GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack – Recensione

Nintendo Switch accoglie lo speciale GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack, una piccola collection in esclusiva retail del celebre picchiaduro.

GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack – Recensione

Scaturiti dalle profonde negatività scaturite dall’umanità, i Gear sono delle entità artificiali cacciate dal protagonista Sol Badguy. Attraverso le sue avventure entreremo in contatto con gli altri personaggi che costellano il cast del brand di GUILTY GEAR, aumentati progressivamente nel corso degli anni. Poco si sa su di loro, poiché gli approfondimenti riguardo i vari combattenti verranno svelati nel corso del brand; ARC SYSTEM WORKS non volle da subito soffermarsi sulle storie, quanto più limitandosi più a un input molto semplice e diretto.

A distanza di vent’anni ritorna tra le gioie degli appassionati, uno dei più grandi picchiaduro che hanno fatto la storia del genere in sé. GUILTY GEAR vide la sua comparsa nel 1998 sulla prima PlayStation: successivamente invece su PlayStation Network nove anni dopo, nel 2009. Storia e caratterizzazione sono uno dei punti focali del brand, soprattutto perché vengono approfonditi di capitolo in capitolo e non da subito; nel primo titolo infatti, non c’era dato sapere quali fossero le storie nel dettaglio dei vari protagonisti. Di lì in poi, la saga sarebbe andata sempre più prosperando e, di conseguenza, ampliandosi approfondendo i propri protagonisti.

Scopriamo insieme il bundle per Nintendo Switch firmato ARC SYSTEM WORKS e pubblicato da PQube in occasione del ventesimo anniversario del celeberrimo picchiaduro.

  • Titolo: GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2 (locale)
  • Software house: ARC SYSTEM WORKS
  • Sviluppatore: PQube
  • Lingua: Inglese/Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 16 maggio 2018
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: disponibile in edizione Day One con uno speciale artbook da collezione

Prima di parlare di GUILTY GEAR, bisogna fare un passo indietro per conoscere meglio la casa di produzione alle sue spalle, ovvero ARC SYSTEM WORKS. Fondata nel 1988 da Minoru Kidooka a Yokohama, vide la propria fortuna grazie alla trasposizione su console di casa SEGA di giochi che, ancora oggi, sono considerati dei veri e propri cult: Double Dragon, Battletoads e Ghouls ‘n Ghosts (sequel de Ghost ‘n Goblins). All’epoca ARC SYSTEM WORKS era uno studio veramente minuscolo, tant’è che era composto da al massimo otto sviluppatori, tutti precedentemente impiegati per SEGA (come lo stesso fondatore Kidooka) che, grazie al lavoro da contratto con la grande software house, poterono allargarsi pian piano con collaborazioni su videogiochi anche per Banpresto. Sarà soltanto nel 1991 che ARCSYS avrà un vero e proprio nome e, quattro anni dopo, proporrà al mercato il primo titolo indipendente, “EXECTOR”.

You ready to get pounded?

Affermatasi nel settore grazie all’esperienza maturata negli anni, nove anni dopo EXECTORARC SYSTEM WORKS deciderà di proporre la propria visione di picchiaduro bidimensionale, ai tempi completamente monopolizzata da CAPCOM e NAMCO, che proponevano rispettivamente Street Fighter Alpha 3 e Tekken 3. Premesse di concorrenza simile non hanno di certo scoraggiato Daisuke Ishiwatari, la mente alle spalle del progetto di GUILTY GEAR che, con molta tranquillità, ha inserito nel pantheon dei mostri sacri del genere picchiaduro una delle gemme più luminose di sempre: roster di personaggi disegnati in puro stile nipponico, una colonna sonora stile hardcore rock e ultima ma non per importanza, una ritmica di combo incredibilmente rapida con concatenamenti da mozzare il fiato.

Lo standard dell’epoca, ben instaurato da CAPCOM col suo pilastro del picchiaduro, Street Fighter, era dettato da dei canoni ben delineati, con tre tipi di pugni e calci, a differenza di GUILTY GEAR che invece aveva quasi un listino della spesa: pugno, calcio, slash, slash alto, dust, respect e, nel momento in cui ci si poteva illudere d’averci preso la mano, ulteriori meccaniche come le barre di Tensione, attacchi Overdrive, Difese perfette e kill istantanee facevano capolino distruggendo ogni certezza del giocatore.

You wanna live pal, you better don’t hold back

Rimettere le mani sul primissimo GUILTY GEAR oggi dimostra quanto bene sia invecchiato come titolo. Il roster, seppur molto ristretto con tredici personaggi totali, resta comunque una vera e propria gioia. Le principali modalità del primo capitolo sono Arcade e Versus, dove la prima, nell’ottica degli standard odierni, può davvero risultare impegnativa: principalmente una complessità di combo continue può intimidire, ma riuscire a superare i propri limiti e rispondere con altrettante mazzate, è quanto di più soddisfacente può scaturire dal genere picchiaduro in sé.

È davvero un videogioco che ancora oggi può regalare tantissime soddisfazioni, soprattutto grazie alla grande diversità dei personaggi all’interno del roster, dalla grande versatilità di Ky Kiske alla pesantezza imponente di Potemkin. Pur essendo ristretto, si tratta di un insieme di personaggi particolarmente equilibrati, in grado di andare incontro ad ogni possibile stile di gioco ricercato dal giocatore, mantenendo in ogni caso la forte componente di velocità che caratterizza il titolo. Il gioco incita a un approccio molto offensivo, per merito appunto del grande numero di combo possibili, cosa che spinge il giocatore ad approfondire ogni combinazione che si concatena alla perfezione con le altre: così facendo si può raggiungere un livello tale da far terminare un incontro pur non facendo toccare terra all’avversario. E non è affatto un’iperbole. Le abilità speciali infatti sono dedicate a voler ricompensare un giocatore che non si fa scrupoli e, più che affrontare, aggredisce il proprio avversario. Questo perché questo tipo di mossa predilige il giocatore costantemente in movimento, anche soltanto nell’andare incontro al proprio avversario, mentre l’allontanarsi ne diminuirà l’intensità.

Learn how to fight, or don’t even try

Certo, per l’epoca si trattava di meccaniche completamente nuove, che ribaltavano totalmente il concetto di picchiaduro in sé. Così facendo GUILTY GEAR si è più che coerentemente aggiudicato la corona di picchiaduro più frenetico, che di lì in poi avrebbe creato quasi un sottogenere a parte. Andando avanti con gli anni, ARC SYSTEM WORKS ha saputo migliorare quello che già di partenza era un ottimo gioco con delle solidissime basi, aggiungendo meccaniche innovative così come smussando determinati altri concetti che di lì in poi avrebbero definitivamente dato lustro al titolo così come lo conosciamo oggi: è questo il caso di GUILTY GEAR XX ΛCORE PLUS R arrivato nel 2012 e, in questo bundle, il 16 maggio scorso.

Non è difficile capire perché GUILTY GEAR XX ΛCORE PLUS R sia l’altra metà di questo bundle: si tratta con ogni probabilità di uno dei capitoli migliori di tutto il brand, assieme allo Xrd. All’interno di questo bundle perciò si può trovare il primissimo capitolo della serie, e probabilmente il culmine della stessa, che si è avuto grazie ad anni di sviluppo e miglioramento, poiché XX è il quattordicesimo titolo della serie. Ciò che infatti stupisce in questo ΛCORE PLUS R, è il fatto che giocando ci sembra più che tranquillamente un gioco uscito pochissimi giorni fa e non ben sette anni fa. I modelli sono curatissimi e molto fluidi all’interno del gioco, pur non perdendo troppo spesso dei frame durante le animazioni, e sono anzi impreziositi da degli sprites che vengono aggiunti come citato poco sopra dall’esperienza del team di ARC SYSTEM WORKS con nuove meccaniche, come possono essere le difese perfette o ancora delle mosse speciali ben approfondite.

Annunciato per festeggiare i primi venti anni compiuti dalla saga, GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack è una speciale raccolta rilasciata esclusivamente informato retail che porta l’originale GUILTY GEAR e la nuova versione di GUILTY GEAR XX ΛCORE PLUS R su Nintendo Switch.

Gli amanti del digitale potranno invece accaparrarsi i giochi in versione separata attraverso il Nintendo eShop o, nel caso dell’originale GUILTY GEAR, anche su PC e PlayStation 4 tramite i rispettivi store online.

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Heaven or Hell! Let’s Rock!

Come se non bastasse, ΛCORE PLUS R dispone di un roster davvero espanso, con 25 personaggi diversi tra cui gli intramontabili, come il protagonista Sol Badguy e Ky che, con una veste grafica rivisitata e ripulita dai pixel seppur all’epoca incredibilmente dettagliati, fanno davvero una gran bella figura risultando vivi, credibili e soprattutto incredibilmente fluidi all’interno degli scenari già di per sé curati in modo maniacale. Le capacità di Nintendo Switch reggono piuttosto bene sia in dock che in versione portatile con un buon HD: il peggio, quando si tratta di frenesia videoludica, è l’online. GUILTY GEAR è un gioco spinoso da affrontare in multiplayer non in loco, soprattutto considerando che i server della Nintendo dedicati a tutto ciò che non ha “Mario” nel nome son fatti di pluriball, diventando dunque ingiocabile… ma non è poi così importante. GUILTY GEAR XX ΛCORE PLUS R si è mantenuto a dir poco perfettamente, nonostante la prova degli anni, restando fermamente uno dei titoli di maggior spicco all’interno del mondo dei picchiaduro. Essendo di base un porting fatto e finito del vecchio gioco, non c’è da stupirsi che vada così liscio come l’olio su una piattaforma come Switch: in caso contrario si sarebbe più che tranquillamente dovuto staccare dal dock e piuttosto utilizzarlo come tagliere per salumi. In ogni caso, indipendentemente dalla qualità degli scontri online, si tratta di titoli più che fruibili in singolo, soprattutto ΛCORE PLUS R, visto che ha una galleria dedicata a cutscenes e illustrazioni sbloccabili attraverso gli scontri in singolo con la modalità storia dei vari personaggi.

A chi consigliamo GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack?

Chiunque abbia mai apprezzato il genere picchiaduro non resterà assolutamente deluso, a maggior ragione se ARC SYSTEM WORKS la si è conosciuta con DRAGON BALL FighterZ. Il prezzo al pubblico è di 44,50 € e, per due giochi del genere, riuscendo a reperire la versione Day One col mini-artbook, vi si può più che tranquillamente chiudere un occhio: si tratta pur sempre di due capostipiti che reggono con incredibile leggerezza il corso degli anni.

  • Due titoli chiave del brand in una sola cartuccia
  • Gameplay invecchiato benissimo
  • Ottimo porting

  • L’online non è ben supportato
  • Schermata di gioco obbligatoriamente in 4:3
GUILTY GEAR 20th Anniversary Pack
4

Legnate di qualità

ARC SYSTEM WORKS ha il mio cuore a priori per aver creato BlazBlue, che è il mio picchiaduro preferito, con GUILTY GEAR che invece si gioca il secondo posto con Third Strike. Si tratta di videogiochi che ti entrano dentro e te li porti per tutta la vita, un po’ come l’amico di scuola con cui eri amicissimo da piccolo e che crescendo hai perso di vista: un bundle del genere è fatto proprio per questa ragione, così da poter rendere partecipi persone che per un motivo o l’altro, non vi si sono mai avvicinate prima. Molti, se dici picchiaduro, sanno risponderti con due soli titoli, Tekken, che in primis è quello più gettonato dal pubblico, o Street Fighter, prima di finire in rissa nel decretarne il più bello. ARC SYSTEM WORKS invece, creò molto prima di DRAGON BALL FighterZ la sua punta di diamante con GUILTY GEAR, con così tanta passione che tutti i suoi fighting game si possono tranquillamente rivedere in esso. È molto semplice approcciarsi ad una direzione artistica così ispirata, dalle musiche al design dei personaggi, tutti profondamente diversi e ben caratterizzati: innamorarsi dello stile frenetico e volersi spingere nell’affinare le proprie capacità poi vien da sé. Un po’ come il far prender fuoco alle dita con le combo, ma per quello ci si abitua.

LordLando
Maestro di Karate e Amicizia: temprato dall’intrattenimento nipponico vecchia scuola e dal collezionismo, il suo sogno è quello di avere in giardino lo Unicorn Gundam di Odaiba.

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