Se seguite con attenzione il panorama shojo avrete certamente sentito parlare di I see your face, opera scritta e disegnata Rumi Ichinohe che ha recentemente vinto il premio per la categoria shonen ai Kodansha Manga Awards. L’autrice, nota per vari titoli sentimentali/scolastici che pubblica dal 2012 (per Kodansha) era però ancora inedita in Italia, finchè Musubi Edizioni ci ha fatto dono della sua ultima opera.
Che sia la volta buona per la mangaka per appassionare il pubblico italiano? Scopritelo come sempre con la nostra recensione di I see your face – Guardando il tuo profilo!
- Titolo originale: きみの横顔を見ていた (Kimi no Yokogao wo Miteita)
- Titolo italiano: I see your face – Guardando il tuo profilo
- Uscita italiana: 4 aprile 2025
- Uscita giapponese: 2022
- Numero di volumi: 4 (in corso)
- Casa editrice: Musubi Edizioni
- Genere: Scolastico, sentimentale
- Disegni: Rumi Ichinohe
- Storia: Rumi Ichinohe
- Formato: 12.6 x 18 cm, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero
- Numero di pagine: 209
Abbiamo recensito I see your face – Guardando il tuo profilo tramite volume stampa fornitici gratuitamente da Musubi Edizioni.
Innamorati di me!
Questa ordinaria storia scolastica inizia seguendo le gesta di Hikari Mori, soprannominata Piichan, una studentessa al primo anno di liceo piuttosto attenta al suo aspetto esteriore, ma senza particolari segni distintivi. Non è una che si fa notare, e non socializza molto con il resto della classe, ma le piace comunque conversare con i suoi compagni, e in particolare con la sua amica Mari: la conosce sin dall’infanzia e la considera la più carina della classe, per questo fantastica su di lei come se fosse la protagonista di un manga shojo. Un giorno le due vengono avvicinate da una coppia di ragazzi dello suo stesso anno, Asagiri e Ootani: quest’ultimo pare essersi innamorato proprio della sua amica, ma Mari è timidissima e difficilmente si presta a conversare con gli sconosciuti.
Pregustando di vedere realizzata questa relazione, Mori si propone di fare da intermediaria, facendo in modo che i due possano conoscersi e parlare a pranzo, nelle sessioni di studio o al rientro dalla scuola. Tutto sembra procedere alla perfezione, sino a quando qualcosa accade nel cuore della ragazza: dapprima sono solo alcuni sguardi indiscreti, ma poi il desiderio di essere apprezzata e notata Ootani cresce sempre di più, sino a diventare un sentimento impossibile da ignorare. Cosa deciderà di fare la nostra “ragazza comune”? e come proseguiranno le interazioni tra Mari e il suo pretendente? Per scoprirlo dovrete leggere il volume e seguire gli sviluppi di questo inconsueto triangolo amoroso che si preannuncia ricco di emozioni.
Dal cuore agli occhi
Il romanticismo a livello scolastico è un aspetto che viene indagato praticamente da quando sono nati i manga, ma Rumi Ichinohe ci dimostra che c’è sempre modo reinterpretare queste situazioni, elevandole: anche qua abbiamo sin da subito il classico triangolo amoroso, nonostante gli approcci innocenti e quasi goffi; così come la ragazza insicura che si nasconde nell’ombra della più bella della classe. La delicatezza con cui vengono rielaborati questi fattori rendono tuttavia l’opera fluida e accattivante, come l’acqua di un bicchiere quando sei assetato. L’autrice cucina il lettore a fuoco lento, presentando inizialmente una situazione di semplice vita scolastica, da tipico slice of life, prima di infiammare la narrazione con dilemmi emotivi e sviluppi relazionali.
Come avrete intuito dal titolo questi sentimenti passano principalmente attraverso gli sguardi, sia quelli lanciati di nascosto, soffocando la vergogna, che quelli ricercati, con Hikari che inizia a desiderare di essere ammirata come la sua amica; in questa inconsueta (e per ora sottointesa) rivalità fa capolino anche la questione puramente fisica: Piichan vede Mari come una privilegiata, essendo dotata di occhi a doppia palpebra, e non quelli monolidi (dove manca la piega visibile sopra le ciglia) tipici delle popolazioni asiatiche; una questione di poco conto per noi, ma non per i giapponesi, dove l’intervento chirurgico per correggere questo aspetto va alla grande, essendo un vero e proprio ideale di bellezza. Insomma, seppur in questo primo volume non ci siano praticamente contatti (il corpo quasi non conta, e viene persino sfumato nelle scene del bagno), i semi dell’attrazione fisica sono disseminati qua e là nello shojo, colpendo lo sguardo oltre che il cuore.
“Essere nella media non è male”
Il manga, oltre che essere un delicato racconto romantico, è anche ricco di riflessioni psicologiche; la più importante è forse legata a Hikari, e alla sua mancanza di spirito di competizione: normalmente una protagonista ci viene mostrata sin da subito con qualche eccellenza, che sia nello studio o nelle capacità individuali, o tuttalpiù dopo aver toccato il fondo in qualche ambito della sua vita scolastica e non; la liceale Mori invece ci viene presentata come una ragazza comune: lei stessa si descrive dicendo di avere voti nella media e prestazioni atletiche nella media, così come capacità musicali nella norma (suona il corno) e un aspetto che passa inosservato. Nei primi capitoli dichiara che le piace vivere come un personaggio secondario, ma poi questa convinzione si tramuta in un grido soffocato che chiede di essere notata e ricambiata, in particolare da parte di Ootani, del quale si sta innamorando.
Il punto di svolta sembra proprio il riconoscimento delle sue abilità come musicista: suona il corno, uno strumento scelto in un modo che vi potrebbe sembrare stupido (ma sono certo che anche voi avrete fatto cose simili nel periodo scolastico), ma nonostante ciò si allena con costanza e impegno. Quando il professor Matsidara ne riconosce le abilità e la promuove, sentendosi dire che è brava, ne gioisce, e nasce in lei quel desiderio di farsi notare. Non credo sia un caso che la ragazza sembri sorridere più spesso col proseguire del manga. Se questo suo nuovo spirito vi catturerà, sarà merito anche della simpatia che ha raccolto, seminando piccole citazioni per nerd: riferimenti al mondo pop, come alla band degli Yorushika, allo Studio Ghibli, o ai manga, aggiungono quel tocco di empatia che ci spingerà a supportarla.
Tutto quello che può trasmettere uno sguardo
Collegato al concetto degli sguardi si sviluppa tutto lo stile dell’autrice, che va a riempire le pagine di primi piani, con volti dettagliati e iridi di grandi dimensioni. Sotto questo punto di vista vi ricorderà certe scene di Nina, the Starry Bride, dove gli occhi sono centrali nella narrazione, stessa, oppure A Sign of Affection: questo secondo riferimento ne condivide anche la metodologia narrativa, con l’opera che passa per l’espressività dei personaggi prima che per i dialoghi. Abbiamo volti delicati, candidi, spesso contornati di rossore, dove l’attenzione viene catturata da labbra morbide e soprattutto da iridi ricche di minuzie, sfumature e luccichii degni di una ripresa cinematografica. L’attenzione ai dettagli si nota anche quando uno dei due ragazzi afferma di avere un solo occhio monolide, e in quel momento, rileggendo il manga, noti che effettivamente è così. Le inquadrature sfruttano tutte le sfumature di grigio ed evitano contrasti netti, conferendo un’atmosfera sognante e piacevole, che ben accompagna le note romantiche di questo primo volume, ancora senza drammi evidenti.
Volendo essere puntigliosi, ci sono due aspetti del disegno che stonano leggermente: da un lato abbiamo un’eccessiva somiglianza tra i due protagonisti maschili, che può disorientare il lettore (ma non sappiamo se è voluta per questioni di trama) tanto che inizialmente farete un po’ di fatica a capire quale dei due è il diretto interessato nei discorsi amorosi; dall’altro abbiamo invece troppi sfondi bianchi, semplici e uniformi, una scelta quasi scuramente voluta, per aumentare l’attenzione sugli sguardi dei personaggi, ma che avrebbe potuto offrire di più. In ogni caso sono inezie di fronte alla qualità generale delle illustrazioni, davvero eccellente.
Hikari sembra una ragazza del tutto ordinaria, un po’ timida e un po’ introversa, che ama sognare ad occhi aperti. Quando cerca di far avvicinare Mari, la sua migliore amica, e il compagno di classe Ootani, si domanda se non tocchi anche a lei desiderare di innamorarsi.
A chi consigliamo I see your face – Guardando il tuo profilo?
Se vi sono piaciute le opere precedentemente citate e siete amanti degli shojo credo che questo titolo possa fare per voi. Nonostante non sia il mio genere preferito ne ho letti tanti, e posso dirvi che l’opera rispecchia la freschezza e le tinte delle nuove serie, ma anche il lento sviluppo e la costruzione classica di quelle meno recenti. Se cercate un’opera dove tutto avviene subito e che parta col botto potreste rimanerne delusi, ma se invece apprezzate i titoli che costruiscono la trama a partire dalle atmosfere, come estremizzando potrebbe essere un Girls From the Other Side, dategli una possibilità perché se la merita. Per quanto riguarda il volume in generale, ho trovato le traduzioni piacevoli, e la qualità di questo formato di Musubi è ottima. Possiamo quindi accettare anche il prezzo leggermente sopra la media (7,90 euro).
- Disegni di qualità
- Storia classica, ma reinterpretata in modo davvero piacevole
- Rappresentazione intrigante dell’amore a prima vista
- Narrazione lenta
I see your face - Guardando il tuo profilo
Un titolo che si giudica dalla copertina
Normalmente non ci si dovrebbe basare sulla prima immagine di un volume per capirne le potenzialità, ma in questo caso il primo piano di Hikari ci dice tutto: una figura curata, delicata e sognante, con lo sguardo verso un ideale e gli occhi di chi desidera una relazione vissuta appieno. I see your face di Rumi Ichinohe si distingue infatti per un approccio misurato e leggero al genere romantico/scolastico, che non è il solito rom-com, ma qualcosa di finemente costruito: il tempo scorre lentamente, a piccole dosi, e sembra che nulla avvenga, ma una volta terminato il volume in realtà vi accorgerete che tutto è già stato detto, sia per gli intrecci presenti all’interno del gruppo, sia su dove la storia voglia andare a parare. L’elevata qualità tecnica dell’autrice e del suo modo di rappresentare i personaggi si intriga poi perfettamente nella trama, rendendo questo titolo un ottimo shojo, simile ai principali successi che avete già letto, ma diverso per metodo narrativo e impatto.
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