Project X Zone 2 – Recensione

Project X Zone 2 – Recensione

project-x-zone-2-recensione-boxartTokyo, più precisamente Shibuya, è ancora una volta il teatro degli scontri tra la Ouma e la Shinra. La Ouma, antagonista della storia, vuole viaggiare liberamente attraverso i vari mondi mentre la Shinra, rappresentata dai nostri due eroi Reiji Arisu e Xiaomu, vuole impedire tutto ciò. Mentre una nuova battaglia si profila all’orizzonte, strane catene dorate iniziano a spuntare nel terreno, facendo presagire un nuovo periodo di sventure. Cosa sono queste catene dorate? Perché la Ouma le sta cercando e cosa vuole farne? Reiji e Xiaomu avranno bisogno dell’aiuto di vecchi e nuovi eroi per scoprire cosa sta succedendo e fermare qualcosa di ignoto e terribile.

Project X Zone 2 è il seguito di Project X Zone, uscito nel 2012 su Nintendo 3DS, a sua volta seguito di Namco X Capcom. La caratteristica fondamentale di questi giochi, oltre a mixare un gameplay che va dal classico gioco di strategia al picchiaduro 2D, è quella di includere tantissimi personaggi provenienti dai vari giochi svariate compagnie: se, nel primo gioco era possibile utilizzare tantissimi personaggi provenienti dall’universo NAMCO e di quello CAPCOM, Project X Zone si è arricchito con i personaggi BANDAI e dell’universo SEGA mentre Project X Zone 2 ha tra le sue file anche alcuni personaggi dell’universo Nintendo. Riuscirà il titolo a sopprimere alcune delle lacune del precedente? Avrà dalla sua parte novità sostanziali o proporrà ai giocatori le stesse identiche meccaniche del gioco giunto in occidente nel 2013? Scopriamolo assieme.

  • Titolo: Project X Zone 2
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Tactical RPG, Crossover, Fighting Game
  • Giocatori: 1
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: Monolith Soft
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 19 febbraio 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: pacchetti di oggetti disponibili sul Nintendo eShop
  • Note: in Giappone possiede il sottotitolo BRAVE NEW WORLD

Novità X Innovazione

Non molto tempo fa ho avuto il piacere di scrivere anche l’anteprima di questo gioco, cercherò quindi di elencare nuovamente alcune delle novità che ho già sviscerato nell’articolo precedente. Fra tutte spicca la prima grande novità di questo nuovo episodio, ovvero la completa localizzazione nella lingua nostrana dei testi di gioco: ciò ci permetterà di godere appieno delle battute e delle interazioni tra i vari personaggi, nonché di comprendere meglio le funzioni di oggetti e abilità. Sullo schermo inferiore potremo osservare i dati dei nostri personaggi o dei nemici (con il livello, i punti ferita, i punti azione, l’equipaggiamento, gli accessori e le tecniche di alleati e nemici) e, tra le novità provenienti da i classici giochi di ruolo strategici, otterremo il vantaggio secondo il quale, eseguendo un attacco alle spalle o ai fianchi del nemico, potremo arrecare un danno maggiore rispetto ai colpi portati a segno frontalmente. Tra le novità posso elencare anche il bonus carica, grazie al quale gli attacchi normali non utilizzati durante una battaglia diventeranno “caricati”, ovvero migliori in termini di potenza, recupero PX e indice di danno dei colpi critici. Potremo inoltre contare su una maggiore personalizzazione di skill e abilità grazie ad alcuni menu che incontreremo prima di affrontare una missione, tramite i quali potremo spendere i punti ottenuti nelle missioni precedenti per potenziare le tecniche o per sbloccare nuove skill.

Troviamo poi anche una nuova opzione da sfruttare in battaglia, il “Miraggio Vanificante” utilizzabile se disporremo di almeno 100 PX: premendo B annulleremo l’attacco normale in corso, ripristineremo una barra dell’indicatore d’attacco (sufficiente per un attacco normale) e riporteremo istantaneamente l’unità alla posizione iniziale, rallentando il nemico per un breve periodo. Quest’ultimo e gli altri elencati poc’anzi sono piccoli miglioramenti che tendono a innovare un gameplay che, alla lunga, potrebbe stancare e annoiare la maggior parte dei giocatori. Nelle mappe, tra le novità, troveremo anche alcuni switch o particolari pannelli che potranno conferirci bonus o malus una volta che ci passeremo sopra.

Cast X Personaggi

Nonostante i personaggi siano meno numerosi rispetto a Project X Zone, il roster del secondo capitolo può contare su alcuni ritorni e nuovi personaggi che sapranno accontentare sia coloro nati negli anni ’80, sia quelli dei decenni successivi. Personalmente, da redattore “più navigato” del sito, ho provato forti emozioni in seguito all’apparizione di Captain CommandoAxel Stone: vi assicuro che non mancheranno colpi di scena quando vedrete l’ingresso in scena di personaggi a quali siete affezionati. Una delle caratteristiche che più mi hanno colpito di questa “trilogia” è stato il fatto di riuscire ad affezionarmi a personaggi pur non conoscendo le opere originali dalle quali provengo e, successivamente, recuperare i giochi in questione e godermeli ancora meglio di come farei a scatola chiusa; penso che anche le case immischiate in questo grande progetto crossover tengano conto di questo elemento, per nuove versioni HD dei titoli o ipotetici ripescaggi di IP dimenticate. Il fatto di poter cambiare il personaggio di supporto tra le varie coppie ci darà accesso ad alcune interazioni davvero comiche fra i personaggi coinvolti, come per esempio Ryu Hazuki che cercherà di apprendere le arti ninja di Hotsuma e di Strider Hiryu o le demenziali scenette di famiglia Mishima tra Heihachi, Kazuya e Jin.

Musica X Piacere

Tra i punti forti di questo capitolo possiamo mettere al primo posto sicuramente le musiche, già ottime in tutti e due i giochi che lo hanno preceduto. Nel precedente PXZ la colonna sonora era opera di Salamander Factory, che ha fatto un egregio lavoro mettendo ottimi temi provenienti dai giochi di esordio dei personaggi. In questa nuova iterazione, invece, il lavoro è di un livello ancora più alto, anche se effettuato da un team differente. Alcuni temi, come ad esempio quello di Captain Commando (preso dal primo livello del suo gioco) è di una epicità assurda e abbiamo anche alcune gradite novità come “Itoshisa to Setsunasa to Kokoro Tsuyosa to” proveniente dall’OVA di Street Fighter o la versione strumentale del theme di Segata Sanshiro, altro imperdibile personaggio che esordisce in questo capitolo. Le voci, a dispetto dei testi in italiano, rimangono quelle originali in giapponese, capace di farci sentire l’egregio lavoro svolto da seiyuu del calibro di Takaya Kuroda (voce di Kazuma Kiryu) o di Nobuyuki Hiyama (nei panni di Demitri Maximoff e Pyron di DarkStalkers) e tantissimi altri.

Ahimè X Noia

Nonostante le numerose innovazioni introdotte per rendere il gameplay il più variegato possibile, il gioco rimane pressappoco identico al capitolo precedente e la monotonia delle situazioni ci fa stancare fin troppo presto. Una volta giunti alla conclusione della modalità storia sarà difficile che riprendiate il gioco in mano per finirlo di nuovo e l’assenza di altre modalità (di cui una multiplayer, che sarebbe stata gradita e avrebbe dato nuova linfa vitale al gioco) si fa sentire parecchio anche se, per portare a termine l’intero gioco, serviranno circa 50/60 ore. Se, tra le migliorie, ho citato le impagabili gag tra i personaggi e le numerose citazioni, fra gli aspetti negativi posso elencare alcuni picchi un po’ troppo alti di fanservice, che naturalmente non distruggono l’esperienza di gioco, ma che alcune persone (sperando di non essere l’unico caso umano che non ama il fanservice nei giochi) potrebbero non apprezzare. A questo aggiungo anche la telecamera non ottimale in alcune zone (come quella di Mega Man X) e l’eccessiva facilità del gameplay, il cui livello di sfida è stato reso ancora più accessibile rispetto a quello del primo Project X Zone.

A chi consigliamo Project X Zone 2?

Consiglierei questo gioco a chi ha già acquistato il primo capitolo e ne ha apprezzato le strana meccaniche che uniscrono picchiaduro e gioco di strategia, anche se il titolo in questione non eccelle in nessuno dei due campi: purtroppo di strategia c’è ben poco e le combo sono, come nel primo capitolo, generate automaticamente con la pressione di un tasto, facendo concentrare il giocatore solamente nell’applicare il giusto tempismo per concatenarle ed effettuare colpi critici. Consiglierei inoltre l’acquisto a chi si nutre di videogiochi da almeno quindici anni, per cogliere tutte le citazioni e identificare tutti i personaggi presenti su questo immenso crossover.

  • Quasi 60 personaggi utilizzabili
  • Comparto musicale da applausi
  • Filmati animati di ottima qualità e splendida opening
  • Testi in lingua italiana

  • Difficoltà irrisoria
  • Mancanza di altre modalità
  • Fanservice eccessivo
  • Telecamera fastidiosa in alcuni stage
Project X Zone 2
3.9

Una piccola gemma per nostalgici e amanti dei crossover

Project X Zone 2 è il classico titolo che potrebbe benissimo essere discusso durante una serata al pub con alcuni amici e alcune birre. Ipotetici quesiti e affermazioni tipo “Vi immaginate Phoenix Wright in team con Kazuma Kiryu e Goro Majima?” oppure “Pensate se la pubblicità di Sakura Wars con Segata Sanshiro prendesse veramente vita in un videogioco!” prenderanno vita in questo gioco, inadatto per chi cerca un prodotto perfetto e vario ma all’altezza per chi cerca dialoghi e interazioni fra personaggi appartenenti a serie diverse e vuole cimentarsi in un RPG strategico spassoso ma veramente semplice. Da recuperare senza dubbio, magari quando scenderà di prezzo.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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