RaiRaiRai – Recensione del primo volume

Abbiamo Recensito RaiRaiRai, opera sci-fi di Kei Yoshiaki, che mixa ironia e tinte postapocalittiche

RaiRaiRai – Recensione del primo volume

Se siete dei nostalgici di quei manga fantascientifici vecchio stile, con alieni, decapitazioni e strani macchinari, allora potreste dare una una possibilità a RaiRaiRai, nuova opera scritta e disegnata da Kei Yoshiaki, nominata nel 2024 per la categoria web dei Next Manga Awards (Tsugi Manga).

Uno sci-fi con un inizio scoppiettante e particolare, con tanta comicità che vi disorienterà in più punti. Saprà tutto questo appassionare il pubblico italiano? Scopritelo come sempre con la nostra recensione!

RaiRaiRai – Recensione del primo volume

  • Titolo originale: 雷雷雷 (Rai Rai Rai)
  • Titolo italiano: Rairairai
  • Uscita italiana: 24 settembre 2025
  • Uscita giapponese: 2024
  • Numero di volumi: 6 in corso
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: Fantascienza, azione, commedia
  • Disegni: Kei Yoshiaki
  • Storia: Kei Yoshiaki
  • Formato: 13.5 x 19 cm, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero
  • Numero di pagine: 192

Abbiamo recensito RaiRaiRai tramite volume stampa fornitici gratuitamente da J-POP Manga.

Distruggiamo i terrestri!

Il manga inizia sulle note di un mondo decadente, segnato dai risvolti di una guerra contro gli alieni che ha lasciato cicatrici profonde: nonostante siano passati 50 anni, la società umana è ancora alle prese con residui come parassiti e carogne spaziali che minacciano l’ecosistema e gli abitanti. Sumire Ichigaya, la nostra protagonista, lavora proprio in una delle aziende che si occupano di disinfestazione, per ripagare un enorme debito; un giorno Sumire viene però rapita dagli alieni, che svolgono su di lei uno strano esperimento: si sveglia in un cerchio di grano con dei vaghi ricordi, ma nessuno le crede e così lei prova a proseguire normalmente con la sua vita.

Tutto cambia quando un potere inquietante si manifesta nel suo braccio destro. Questa forza incredibile, dotata di una volontà propria, inizia a devastare tutto ciò che ha attorno: l’entità promette alla ragazza di spezzare le sue catene e di aiutarla a sopravvivere, ma quando questa accetta, prende completamente possesso del suo corpo. Qui entrano in gioco le forze sterminatrici della Raiden, comandate dall’abile Hazuki Sayama, intervenute per fermare la minaccia aliena. Decapitata, Sumire riacquista la ragione, ma viene catturata e portata al laboratorio per delle analisi: riuscirà la ragazza a chiarire la sua situazione e soprattutto a tenere sotto controllo l’essere alieno che sta infestando il suo corpo e che vorrebbe solamente seminare devastazione? Scopritelo leggendo i prossimi volumi di questa serie.

Un dualismo surreale

Se c’è una cosa chiara di questo primo volume, fatto di continui scontri, è che molto del succo si giocherà sul dualismo tra il vero Io di Sumire e quello dell’entità che convive con la ragazza (un po’ come per Dandadan), soprattutto in chiave ironica e surreale.

La protagonista, nonostante sia solo diciottenne, ha già visto gli aspetti più cupi della vita: povertà e debiti ereditati da un padre violento, un lavoro denigrante e sottopagato, e una vita in solitudine in una società che non si accorge di lei. Una condizione difficile, che si contrappone con la normalità nella quale cerca di immergersi. Anche quando nella sua vita irrompe l’entità aliena che la infesta (di nome Shi) lei fa di tutto per rimanere nel mondo “convenzionale”, nonostante quest’ultimo sia già così surreale da risultare spesso difficile da digerire… la normalità con cui tutti gestiscono violenza e residui alieni ne è un buon esempio.

Lo stesso carattere di Sumire è contraddittorio: odia la violenza per i suoi trascorsi, ma è costretta dagli eventi a farne ricorso per salvare se stessa, oltre che per impedire agli alieni, incluso il suo “partner”, di sterminare gli umani; qui si gioca un ulteriore dualismo tra la diciottenne, che si trova involontariamente a interpretare il ruolo dell’eroina, e l’alieno, che mente in continuazione nel tentativo di distruggere tutto, come un vero supercattivo. Insomma, qui si giocano la maggior parte dell’ironia e del cinismo dell’opera, con gag tragicomiche che potrebbero tranquillamente appartenere a un protagonista dotato di due personalità, e che invece ci vengono riproposte nel classico piatto alieni contro umani.

Frammenti di realtà

Il secondo punto d’impatto del volume è probabilmente legato al worldbuilding, ben delineato quando serve, appena accennato in altri casi, ma capace di offrire parecchi spunti già trattati in opere precedenti (Kaiju No. 8, Fungus and Iron, Wild Strawberry e molti altri). Il setting è quello classico, post-bellico e apocalittico, in cui gruppi militari (come la Raiden) si occupano di mantenere agevole una vita quotidiana comunque innaturale. Non abbiamo nulla di particolarmente originale, ma si adatta bene alla storia, creando una cornice funzionale al tono ironico e straniante della narrazione. Gli esempi sono innumerevoli: il lavoro da sterminatrice di Sayama, con la sua freddezza, cozza con la gioia che prova pensando a un bento ramen gratis; la devastazione del paese viene ignorata dal presidente Densuke Isurugi, che gioca a golf (sicuramente con un pizzico di critica al sistema economico attuale); e anche Sumire, che non vuole combattere, decide quasi subito di accettare il lavoro alla Raiden per pagare i suoi debiti. Insomma, non ci sono spiegoni, introspezioni eterne o lunghi discorsi sulla moralità, perché in molti casi si decide per puro opportunismo… molto moderno, e azzeccato.

In tutto ciò però, la presenza degli alieni sembra quasi passare in secondo piano: sai che ci sono, come i giganti in Attack on Titan, ma tutto ruota attorno ai desideri umani di chi pensava di avere una vita difficile ma ordinaria, e si trova a convivere con l’orrore. La loro ricerca non è il motore della storia, ma lo sono il denaro e il tentativo di salvare Sumire dall’esperimento che l’ha modificata… ci stà, per carità, ma molti potrebbero non apprezzare questo aspetto. Mi posso già immaginare una serie di missioni per uccidere alieni dietro lauti compensi, in stile MagiLumiere, che mostreranno come in questo volume una discreta dose di sangue e mutilazioni, dove la ragazza tenterà, con la sua apparente carineria, di salvare tutti. A tal proposito, la combo “ragazzina provocante contro i mostri” (vedasi copertina del volume) è sia una buona base sia per attirare l’attenzione del pubblico, sia per le scene comiche, forse strizzando l’occhio a tutti quei lettori cresciuti con Ranma, a cui inevitabilmente va il pensiero.

Desiderio di libertà

Come per la vignetta iniziale che si rifà a “La libertà che guida il popolo” della rivoluzione Francese, anche la storia parte col botto, con un ritmo veloce che incalza il lettore: dalla prima pagina, con l’esperimento a colori, fino all’azione pura dell’alieno poche pagine dopo, abbiamo tanti scontri e tratti demenziali. In tutto ciò, le espressioni facciali date dal tratto di Yoshiaki (che mi ricorda un mix tra quelle di Soul Eater e Chainsaw Man) sono sicuramente buone per trasmettere le emozioni dei personaggi, con i loro stati di indifferenza o stupore. Ma forse il paragone è ancora più netto con Q Hayashida (da Maken X a Dai Dark), con la quale condivide non solo gestualità dei personaggi, la loro siluette e le scene psichedeliche/splatter, ma anche tratti del background, che rimane comunque molto meno cupo e frastagliato. Parlando di tinte dark infatti, le tonalità di bianco e nero sono abbastanza bilanciate e delicate, adatte più a uno shonen, con la maggioranza delle vignette bianche e leggere tonalità di grigi, mentre lo scuro viene usato per dare maggiore impatto ai personaggi, come nel caso dell’armatura di Sayama. Il tratto è generalmente pulito e coerente, con uno stile forse un po’ datato, compreso l’uso di caricature dei personaggi nelle scene più comiche.

Infine, nonostante l’autore prenda evidentemente spunto da Dandadan (con il quale condivide umorismo distorto e l’inizio basato sul rapimento alieno) e da Kaiju No. 8 (per la possessione della protagonista e i combattimenti), l’opera sfiora solamente questi titoli, cercando il suo spazio, ma anche in termini di qualità generale. Infatti, pur con molti ottimi spunti, spesso non originali, la trama appare caotica, come un grande calderone di idee inserite troppo presto, che si regge sulla protagonista e sui suoi patemi da commedia, condita con parecchie scurrilità.

Sono trascorsi 50 anni dalla guerra con gli alieni e una nuova minaccia sta per abbattersi… su una ragazzina! Sumire Ichigaya, 18 anni, trascorre i suoi giorni alle dipendenze di un’agenzia scacciaparassiti alieni per ripagare i debiti accumulati del padre. Quando viene rapita da un UFO, però, la sua vita viene completamente rivoluzionata!Acquista RaiRaiRai il tuo profilo su Amazon seguendo questo link e supporta Akiba Gamers!

A chi consigliamo RaiRaiRai?

Non sarà l’opera del secolo, ma RaiRaiRai potrebbe essere un buon intrattenimento per i fan dello sci-fi, in particolare per chi è legato ai manga anni 90′-2000, dove azioni anche violente si mescolano alla comicità, con siparietti che sembrano un po’ fuori luogo. Se avete adorato opere con protagonisti disillusi (come alcune di quelle citate in precedenza), con bizzarrie, cinismo e scenari apocalittici, questo titolo può fare per voi, mentre potrebbe non piacere a chi è più un “purista” di fantascienza/alieni, in stile Nihei o come in Kiseiju, tanto per fare due esempi. Al prezzo di 6,90 euro comunque una possibilità al volume uno potete darla (qualità standard di J-POP, che è sempre alta).

  • Tanta azione e ritmo sostenuto fin dalle prime pagine
  • Buoni personaggi, anche secondari, che creano empatia
  • Narrazione e situazioni molto dirette

  • Alcune gag possono risultare eccessive
  • Poca originalità e molti cliché
RaiRaiRai
3

Una convivenza difficile

RaiRaiRai è un’opera caotica e intrigante, che sembra puntare molto sull’impatto immediato: un volume frenetico, ironico, sopra le righe, capace di intrattenere e offrire vari sorrisi, ma che mostra comunque i suoi limiti, sia a livello di originalità che di costruzione. La quantità di idee introdotte è elevata (forse eccessiva) e c’è il rischio di confondere il lettore, con poca concretezza o sensazioni di déjà-vu nei confronti di titoli più famosi, almeno recentemente. Ci sono stonature, ma la melodia del manga si compone sulla protagonista e sul tono cinico/comico con il quale affronta un mondo assurdo e violento, in modo leggero e coerente. Ci sono ritmo e del potenziale per una storia diversa dal solito, anche per chi è abituato a  sci-fi più dark, di tutt’altro genere. In conclusione, tra comicità, conflitti, parodie e personaggi stereotipati (ma con i quali è molto facile empatizzare), quest’opera merita almeno una possibilità, perché questo mondo distopico può sempre maturare, così come il rapporto tra Sumire e il suo ospite alieno!

Scrittore per passione, dopo aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, manga e fumetti, l leggende celtiche, e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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