FINAL FANTASY VII Remake: Nomura e Kitase parlano dello smembramento del gioco e di altri elementi

FINAL FANTASY VII Remake - Tetsuya Nomura

Se dovessimo dare un titolo a questi giorni post-PlayStation Experience 2015 di SQUARE ENIX, probabilmente Eyes on me sarebbe la scelta più calzante (pur essendo parte della OST dell’ottavo capitolo), perché è innegabile, la major è riuscita ad attirare su di sé l’attenzione dei giocatori di tutto il mondo con l’ultimo trailer di FINAL FANTASY VII Remake. Ora, con l’hype alle spalle, è il momento di chiarire alcuni punti, in particolare alla luce della recente rivelazione: FINAL FANTASY VII Remake sarà diviso in più parti.

Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase provano a fornire delucidazioni su alcuni punti apparentemente molto sentiti dai fan in due interviste rilasciate a FamitsuDengeki Online.

Eccovi i punti salienti:

  • SQUARE ENIX si è posta fin da subito il problema della mole del gioco originale, che difficilmente sarebbero stati in grado di inserire in una unica release. Nomura ha fatto presente che, se il gioco fosse stato riproposto in una unica soluzione, sarebbe stato necessario comprimere alcune parti della storia e ridimensionare gli elementi di novità, ed è stata questa la motivazione principale che ha fatto optare per la release scaglionata nel tempo. Kitase invita i fan a osservare la densità degli ambienti visti nella demo, riferendosi al Settore 1 e al Settore 8, e ribadisce che non sarebbe possibile riproporre il gioco nella sua interezza con quel livello di cura se si fosse contingentati dalla release unitaria.
  • Riguardo al battle system, per Nomura i sistemi action non sono tutti uguali, e l’elemento dell’azione può essere implementato di volta in volta in maniera molto diversa: facendo una ipotetica classifica dal più al meno action, avremmo in prima posizione Dissidia Final Fantasy, poi Kingdom Hearts, e, in fondo, FINAL FANTASY VII Remake. I’idea è quella di partecipare alle battaglie in maniera coinvolgente, ma lasciando anche spazio al pensiero tattico. La barra ATB sarà presente (ma potrebbe cambiare nome), così come le Limit Break, ma verranno usate in modo nuovo.
  • Il party sarà costituito da tre personaggi, e sarà possibile sia controllare esclusivamente uno, sia passare liberamente dall’uno all’altro.
  • L’obiettivo non è quello di realizzare un gioco nostalgico, ma qualcosa in grado di sorprendere anche i fan di vecchia data, qualcosa che li renda entusiasti. Verranno apportati degli aggiustamenti alla trama a questo scopo.
  • Il gioco è sviluppato coinvolgendo diversi studi di sviluppo, tra cui CyberConnect2, tuttavia i gusti di questo developer sono molto diversi da quelli di Nomura, e per questo la collaborazione è molto stretta, quest’ultimo infatti non era rimasto soddisfatto dell’ultimo trailer, che è stato modificato in un secondo momento per rispecchiare maggiormente la sua visione artistica.
  • I modelli di FINAL FANTASY VII: Advent Children non saranno utilizzati, essendo già piuttosto datati e avendo delle proporzioni che mal si conciliano con il feeling realistico che si vuole dare al remake. In risposta al perché Cloud appaia così magro ed emaciato, la responsabilità viene data alla sua pelle chiara e alle luci.
  • Tutto ciò che è stato mostrato nell’ultimo trailer era footage in-game, con la sola eccezione degli estratti provenienti dal trailer mostrato nel corso dell’E3 2015.
  • Lo scenario di Don Corneo sarà presente, anche se il design non è ancora definitivo. A questo punto pensiamo che ci sia effettivamente qualche possibilità di vedere Cloudette.

C’è tanta carne al fuoco dunque, e i fan, sia gli scettici, sia i più fiduciosi, sono sicuramente in trepidante attesa per saperne di più.

Fonte: Famitsu e Dengeki Online via Gematsu

Kilroy
Collezionista e retrogamer compulsivo, circola con un Game Boy Advance in tasca e non ha paura di usarlo. Probabilmente è il più polemico del gruppo.
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