Tomodachi Life: un buon esempio per i bambini, secondo gli psicologi

tomodachi life cover

Secondo il comunicato stampa diffuso da Nintendo Italia da qualche giorno, gli psicologi hanno espresso il proprio parere su Tomodachi Life, l’originale life simulator per Nintendo 3DS che vede per protagonisti i Mii.

TOMODACHI LIFE: UNA PALESTRA VIRTUALE PER INSEGNARE AI BAMBINI COME VOLERSI BENE

La Prof.ssa Maria Rita Parsi analizza il successo di Tomodachi Life, un videogioco dal carattere innovativo che contiene in sé dei risvolti socio-psicologici inaspettati

Vimercate, 2 ottobre 2014Tomodachi Life, il simulatore di vita reale per Nintendo 3DS, in vetta alle classifiche di vendita di titoli per console portatile da giugno 2014, oltre a far vivere tante stravaganti avventure sulla sua isola bizzarra, ha rivelato una valenza educativa capace di generare un dibattito tra psicologi dell’infanzia.

A scendere in campo la nota psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi che dichiara: “Tomodachi Life consente ai bambini di constatare come alcuni comportamenti possano soddisfare diversi bisogni, propri o altrui, stimolandoli ad agire nello stesso modo anche nella vita reale”.

Un valore aggiunto che era comunque nelle intenzioni del suo stesso creatore e sviluppatore, Yoshio Sakamoto, il quale poco tempo fa, dichiarò: “L’obiettivo di Tomodachi Life è quello di rendere felici i Mii, gli avatar Nintendo, e “aiutarli a vivere” nel miglior modo possibile. Mi piace pensare che un videogame come questo possa educare i più giovani a prendersi cura del prossimo”.

Tomodachi Life è un videogioco innovativo, nel quale per prima cosa, si deve creare il proprio Mii, a cui attribuire un carattere che ne definisce inclinazioni sociali, bisogni e aspirazioni. Questo personaggio sarà il primo abitante dell’isola e per popolarla si potranno creare altri personaggi, lasciando libero sfogo alla propria fantasia, o contare su quelli creati dai propri amici, che potranno essere scambiati o ottenuti scansionando il QR Code.

Per aiutare i Mii a vivere bene bisogna accudirli secondo le loro esigenze, anche se il punto focale del gioco è l’interazione con gli altri Mii: facendoli interagire tra di loro infatti, si contribuisce a soddisfare i loro bisogni anche dal punto di vista sociale ed emotivo.

Un videogioco che può raccontare molto del bambino e della percezione che ha di sè e del mondo che lo circonda, aiutando i genitori ad entrare in contatto con l’immagine che il proprio figlio ha di sé.

Tomodachi è una palestra virtuale nella quale il bambino si allena a riconoscere e ad esprimere emozioni, bisogni e desideri; si allena, cioè, a strutturare il suo essere al mondo e a mettere alla prova le sue capacità di relazione nel microcosmo familiare e nel macrocosmo sociale” conclude la prof.ssa Parsi.

Un gioco divertente, ma soprattutto utile che può essere sfruttato “all’occorrenza” come strumento di indagine psicologica e di interazione con i bambini: un modo innovativo di conoscersi meglio vivendo allo stesso tempo tante esilaranti avventure.

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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