Disponibile su PlayStation 5, Xbox e PC, Marathon segna il grande ritorno di Bungie sulla scena videoludica, uno studio che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del medium grazie a saghe iconiche come Halo e Destiny. Con questo nuovo progetto, il team non si limita a riesumare un nome dal passato, ma sceglie di reinterpretarlo in chiave completamente moderna, prendendo le distanze dalla storica trilogia degli anni ’90 per dare vita a un’esperienza inedita e ambiziosa.
Il nuovo Marathon si presenta infatti come uno extraction shooter online PvPvE, un genere sempre più popolare, ma anche estremamente competitivo, che Bungie affronta con la propria visione fatta di tensione, strategia e gameplay adrenalinico. Dopo aver trascorso oltre un mese immersi nelle sue dinamiche, affrontando scontri intensi e imparando a sopravvivere in un mondo tanto affascinante quanto spietato, siamo finalmente pronti a condividere le nostre impressioni.
- Titolo: Marathon
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Sparatutto
- Giocatori: 1 (1-3 online)
- Publisher: Bungie
- Sviluppatore: Bungie
- Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
- Data di uscita: 5 marzo 2026
- Disponibilità: digital delivery
- DLC: valuta usufruibile in game
- Note: nessuna
Abbiamo recensito Marathon con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da Sony Interactive Entertaiment Europe.
Benvenuti a Tau Ceti IV
Per capire davvero Marathon, bisogna fare un passo indietro di oltre trent’anni, quando Bungie era ancora un piccolo studio indipendente. Nel 1994, infatti, il primo Marathon debuttava su Macintosh, distinguendosi dagli altri sparatutto dell’epoca per una forte componente narrativa e per alcune idee innovative che avrebbero poi influenzato il genere, anticipando persino elementi che lo studio avrebbe perfezionato anni dopo con Halo. Dopo il successo della trilogia originale, la serie è rimasta inattiva per decenni, trasformandosi in una sorta di culto per appassionati. Nel frattempo, Bungie è cresciuta enormemente, passando da studio indipendente a protagonista dell’industria con franchise come Halo e Destiny, fino ad arrivare alla sua acquisizione da parte di Sony nel 2022.
È proprio in questo nuovo contesto che nasce il Marathon moderno: non un semplice sequel, ma una reinterpretazione radicale del marchio. Il gioco viene annunciato ufficialmente nel maggio 2023 durante il PlayStation Showcase, segnando il primo progetto completamente inedito dello studio dopo oltre dieci anni. Lo sviluppo, durato più di quattro anni e portato avanti da centinaia di sviluppatori, riflette un cambiamento preciso nella filosofia di Bungie. L’obiettivo non era riproporre un’esperienza single-player classica, ma creare un titolo multiplayer competitivo capace di convivere con Destiny 2, offrendo un’alternativa più orientata al PvP e alle dinamiche emergenti tipiche degli extraction shooter. Il risultato è quindi un progetto che affonda le sue radici nella storia degli FPS, ma che guarda completamente al presente: un gioco nato dall’eredità di un classico degli anni ’90 e trasformato per adattarsi alle logiche moderne dei live service.
Immergendoci da subito in ciò che il titolo ha da offrire, vi è da sottolineare come l’ambientazione sia uno degli elementi più affascinanti: il pianeta Tau Ceti IV, una colonia abbandonata e silenziosa, contesa da misteriose corporazioni pronte a sfruttare i Runner come strumenti per recuperare risorse e informazioni. Il giocatore, infatti, interpreta un mercenario che ha trasferito la propria coscienza in un guscio biosintetico, sacrificando il corpo umano in favore della sopravvivenza. Proprio il sistema dei “gusci” rappresenta uno dei punti di forza del gameplay. Ogni shell è dotata di abilità primarie e tattiche, oltre a tratti passivi che ne definiscono lo stile di gioco. Le abilità primarie offrono effetti potenti, ma richiedono tempi di ricarica più lunghi, mentre quelle tattiche costituiscono il fulcro delle azioni in combattimento. A completare il quadro ci sono statistiche uniche che influenzano mobilità, resistenza e capacità di recupero, contribuendo a creare un’esperienza varia e strategica.
La struttura delle fazioni — CyberAcme, NuCaloric, Traxus, MIDA, Arachne e Sekiguchi Genetics — aggiunge ulteriore profondità al sistema di progressione. Collaborare con queste organizzazioni consente di accedere a equipaggiamenti migliori, espansioni del deposito e bonus stagionali. L’armeria diventa così un punto centrale dell’esperienza, offrendo oggetti acquistabili tramite crediti e materiali recuperati durante le missioni. Il ciclo di gioco è costruito attorno a un equilibrio costante tra rischio e ricompensa. Marathon è spietato: bastano pochi istanti per perdere tutto il bottino accumulato in una partita. Questo elemento può risultare estremamente frustrante, ma è anche ciò che rende ogni sessione carica di tensione. Le diverse zone di Tau Ceti IV offrono livelli di pericolo variabili, spingendo il giocatore a valutare attentamente quanto rischiare per ottenere ricompense migliori. Nonostante questa profondità, il sistema di contratti proposto dalle fazioni risulta meno convincente. Le missioni, spesso basate su obiettivi semplici come raccogliere oggetti o eliminare bersagli, faticano a lasciare il segno e danno l’impressione di essere poco più che riempitivi. Tuttavia, restano fondamentali per la progressione, permettendo di migliorare la reputazione con le fazioni e sbloccare ricompense sempre più interessanti.
Il sistema di gestione dell’equipaggiamento è però pensato per bilanciare il gameplay “punitivo”. Il deposito consente di conservare in sicurezza gli oggetti più preziosi, mentre i kit sponsorizzati offrono una rete di sicurezza per chi ha perso tutto, permettendo di rientrare subito in partita senza rischi. È una soluzione intelligente, che attenua la frustrazione senza intaccare la natura hardcore del gioco. Il vero fascino di Marathon, però, emerge negli scontri tra giocatori. Passare da preda a predatore in pochi istanti, tendere imboscate o sopravvivere a combattimenti al limite crea momenti di pura adrenalina. Ogni partita diventa una scommessa, dove il bottino può svanire o moltiplicarsi in pochi secondi.
In attesa di un’altra corsa…
Il colpo d’occhio iniziale è senza dubbio distintivo: il gioco adotta una direzione artistica fortemente stilizzata, caratterizzata da colori accesi e contrasti marcati che emergono da ambientazioni spesso avvolte da una foschia quasi lattiginosa, contribuendo a creare un’identità visiva immediatamente riconoscibile. Più che puntare al fotorealismo, Bungie sceglie una strada più “grafica”, con un’estetica che mescola suggestioni sci-fi e un gusto quasi cyberpunk, riuscendo a dare personalità a mappe e personaggi pur senza spingere sempre al massimo la fedeltà poligonale. Questo approccio ha un duplice effetto: da un lato rende il titolo riconoscibile e potenzialmente più “longevo” visivamente, dall’altro può lasciare la sensazione di una certa pulizia eccessiva o di superfici talvolta poco dettagliate, soprattutto negli scenari più aperti.
Sul fronte delle prestazioni, Marathon si comporta generalmente in maniera convincente. Il gioco è chiaramente progettato per garantire fluidità e reattività, elementi fondamentali per uno shooter competitivo PvPvE, e infatti riesce a mantenere un frame rate stabile anche nelle situazioni più concitate, con numerosi giocatori, IA e effetti a schermo contemporaneamente. La risposta ai comandi è immediata, coerente con la tradizione Bungie, e contribuisce in modo determinante alla qualità complessiva dell’esperienza.
Molto valido anche il lavoro su illuminazione e leggibilità della scena: ogni elemento è studiato per essere identificabile rapidamente, un aspetto cruciale in un titolo dove distinguere in pochi istanti un nemico umano da un bot o da un semplice elemento ambientale può fare la differenza tra la sopravvivenza e la perdita totale dell’equipaggiamento. Tuttavia, proprio questa ricerca di chiarezza visiva porta talvolta a sacrificare la varietà dei materiali e la complessità delle superfici.
Il comparto audio si conferma invece uno dei punti di forza. Il sound design è preciso e funzionale al gameplay: ogni suono, dai passi ai colpi di arma da fuoco fino ai segnali ambientali, è progettato per fornire informazioni utili al giocatore, aumentando la tensione e la consapevolezza durante le incursioni. In un gioco dove il rischio è costante e ogni errore può costare caro, l’audio diventa uno strumento strategico tanto quanto le armi.
Infine, da segnalare l’ottima implementazione delle funzionalità online: il supporto al cross-play e al cross-save tra piattaforme è stabile e ben integrato, permettendo un’esperienza fluida indipendentemente dall’ecosistema scelto.
A chi consigliamo Marathon?
Marathon è un titolo divisivo, duro, punitivo e non adatto a tutti, ma capace di offrire momenti di grande tensione e soddisfazione. Il suo futuro nel panorama dei live service resta incerto, ma una cosa è sicura: le esperienze che riesce a generare, tra vittorie e sconfitte, sono difficili da dimenticare. La sua natura punitiva e il reset stagionale dei progressi potrebbero allontanare una parte del pubblico, ma per chi accetta le sue regole offre un’esperienza intensa e memorabile. Il gioco è fortemente consigliato agli appassionati degli extraction shooter, anche per chi proviene da titoli come Escape from Tarkov o Hunt: Showdown, dove ogni partita racconta fondamentalmente una storia completamente diversa.
- Gunplay solido e appagante
- Tensione e gameplay adrenalinico
- Direzione artistica distintiva…
- …Ma con un comparto tecnico non sempre all’avanguardia
- Varietà contenutistica non sempre elevata
- Accessibilità limitata
Marathon
Il ritorno di Bungie tra rischio e identità
Marathon rappresenta una scommessa importante per Bungie, un progetto che abbandona le certezze del passato per abbracciare un genere tanto affascinante quanto spietato. Il risultato è uno shooter extraction solido nelle fondamenta, capace di offrire momenti di grande tensione e soddisfazione grazie a un gunplay eccellente e a un gameplay che riesce spesso a sorprendere. Allo stesso tempo, però, il titolo paga una certa rigidità strutturale: la natura fortemente punitiva, la ripetitività di alcune attività e un comparto tecnico non sempre all’altezza delle aspettative impediscono al gioco di raggiungere l’eccellenza. Marathon è un’esperienza che richiede dedizione, pazienza e una buona dose di sangue freddo, qualità che non tutti i giocatori saranno disposti a mettere in campo. Resta quindi un titolo divisivo, ma con una forte identità e un potenziale interessante nel lungo periodo, soprattutto se supportato adeguatamente come live service. Non è il ritorno che tutti si aspettavano, ma è sicuramente uno di quelli destinati a far discutere.
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