Dopo qualche capitolo un po’ meno ispirato e un lungo periodo di silenzio, la saga di SILENT HILL è finalmente tornata più forte che mai. KONAMI ha ripreso in mano uno dei suoi franchise più amati affiancandosi a diversi studi di sviluppo esterni, in modo da poter rivitalizzare la saga e offrire a tutti gli amanti dell’horror delle nuove, interessantissime esperienze di gioco.
Grazie alla collaborazione con Annapurna Interactive e gli sviluppatori di Screen Burn Interactive è nato SILENT HILL townfall, capitolo che si sposta dalle classiche ambientazioni del nord-ovest del Pacifico per portarci in una cittadina fittizia della Scozia nel 1996. Con una visuale in prima persona e meccaniche fortemente improntate sullo stealth, il nuovo capitolo si discosta ampiamente da quanto visto in passato. Nonostante ciò, si sente ancora lo spirito di Silent Hill? Scopritelo nella nostra recensione!
- Titolo: SILENT HILL townfall
- Piattaforma: PlayStation 5, PC
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Survival Horror
- Giocatori: 1
- Publisher: Annapurna Interactive, KONAMI
- Sviluppatore: Screen Burn Interactive, KONAMI
- Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 24 settembre 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: non annunciati
- Note: coloro che acquisteranno l’edizione Digitale Deluxe potranno accedere ad un’applicazione bonus che include un artbook digitale e la colonna sonora digitale.
Abbiamo recensito SILENT HILL townfall con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da KONAMI.
1996. Senza alcun ricordo di come ci sia arrivato o delle motivazioni che l’hanno spinto a trovarsi li, Simon Ordell si risveglia spiaggiato su una banchina portuale dell’isola di St. Amelia. In cerca di risposte sulla sua presenza in quel luogo, il ragazzo inizierà a esplorare la cittadina costiera trovandola però completamente desolata e priva di vita. Simon però si renderà conto molto presto di non essere completamente solo sull’isola. Dopo aver trovato una CRTV capace di fornirgli indizi su dove poter proseguire, terrificanti creature grottesche inizieranno a pattugliare la città.
Per poter andare avanti Simon verrà spesso spronato telefonicamente dal misterioso Richard e da alcune registrazioni dell’infermiera Zoe, alla quale sembra in qualche modo collegato. Ma non è l’unico intrappolato sull’isola. L’infermiera Zoe Ellis sta cercando di svolgere il suo lavoro nella cittadina di St. Amelia sotto le costanti pressioni del suo superiore. Il personale medico dell’isola è molto limitato, e tutti quanti devono cercare di dare il proprio contributo per affrontare l’emergenza medica in corso. In ritardo sulle cure programmate di uno dei suoi pazienti, l’infermiera noterà che esso è mutato in una grottesca creatura che inizierà a inseguirla. Cosa è successo davvero sull’isola? E perché Simon si trova lì?
It’s oh so quiet …shhh…
Per il gameplay di SILENT HILL townfall la software house ha deciso di provare un approccio un po’ diverso da quanto visto in passato, a partire dalla visuale in prima persona. Seppur sia presente un sistema di combattimento, il gioco ci fornirà tantissimi strumenti per poter sopravvivere senza dover combattere implementando diverse meccaniche stealth. Data la loro natura sarà possibile distrarre facilmente le creature che pattugliano St. Amelia grazie all’utilizzo del rumore, ad esempio lanciando un oggetto nella direzione opposta a quella in cui dovremo andare oppure facendo suonare l’allarme di una macchina o accendendo una radio in modo da attirarli in quel punto. Nelle fasi esplorative inoltre ci capiterà di trovare diversi luoghi in cui nasconderci che, seppur non siano infallibili, ci consentiranno di avere un attimo di respiro prima di poter proseguire.
Ognuno dei due protagonisti principali avrà a disposizione uno strumento specifico per poter tenere traccia di tutti i pericoli che lo circondano. Nei panni di Simon potremo sfruttare il CRTV per vedere dove si trovano i nemici e tracciare i loro movimenti, in questo modo potremo capire più facilmente come poterli aggirare. Con Zoe invece avremo un cercapersone che, seppur in modo meno preciso, ci indicherà la direzione in cui sono presenti degli avversari. Se però con Simon troveremo anche degli strumenti con cui difenderci attivamente, come assi di legno, tubi di ferro e persino armi da fuoco con le quali eliminare i pericoli, Zoe potrà contare solamente sullo stealth e sugli oggetti di cura per la sua sopravvivenza.
Personalmente trovo che Screen Burn Interactive abbia fatto un ottimo lavoro nel realizzare la propria interpretazione di ciò che è SILENT HILL. Le meccaniche di gioco scelte funzionano tutte molto bene sia a livello di gameplay che nel contesto in cui ci troviamo, è più che naturale tentare di nascondersi di fronte a delle creature terrificanti e potenzialmente letali. Inoltre ho apprezzato parecchio come la software house abbia deciso di differenziare l’approccio di Simon e Zoe al mondo di gioco. Sono presenti inoltre diversi livelli di difficoltà in modo da poter offrire un’esperienza di gioco adatta anche a chi non ama le meccaniche stealth ma vuole comunque scoprire gli eventi di SILENT HILL townfall.
You are an enigma
Uno degli elementi più interessanti del gameplay di SILENT HILL townfall è senza dubbio la presenza di puzzle ambientali ben strutturati e intrinsecamente legati a ciò che succede nella trama principale. Per poter proseguire ci capiterà di trovarci di fronte a degli enigmi che diventeranno progressivamente sempre più complessi, e che richiederanno un minimo di ragionamento per poter essere risolti. Non basterà dunque trovare l’oggetto giusto al momento giusto, ma dovremo prestare molta attenzione all’ambiente che ci circonda per riuscire a trovare indizi e documenti utili per risolvere i rompicapi, sempre però restando vigili ai possibili pericoli che ci circondano.
Anche per gli enigmi la software house ha implementato due livelli difficoltà differenti, ma la loro scelta non andrà a impattare drasticamente il modo in cui andremo a risolverli. La scelta infatti servirà solamente per rendere più evidenti gli indizi per poter arrivare alla soluzione di ogni enigma, utilizzando il colore rosso per evidenziare i documenti fondamentali e le parole chiavi utili che ci torneranno utili per proseguire.
Credo che Screen Burn Interactive abbia svolto davvero un ottimo lavoro nella realizzazione degli enigmi, che mostrano pienamente tutta l’esperienza accumulata dalla software house con i propri titoli precedenti. Ho inoltre apprezzato parecchio come alcuni dei puzzle ambientali siano un vero e proprio espediente narrativo capace di far capire meglio al giocatore cosa sia successo a St. Amelia e ai protagonisti del gioco. La compagnia ha inoltre dimostrato di ascoltare attivamente il feedback dei propri utenti andando a rendere un po’ più comprensibile tramite una patch correttiva uno degli ultimi enigmi presenti del gioco, e ciò è degno di nota.
La nebbia agli irti colli
Il comparto tecnico di SILENT HILL townfall è molto interessante, seppur ci sia qualche problematica da non sottovalutare. Credo che la scelta da parte di Screen Burn di realizzare un capitolo in prima persona sia stata più che giusta, non solo perché si sposa molto bene con le meccaniche stealth ma perché ha consentito alla software house di creare ambientazioni claustrofobiche e liminali capaci di indurre ansia al giocatore. Nonostante ciò giocandolo ho sentito un po’ la mancanza di una transizione organica nel passare dalla versione nebbiosa di St. Amelia a quella più cupa dell’Otherworld. Inoltre seppur siano ben caratterizzate nel loro design, credo che la software house avrebbe potuto introdurre un po’ più di varietà nei modelli delle creature dato che saranno davvero poche le tipologie che incontreremo nel corso del gioco.
Ottimo invece il comparto audio. Non solo ho apprezzato parecchio i brani che compongono la colonna sonora realizzata da Pilotpriest, ma la software house ha svolto un lavoro di sound design davvero magistrale che riuscirà ad accapponarci la pelle più di una volta. Anche l’uso dei silenzi in momenti specifici del gioco è davvero ben strutturato, e rendono l’esperienza di gioco davvero terrificante. Perfetto anche il doppiaggio inglese, accompagnato da un’ottima localizzazione dei testi in italiano.
La più grande problematica di SILENT HILL townfall è purtroppo legata al suo comparto narrativo. Nelle prime ore di gioco la software house è riuscita molto bene a ricreare quel senso di tensione causata dall’incertezza di ciò che ci circonda e di quanto sia surreale e assurdo ciò che i protagonisti stanno affrontando, ma dopo un po’ sarà davvero troppo facile capire dove vuole andare a parare la trama principale. Uno degli elementi che rende SILENT HILL un franchise interessante è legato proprio a quel senso di non detto, l’utilizzo di metafore e di un immaginario grottesco e astratto per svelare a poco a poco tematiche sempre più profonde senza però mai parlarne direttamente fino alla fine. In townfall manca proprio quel senso di sorpresa, la software house ha scelto un approccio molto più diretto e ciò rende la trama meno d’impatto e memorabile rispetto ad altri capitoli della saga.
Purtroppo questo elemento va a impattare anche sulla rigiocabilità del gioco. Nonostante siano presenti ben cinque finali differenti in SILENT HILL townfall, i cambiamenti nelle run successive saranno minimali. Non potremo scoprire ulteriori dettagli sugli avvenimenti accaduti a St. Amelia perché la software house ci dirà tutto già nella nostra prima partita, andando a modificare solo le ultime battute del gioco in modo da farci vedere un esito diverso alle vicende dei protagonisti. La mancanza di quel senso di sopresa e scoperta invogliano meno il giocatore ad affrontare nuovamente i terrori presenti a St. Amelia.
A chi consigliamo SILENT HILL townfall?
Se siete alla ricerca di un’esperienza horror ricca di tensione caratterizzata da meccaniche stealth e interessantissimi puzzle ambientali, SILENT HILL townfall è il gioco che fa per voi. L’approccio scelto da Screen Burn Interactive è un po’ diverso da ciò a cui siamo abituati solitamente per il franchise, ma funziona comunque molto bene e sono sicuro che il titolo sarà molto apprezzato da tutti i fan dei survival horror.
- Il sound design del gioco è fenomenale e ci farà accapponare la pelle
- Ottime scelte di gameplay, sia per le meccaniche stealth che per i puzzle ambientali
- I protagonisti sono molto interessanti e la loro caratterizzazione è ben fatta…
- …Ma la trama principale manca di quel senso di astrattezza tipico del franchise e diventa un po’ scontata
- Manca un po’ di varietà nel design dei nemici, specie perché ce ne sono poche tipologie
- Poca rigiocabilità per via delle pochssime differenze tra una partita e l’altra
SILENT HILL townfall
Un SILENT HILL diverso, ma che funziona
Penso che SILENT HILL townfall sia un gioco che funziona molto bene per quello che vuole offrire. Il lavoro svolto da Screen Burn Interactive nel reintepretare la saga di SILENT HILL in un modo diverso dal solito funziona molto bene, grazie soprattutto a delle meccaniche di gioco semplici ma ben strutturate e a dei puzzle ambientali impegnativi e mai banali. Nonostante sia comunque interessante, la trama principale manca un po’ di quel senso di astrattezza tipico del franchise rendendo dunque il comparto narrativo un po’ più scontato e facilmente intuibile. In definitiva però SILENT HILL townfall è uno spin-off degno di nota, che dimostra come SILENT HILL può funzionare lontano dalle ambientazioni del nord-ovest del Pacifico e con meccaniche inedite. Assolutamente da giocare.
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