
Negli ultimi anni SMT ha visto crescere il suo successo tanto da creare una serie di ulteriori saghe parallele più o meno riuscite. Alcune di esse hanno avuto un enorme successo, come ad esempio Persona, altri invece, sebbene meno famose come Digital Devil Saga, sono altrettanto valide.
Il gioco che prenderemo in esame con questa recensione è Shin Megami Tensei: Devil Summoners: Soul Hackers. Originariamente apparso nel 1997 su SEGA Saturn, non era mai uscito dai confini del Giappone prima del 20 settembre 2013, data di uscita di un porting, non troppo riuscito, per Nintendo 3DS.
- Titolo: Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers
- Piattaforma: Nintendo 3DS
- Genere: JRPG, dungeon crawler
- Giocatori: 1
- Software house: ATLUS
- Sviluppatore: ATLUS
- Lingua: Inglese (testi e doppiaggio)
- Data di uscita: 20 settembre 2013
- Disponibilità: retail, digital delivery
- Reperibilità: comune
- DLC: non presenti
- Note: porting del medesimo titolo originariamente uscito su SEGA Saturn nel 1997
Soul Hackers, come molti altri titoli della saga di SMT, ha due tematiche principali: la tecnologia e l’occulto. Il gioco è ambientato in una città chiamata Amami City, che negli ultimi tempi ha subito una grossa espansione ed evoluzione tecnologica. All’inizio della storia viene annunciato l’imminente avvio di un gioco online chiamato “Paradigm X” per il quale la richiesta di poter entrare a far parte del gruppo di beta testing è stata così elevata che i posti disponibili sono andati esauriti quasi subito.
Benvenuto negli Spookies


La trama di Soul Hackers da questo punto in poi si concentrerà sulla possibilità di viaggiare all’interno delle menti di persone già morte per rivivere gli ultimi istanti della loro esistenza, in modo da scoprire ciò che si cela dietro alla splendente facciata di Amami City e Paradigm X.
Buona minestra, ma un po’ fredda

Il combat system è di un particolarissimo tipo, decisamente vecchio, che può piacere solo a chi già ne conosce e accetta le meccaniche; difficilmente un neofita di questi tempi potrebbe riuscire ad apprezzarlo, in quanto incredibilmente scarno. Nello specifico, mi riferisco agli scontri con visuale in prima persona, dove le uniche due cose che appaiono sul doppio schermo del 3DS sono i medesimi sprite statici dei mostri avversari dell’edizione per Saturn e il menu con i comandi di battaglia.

Un demone per capello

Il battle system in prima persona contiene i menu dove selezionare le abilità da eseguire e altri comandi: alcuni, interessanti, come il comando “Parla”, che ci darà la possibilità di ingaggiare alcuni demoni, se da loro ritenuto opportuno, ponendoci una domanda alla quale dovremo dar loro la risposta che vogliono sentirsi dire. Come da tradizione per la saga di Shin Megami Tensei, anche in Soul Hackers sarà possibile fondere i demoni che accettano di unirsi a noi con altri esemplari per crearne di nuovi e più potenti. Tuttavia, l’intero sistema legato alla gestione dei demoni alleati è abbastanza complicato, e richiede un po’ di tempo per essere appreso.
Le abilità disponibili sono quelle tipiche della saga, come Agi o Dia, che potranno essere eseguite dai vari membri del party, fino a sei in totale: il protagonista, l’eroina femminile, e quattro demoni che ci seguiranno e ci aiuteranno nelle battaglie. Anche in questo caso avremo a disposizione sia attacchi fisici che magici, e all’occorrenza, naturalmente, oggetti di ripristino.
Il comportamento e le tecniche dei demoni variano a seconda delle fasi lunari, e non tutte le creature obbediranno ciecamente ai nostri ordini: alcune potrebbero rifiutarsi di collaborare o addirittura ribellarsi, per cui bisogna prestare attenzione anche alla loro inclinazione caratteriale. I demoni utilizzano inoltre un particolare oggetto chiamato magnetite per funzionare, che fortunatamente potremo acquistare al mercato.

Infine, come sempre, se uno dei membri primari del party dovesse morire sarà Game Over, e considerando che non è possibile salvare dovunque (a meno di non voler usare le funzioni extra per facilitare il gioco introdotte con la versione 3DS), sarebbe il caso di preparasi per il meglio e registare i propri progressi di gioco ogni qual volta se ne presenti l’opportunità.
Intrighi, tradimenti… e sfrenate passioni

Particolare menzione va fatta nei riguardi di Hitomi, la quale, verso l’inizio del gioco verrà posseduta da un demone di nome Nemissa che, caratterialmente, ne è l’esatto opposto: sfacciata, sexy ed estroversa. Durante l’intera trama la lotta fra Hitomi e Nemissa per il controllo del corpo porterà a scenette al limite dell’ilare e contribuirà a dare quel tocco in più a questo personaggio, che in ogni caso sapremo decisamente apprezzare.
Grafica e sonoro


D’altro canto i filmati in CG invece risultano carini e senza sbavature, e danno un minimo di movimento a un titolo che ne è praticamente privo durante le sessioni di gameplay. Il 3D stereoscopico della portatile Nintendo è sfruttato poco, e per quel poco è trascurabile.
Il comparto sonoro, invece, è senza infamia e senza lode. Le musiche sono discrete anche se non trascinanti, mentre il doppiaggio inglese risulta gradevole e ben fatto: impressionante se consideriamo che questo gioco ha sedici anni.
Novità (non molto) rilevanti

Grazie all’utilizzo del 3D stereoscopico ATLUS ha realizzato un nuovo video introduttivo animato, mentre le funzionalità StreetPass ci permetteranno di guadagnare delle monete speciali che potremo sfruttare per acquistare i nuovi demoni realizzati appositamente per questa versione.
A chi consigliamo l’acquisto di Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers?
L’acquisto è consigliato solo ed esclusivamente a coloro che conoscono, apprezzano e accettano le ormai antiquate meccaniche di combattimento costituite dai soli menu, con una telecamera in prima persona sia negli scontri che nelle sessioni di esplorazione dei dungeon. Se il vostro scopo è quello di avvicinarvi alla saga di Shin Megami Tensei con questo Devil Summoner: Soul Hackers, evitatelo e giocate prima agli altri capitoli della saga.
- Caratterizzazione dei personaggi ben riuscita e abbastanza intrigante, soprattutto per Hitomi/Nemissa
- Trama misteriosa che invoglia a immergersi sempre di più nel gioco
- Meccanica con i demoni e relativo sviluppo interessante, sebbene un po’ complessa
- Antiquato sotto molti punti di vista
- Grafica scarna e vuota, NPC invisibili, sprite quasi elementari, stilizzazione troppo cruda della città
- Comparto audio non proprio straordinario, fatta eccezione per un doppiaggio ben riuscito
- Gameplay datato, noioso e per nulla d’impatto
Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers
Soul Hackers non riesce a “bypassare” il peso degli anni
Poteva uscirne fuori qualcosa di bello, le potenzialità di una trama interessante e una piacevole caratterizzazione dei personaggi ci sono tutte. La stessa anima di Shin Megami Tensei, sebbene si faccia sentire all’interno del gioco, viene castrata da un disastroso sistema di combattimento e di esplorazione scandalosamente vecchio ed elitistico, apprezzabile solo da grandi appassionati di questo preciso genere e da un comparto tecnico che accusa molto il peso degli anni. Un mezzo porting con qualche aggiunta non ci fa decisamente sognare, ed è un peccato. Non supera la sufficienza, sebbene non sia completamente da buttare.
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