Persona 5: Q/A con il character designer Shigenori Soejima

Persona 5

Durante il primo giorno dell’E3 al padiglione ATLUS si è tenuto una conferenza su Persona 5, gioco in arrivo in Giappone il 15 settembre e in Nord America su PlayStation 4 il 14 febbraio 2017, in cui il character designer della serie Shigenori Soejima ha risposto ad alcune domande fatte dai fan. Queste sono state poi raccolte da RPG Site, presente alla conferenza: vediamole un po’ insieme.

Shigenori Soejima

D: Da dove arriva il suo stile?

Ho iniziato a lavorare al design di Persona 5 durante lo sviluppo di Persona 4, prendendo la forma attuale e distaccandosi da P4 man mano che la storia prendeva forma.

D: Il design delle uniformi scolastiche è molto aggressivo, è stata difficile la scelta del colore?

Il rosso non è stato scelto come colore predominante fin dall’inizio. In Persona 3 era il blu mentre nel 4 era il giallo. Il rosso è un colore estremamente passionale per questo è stata una scelta naturale per Persona 5.

D: Persona 3 e Persona 4 erano ambientati in un paesino di campagna, è la città a darvi più libertà d’azione?

Spero che giocando a P5 possiate avere un assaggio di come sia vivere a Tokyo, sarà molto diverso in confronto alla periferia.

D: Quale sarà il personaggio più popolare di Persona 5?

Non capisco ancora come sia possibile creare un personaggio popolare. La prima impressione è quella che conta e spero possiate apprezzare tutti i personaggi del gioco.

D: Vediamo spesso i suoi personaggi indossare delle cuffie. C’è un motivo particolare dietro questa scelta?

Sì, in P3 il protagonista le usa per estraniarsi dal mondo esterno e dalle persone, in P4 invece Yosuke le utilizza perchè sono un accessorio popolare. La musica è una parte fondamentale di Persona e mi piace avere sempre un personaggio che si connetta con quest’aspetto del gioco.

D: Quando disegna un personaggio cos’è più difficile? Partire da zero o aggiungere delle caratteristiche uniche?

Partire da zero è la cosa più difficile. Non è solo questione di creare un personaggio, la cosa più difficile è creare un gruppo armonico che funzioni bene in quanto tale. Bisogna prendere in considerazione lo stile finale dell’intero party.

D: Lei vive a Tokyo. Pensa che qualcuno dei suoi conoscenti possa comparire nel gioco?

Creo personaggi che possono esistere nella realtà ma non prendo spunto da persone realmente esistenti. Vedo tanti tipi di persone differenti e cerco sempre di prestare attenzione a tutti i dettagli, in modo da poter creare dei personaggi che siano il più possibili realistici per Persona 5.

D: La rende nervoso la creazione di un nuovo Persona che continuerà il franchise?

Sì, ammetto che c’è della tensione nell’aria. Allo stesso tempo però la maggior parte delle persone che lavorano al gioco è la stessa di sempre come Hashino (il game director) e Meguro (il compositore). Ma le aspettative sono veramente alte in quanto è passato tanto tempo dall’uscita del capitolo precedente.

D: Sono passati otto anni dall’uscita di Persona 4 e ci sono stati tanti cambiamenti nel mondo. Quali differenze ha visto nelle nuove generazioni?

I teenager non sono cambiati poi così tanto. Ma l’ambiente differente è ciò che incide sul loro comportamento. Ci sono metodi differenti di comunicazione a seconda dell’ambiente in cui vivi, e vogliamo che Persona 5 rifletta queste differenze.

Fonte: E3 2016 via Persona Central

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Federico Schirru
Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.
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