MY HERO ACADEMIA: All’s Justice è, senza troppi giri di parole, il gioco che la serie meritava da tempo. Non perché rivoluzioni il genere degli arena fighter (spoiler: non lo fa) ma perché finalmente smette di limitarsi a “mettere i personaggi sul ring” e prova a tradurre in forma videoludica ciò che Boku no Hero Academia è sempre stato davvero: un racconto di formazione, di responsabilità e di quotidianità eroica, dove i pugni contano quanto le scelte e il contesto in cui avvengono.
Ecco qui la nostra recensione del titolo di Byking, edito da BANDAI NAMCO Entertainment e disponibile dal 6 febbraio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
- Titolo: MY HERO ACADEMIA: All’s Justice
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Arena Fighter
- Giocatori: 1-2
- Publisher: BANDAI NAMCO Entertainment
- Sviluppatore: Byking
- Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 6 febbraio 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: oggetti cosmetici e personaggi aggiuntivi che verranno rilasciati nei prossimi mesi
- Note: all’interno del gioco potremo rivivere la parte finale dell’amatissimo manga di Kōhei Horikoshi, ma anche una storia totalmente inedita grazie alla modalità “Team-Up Mission”
Abbiamo recensito MY HERO ACADEMIA: All’s Justice con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.
Questa volta arriviamo fino in fondo.
Dal punto di vista narrativo, MY HERO ACADEMIA: All’s Justice rappresenta una tappa fondamentale. È il primo titolo della serie a spingersi fino alla conclusione degli eventi del manga e dell’anime, offrendo ai fan la possibilità di vivere l’epilogo della storia non solo come spettatori, ma come partecipanti attivi. La modalità storia principale ripercorre le battaglie cardine dell’arco finale, ma lo fa in maniera più curata e una maggiore attenzione al ritmo rispetto ai capitoli precedenti. Chi conosce l’opera di Horikoshi non troverà sorprese nella trama, ma apprezzerà il modo in cui il gioco cerca di dare peso emotivo agli scontri finali, evitando di ridurli a semplici “match da completare”. Le battaglie sono intervallate da cutscene animate, sequenze con grafica di gioco, e momenti giocati che sfruttano l’interattività per dare peso emotivo agli scontri. Non siamo più davanti a semplici “pannelli manga narrati”, come accadeva in passato, ma a una narrazione che prova a essere davvero cinematografica. E questo è un punto fondamentale per godersi al meglio un tie-in di questo tipo, così come ci hanno insegnato i titoli di Naruto Ultimate Ninja Storm. Purtroppo soluzioni budget come quelle usate dal picchiaduro di Jujutsu Kaisen, in cui vediamo solo screenshot dell’anime statici e semplicemente narrati, non portano esattamente a una resa entusiasmante.
Uno dei miglioramenti più evidenti rispetto ai capitoli precedenti è il lavoro sulla regia. Durante i combattimenti più importanti, il gioco non ha paura di rallentare l’azione, stringere l’inquadratura, cambiare prospettiva per sottolineare un colpo, uno sguardo o una svolta narrativa. Questi momenti non servono solo a “fare scena”, ma a dare respiro e significato agli scontri. La sensazione è che gli sviluppatori abbiano finalmente compreso che, in MY HERO ACADEMIA, la tensione emotiva è tanto importante quanto la spettacolarità. Non tutti i combattimenti hanno lo stesso peso, e All’s Justice riesce spesso a comunicarlo anche attraverso il linguaggio visivo.
Un sistema di esplorazione PLUS ULTRA!
La vera anima del gioco, però, emerge altrove. Le Team-Up Missions sono il cuore pulsante dell’esperienza e, senza esagerare, uno dei tentativi più riusciti degli ultimi anni di dare dignità al single player all’interno di un fighting game su licenza. Qui MY HERO ACADEMIA: All’s Justice fa una scelta tanto semplice quanto coraggiosa: smette di concentrare tutto sul combattimento e costruisce una modalità basata sull’esplorazione, sulle missioni secondarie e sull’interazione con il mondo di gioco. Il tutto all’interno di una cornice originale, sviluppata in collaborazione con lo staff del manga e dell’anime, che utilizza una simulazione in realtà virtuale come pretesto per sfruttare personaggi e situazioni senza tradire gli eventi canonici.
Ed è una scelta che funziona. La città che fa da hub centrale non è un semplice menu tridimensionale mascherato, ma uno spazio vivo, attraversabile, ricco di incarichi grandi e piccoli. Non si passa solo da un indicatore all’altro sulla mappa: ci si ferma, si devia, si viene chiamati da altri personaggi, si risolvono problemi che spesso non prevedono nemmeno un combattimento. Salvare un civile, aiutare un bambino, recuperare un oggetto, affrontare un imprevisto. Sono momenti apparentemente minori, ma fondamentali per restituire il senso dell’essere eroi in addestramento, non superstar invincibili.
Il design delle missioni sfrutta in modo intelligente i Quirk dei vari personaggi, non solo in battaglia ma soprattutto nell’esplorazione, nella quale, dopo aver reclutato altri eroi, potremo scegliere liberamente chi impersonare. Deku si muove con una verticalità che richiama inevitabilmente i movimenti di Spider-Man, Uraraka con la sua antigravità permette di arrivare a posizioni altrimenti irraggiungibili, Bakugo usa le esplosioni per spingersi in alto, Froppy scala superfici con naturalezza. Non si tratta di differenze cosmetiche: cambiare personaggio significa cambiare approccio, leggere l’ambiente in modo diverso e affrontare le stesse situazioni con strumenti alternativi. È qui che All’s Justice dimostra una comprensione profonda del materiale originale, trasformando i poteri in meccaniche e non in semplici animazioni spettacolari.
Pugni e poteri con struttura
Dal punto di vista ludico, MY HERO ACADEMIA: All’s Justice resta un arena fighter 3D, ma introduce una struttura più stratificata rispetto al passato. I combattimenti si svolgono in ambienti ampi e verticali, pensati per sfruttare mobilità, dash e abilità specifiche dei personaggi. Il sistema 3VS 3 permette di alternare i combattenti durante lo scontro, aggiungendo una dimensione tattica che va oltre la semplice scelta dell’eroe preferito.
Il combat system è accessibile, ma non banale. Le basi si apprendono rapidamente, ma il gioco punisce l’approccio troppo aggressivo o il button mashing indiscriminato. Esporsi troppo significa lasciare spazio a combo devastanti, mentre un atteggiamento eccessivamente difensivo permette all’avversario di prendere il controllo del ritmo.
Il cuore del sistema ruota attorno a due meccaniche chiave: Rising e Plus Ultra. La modalità Rising permette di potenziare temporaneamente il personaggio, modificandone statistiche diverse a seconda dell’eroe (in alcuni casi può essere semplicemente velocità o potenza, in altri vere e proprie trasformazioni temporanee), mentre i Plus Ultra sono le tecniche finali più iconiche e spettacolari. A differenza dei capitoli precedenti, però, queste mosse non sono semplici “win button”: usarle nel momento sbagliato può costare caro, e la loro gestione diventa parte integrante della strategia.
Non è un sistema pensato per il bilanciamento competitivo estremo, ma è solido e soprattutto divertente, qualità che non andrebbero mai date per scontate in produzioni di questo tipo.
Essere eroi, anche quando non si combatte
Ciò che sorprende è come il gioco riesca a inserire sfide alternative senza snaturarsi: prove a tempo, sezioni di platforming, puzzle ambientali, inseguimenti. Tutto rimane coerente con l’identità di MY HERO ACADEMIA, evitando l’effetto da minigioco forzato.
Sul fronte dei contenuti, All’s Justice è generoso. Oltre alla storia principale e alle Team-Up Missions, si sbloccano modalità aggiuntive come gli Archivi, che permettono di rivivere scontri iconici della serie, e i Diari dell’Eroe, pensati per approfondire il lato quotidiano dei personaggi e raccontare episodi inediti. Il collegamento fluido tra le varie modalità, accessibili direttamente esplorando la città, contribuisce a creare un senso di continuità raro per il genere. A questo aggiungiamo anche la presenza di tutti i personaggi passati (DLC dei capitoli precedenti compresi) più quelli nuovi, e il risultato è un roster di combattenti davvero notevole.
Tecnicamente è SBAM, THUD e anche SMASH!
Tecnicamente, il gioco si presenta solido. Il comparto artistico valorizza lo stile dell’anime senza strafare, le animazioni durante le Plus Ultra sono spettacolari e la colonna sonora accompagna bene sia i momenti epici sia quelli più leggeri. All’s Justice mantiene lo stile cel-shading ormai caratteristico della serie. Qualche ripetitività nelle missioni secondarie e una struttura che, a lungo andare, mostra inevitabilmente i limiti del genere non mancano, ma non compromettono l’esperienza complessiva.
Sfonda i limiti nell’ultimo arco narrativo di MY HERO ACADEMIA e sconfiggi i tuoi nemici in spettacolari battaglie 3 contro 3! Segui Deku e i suoi compagni durante la Guerra Finale tra Heroes e Villain, lo scontro epocale tra One For All e All For One in MY HERO ACADEMIA: All’s Justice! È un gioco di combattimento in arene 3D in cui i tuoi personaggi preferiti appariranno nelle loro forme più potenti, con un nuovo sistema di combattimento che spinge i loro Quirk oltre ogni limite! Inoltre, potrai tuffarti in una varietà di modalità di gioco, tra cui le storie uniche delle “Missioni Team-up“, che ti faranno vivere la vita da Hero come uno studente della Classe 1-A dello Yuei in uno spazio virtuale!
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A chi consigliamo MY HERO ACADEMIA: All’s Justice?
MY HERO ACADEMIA: All’s Justice è un titolo che parla prima di tutto ai fan della serie. Chi ha seguito il percorso di Deku, All Might e della Classe 1-A attraverso manga e anime troverà qui una vera e propria celebrazione dell’opera di Horikoshi, capace di valorizzarne i momenti più iconici e di dare spazio anche agli aspetti più quotidiani dell’essere eroi. È il gioco ideale per chi ha sempre desiderato vivere la storia fino alla fine in prima persona (nonostante purtroppo sia possibile vivere in maniera dettagliata solo l’arco finale, e non l’intera trama), sentendo il peso emotivo degli scontri e il significato delle scelte. Allo stesso tempo, il titolo è consigliato anche a chi ama gli arena fighter accessibili, spettacolari e ricchi di contenuti, senza la pretesa di diventare un’esperienza competitiva hardcore. Meno indicato, invece, per chi cerca un fighting game profondamente tecnico o per chi non ha alcuna familiarità con l’universo di MY HERO ACADEMIA: pur essendo accogliente, All’s Justice dà il meglio di sé quando chi gioca conosce e apprezza il mondo, i personaggi e i temi che racconta.
- Modalità Team-Up Missions profonda e sorprendentemente curata
- Ottimo utilizzo dei Quirk anche fuori dal combattimento
- Storia che chiude la trama dell’anime
- Buona varietà di contenuti e modalità
- Atmosfera perfettamente coerente con lo spirito dell’opera
- Struttura da Arena Fighter che, alla lunga, può risultare ripetitiva
- Alcune missioni secondarie meno ispirate
- Non pensato per il competitivo hardcore
- Non ripercorre in maniera dettagliata l’intera trama originale
MY HERO ACADEMIA: All’s Justice
L’amore per i giochi salverà il mondo
MY HERO ACADEMIA: All’s Justice non è un titolo perfetto e non pretende di esserlo. È, però, un gioco sinceramente innamorato della propria licenza, che prova a fare un passo in più rispetto al passato. Non si accontenta di mettere in scena combattimenti spettacolari, ma cerca di far vivere al giocatore cosa significhi essere un eroe nel mondo di MY HERO ACADEMIA, anche quando non c’è un villain da mandare al tappeto. Ed è proprio in questi momenti, magari mentre si salva un gatto o si aiuta un civile qualunque, che il gioco trova il suo spirito più autentico.
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