SUPER MARIO ODYSSEY – Recensione

Nintendo Switch si arricchisce di un altro, imperdibile titolo che vede protagonista l’icona universale del videogioco: SUPER MARIO ODYSSEY!

SUPER MARIO ODYSSEY - Recensione

SUPER MARIO ODYSSEY - RecensioneAvete sentito la novità? La Principessa Peach si sposa! No, macché! Non con Mariocon Bowser! Il goffo tartarugone l’ha rapita di nuovo e stavolta è più che mai deciso a tenerla con sé per sempre, organizzando un matrimonio da sogno. Il povero Mario ha persino ricevuto l’invito – anche se indirettamente: il mondo intero è tappezzato di poster che gli sbattono in faccia le nozze imminenti, e le intenzioni dell’ex idraulico, ovviamente, sono quelle di riportarla indietro al castello sana e salva. Fortunatamente non sarà solo in questa sua odissea! E no, non parliamo di Luigi. Quello spilungone è finito chissà dove. Con lui ci sarà Cappy, abitante del Regno del Cappello desideroso di aiutare sua sorella Tiara. Questo inedito partner prenderà il posto dell’iconico cappello di Mario e gli consentirà, con un semplice lancio, di sfruttare nuovi poteri entrando nel corpo di chiunque gli capiti a tiro. Pronti a partire per questa nuova avventura? La Odyssey sta per salpare.

Io e Mario, uniti dal destino. Il 1985, mio anno di nascita, vide la luce il titolo che lo portò al successo, Super Mario Bros., mentre il 27 ottobre, giorno del mio compleanno, arriva sugli scaffali di tutto il mondo quello che è stato certamente il titolo più atteso per Nintendo Switch, se escludiamo Breath of the Wild: ovviamente parlo di SUPER MARIO ODYSSEY, il capolavoro annunciato di Nintendo EPD che, tuttavia, non è riuscito a conquistarsi il Perfect Score di Famitsu, a differenza del succitato titolo di Zelda. Ho avuto modo di giocare a ODYSSEY quanto basta per parlarvene dettagliatamente, sia in modalità portatile che incollato alla TV: quello che segue è il mio giudizio definitivo sulla seconda, maestosa killer application della nuova console ibrida giapponese.

  • Titolo: SUPER MARIO ODYSSEY
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Genere: Azione, Avventura, Platform
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: Nintendo
  • Sviluppatore: Nintendo EPD
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 27 ottobre 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: la spilla di Cappy è il pre-order bonus presso numerosi rivenditori

A costo di sembrare poco serio, poco professionale o addirittura di parte, posso dirvi senza alcuna remora SUPER MARIO ODYSSEY è uno di quei giochi che riescono a superare l’hype generato fino al momento in cui lo si prova con mano, e lo fa in una maniera così semplice, ma allo stesso modo avvincente che non riuscireste mai a spiegarlo a qualcuno. Giocando sul fattore nostalgia ed ereditando molti degli elementi vincenti degli altri Mario in 3D, ODYSSEY è capace di stregare dall’inizio alla fine, con una formula analoga, ma piuttosto diversa rispetto agli altri titoli della serie. A cominciare dalla tanto discussa assenza delle classiche vite, ma anche di iconici oggetti come gli stessi funghi: girando per i numerosi regno messi a disposizione dal gioco, faremo incetta di centinaia, migliaia di monete, ma soprattutto di decine e decine di Lune.

Felici Ma Trimoni

Come già anticipato nell’introduzione di questo articolo, SUPER MARIO ODYSSEY si aprirà con il consueto rapimento di Bowser ai danni della bionda sovrana del Regno dei Funghi: Mario verrà scaraventato violentemente giù dall’aeronave e finirà per precipitare, privo del suo cappello rosso, in un oscuro e spettrale luogo popolato da spiriti a forma di copricapo. Qui farà la conoscenza di Cappy, che deciderà di aiutarlo dotandolo dei suoi poteri di cap-tura, col fine di salvare, assieme a Peach, anche sua sorella Tiara. Tuttavia, quest’ultima non sarà l’unica cosa che signore oscuro ha intenzione far sua per conquistare la bionda pulzella. Da ciascun regno che visiteremo, Bowser ruberà un oggetto utile a rendere speciali le sue nozze: una torta, uno stufato, un anello, un abito da sposa e così via. Sarà compito nostro, dopo aver trovato e riparato l’astronave Odyssey, inseguirlo e impedirgli di portare scompiglio per il mondo. Tuttavia, una volta giunti in ciascun Regno, noteremo tristemente che i Broodals, i nuovi coniglieschi tirapiedi di Bowser, avranno già portato a termine il loro compito e saranno pronti a ostacolarci tramite divertenti (seppur semplicissime) boss battle.

Super Mario Kiwami

Vero fulcro del gameplay di quest’ultima avventura di Mario è l’esplorazione. Un po’ come nel caso del già citato Breath of the Wild, seppur in maniera sostanzialmente diversa. Una volta fatta nostra la Odyssey, Cappy ci rivelerà che per viaggiare da un regno e l’altro (e, a volte, per ripararla) dovremo raccogliere un certo quantitativo di Lune di energia disseminate in giro per i mondi. Per ottenere le Lune non dovremo far altro che tenere gli occhi aperti, guardarci attorno, escogitare un modo per raggiungere determinati punti oppure risolvere piccoli enigmi, affrontare prove di abilità e addirittura divertirci con mini-giochi degni dei sobborghi di Kamurocho. Più che arrivare alla fine di ciascun livello, come in molti dei titoli della serie, la nostra permanenza all’interno di ciascun regno sarà determinata dal quantitativo dei luminosi oggetti che riusciremo a trovare durante la nostra prima visita. Praticamente tutti i regni, inoltre, cambieranno radicalmente una volta che capoccia alla fine della corsa verrà mandato al tappeto e lascerà cadere una Multiluna, casco di succulenti satelliti che valgono come tre Lune di energia.

Il nuovo DEAD OR ALIVE Xtreme Beach Volleyball promette davvero bene!

All’interno di ciascun mondo ci saranno elementi ricorrenti, quali i veicoli, i pappagalli pronti a darci suggerimenti, le incursioni di Capitan Toad e compagni, ma soprattutto i negozi di abbigliamento della catena Crazy Cap: con le classiche monete, ma soprattutto con le monete locali, potremo acquistare Lune, oggetti come cappelli e abiti per personalizzare Mario, nonché adesivi e soprammobili per addobbare la nostra Odyssey. Le monete locali, diverse per ciascun regno, saranno alcuni fra i collezionabili più ardui da ottenere e sono disponibili in numero limitato, ma preciso per acquistare tutti gli oggetti di ciascun mondo. Gli abiti ottenibili con le monete locali, inoltre, saranno necessari per accedere a determinate aree che nascondono Lune di energia, oltre che per rimpinguare il nostro variopinto armadio, che raccoglierà capi d’abbigliamento provenienti dalle più disparate apparizioni di Mario in trent’anni di storia videoludica. Ultime, ma non meno importanti, le sezioni in cui saremo chiamati ad appiattirci e passare alle due dimensioni del Super Mario Bros. per Nintendo Entertainment System, in maniera analoga a quanto visto nel mio adorato The Legend of Zelda: A Link Between Worlds; come per l’intero gioco, anche nel corso di queste brevi sezioni noteremo una cura maniacale nel dettaglio, sia dal punto di vista visivo che da quello sonoro, e devo ammettere che gli sviluppatori si sono divertiti a rendere particolarmente ardue alcune di queste sfide disponibili nel post-game.

Hatworld: Mario’s Oddysee

Entrambi condividono l’odissea nel titolo, ed entrambi possiedono, come elemento cruciale, la possibilità di catturare e utilizzare il corpo dei nemici. Tuttavia, le modalità di utilizzo di tale potere in SUPER MARIO ODYSSEY sono profondamente diverse da quelle del grottesco, ma splendido Abe’s Oddysee. Se il Mudokon dalla bocca cucita doveva cantare per entrare nel corpo di Slig e allegra combriccola, a Mario basterà lanciare Cappy a mo’ di frisbee per colpire e cap-turare determinati nemici, elementi di sfondo e oggetti inanimati predisposti all’utilizzo. Ahimè, non è possibile prendere possesso di qualunque cosa ci capiti a tiro come speravo, ma saremo limitati a cinquanta elementi totali, ognuno con un proprio scopo e un proprio perché. Molti dei nemici ci serviranno a superare determinate zone per andare avanti, a recuperare Lune e monete locali altrimenti inaccessibili, oppure per sbarazzarci di altri nemici che risultano invulnerabili ai normali attacchi del baffuto italoamericano.

Spesso invece dovremo prendere possesso di reti elettriche per spostarci da un punto all’altro, di forchette che ci serviranno a catapultarci in alto, o di oggetti che dovremo spostare di peso per rivelare passaggi segreti e risolvere piccoli enigmi. Nonostante queste limitazioni, l’utilizzo di Cappy risulta estremamente innovativo e divertente, specie se teniamo conto del fatto che, a seconda del differente movimento effettuato dai nostri Joy-Con, potremo variare traiettoria e tipologia di attacco: purtroppo non tutte le mosse saranno facilmente eseguibili in modalità portatile o con il controller in configurazione classica, per questo motivo sarete spesso spinti dal gioco stesso a giocare con un telecomando per mano. ODYSSEY ci consente anche di vivere l’avventura in compagnia di un amico, sfruttando persino un Joy-Con ciascuno: il secondo giocatore assumerà il ruolo di Cappy, e potrà aiutare Mario nel compiere salti più facilmente, sconfiggere o cap-turare nemici. Tuttavia, come testato sulla mia pelle, tale modalità risulta assai più difficile da affrontare rispetto a quella single player e la consiglierei unicamente in presenza di una perfetta sinergia fra i due giocatori.

Once a plumber, always a plumber

Inutile nascondere le proprie emozioni di fronte alla perfetta atmosfera plasmata da Nintendo EPD per SUPER MARIO ODYSSEY che, fra coloratissimi mondi, una lunga serie di mosse eseguibili dal nostro pingue alter ego e decine di elementi sullo schermo non accusa sostanziali cali di frame rate, mantenendosi quasi sempre saldo sui 60 fotogrammi al secondo sia in modalità portatile che con la console inserita nella dock. Sebbene alcuni dei regni a nostra disposizione possano sembrare un po’ limitati in termini di estensione, gli stessi sono ricolmi di passaggi segreti e di aree simili a zone bonus più lineari e simili ai livelli di 3D World per Wii U. ODYSSEY dà il meglio di sé giocato sul televisore di casa con in mano la coppia di Joy-Con, con una grafica che quasi raggiunge il Full HD, contro i 720p dell’edizione da passeggio, che giunge a qualche compromesso anche per quanto riguarda i modelli poligonali: a volte mi è capitato di vedere l’idraulico perdere definizione passando sotto un lampione o nei pressi di altri elementi, ma è un qualcosa a cui farete l’abitudine e che non incrina minimamente l’esperienza di gioco.

La colonna sonora, come questa saga ci ha abituati sin da sempre, conta di numerosi brani orecchiabili e mai fuori luogo, con riarrangiamenti dei pezzi più iconici in alcune sezioni che strizzano l’occhio ai fan della serie. Come non citare poi l’ormai famosissimo brano di apertura cantato da Kate Davis, che dà la sua voce anche al brano che accompagna i titoli di coda, intitolato “Honeylune Ridge: Escape”. A proposito: sapevate che nella versione nostrana del gioco è possibile anche ascoltare la versione giapponese della prima, cantata da Aimi Mukohara? L’ho scoperto per puro caso grazie a un simpatico easter egg, per poi riascoltarla con il lettore musicale incluso all’interno del gioco.

A chi consigliamo SUPER MARIO ODYSSEY?

Chiunque abbia in casa un Nintendo Switch si è già fiondato dal proprio negoziante di fiducia al day one del titolo per portarlo a termine nel minor tempo possibile e dedicarsi alla spasmodica ricerca di tutte le Lune: SUPER MARIO ODYSSEY è senza ombra di dubbio un gioco imperdibile per chiunque possieda o abbia intenzione di acquistare l’ultima console della casa di Kyoto. Lo consiglierei anche a un’altra fetta di giocatori, quella ad esempio che possiede un PC o una PS4? Ovviamente sì. Mario è sinonimo di qualità e Nintendo non delude certamente con questo ultimo episodio del versante 3D, che strizza l’occhio ai nostalgici fan di Super Mario 64. Se in passato avete avuto modo di perdervi nel colorato e poligonale mondo degli anni ’90, sappiate che ODYSSEY saprà riconquistarvi esattamente come fece Mario 64.

SALGA A BORDO, CAZZO!

  • Crea dipendenza
  • Tanti segreti e collezionabili da ottenere
  • Jump Up! Super Star! è così catchy…

  • Predilige i Joy-Con separati
  • Boss battle facili e ripetitive
  • La modalità a due giocatori
SUPER MARIO ODYSSEY
5

Non puoi semplicemente smettere di giocarci

La domanda fatidica è certamente questa: “SUPER MARIO ODYSSEY è il capolavoro imprescindibile che tutti quanti ci aspettavamo?”. La risposta è dentro ognuno di voi: non si può non amare Mario e un titolo di questo calibro, puro divertimento capace di riportarci indietro ai tempi del suo esordio nella terza dimensione. Seppur con un livello di difficoltà altalenante, dato da una storia troppo facile da portare a termine – soprattutto a causa di boss dai pattern elementari – e da un livello di sfida piuttosto alto quando si tratta di recuperare tutti gli extra, il nuovo Mario è capace di catturare l’interesse del giocatore grazie a una splendida regia, a delle animazioni più che mai accattivanti e a livelli che non fanno altro che gridarci in faccia: “esplorami da cima a fondo!”. SUPER MARIO ODYSSEY ci tiene incollati allo schermo dall’inizio alla fine, e ancor più dopo i titoli di coda, con un post-game vasto e ricco di sorprese. L’unico problema è che, prima o poi, finirete irrimediabilmente per completarlo al 100%: per ora Nintendo non ha annunciato alcuna espansione, ma in questo caso non sarebbe male estendere l’odissea per una manciata di altri mondi e accap-tivanti nuove sfide.

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.