GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

A due anni dall'annuncio è finalmente arrivato GUILTY GEAR -STRIVE-, ultima iterazione della più importante saga di combattimento di ARC SYSTEM WORKS. La nostra recensione!

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

Sin dalla mia infanzia, passata tra sale giochi e lidi sulle coste pugliesi, la mia unica fissazione era quella di trovare un picchiaduro da poter giocare, anche a costo di spendere tutto il denaro affidatomi per comprare qualcosa al bar. L’importante era sconfiggere più avversari possibili, così da sentirmi il più forte in assoluto. È cominciato così il lungo percorso di perdizione che mi ha fatto provare i più disparati titoli, come Breakers o Kizuna Encounter, tolti gli scontati The King of Fighters e Street Fighter. Ma il passaggio all’adolescenza, in maniera inversamente proporzionale alla comparsa dei primi peli sul mio corpo, ha sancito per per sempre la scomparsa le sale giochi. Fui costretto a passare definitivamente al gaming casalingo, e fu in quel momento che scoprii una delle saghe che tutt’ora mi porto dentro e che mai dimenticherò: GUILTY GEAR. A distanza di anni e dopo numerosi titoli creati dal Team Red, divisione di ARC SYSTEM WORKS, possiamo finalmente mettere mano sull’ultima incarnazione della saga di Daisuke Ishiwatari, alla quale non ha solo contribuito come creatore, ma anche come compositore. Parliamo di GUILTY GEAR -STRIVE-, seguito del fortunato quanto riproposto GUILTY GEAR Xrd che vanta, oltre della versione base, due revisioni per l’appunto Revelator e Rev2.

Ma non indugiamo oltre e immergiamoci nel picchiaduro più rockeggiante che esista: GUILTY GEAR -STRIVE-.

GUILTY GEAR -STRIVE- Recensione

  • Titolo: GUILTY GEAR -STRIVE-
  • Piattaforma: PlayStation 5, PlayStation 4, PC / Steam
  • Versione analizzata: PlayStation 4, PlayStation 5
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2
  • Publisher: ARC SYSTEM WORKS, BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: ARC SYSTEM WORKS
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 8 giugno (early access), 11 giugno
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: annunciato un Season Pass con 5 nuovi personaggi e altri contenuti
  • Note: la Digital Deluxe Edition, contenente artbook e colonna sonora digitali, verrà lanciata in early access l’8 giugno

Abbiamo recensito GUILTY GEAR -STRIVE- con un codice PlayStation 4/PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da ARC SYSTEM WORKS tramite BANDAI NAMCO Entertainment.

Il gioco in esame è stato annunciato da ARC SYSTEM WORKS durante l’EVO 2019 con il titolo provvisorio di New GUILTY GEAR e con l’uscita prevista durante il corso dell’infausto 2020. La pandemia, purtroppo, ha costretto la casa di produzione a rinviare più volte il titolo, trovando finalmente una data di uscita fissata per oggi, 8 giugno, in early access per tutti coloro che hanno prenotato le versioni Deluxe e Ultimate Edition. Tutti gli altri potranno finalmente giocarci solamente a partire dal prossimo 11 giugno, street date ufficiale del gioco.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

I don’t need a new world order.

A differenza del suo predecessore, le modalità presenti all’interno si limiteranno a quelle tipiche di qualsiasi picchiaduro che abbiamo potuto provare almeno una volta nella vita: Arcade, Versus (sia online che non) e Survival, mentre la modalità storia verrà narrata attraverso un lungo filmato, senza bisogno di metter mano al pad. A proposito di questa modalità, Ishiwatari, in un’intervista rilasciata a Eurogamer ha spiegato il motivo per cui si è optato per un filmato non intervallato da combattimenti, dichiarando che ha preferito che tutti possano godere della storia senza alcuna difficoltà nei vari incontri proposti. Purtroppo non concordo con quanto detto e realizzato, in quanto  il giocatore potrebbe non essere coinvolto totalmente nella trama, essendo a tutti gli effetti opzionale, a differenza di Xrd, che aveva sì un lungo filmato non interrotto da fasi di gameplay, ma che dedicava una storia a ogni singolo personaggio ambientata prima di esso.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

Questa volta le vicende dei vari personaggi  troveranno rifugio nella modalità Arcade, e con somma delusione il tutto si svolgerà tramite due brevi e poco appaganti skit composte da qualche linea di dialogo prima o dopo determinati scontri. In questa modalità vedremo anche combattere insieme due personaggi contro un nemico comune, un elemento che ho apprezzato tantissimo e che mi piacerebbe venisse implementato come opzione di gioco vera e propria, magari in uno dei prossimi aggiornamenti previsti nei mesi a venire. Questo passo indietro sulla modalità dedicata ai singoli personaggi lo si avverte e non poco, perché una volta finiti gli incontri riceveremo in premio solo una schermata che riporta un generico “To Be Continued” seguita dal classico Game Over. Non di certo così entusiasmante quanto ci si aspettava, specialmente se nel precedente capitolo si è data molto importanza, oltre che agli incontri veri e propri, alla storia di ogni singolo personaggio presente, con tanto di filmati realizzati con grafica in-game che intervallavano gli incontri.

In aggiunta al lungo filmato comprendente la storia di questo capitolo, è presente la sezione Mondo di GG, che comprende un glossario con tutti i termini proposti e brevi biografie dei personaggi, la cronistoria con tutti gli eventi più importanti e l’albero delle relazioni tra tutti i personaggi del passato e presente di GUILTY GEAR.  Torna anche la modalità Dojo, composta da Tutorial, dove impareremo il minimo indispensabile per poter giocare, la modalità Missione, dove dovremo completare diversi obbiettivi proposti che fungeranno anche da tutorial avanzati e infine la modalità Allenamento.

Passando alla modalità Incontro Online troveremo la prima vera novità, una lobby completamente rinnovata che abbandona l’esplorazione 3D, e abbraccia quella bidimensionale con tanto di avatar in pixel art personalizzabile in ogni sua parte, dall’altezza all’arma equipaggiata, con il quale potremo esplorare sia i vari piani della Torre, che il Parco. Prima di menar le mani online saremo costretti a terminare un piccolo tutorial che ci illustrerà il funzionamento della Torre, i cui piani, dieci per l’esattezza, rappresentano l’andamento delle nostre vittorie o sconfitte. Più vinceremo, più avremo la possibilità di raggiungere il piano successivo, venendo sconfitti torneremo invece a quello precedente, così da combattere sempre contro avversari alla nostra portata. Da non confondere con il livello personaggio, che aumenterà ugualmente combattendo, ma che non influirà in alcun modo su quale piano potremo lottare o procedere. A tutto questo si aggiungono la Piazza libera, dove potremo accedere a prescindere dal piano o dal livello personaggo, e una comodissima funzione: Segui. Dopo ogni incontro, oltre alla classica rivincita e al rientro in lobby, troveremo l’opzione per seguire il giocatore appena affrontato, così da sapere dove potremo trovarlo e affrontarlo nuovamente, una funzione molto comoda in quanto non saremo costretti ad aggiungerlo agli amici su PlayStation o Steam.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

Degno di elogi è il netcode di GUILTY GEAR -STRIVE- basato sul rollback, che elimina quasi del tutto il lag con l’avversario, sincronizzando l’input dei due giocatori. Come nel precedente capitolo, ma anche in altri picchiaduro ARC SYSTEM WORKS dotati di lobby, ci saranno delle postazioni dove collocare il nostro avatar in posizione di attacco, ci toccherà solo aspettare che un avversario ci sfidi. In determinate aree dei piani o del Parco sarà possibile spendere la moneta in game, guadagnata aumentando di livello o portando a termine la modalità arcade, per l’immancabile pesca, utile per ottenere nuovi oggetti per la personalizzazione del nostro avatar, ma anche tracce musicali tratte dai tutti i GUILTY GEAR e i trailer del gioco visionabili nella modalità Galleria. Se invece saremo stanchi di vagare nelle lobby alla ricerca di avversari, potremo creare delle stanze private in cui invitare i nostri amici oppure essere raggiunti da sconosciuti tramite la semplice funzione di ricerca per filtri.

SMELL OF THE GAME!

Se da un lato tornare indietro non è stato del tutto positivo, dal punto di vista del gameplay eliminare le due modalità di combattimento viste in Xrd Rev2, Stylish e Technical, ha reso il gioco decisamente più accessibile, andando una volta per tutte a eliminare le disparità del tipo. Cosa significa, in pratica? Il gioco può essere goduto sia dai veterani della saga, che ameranno l’introduzione alle nuove meccaniche e la ricerca per la combo perfetta sfruttando proprio queste ultime, sia dai quei neofiti che non si erano mai cimentati in un GUILTY GEAR. Ciò permette al gioco di avere un bacino d’utenza decisamente più grande e variegato, così da non favorire nessuna delle due parti in maniera particolare. Certo, la pratica e la costanza saranno le nostre migliori amiche durante le sessioni di gioco, ma non saremo obbligati a imparare combo così complicate per divertirci e vincere. Lo stesso Ishiwatari, elogiando il lavoro svolto in questo capitolo, ha fatto capire che la loro idea di fondo era quella di far divertire il più possibile tutti i giocatori, anche se alle prime armi, semplificando le combo e aumentando i danni per ogni singolo colpo, dando così la possibilità a tutti di lottare sino all’ultimo granello di vita.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

La meccanica su cui voglio spendere due parole è il Wall Break, una novità che potrebbe scombinare del tutto le sorti di un incontro. Ogni singolo stage presente nel titolo è composto da tre parti, ognuna delimitata da una barriera, che potrà essere distrutta mandandovi contro il nostro avversario più volte, sino alla rottura, e facendolo volare nell’area successiva con gli ulteriori danni che ne conseguono. Le possibilità di creare combinazioni di attacchi fini a scagliare via il nostro nemico saranno così infinite, e a volte capiterà che il tutto si concluda con un K.O. Ma non sarà l’unica maniera con cui potremo cambiare area. Grazie infatti alla pressione prolungata del tasto R1 seguita dal salto, lanceremo in alto il povero malcapitato che subirà un ulteriore attacco da parte nostra, e che lo farà precipitare inevitabilmente nell’area accanto. I veterani della serie ricorderanno che questo tipo di mossa era già presente, rimanendo nei limiti dello stage, ma apriva la possibilità alla creazione di combo aeree e di vero e proprio juggling, cioè il la meccanica che mantiene a mezz’aria il nostro avversario grazie a una serie tecniche, presente in tantissimi picchiaduro, uno su tutti TEKKEN.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

Il roster base di GUILTY GEAR -STRIVE- è composto da 15 personaggi, tra iconici, nuovi volti e ritorni decisamente tanto attesi. Ad oggi già sappiamo che durante il mese di luglio verrà rilasciato tramite DLC un personaggio inedito per la serie, mentre quello di agosto sarà un gradito ritorno. I due nuovi personaggi introdotti in -STRIVE- sono il Samurai Vampiro Nagoriyuki e la Guardia del Corpo del Presidente degli Stati D’Uniti Giovanna, accompagnata dal suo fedele spirito lupo Rei.

Nagoriyuki è un personaggio decisamente più difficile da gestire durante le prime ore, la velocità non è il suo forte, infatti manca dello scatto in avanti o indietro, compensato da un’abilità che gli permette di accorciare le distanze tramite una combinazione di tasti. I suoi attacchi, una volta andati a segno, danneggeranno notevolmente il nostro avversario — e non solo. Ogni attacco andato a segno o parato riempirà una porzione di un’apposita barra posta sopra quella della Tensione, che una volta caricata lo manderà in uno stato di Blood Rage, che da un lato potenzierà di tanto l’attacco, ma dall’altro consumerà in pochissimo tempo la salute. Non saper sfruttare al meglio questo arco di tempo per chiudere l’incontro potrebbe risultare in una nostra inesorabile sconfitta. Quindi attaccare con parsimonia e conoscere al meglio i suoi tempi è necessario per controllarlo al meglio. Giovanna invece è consigliata particolarmente per chi ama i personaggi veloci e a corto raggio, quasi completa in tutto e per tutto, pecca di pochissimi attacchi sulla distanza, ma una volta presa la mano non ne sentiremo affatto il bisogno. Alcune abilità le permettono di creare delle combo devastanti che potrebbero culminare in mosse speciali che lasceranno pochissimo spazio al nostro avversario, costretto a chiudersi in una serrata difesa nell’angolo dello stage.Sfruttando la meccanica del Wall Break avremo decisamente vittoria facile. Difetto del personaggio è che in molte occasioni potrebbe rimanere scoperto, e divenire la vittima dell’assalto nemico, quindi come per Nagoriyuki bisogna conoscere le tempistiche dei suoi attacchi.

A fare un gradito ritorno è Anji Mito, la cui ultima apparizione in forma giocabile risale a Guilty Gear XX e tutte le relative versioni aggiornate, ma si sente e intravede in qualche cutscene collegata alla storia di Baiken in GUILTY GEAR XRD REV2. Il suo stile di combattimento decisamente atipico è ispirato alla danza giapponese Mai, che rende i suoi leggiadri movimenti utili al fine di evitare gli attacchi nemici, sfruttando così il momentum per attaccare il proprio avversario. Un personaggio decisamente non adatto ai giocatori alle prime armi, ma se vi intriga l’idea di attaccare con due semplici ventagli, perché non dargli una possibilità?

Il roster, compresi i tre personaggi citati, è ben assortito e anche le vecchie glorie hanno subito qualche modifica per ovvi motivi di bilanciamento e di gameplay. Peccato che due di questi in particolare siano decisamente troppo sbilanciati, parliamo di May e Potemkin. La prima potrebbe attaccarvi ininterrottamente senza pause e l’estrema velocità non aiuta, il secondo non solo è potente, ma alcuni suoi attacchi ignorano quelli nemici, e l’unica maniera per fermarlo è quella di colpirlo due volte di fila in un arco di tempo estremamente breve. Questi due personaggi avrebbero bisogno urgentemente di essere sistemati a dovere, in quanto incontrarli anche nella semplice modalità Arcade o Versus potrebbe darci troppo filo da torcere. Immaginate un giocatore online che sfrutta questo difetto enorme per vincere facilmente. Mentre scrivo questa recensione il titolo è uscito sul territorio giapponese per via del fuso orario, e dopo un po’ di incontri (dove ho preso tante botte), mi è capitato di vedere alcuni giocatori con i personaggi succitati rimanere da soli più tempo del previsto, come se venissero in qualche maniera denigrati da tutti gli altri. Una problematica gravissima che si potrebbe risolvere con un aggiornamento ad hoc.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

That is bullshit! Blazing!

Se GUILTY GEAR Xrd, aveva introdotto la grafica 2.5D nella saga, -STRIVE- non solo la ripropone al meglio delle possibilità, ma la eleva tanto da rasentare la perfezione grazie al suo motore grafico, ormai prossimo alla pensione, Unreal Engine 4, che si comporta egregiamente sulle due generazioni Sony su cui abbiamo provato il titolo, raggiungendo i 60 frame al secondo senza alcun tipo di rallentamento, tranne che su PlayStation 4 durante i caricamento degli incontri, decisamente, ma ovviamente, più lunghi della controparte next-gen. Nonostante sia un picchiaduro, la regia dei combattimenti ha un ruolo fondamentale grazie alle fantastiche animazioni delle mosse speciali dei vari personaggi che culmineranno oltre che in spettacolari effetti, anche in cambi di telecamere e campi ristretti sui volti pieni di espressività. Anche il comparto audio è degno di nota, a partire dal doppiaggio affidato a un cast di tutto rispetto, uno su tutti Takehito Koyasu su Zato-1, sino ad arrivare alla colonna sonora che ci accompagnerà durante tutti gli incontri, affidata anche stavolta allo stesso creatore della saga, Daisuke Ishiwatari, a partire da Smell the Game!, brano di apertura del titolo decisamente carico di enfasi. Rimanendo nel tema audio, purtroppo il gioco non sfrutta più gli autoparlanti integrati nei controller PlayStation per riprodurre il nome delle modalità o l’annuncio a inizio round.

GUILTY GEAR -STRIVE- – Recensione

A chi consigliamo GUILTY GEAR -STRIVE-?

Come già detto in precedenza, grazie all’introduzione delle nuove meccaniche, GUILTY GEAR -STRIVE- è un ottimo punto di partenza per i neofiti del genere, ma anche della serie, ma veterani non disperate: anche voi come me potrete goderne appieno poiché il feeling creato dal Team Red è sempre lo stesso. Non mi sento di consigliarlo a chi preferisce dedicarsi alle modalità single player, in primis perché poche, e poi perché manca una modalità storia vera e propria con incontri integrati. Se però non vi crea problemi a seguire un unico filmato come se fosse un film, -STRIVE- è un gioco che fa decisamente per voi. Non dimentichiamoci degli assidui giocatori che si cimenteranno principalmente nella modalità online, supportato da un netcode quasi del tutto privo di difetti.

Un gioco nuovo di zecca della serie Guilty Gear™, dedicato a tutti i giocatori e ai fan dei giochi di combattimento. L’alta qualità della tecnica di animazione dell’acclamata serie Guilty Gear Xrd dà vita a una grafica 3D, ben mascherata dallo stile anime disegnato a mano (2.5D). I personaggi carismatici della serie sono stati completamente rivisitati e affiancati da molti nuovi personaggi. L’azione di gioco è stata rielaborata rispetto agli episodi precedenti. Tuttavia, il sistema rimane semplice da apprendere, ma è anche complesso, per chi vuole davvero padroneggiarlo.

Il gioco presenta numerosi brani rock composti da Daisuke Ishiwatari. La modalità storia, più lunga di un film, è pensata non solo per gli appassionati di Guilty Gear, ma anche per gli amanti degli anime.

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  • Graficamente eccelso
  • I nuovi personaggi sanno il fatto loro
  • La nuova e non dispersiva lobby

  • Bilanciamento non proprio ottimale
  • Le modalità single player sono poche
  • La storia sotto forma di filmato non è abbastanza
GUILTY GEAR -STRIVE-
4.3

Più rock che mai

Da grande appasionato della saga di GUILTY GEAR, non posso che ritenermi estremamente soddisfatto del risultato ottenuto dal Team Red e Daisuke Ishiwatari con questo GUILTY GEAR -STRIVE-. Riuscire a creare un titolo così completo dal punto di vista tecnico, ottimizzato alla grande su console PlayStation, non è stato affatto facile per via della pandemia ancora in corso, che purtroppo ha sancito il taglio di altrettanti contenuti che verrano rilasciati nei mesi a venire. Nonostante tutto, ci troviamo dinanzi al primo importante picchiaduro giapponese per PS5, e il peso di quest’onere si è sentito nella cura dei dettagli e della realizzazione di un nuovo gameplay, nuove meccaniche, una nuova lobby decisamente meno dispersiva e più pratica, nonché nuovi personaggi che sono già entrati nel cuore della community e che non sfigurano dinanzi alle vecchie glorie. Un titolo che qualunque appassionato di giochi di combattimento dovrebbe prendere in considerazione.

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Autore dei meme più memorabili, responsabile di pubbliche relazioni e marketing, è noto per il suo irraggiungibile odio verso FINAL FANTASY XV e per la trademark phrase che accompagna ogni suo video sul nostro canale: “Ma non indugiamo oltre.”

1 commento

  1. Ho giocato a tutte le Beta possibili ed il gioco non mi ha mai convinto interamente, quindi anche se col gioco “completo” hanno fatte delle correzioni a grandissime linee il gioco è sempre quello, ossia un titolo completamente diverso da quello che è sempre stato Guilty Gear ed io sono un appassionato tradizionalista, non mi piacciono gli stravolgimenti. Di conseguenza temo pure per i miei personaggi preferiti e se riconfermeranno Jam (la mia main) di sicuro sarà cambiata per adattarla a Strive “uccidendo” (passatemi il termine) il senso di riproporla. Quindi lo salto e spero in un nuovo capitolo tradizionale in futuro.

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