Kimishima: Nintendo Switch ha le potenzialità per supportare il VR

Tatsumi Kimishima, CEO Nintendo

La rivista statunitense TIME ha recentemente intervistato il presidente NintendoTatsumi Kimishima. Molte sono le cose chieste a Kimishima durante la discussione. Ha avuto molto da dire riguardo a Nintendo Switch, tra cui il suo servizio online, le riedizioni dei giochi Wii U, il browser per internet (al momento inesistente) e la realtà virtuale. Inoltre gli viene chiesto di un eventuale erede del Nintendo 3DS, della sua opinione sugli eSport e altro ancora.

Ecco alcuni estratti dell’intervista pubblicata su TIME. Se volete leggere la versione integrale, potete trovarla qui.

Sulla relazione con Shinya Takahashi…

Takahashi è partito come designer poi, riguardo alla sua carriera alla Nintendo, ha in realtà lavorato con vari team di sviluppo come coordinatore per svariati ambienti. Era lui quello che avrebbero tirato a mettere insieme tutte le cose disparate fra loro. Era quello il suo lavoro principale nei team di sviluppo.

Una cosa un po’ diversa fra, diciamo, il creatore di Donkey Kong e Mario, Miyamoto, e Takahashi, è che Miyamoto è noto per essere il padre di Mario, così come dei personaggi e dei giochi che ha aiutato a sviluppare. Per contrasto, Takahashi è una persona che copre davvero tutto. Non solo conosce individualmente un gioco, conosce la direzione in cui ne ha avuto luogo anche lo sviluppo così come l’ambiente alle sue spalle. È una persona che conosce il funzionamento di ogni gioco individualmente. Per questa sua storia e questa sua vasta conoscenza, ha tutta la mia fiducia nella sua ablità di continuare il suo lavoro.

Quanto alla mia relazione con Takahashi: quando avevamo Iwata come presidente, lui era il suo braccio destro, sostenendolo e dandogli informazioni sui progressi sullo sviluppo generale oltre che vari consigli direzionali, quindi la nostra relazione era più attraverso la finestra di Iwata. Non ero connesso direttamente a lui. L’ho conosciuto tramite Iwata, ed interagivamo così. Tuttavia, con la scomparsa di Iwata (nel luglio del 2015), ora ricevo io stesso da Takahashi lo stesso sostegno che diede precedentemente a Iwata. Quindi ora ho una relazione diretta con lui, più o meno come l’avevo in precedenza con Iwata.

Una cosa diversa rispetto a quando Iwata era presidente, è che Iwata era uno sviluppatore, quindi tramite lui scorreva anche lo sviluppo di alcuni hardware. Io non ho gli stessi trascorsi di sviluppatore, e Takahashi lavora anche con Shiota (Ko Shiota, capo del Reparto di Sviluppo della Tecnologia delle Piattaforme Nintendo), che si occupa dello sviluppo dell’hardware. Shiota lavora per Takeda (Genyo Takeda, il “Tecnologico” Nintendo e controparte del “Creativo” Shigeru Miyamoto). Quindi lo sviluppo di hardware e software e il suo intrattenimento generale avviene tutto sotto Takahashi, con questa costante comunicazione fra i due sviluppi. La cosa è diversa.

Riguardo al successo iniziale di Fire Emblem Heroes…

Ultima cosa: Fire Emblem Heroes è un free-to-play in cui poter acquistare oggetti. Meno di mezza giornata dopo la sua uscita, è stato scaricato più di un milione di volte, e oggi vediamo rivendite che arrivano a 5 milioni di dollari americani. Quello che voglio far capire è che sperimentiamo due tipi diversi di monetizzazione. C’è quello menzionato per Super Mario Run, e lo stile diverso utilizzato per Fire Emblem Heroes. Come risultato di questi esperimenti con gli stili di monetizzazione, stiamo ottenendo ciò che potreste chiamare sicurezza nei nostri sforzi nel business mobile.

Sulla possibilità che la strategia nascosta di Switch sia quella di dare chiaro e tondo qualcosa da comprare ai giocatori cardine per poi passare letteralmente a un più ampio pubblico…

Abbiamo guardato al lancio di Wii, a quello di Wii U, e nel corso del lancio di quei giochi e del supporto di quei prodotti, abbiamo imparato molto. Tutto il tempo, guardavamo avanti dicendoci: “Ok, come presenteremo, introdurremo e lanceremo Switch al pubblico?”. Credo che il pubblico veda che Nintendo fa qualcosa di diverso. Possono guardarlo e fare: “Ok, è una console dall’aria diversa”. Guardano il supporto di terzi, guardano cos’è che gli sviluppatori porteranno sulla console. La cosa è diversa, e poi la gente che avrà provato a caldo Switch potrà confermare questo credo attraverso l’esperienza personale.

Ora si diranno fra loro: “Ehi, questa è un’esperienza di gioco diversa. Una cosa che non abbiamo mai visto. L’ho appena giocata, e ora lo dirà ai miei amici, che lo diranno ai loro amici, e allora arriverà qualcun altro a giocare.” E se guardate il Super Bowl, dite: “Wow, guardate, Nintendo va proprio a tutta forza.” Abbiamo provato tanti modi diversi di trasmettere questo messaggio, è tutta una questione che la gente lo capisca.

Sul servizio online di Switch…

Finora abbiamo annunciato dall’autunno che il servizio online Nintendo sarà a pagamento, e abbiamo annunciato un prezzo che andrà fra i 2.000 e i 3.000 yen (fra i 16 e i 25 euro) all’anno. Abbiamo anche annunciato che gli amici riusciranno a giocare online, e potranno usare una app smartphone che permette di usufruire della chat vocale durante le partite.

Daremo altri dettagli, ma devo accertarmi che tutti capiscano che facciamo i salti mortali per essere sicuri che i nostri clienti abbiano un servizio che valga la pena pagare, quinsi facciamo molta attenzione per accertarci che sia, e qui mi ripeto, un servizio prezioso che apprezzino da parte nostra.

Credo che pensando alla concorrenza, credereste che 2.000 o 3.000 yen all’anno sia un po’ troppo a buon mercato. Ma siamo davvero dediti al portare il nostro business online al consumatore per un prezzo da mercato. Il gioco online su Switch sarà una fattore chiave del business, e abbiamo avuto molte discussioni interne per pensare a quello che fosse un prezzo ragionevole e su come legarci ai nostri clienti.

Pensiamo davvero che a discapito di quello che fanno gli altri o quali servizi vengano offerti, sia una battaglia di contenuti. Sentiamo che sia una questione di dare il prodotto al consumatore ad un buon prezzo che lo renda felice, e siamo disposti a vedere cos’altro fare andando avanti. Per noi è solo l’inizio, quindi ripeto, è una battaglia di contenuti. Pensiamo di avere il necessario per vincere direttamente quesyo scontro, e speriamo di dare più dettagli su questo servizio man mano che ci lavoriamo.

Sul fatto che Switch possa emulare i giochi Wii U o se dovranno esserci dei porting…

Potremmo prendere i giochi e renderli giocabili su Switch. Quindi potrebbero essere rifatti per Switch, sì.

Detto questo, Switch non è retrocompatibile con i giochi di altre console e, al momento non è compatibile con i controller di altre piattaforme. Stiamo considerando il supporto per certi controller in un aggiornamento futuro. In alcuni casi, giochi di console precedenti potrebbero riuscire per Nintendo Switch come versioni originali o migliorate.

Su Miiverse, eShop, e il browser internet…

Quanto a Miiverse, sebbene continui ad essere supportato su sistemi Wii U e Nintendo 3DS, il nostro approccio con Switch e di utilizzare altre piattaforme sociali preesistenti e ampiamente usate. Ad esempio, catturare screenshot di gioco da dividere su social network popolari, e caratteristiche sociali come la chat vocale sono disponibili con le app smartphone.

Poi, sul fatto che Nintendo eShop sarà supportato e funzionerà al lancio di Switch, possiamo confermare che al lancio sarà possibile acquistare e giocare software scaricati, ma non daremo ulteriori dettagli in merito. E in termini di browser per internet, visto che tutti i nostri sforzi sono profusi verso il rendere Switch una console incredibile dedicata ai videogiochi, non lo supporterà, almeno al lancio.

Sul fatto che Switch sia abbastanza potente o meno da sostenere il VR…

La risposta semplicissima è sì. L’abbiamo già detto, e sento che lo diciamo molto, ma ci interessa e facciamo ricerche in questo campo. La domanda, ovvio, è: “Qual è il modo migliore di portare la realtà virtuale ai nostri clienti come forma di intrattenimento?” non solo “Ehi, guardate! Che realismo!” o quel che sia, ma qual è il modo migliore di usare questa tecnologia per portare qualcosa di divertente ai consumatori? Ci stiamo sicuramente lavorando.

Sul successore di Nintendo 3DS

Al momento non stiamo creando un successore al 3DS. Tuttavia, pensiamo ancora alle console portatili. Pensiamo a modi di riuscire a tirar fuori il potenziale delle console portatili, quindi sì, pensiamo a modi diversi di continuare il business.

Sul fatto che Switch somiglierà più a una console portatile o casalinga…

Vogliamo che Switch venda a lungo, certo, e speriamo abbia davvero la forza di farlo. Detto questo, la tecnolgia progredisce rapidamente, quindi non dirò che abbiamo un team a lavoro sulla prossima console. Ma abbiamo persone che ricercano nuove tecnologie e pensano a nuove idee mentre parliamo.

Sugli amiibo…

Per quanto ci siano persone che cercano di collezionare amiibo, non vuol dire che ne faremo a tonnellate. Con Switch e Joy-Con, abbiamo un lettore NFC (Near Field Communication in wireless). Quindi il nostro scopo, piuttosto che produrre amiibo in massa per i collezionisti, e di creare una connessione migliore fra amiibo e gameplay.

Sugli eSport…

Pensiamo che gli eSport siano il business in cui molti consumatori vorrebbero ci cimentassimo ora e in futuro. Pensiamo che titoli come Splatoon 2 e ARMS pert Switch abbiano elementi adeguati per essere considerati eSport. D’altro canto, consideriamo cosa possano essere gli eSport alla Nintendo in termini di business, e le ricompense per l’esito della battaglia.

Sulla disponibilità di Switch…

Guardando la risposta dei consumatori, vediamo che i preordini per il day one hanno quasi raggiunto il massimo disponibile. Consegneremo le ordinazioni il prima possibile dopo il lancio, Il nostro piano tenendo conto delle previsioni finanziari e di spedire due milioni di unità per la fine di marzo, e aumentiamo la produzione. Speriamo di vedere un forte vantaggio di vendite come nel 2008 e nel 2009 (per Wii). In base a questa esperienza, abbiamo già iniziato a pensare a come progettare la produzione Switch per il 2017.

Sul fatto che l’ex presidente Yamauchi abbia detto che se Nintendo fosse mai stata incapace di procedere a modo suo, sarebbe dovuta finire…

L’ho sentito direttamente da Yamauchi. Disse: “Spetta a voi, ma dovete creare esperienze uniche, dovete fare cose che le altre compagnie non possono imitare, è questa la vostra missione.” Ed è questo che intendiamo fare.

La parola da lui usata fu intelligenza o artigianato, l’abilità di creare qualcosa di nuovo mai visto prima. Abbiamo questo DNA che scorre nell’edificio, scorrendo nella compagnia, non solo nell’hardware e nel software, ma in tutto quello che facciamo. E parte di ciò che ci porta a ciò è, ovviamente, la nostra gamma di IP.

Dobbiamo essere molto diligenti e attenti a come usiamo le IP, perché secondo me sono una risorsa limitata. Quindi dobbiamo espanderci e cambiare il modo di vedere le nostre IP, come usarle, come ne pensiamo di nuove. Dobbiamo pensare ai processi con cui coltiviamo quello spirito creativo, usando il loro DNA per creare cose uniche che non si possano imitare. E poi dobbiamo guardare agli altri, non solo quelli che accresciamo nella compagnia, quelli da fuori con grande abilità, tecnica e creatività.

Su come sia essere il presidente Nintendo…

Come già discusso, il mio compito qui a Nintendo è multiplo. Una delle cose che devo fare è, ovviamente, monitorare i progetti e accertarmi che vadano bene e che daremo frutto nel modo sperato in precedenza. Uno, ovviamente, è Switch, e ci prepariamo a farla uscire, quindi ritengo che quello a questo punto sia un sogno che abbiamo realizzato.

L’altra cosa di cui parlare è il coltivare i giovani talenti nella compagnia. Questi diversi sviluppatori che forse il pubblico non ha mai visto ma noi sì, e ora siamo stati capaci di tirarli fuori e presentarveli. Anche questa è una porzione del mio ruolo qui, e certo, qualcos’altro che vorrei aggiungere è pensare al futuro, a che uniche cose, che questi siano business o servizi o quelche possiamo portare da Nintendo. Ovviamente è un business bello tosto, ed un lavoro duro, ma se posso aiutare a creare almeno un’altra cosa unica Nintendo da portare nel mondo, credo sarò molto felice.

Fonte: TIME via Nintendo Everything

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Cristina Ciocchetti
Una normalissima bimba ultraventenne che ha trafficato con computer e videogiochi per tutta la vita. Nel tempo libero le piace scarabocchiare sul suo sketchbook.
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