STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster – Recensione

STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster – Recensione

A nove anni di distanza, il tanto discusso STAR OCEAN – THE LAST HOPE – torna a presenziare sulle console di attuale generazione con una versione rimasterizzata

STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster – RecensioneA.D. 2064. Una data che molti sulla Terra ricordano con amarezza. Il conflitto nucleare segna il culmine della Terza Guerra Mondiale, bombardando l’amato pianeta con inaudita ferocia. I danni sono gravissimi, al punto da convincere le fazioni nemiche a trovarsi in un accordo di pace nelle due settimane successive proprio per evitare l’estinzione della razza umana. Un tempo estremamente breve per porre fine a una violenza durata troppi anni, con troppe morti alle spalle, lasciando ai superstiti un pianeta desolato e ormai incapace di assicurare la vita sulla sua superficie. L’umanità si rifugia così nel sottosuolo, sognando un futuro di speranza. Da lì guardano il cielo, quell’immenso oceano di stelle, sperando che tra quelle luci possa esistere una nuova casa per i propri figli. Una seconda casa, senza ripetere gli errori del passato, grazie all’impegno della Forza di Ricognizione Spaziale a cui i protagonisti Edge Maverick e Reimi Saionji fanno capo.

STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster è un RPG sviluppato da tri-Ace e distribuito da SQUARE ENIX su PlayStation 4 e PC solo in chiave digitale. Si tratta, come nome suggerisce, del remaster della versione International di STAR OCEAN: THE LAST HOPE originariamente pubblicato su PlayStation 3 nel 2010, che a sua volta era la versione estesa del titolo rilasciato nel 2009 su Xbox 360. Il gioco si colloca come prequel alla celeberrima serie nata nel lontano 1996 come esclusiva giapponese su SNES, proseguendo fino allo sfiorare un totale di nove titoli nei venti anni successivi, escludendo dal conteggio le versioni HD e porting dei vari giochi. Se siete interessati alla saga, vi segnaliamo la nostra recensione di STAR OCEAN: Integrity and Faithlessness per PlayStation 4. Fatta esclusione di questa remaster, al momento la casa di sviluppo non ha annunciato lo sviluppo di altri titoli di questa serie.

  • Titolo: STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC / Steam
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: tri-Ace
  • Lingua: Italiano (testi) Inglese o Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 29 novembre 2017
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: non disponibili
  • Note: versione rimasterizzata del titolo uscito su PS3

La speranza aspetta tra le stelle

Edge Maverick è un giovane che ha sempre sognato di poter viaggiare tra le stelle, di poter dare il proprio contributo alla terribile situazione che affligge l’umanità. Arruolatosi nella Forza di Ricognizione Spaziale al fianco dell’amica d’infanzia Reimi Saionji e dell’eterno rivale Crowe Almedio, grazie a impegno e passione riuscirà con loro a diventare parte dell’equipaggio della prima, grande spedizione nello spazio. Non nello stesso gruppo purtroppo, dal momento che l’amico Crowe riesce a spiccare al punto di essere eletto comandante dell’astronave 001 Aquila, mentre Edge e Reimi sono membri della 003 Calnus. A queste si affiancano altri tre vascelli spaziali: la 002 Balena, la 004 Dentdelion e infine la 005 Eremia, una flotta di tutto rispetto. Da qui ha inizio il loro viaggio verso le stelle, che dopo l’introduzione iniziale ci mostra un protagonista che poco accetta l’arroganza dei suoi superiori, in particolare il vicedirettore Shimada (che impareremo a disprezzare già nell’istante successivo alla sua comparsa), preferendo rifugiarsi nella sala d’addestramento così da evitare i discorsi di inaugurazione.

Questo ci permette così di prendere familiarità con il gioco, con un ricco sistema di tutorial che potremo ripetere fin quando non saremo soddisfatti, passando dalla semplice conoscenza dei comandi essenziali fino ad alcune procedure più complesse e meno intuitive. Il gioco ci concede la possibilità di ripetere tale allenamento in qualunque momento della nostra avventura, purché ci sia concessa la possibilità di recarci nel nostro fidato vascello o, in alternativa, dall’interfaccia principale del titolo stesso. Una concessione utile nel caso ci trovassimo a riprendere la nostra avventura dopo una lunga pausa, così da rinfrescare le nostre abilità e tornare così ad affrontare al meglio le insidie dello spazio.

Insidie che giungono purtroppo nelle prime fasi del viaggio; una volta giunti nell’iperspazio, uno sciame di meteore compromette il campo gravitazionale della flotta costringendo a un arresto di emergenza, impedendo però ogni collegamento tra le navi che si trovano così isolate. Grazie a un colpo di fortuna riescono comunque ad atterrate sul pianeta di loro destinazione: il florido Aeos. La nave è senza ombra di dubbio in brutto stato, ha bisogno di numerose riparazioni prima di poter decollare nuovamente ma almeno l’equipaggio è in buone condizioni… almeno fino a quando l’incontro con una ostile specie aracnoide non porterà i soldati sulla via della morte. In una prova di coraggio, il giovane Edge affronterà le creature, riuscendo a imporsi valorosamente attraverso la propria spada, trovando così la volontà del comandante della nave Grafton di mandarlo in spedizione per cercare un contatto con gli altri superstiti. Prima di partire però, il biondo protagonista dovrà accettare di essere accompagnato o a tratti scortato dall’amica di infanzia Reimi, che non ha intenzione di mandarlo da solo. Le sue doti con l’arco si riveleranno essere un ottimo sostegno nel gestire i mostri durante la marcia tra boschi e grotte del pianeta, fino all’arrivo in una spiaggia all’apparenza troppo quieta dove un temibile boss li attenderà sulle macerie della 005 Eremia, una creatura che sembra legata a misteriosi frammenti di meteorite. Ma non saremo soli, perché al nostro fianco avremo il valente Faize Sheifa Beleth, un Eldariano che coniuga l’arte di spada a quella più arcana. Un ottimo combattente, a cui si aggiungeranno tanti altri durante la nostra ricerca di una speranza per la Terra, cercando però di fare luce su quella che si annuncia essere una catastrofe.

Un universo sconfinato

Tenendo fede al genere in cui ci troviamo, STAR OCEAN – THE LAST HOPE – ci porterà a viaggiare tra vari mondi dell’universo durante la nostra crociata verso la salvezza del genere umano. Poco dopo l’incontro con Faize infatti scopriremo che le due razze non sono sconosciute tra di loro, bensì che hanno mantenuto stretti contatti di collaborazione negli ultimi anni. Gli Eldariani sono una razza aliena dalla tecnologia incredibilmente sviluppata, capace di costruire una base militare nel giro di poche ore e, contemporaneamente, di riportare al suo splendore una astronave in pessime condizioni. Il gioco quindi ci porterà a vedere attraverso gli occhi di Edge Maverick le meraviglie dello spazio, così da metterci a confronto con culture differenti da quella terrestre e dare inizio a una crescita personale per lui e i suoi compagni di squadra. Infatti, oltre alle normali sequenze animate che scandiranno passo per passo la narrazione essenziale, la storia ci concederà intermezzi in cui dialogare con i nostri alleati, così da approfondire il nostro rapporto con loro. Potremo conoscere dettagli del loro passato, oltre a vederli formare un legame di fiducia reciproco che sfoceranno nel tanto atteso finale.

Questo, chiaramente, con la consapevolezza di trovarci davanti ad un titolo di stampo giapponese che quindi non sarà esente dai cliché a cui siamo abituati. Pur riuscendo a trovare una netta linea di confine tra fasi di ironia a quelle più formali, è innegabile il senso di stranezza che proveremo davanti a un protagonista che, per una coincidenza di elementi, si troverà a nascondersi nel bagno delle donne e a dover fuggire da una Reimi infuriatissima che si scoprirà una cecchina eccezionale. I dialoghi quindi potranno contare sulle due modalità ormai standard per la loro esecuzione: una prima attraverso le tipiche box che ci troveremo a mandare avanti premendo l’apposito tasto sul nostro controller e l’animazione più comune con righe libere sul fondo dello schermo. Una nota da fare è proprio sul secondo caso però, che non prevede la presenza di una pausa una volta premuto l’equivalente del menù start a cui siamo abituati. Ci sarà permesso di saltare la sequenza animata e proseguire nella fase successiva di gioco, ma non di metterla temporaneamente in pausa e fermarci un attimo.

L’universo non ci farà paura

Nell’oceano di generi che possiamo distinguere tra i giochi di ruolo giapponesi, STAR OCEAN sin dalle origini ha scelto di seguire la strada della dinamicità e del combattimento in tempo reale, così da dare ai propri giocatori un’esperienza adrenalinica in ogni singolo istante, che si trova comunque costretta a bilanciarsi con la strategia. L’esplorazione degli scenari di gioco ci porterà a trovare nemici con cui ingaggeremo una battaglia attraverso contatto, così da portare alla generazione di un piccolo campo di battaglia dove il nostro team affronterà quello avversario. Senza una specifica opzione per attaccare i nemici sullo scenario, la nostra unica possibilità è letteralmente quella di scagliarci contro di loro sfruttando il punto di contatto per stabilire le modalità di inizio: se riusciremo a prendere un nemico alle spalle potremo bearci dell’Attacco Preventivo, che imporrà agli avversari un tempo iniziale di reazione più basso per permetterci una rapida imposizione. Se saremo noi per qualche ragione a distrarci, allora subiremo un Attacco a Sorpresa che, seppur non porterà conseguenze su di noi grazie al controllo diretto sul personaggio in uso, imporrà un periodo di blocco sui nostri alleati che potrebbero subire gravi danni sin dal primo momento. Fattore da segnalare, tipico della saga e di molte altre affini, è la possibilità di cambiare il personaggio in uso in qualunque momento attraverso l’apposita opzione formazione, sia nel menù principale che in battaglia, senza però poter rinunciare a Edge, che sarà il nostro volto durante l’esplorazione.

Tempo di approfondire il sistema di battaglia: a ciascuno dei quattro tasti principali del controller, così come l’equivalente che sceglieremo per la versione PC, è assegnata una specifica funzione. Al tasto croce corrisponde l’esecuzione degli attacchi base, che uniti alle frecce direzionali potranno godere di un po’ di varietà aggiungendo lanci in aria o affondi verso i nemici a terra, mentre il triangolo aprirà il menù di battaglia da cui potremo usare oggetti, cambiare la strategia dell’IA e altro. Quadrato e cerchio invece cadono su un punto nevralgico del sistema di gioco, ovvero la modalità Rush per il primo e gli Aggiramenti per il secondo. Ogni personaggio o nemico infatti possiede una specifica barra Rush strutturata in percentuale sotto a quelle dedicate ad HP e MP, che aumenta infliggendo o subendo danni, oltre ai personaggi che potranno caricarla ulteriormente tenendo premuto il tasto cerchio, non per troppo tempo pena il finire in status stordimento. L’Aggiramento è invece una funzione che ci troveremo spesso a usare con il nostro personaggio principale. Questa richiede di avere su di noi l’obiettivo nemico, oltre al riuscire a tenere premuto il tasto cerchio quel tanto che basta per dare inizio al caricamento. Da lì, scoccando l’analogico sinistro verso uno dei lati, vedremo il nostro personaggio scagliarsi in una rapida corsa o un balzo poderoso che potrà concludersi alle spalle del nemico, se vicini, o che ci permetterà di sfuggire totalmente alla sua attenzione se abbastanza lontani. Qualunque sia il nostro stile di battaglia o personaggio preferito, questa opzione si rivelerà fondamentale per riuscire a evitare una concentrazione nemica troppo pesante sui nostri maghi o il riuscire a infliggere un danno pesantissimo attraverso i nostri spadaccini, grazie al critico garantito ai primi colpi successivi a questa particolare tecnica.

La conoscenza ci rende più forti

Lo sviluppo dei personaggi è scandito dall’acquisizione di canonici punti esperienza al termine di ogni battaglia, che una volta accumulata a sufficienza ci farà proseguire al livello successivo con il tanto atteso incremento di statistiche. A questo però bisogna associare una particolare funzione di supporto: il sistema BEAT (Battle Enhancement Attribute Type). Questo prevede infatti tre opzioni che potremo liberamente assegnare a ogni personaggio, caratterizzate a loro volta da livelli sviluppati attraverso gli scontri. Ognuno dei tre BEAT punta a favorire una funzione del gioco, come per esempio quello offensivo punta ad assegnarci bonus per gli Aggiramenti, oltre a un buon incremento alle statistiche offensive, mentre quello difensivo favorisce l’incremento della barra Rush. Il neutrale invece può considerarsi utile per i personaggi ibridi come Faize, donando loro un incremento generale delle statistiche.

A questo bisogna poi associare la gestione delle abilità dei nostri personaggi, che non si limitano chiaramente alle semplici tecniche per sconfiggere i vari nemici. STAR OCEAN ha sempre previsto una florida varietà di opzioni, integrando conoscenze per migliorare i drop ottenuti dai nemici. Incrementare l’efficienza di ogni abilità è possibile attraverso la spesa di AP, punti che ogni personaggio ottiene a ogni incremento di livello, con la presenza di un bacino di squadra alimentato dal completamento di quest e affini. Alcune abilità sono innate, già presenti all’ingresso del personaggio in squadra, mentre altre potranno essere ottenute solo raggiungendo determinati livelli. Ma non solo: buona parte delle doti, infatti, dovranno essere apprese attraverso la lettura di specifici tomi sparsi in giro per l’universo, sia in negozi per quelle più basilari come nei dungeon per quelle più personali.

Ogni protagonista inoltre possiede un’affinità verso uno specifico campo di sintesi, come la cucina per Reine o la creazione di armi e armature per Edge. Attraverso la mediazione di Welch Vineyard, personaggio ricorrente nella serie, ci sarà concessa la creazione di ricette attraverso un pannello dedicato di brainstorming, dove formeremo team da tre personaggi che, in base alle varie abilità negli otto campi di sviluppo, potranno produrre vari schemi di sintesi — questo chiaramente nel solo caso in cui l’abilità specifica sia ad un livello adeguato. Si tratta di un sistema opzionale, non necessario per completare agevolmente il gioco grazie a una quantità più che adeguata di equipaggiamento all’interno di forzieri o negozi, ma non per questo da scartare.

L’universo è bello perché è vario

STAR OCEAN cade senza ombra di dubbio in quel bacino di titoli che, oltre alla storia principale, offre una spropositata quantità di contenuti aggiuntivi, che chiederà davvero centinaia di ore per il suo completamento al 100%. Si segnala ad esempio la presenza di una modalità Colosseo sul pianeta Roak, dove potremo metterci alla prova in battaglie di gruppo o con un personaggio ben specifico, un ottimo modo per prendere familiarità con quelli poco usati senza però privarsi della difficoltà, recuperando così i livelli perduti in modo da prepararsi al meglio per le sfide imminenti riservate dalla storia principale. Otterremo anche premi scalando le classifiche, così come attraverso le Bunny Races disponibili nello stesso luogo. A questo poi si aggiungono gli obiettivi per i trophy hunter più fedeli alla loro causa, che per stringere tra le mani il platino, oltre al primeggiare sui temuti superboss, dovranno ottenere i trofei di battaglia per ogni personaggio, una lista di cento obiettivi per ciascuno di essi che richiedono ad esempio di infliggere una quantità specifica di danni per colpo, il ridurre il nemico a 1 HP, e il completamento della storia numerose nei vari livelli di difficoltà.

Qual è il volto della speranza?

Nella storia di STAR OCEAN, questo prequel è sempre stato destinatario di un acceso dibattito sulla scelta visiva adottata dagli sviluppatori, in particolare per lo stile adottato nella creazione dei volti. Se lo stile della porcellana, termine ormai consolidatosi negli ultimi anni, può essere visto come appropriato per l’androide Bacchus D-79, è indubbio il senso di stranezza che ci troviamo a combattere trovandoci davanti la piccola Lymle Lemuri Phi, a tratti estremamente inquietante, o negli altri personaggi che, spesso e volentieri, si trovano incapaci di trasmettere al meglio le loro emozioni. La principale problematica del titolo, quantomeno nella mia ottica, non risiede nella narrazione in sé, la cui percezione chiaramente è influenzata dalle abitudini del giocatore, ma dalla mancanza di empatia degli stessi personaggi, quasi come manichini a cui viene assegnato un copione a cui non riescono a rendere giustizia. Grazie all’eredità della versione International, il titolo ripropone anche qui la possibilità di abbandonare l’interfaccia moderna a favore di quella più classica, che oltre a mutare il menù principale cambierà anche le icone di battaglie e di dialogo a favore di volti più affini allo stile di animazione giapponese, e di conseguenza più espressivi. Qualcosa che chiaramente non basta a colmare tutti i difetti, ma è pur sempre qualcosa.

Il reparto sonoro offerto da Motoi Sakuraba è figlio della sua decennale esperienza, offrendo così un accompagnamento musicale che rimarrà senza ombra di dubbio impresso durante la nostra esplorazione dello spazio. Nonostante il titolo offra il supporto 4K come garantito dalla casa di sviluppo e certificato dagli stessi giocatori, bisogna muovere una riflessione importante sul motore grafico in senso stretto, in particolare attraverso l’opzione relativa alla distanza di visualizzazione del personaggio, che potrà variare da breve a lunga portata. In un primo momento questo può considerarsi come una funzione di compromesso per le aree più pesanti, così da escludere creature e sfumare oggetti così da ridurre il carico sul motore interno ed evitare il lag che, talvolta, viene effettivamente sanato. Tuttavia però proprio questa funzione tende a creare problemi in altre fasi di gioco: durante le animazioni infatti, scegliere una portata di visualizzazione elevata renderà automaticamente offuscati molti personaggi durante i dialoghi, che al contrario saranno perfettamente definiti scegliendo l’opzione più ristretta, e se decidessimo di sacrificare l’opzione estesa per non trovarci a una narrazione smorzata, accettando così aree a volte incredibilmente vuote, dovremmo comunque fare i conti con nemici che appariranno al nostro fianco una volta raggiunta una distanza di un metro e poco più. Troppo poco per una reazione, esponendoci irrimediabilmente a un Attacco a Sorpresa.

A chi consigliamo STAR OCEAN – THE LAST HOPE – 4K & Full HD Remaster?

Il titolo, senza ombra di dubbio, può essere consigliato a tutti i fan dei giochi di ruolo giapponesi. Grazie alla varietà delle possibilità di gioco secondarie e alla narrazione principale minima sulle cinquanta ore, il titolo è perfettamente capace di garantire un’esperienza soddisfacente che potrà tranquillamente toccare le cento ore concedendosi un minimo di libertà, per poi proseguire ulteriormente in base ai propri obiettivi. In quanto remaster poi il prezzo di vendita è accessibile, potendo essere integrato nella propria libreria con una ventina di euro (se non meno, in presenza di sconti). L’unico elemento da tenere in considerazione è il compromesso che ci troveremo ad accettare sui personaggi stessi, come ampiamente esposto nel paragrafo sopra.

  • Un battle system efficace
  • Ottima la personalizzazione dei personaggi
  • Tanto da fare oltre la storia principale
  • Testi tradotti in italiano

  • Un motore grafico un po’ incerto
  • Modelli dei personaggi opinabili
  • Storia davvero troppo lenta