Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux – Recensione

ATLUS ci grazia con l’arrivo nel vecchio continente di Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux, remake del titolo per Nintendo DS ancora nel cuore di molti fan della serie. Vale la pena intraprendere questo strano viaggio dopo un decennio?

Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux - Recensione

Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux - Recensione20xx. La Terra è ormai senza forze a causa della sovrapopolazione del globo e dell’incuria degli esseri che la abitano che ne hanno, secolo dopo secolo, dilaniato le risorse generosamente offerte da Madre Natura. È così che, a un passo dalla fine, è apparso lo Schwarzwelt, anomalia spazio-temporale apparsa in Antartide e capace di creare dei veri e propri portali per altre dimensioni. Le Nazioni Unite hanno così incaricato un team di specialisti altamente avanzato, affidando loro la missione di individuare l’anomalia e fermarla alla fonte. Vestendo i panni di un anonimo soldato americano, starà a noi affrontare l’impresa e, insieme ai nostri compagni, sconfiggere i demoni che animano il cataclisma.

Correva l’anno 2009 quando i possessori di Nintendo DS videro approdare sulle proprie fiammanti console Shin Megami Tensei: Strange Journey, JRPG di casa ATLUS originariamente pensato per essere il quarto capitolo della celebre serie, per poi diventare spin-off a causa della sua ambientazione che poco aveva a che fare con studenti liceali nel cuore del Giappone, elemento che ha da sempre accomunato i titoli principali della saga. Nonostante questo particolare, Strange Journey è rimasto nei cuori di numerosi fan come uno Shin Megami Tensei a tutti gli effetti, carico di patos, tematiche profonde e con il classico elemento del paranormale, filo conduttore della serie. Finalmente, a quasi un decennio di distanza, ATLUS ci grazia facendo giungere anche nel vecchio continente il titolo, inizialmente rilasciato soltanto nelle terre del Sol Levante e in America, permettendoci di impugnare i nostri 3DS per una versione riveduta e corretta di Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux, una conversione che ci farà ripercorrere il viaggio ricco di stramberie nella terra dei demoni tra migliorie grafiche e particolari novità nella narrazione.

In attesa di Shin Megami Tensei V su Switch, vale la pena intraprendere quest’avventura a dieci anni di distanza? Come sempre siamo pronti a scoprirlo insieme.

  • Titolo: Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: Atlus USA
  • Sviluppatore: ATLUS
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 18 maggio 2018
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: oggetti, Sub-App, armi e vestiti

Inizia lo strano (e lungo) viaggio

La Terra è sull’orlo della fine, e lo Schwarzwelt continua a crescere giorno dopo giorno: il cataclisma che vede il suo apice nelle remote lande dell’Antardide sta inglobando il nostro pianeta in un abbraccio tutt’altro che confortevole. Tenebre e demoni invadono le dimensioni parallele che l’enorme portale ha inevitabilmente connesso al mondo, e solo il nostro personaggio, accompagnato dai suoi commilitoni, può tentare di frenare quella che non può che essere definita come l’Apocalisse.

Già dai primi momenti di gioco, si evince come la narrazione in Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux sia, come in tutti i titoli della serie, la colonna portante sul quale si regge l’intera esperienza di gioco, ricca di corposi dialoghi e scritta con cura, tanto da catapultarci in breve tempo in un’atmosfera di grande spessore, sopratutto grazie a una tematica che risulta incredibilmente attuale. La crescita smisurata della popolazione sulla Terra e la sua rinomata noncuranza sono dei cliché che, incontrando la tematica del paranormale e le figure dei demoni, quasi — passatemi il termine — “purificatori”, si rinnovano regalando ore piene di pathos, soprattutto grazie alle scelte che siamo chiamati a compiere.

In Strange Journey Redux infatti il nostro personaggio, così come i demoni che incontrerà, può appartenere ad una determinata categoria caratteriale, conosciuta nei giochi di ruolo con il nome di allineamento: legale, neutrale o caotico. Dopo aver definito le nostre caratteristiche nelle prime battute di gioco, durante l’avventura potremo decidere di compiere alcune scelte sulla base di queste categorie, procedendo così verso uno dei tre finali disponibili resi più lunghi e articolati rispetto al titolo originale. Tale allineamento è posseduto anche dai demoni, e questo influenzerà pesantemente le nostre trattative con loro che, come vedremo a breve, potranno risultare complicate e tediose in diverse occasioni.

Degna di nota è l’aggiunta all’esperienza narrativa di un dungeon inedito chiamato Womb of Grief, assente nel titolo originale per DS, che ruota intorno ad un misterioso personaggio chiamato Alex. Questo incarico è però secondario e, ricordandoci un po’ il Mementos di Persona 5, risulta essere un contenuto slegato dalla storyline originale, permettendo al giocatore di addentrarsi e muoversi al suo interno più liberamente e senza influenzare più di tanto la struttura narrativa principale.

Demoni nemiciamici e tanta nostalgia

La solida struttura sul quale si poggia la dinamica di gioco di Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux, ossia la sempreverde e classica ossatura del JRPG per antonomasia, è rimasta praticamente invariata nonostante risulti evidente la voglia da parte di ATLUS di rendere il titolo più accessibile e aperto a un nuovo pubblico, non semplificando l’opera ma aggiungendo delle funzionalità che contribuiscono a rendere l’esperienza meno frustrante rispetto al passato. L’introduzione della possibilità di salvare in qualsiasi punto della mappa, così come la funzionalità che permette di installare più Sub-App nella nostra Demoniaca, speciale tuta che permette di usare diversi software come quello che rende i demoni visibili ad occhio umano, riescono ad alleggerire l’avventura senza intaccare in alcun modo le prove di abilità e logica o sostituendo la necessaria pianificazione della strategia in battaglia.

Ci troviamo così di nuovo a vagare per i claustrofobici corridoi che animano i dungeon del titolo, ricchi di creature demoniache che possiamo decidere di adulare e convincere a diventare nostri fedeli alleati o combattere e sconfiggere per guadagnare soldi ed esperienza. Se decideremo di percorrere la prima via, l’allineamento la farà da padrone: convincere demoni caratterialmente affini al nostro personaggio sarà quasi una passeggiata mentre, al contrario, contrattare con quelli troppo diversi da noi potrà rivelarsi un’esperienza più complessa del previsto, costringendoci a lunghi dialoghi e, in ogni caso, a porre sul piatto oggetti preziosi, monete, punti salute e mana. Se riusciremo a portarli dalla nostra parte, il demone entrerà con successo nel nostro team: potremo portare con noi un massimo di 18 creature, fonderle tra loro per dar vita a nuovi e più potenti spiriti e creare perfino Boss da usare come alleati. Giocare con queste funzionalità ci permetterà di sbloccare un parco demoni davvero ampio, che conta ben 348 creature dai volti ben noti ai fan della serie. Utilizzarli in battaglia ci permetterà infine di sfoderare poderosi attacchi a catena, poiché i mostri con un allineamento uguale al nostro o al personaggio che sta attaccando colpiranno all’unisono, sostituendo così il “turno extra” presente in Persona 4 e 5.

Oltre che utilizzando e collezionando demoni sempre più forti, potremo rendere battaglia dopo battaglia il nostro party sempre più forte livellando il nostro personaggio ed equipaggiandolo con armi e armature sempre più potenti che troveremo proseguendo nell’avventura. Alcune di queste, dalle particolari Sub-App, sono anche acquistabili come DLC tramite il Nintendo eShop.

Stessa avventura, nuovo decennio

Visto dal punto puramente tecnico Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux si è limitato a riportare l’esperienza di quasi dieci anni fa sul Nintendo 3DS dei nostri giorni, con alcune migliorie che non entusiasmano e che poco lo fanno discostare dal titolo originale. Le nuove illustrazioni ad opera di Masayuki Doi, le animazioni ripulite così come l’interfaccia leggermente ottimizzata non bastano infatti a svecchiare ambienti bidimensionali fin troppo spogli e ripetitivi, nel quale risulta ancora frustrante muoversi e orientarsi.

A farla da padrone è sicuramente una colonna sonora importante, riarrangiata per l’occasione e ricca di pezzi variegati e volutamente disturbanti, che ci accompagna per tutta l’opera insieme ad un doppiaggio praticamente onnipresente in lingua giapponese, di altissima qualità e in grado di sopperire, seppur in parte, all’assenza di una localizzazione italiana che (come fin troppo spesso accade) ci fa sentire particolarmente tagliati fuori ma sul quale, per un titolo così estremamente di nicchia, possiamo sorvolare.

A chi consigliamo Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux?

ATLUS si è dimostrata, ancora una volta, temeraria e coraggiosa: nell’era dell’online e degli open world più disparati, ha rimesso in tavola un prodotto estremamente di nicchia ma che ha ancora, incredibilmente, tanto da raccontare. Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux è stato un capitolo amato e compreso dalla maggior parte dei fan della serie, rimasto sepolto nel cuore e nei ricordi di chi, quasi dieci anni fa, ha vissuto il suo strano viaggio su quell’incredibile console che è stata Nintendo DS. Un’esperienza che, fino ad oggi, era stata negata all’Europa e che, seppur un po’ in ritardo, ci viene finalmente concessa in una conversione tutto sommato effettuata con criterio e voglia di aprirsi ad un pubblico non solo formato da appassionati della serie, ma anche a “semplici” simpatizzanti del genere JRPG e dintorni. Se la lingua inglese non è per voi uno scoglio, se siete appassionati di Shin Megami Tensei o degli giochi di ruolo giapponesi “come quelli di una volta”, se vi siete persi questa piccola perla e lo stile retro non vi spaventa, allora questo è il vostro momento di rivalsa: non c’è impegno che tenga, è ora di mettere mano al portafoglio e impugnare il 3DS.

  • Funzionalità che rendono l’esperienza meno frustrante e più accessibile
  • Svariate aggiunte all’arco narrativo, ma…

  • …che non convincono pienamente e rimangono superflue alla storyline originale
  • Poche migliorie tecniche, che non bastano a svecchiare totalmente il titolo
Rika
Neolaureata alle prese con l’obbligo morale di intraprendere una vita da adulta, la sua vera casa è Eorzea (FFXIV) e spera di iniziare a lavorare nell’industria dei videogames prima dell’uscita di KINGDOM HEARTS III (quindi, forse, non ce la farà mai).

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