nell’estetica e in alcune componenti. L’aspetto esteriore è stato rivisitato per apparire più moderno, con forme più tondeggianti e un logo più minimale e lucido sul fronte, così come lucida appare la sezione interna nera nella quale viene inserita la console. La fessura dove andrà inserita la console risulta leggermente più ampia e dotata di un gruppo di bumper piazzati per evitare che lo schermo venga rigato dalle pareti interne della periferica, come poteva sfortunatamente accadere con i modelli precedenti. La parte inferiore presenta invece una superficie antiscivolo che sostituisce i quattro gommini della dock originale, che offre una stabilità maggiore su qualsiasi tipologia di superficie. Lo sportello posteriore, che questa volta si rimuove completamente per svelare gli ingressi alla cavetteria, cela una sostanziale modifica: ad accompagnare la porta HDMI e quella per ospitare l’alimentatore, troviamo un inedito ingresso LAN per la connessione via Ethernet, che sacrifica tuttavia la terza porta USB alla quale era possibile collegare controller e periferiche. Troviamo, in ogni caso, altre due porte USB sull’esterno, sul fianco destro della dock, alle quali potremo collegare i controller dotati di cavo e i caricabatterie di quelli bluetooth.

A bordo della Base Bianca

Chi si è occupato del teardown della nuova dock ha anche scoperto che, oltre ad avere un controller HDMI 2.0 al posto del vecchio cavo 1.4 dei modelli 2017 e 2019, la nuova base è predisposta per emettere un segnale che può raggiungere al massimo la risoluzione 4K e i 60 fotogrammi al secondo. Tuttavia, l’attuale versione OLED della console non è abbastanza potente per consentire un upscaling del genere per i suoi giochi. Le possibili spiegazioni alle nuove capacità della dock sono due: la prima, è che Nintendo prevede di lanciare un nuovo e più potente modello della console nei prossimi anni, pur mantenendo la medesima base. La seconda è che questo modello OLED sarebbe già dovuto essere una console più potente ma, probabilmente a causa della crisi dei semiconduttori, si è preferito rimandare o cancellare del tutto il lancio di una mid-gen console.

Non è tutto OLED quel che luccica

La novità principale di questa nuova incarnazione di Nintendo Switch è quella che le dà il nome, ovvero l’osannato display OLED. Un enorme passo in avanti rispetto al precedente schermo LCD, che dona nuova vita alle immagini, accende i colori in maniera quasi innaturale e rende i neri davvero profondi. Passare dal vecchio schermo a quello nuovo è una sensazione difficile da descrivere a parole, forse paragonabile al passaggio fra lo schermo di PSP a quello di PS Vita. Una sensazione già provata dai possessori delle portatili Sony, ma che questa volta viene riproposta su uno schermo di 7 pollici, leggermente più grande rispetto a quello di 6,7 della console originale e del display 5,5 pollici del modello Lite. Quasi azzerando l’antiestetica cornice nera che contraddistingue il Nintendo Switch del day one, il display da sette pollici conferisce un look più moderno e accattivante anche solo al corpo base della console, ma porta con sé un difetto abbastanza grande per essere tralasciato.

Non è tutto OLED quel che luccica

Mi riferisco alla risoluzione dello schermo, che pur essendo più grande mostrerà sempre una risoluzione che arriva al massimo ai 1280 x 720 pixel. Questo purtroppo si traduce in un’immagine abbastanza sfocata che noteremo sulle distanze più corte dallo schermo, ma soprattutto nei testi, specialmente quelli più piccoli, che talvolta risulteranno difficili da leggere. Fortunatamente con giochi come METROID DREAD questo problema viene arginato in qualche modo, dato che in questo titolo — uscito in concomitanza con il modello OLED — questi difetti si notano decisamente meno rispetto ad altre opere. I giochi che invece avevano già una risoluzione inferiore alla cosiddetta HD Ready, come ad esempio Xenoblade Chronicles 2, The Caligula Effect, o il più recente MONSTER HUNTER RISE, risultano ancora più sgranati rispetto a prima. In questo caso è d’obbligo mantenere una certa distanza dallo schermo anche giocando in modalità portatile.

L’unica soluzione per risolvere questo genere di problemi era dotare la console di un chip più potente, in grado di portare la risoluzione dei giochi in portatile al pari di quella restituita al televisore, ovvero 1080p (che in realtà, nella maggior parte dei casi è 900p). Sotto questo punto di vista, possiamo considerare questa ultima revisione un’occasione sprecata. Fortunatamente, passato qualche giorno sul nuovo modello vi abituerete al nuovo schermo e alla sua resa, ma se ancora i vostri occhi si stancheranno troppo presto per via dei colori estremamente saturati, nel menu delle opzioni è possibile cambiare la loro intensità per renderli meno accesi e in linea con i display precedenti.

Nintendo Switch modello OLED – La nostra recensione

In termini di materiale, il nuovo schermo OLED è dotato di una copertura in vetro invece che in plastica come nei modelli antecedenti, e questo significa principalmente due cose: la prima è che la resa finale risulta migliore, ma che i riflessi della luce saranno ancora più visibili rispetto a prima; la seconda è che dovremo evitare assolutamente le cadute accidentali, che si tradurrebbero nel peggiore dei casi in una completa distruzione del pannello anteriore. Per tamponare ogni possibile danno a persone, cose o animali in caso di caduta, Nintendo ha applicato una pellicola protettiva che terrà insieme i frammenti dello schermo eventualmente rotto. Specificando, però, che non si tratta di una pellicola anti-graffio, che invece potremo applicarvi sopra — come ha fatto il sottoscritto, senza non poche imprecazioni a causa della polvere. Perché Nintendo deve sempre fare le cose a metà, dico io?

Nintendo Switch OLED – La scheda tecnica

Dimensioni Alta 10 cm, larga 24 cm e profonda 1,4 cm circa (con i Joy-Con collegati).
La profondità dalla punta degli stick analogici alla punta dei tasti ZL/ZR è di circa 3 cm.
Peso Circa 0,3266 kg (circa 0,4218 kg con i Joy-Con collegati)
Schermo Schermo Multi-touch capacitivo / 7.0 pollici OLED / 1280×720
CPU/GPU Processore NVIDIA Custom Tegra
Archiviazione 64 GB
È possibile espandere facilmente la memoria usando schede microSDHC o microSDXC fino a 2TB (vendute separatamente).
Wireless Wi-Fi (IEEE 802.11 a/b/g/n/ac compliant) / Bluetooth 4.1
Output video Fino a 1080p tramite HDMI in TV mode
Fino a 720p tramite schermo integrato in modalità da tavolo e portatile
Output audio Compatibile con output 5.1ch Linear PCM
Output tramite HDMI in modalità TV
Altoparlanti Stereo
Pulsanti Pulsante Power / Pulsante Volume
Porte USB USB Type-C
Utilizzata per la ricarica e la connessione alla dock.
Jack per microfono e cuffie 3.5mm 4-pole stereo (standard CTIA)
Alloggiamento per le cartucce di gioco Cartucce Nintendo Switch
Alloggiamento per schede microSD Compatibile con schede microSD, microSDHC e microSDXC
*Una volta inserita la carta microSDXC sarà necessario un aggiornamento di sistema che richiederà una connessione a internet.
Sensori Accelerometro, giroscopio e sensore di luminosità
Ambiente operativo 5/35° / 20-80% di umidità
Batteria interna Batteria al litio / 4310mAh
Durata della batteria Circa 4,5 – 9 ore
La durata della batteria dipenderà dai giochi in esecuzione. Ad esempio, la batteria durerà 5,5 ore con The Legend of Zelda: Breath of the Wild.
Tempo di ricarica Circa 3 ore
*Durante la carica con la console in modalità riposo
  • Materiali di qualità decisamente migliore
  • Joy-Con meno “ballerini” in modalità portatile
  • Buon design per dock e corpo principale

  • La risoluzione è la stessa, per cui i testi nei giochi perdono definizione
  • A lungo andare potrebbe stancare più facilmente la vista
  • Qualche timore per il display in caso di caduta

Imperfetta felicità

Giunti alla resa dei conti, è doveroso porsi una domanda: Nintendo Switch OLED è davvero il miglior esemplare della console attualmente in circolazione? La risposta è in un certo senso positiva, se consideriamo la qualità dello schermo e dei materiali utilizzati per riprogettare il corpo principale della console. Tuttavia, non posso nascondere la delusione di ritrovarmi con un display di una risoluzione troppo bassa per il 2021 e per l’occasione mancata di Nintendo di fornirci di una macchina leggermente più potente, in grado di donarci immagini a 1080p anche in modalità portatile. Nonostante tutto ciò, se il vostro dubbio è scegliere se acquistare Nintendo Switch modello 2019 oppure Nintendo Switch OLED, vi consiglierei decisamente di optare per il più recente, nonostante la differenza di circa 50 €. Se invece l’alternativa è Nintendo Switch Lite e non intendete utilizzare la console collegata al televisore, i circa 150 € di differenza potrebbero incidere parecchio sulla vostra decisione e l’unica discriminante sarebbe un display più grande e dalla resa migliore. Se invece, come me, siete passati dal modello 2017 al nuovo arrivato, sarete decisamente più contenti, grazie anche alla batteria più capiente e ai nuovi kickstand e binari per l’agganciamento dei Joy-Con. Tuttavia Nintendo non ha predisposto alcuna funzione per il trasferimento completo da una console all’altra come accadeva su 3DS: potremo unicamente spostare il nostro profilo con tutti i salvataggi, perdendo così la libreria di giochi installati, che dovranno essere scaricati oppure reinstallati da cartuccia uno per volta.

Migliore, ma non per questo perfetta

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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