Sword Art Online: Hollow Realization – Recensione

BANDAI NAMCO Entertainment ci riporta nell'universo di Sword Art Online per scoprire il mondo di Airground del nuovo Hollow Realization

Sword Art Online: Hollow Realization - Recensione

Sword Art Online: Hollow Realization - RecensioneAnno 2026. I server di Sword Art Online vengono riportati a nuova vita per l’arrivo di un nuovo VRMMORPG che prende il nome di Sword Art: Origin. Ritrovandosi in un mondo così familiare, il giovane Kirito farà la conoscenza di Premiere, un misterioso NPC di sesso femminile di cui dovrà scoprire le vicissitudini, accorgendosi di quanto questo nuovo gioco sia estremamente diverso da quello dal quale riuscì a fuggire alcuni anni prima.

MMO: Massive Multiplayer Online. Normalmente qualunque giocatore urlerebbe al miracolo qualora si riuscisse a trasporre questo particolare tipo di genere videoludico all’interno di una realtà virtuale: andare a caccia di mostri mai visti, esplorare mondi sconfinati, farci nuovi amici e compagni di viaggio… wow. Il solo pensiero di un gioco di questo tipo mi fa venire i brividi, ma dopo aver assistito alla storia di Sword Art Online, non posso negare che tali sensazioni siano condite da un amaro senso di prigionia e paura.

Durante il mese di maggio del 2025 il mondo assistette alla diffusione di un software che, per la prima volta nella storia dei videogame, permetteva di godere in prima persona delle meravigliose meccaniche che condiscono i giochi di ruolo multiplayer. Il suo nome? Sword Art Online, la cui storia e ambientazione ruotava intorno ad un misterioso castello volante caratterizzato da praterie, caverne e città: Aincrad. Per un susseguirsi di eventi spiacevoli e per la pazzia di un singolo uomo, Akihiko Kayaba, tutti i giocatori che erano soliti divertirsi all’interno di quel misterioso mondo vennero privati della possibilità di disconnettersi. Vi era un solo modo per tornare alla realtà: superare i cento piani di cui era caratterizzato il castello di Aincrad e raggiungere la cima di quel mondo ideale sviluppato dallo stesso uomo che decise di intrappolarvi al suo interno i suoi amati utenti. Ma questa è un altra storia, che abbiamo già vissuto in Sword Art Online: Hollow Fragment. Oggi siamo qui per discutere di un gioco che condivide ben più del semplice titolo con il promotore della saga sviluppata da Aquria. Ma prima di addentrarci all’interno di questa recensione, che vedrà un confronto diretto tra le due versioni di Sword Art Online: Hollow Realization rilasciate. Direi di cominciare con l’introdurre quelle che sono le caratteristiche di sviluppo che stanno dietro all’ormai quarto titolo della saga nata dalla mente di Reki Kawahara.

  • Titolo: Sword Art Online: Hollow Realization
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation Vita
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1-4 (multiplayer online)
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: Aquiria
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 ottobre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi, Season Pass con personaggi ed episodi aggiuntivi
  • Note: disponibile in edizione limitata con le statue di Asuna e Kirito

Sword Art Online: Hollow Realization è stato sviluppato da Aquria e pubblicato da BANDAI NAMCO Entertainment su PlayStation 4 e PlayStation Vita. Questo gioco rappresenta la punta di diamante della casa di sviluppo che si è occupata della sua produzione, un titolo che rappresenta senza ombra di dubbio la sua più grande fatica. Come facilmente intuibile, il videogioco in esame si basa su eventi e personaggi tratti dalla light novel Sword Art Online, sebbene siano stati rivisti e modificati dalla stessa mente che ha creato la storia su cui ruotano gli interi fatti di manga e anime. Il titolo è un seguito diretto di Sword Art Online: Lost Song, il terzo gioco sviluppato da Aquria per rendere onore a questa serie che con il passare degli anni sta conquistando sempre più fan fra le sue fila. Se da una parte abbiamo l’appena citato Lost Song, che personalmente ho ritenuto parecchio deludente, cosa avrà da offrirci questo nuovissimo Hollow Realization? Andiamo a scoprirlo insieme in questa recensione: mettetevi comodi, perché vi sarà parecchio su cui discutere.

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Ritorno a Sword Art Online

Rispetto agli eventi che hanno caratterizzato il primo titolo della serie, ci troviamo catapultati parecchio più avanti nella storia di Kirito e compagni. Nonostante le amare vicende legate al caso “Sword Art Online”, i VRMMO sono riusciti comunque a mantenere legati a sé una buona fetta dei giocatori mondiali. Tuttavia, l’annuncio di un nuovo mondo virtuale basato su dati, risorse ed elementi su cui era costruita l’ormai distrutta Aincrad, ha dato vita a profonde critiche e accese discussioni. Tale gioco, infatti, si ricollega direttamente alla tragedia avvenuta tre anni prima, i cui echi e timori sono ancora vividi all’interno dei giocatori di VRMMO. Tra questi, ovviamente, scorgiamo anche Kirito e i suoi fedeli amici i quali, all’annuncio di Sword Art: Origin, non hanno potuto far altro che provare un mix di sensazioni legate perlopiù a paura e curiosità. Se da una parte ognuno di loro era voglioso di testare con mano il tanto atteso videogioco, dall’altra vi era ancora quel lontano ricordo che per più mesi li aveva costretti a vivere alla mercé di un visore virtuale che avrebbe potuto incenerire i loro cervelli da un momento all’altro. Nonostante tutto, però, la curiosità sarà troppo forte per fermare i nostri protagonisti, motivo per cui, dopo pochi secondi dall’avvio di questo Hollow Realization, ci ritroveremo immersi all’interno delle maestose mura di Airground, diretta discendente di Aincrad. Le vicende della storia ruoteranno intorno a un misterioso NPC di nome Premiere, caratterizzato dalla completa mancanza di dati e di un background, dovuta, molto presumibilmente, a un errore degli sviluppatori. Il nostro viaggio consisterà nel riuscire a trovare un motivo dietro l’esistenza di tale NPC, percorrendo vie e risolvendo misteri che faranno più e più volte ricorrere alla mente dei nostri protagonisti i tristi e al contempo gioiosi eventi legati alla loro vita passata precedentemente su Aincrad.

La trama che Aquria ci propone in questo nuovo Sword Art Online: Hollow Realization è caratterizzata da una progressione relativamente lenta, la quale potrebbe tediare, almeno inizialmente, parecchi dei fan occasionali legati al brand oppure coloro che non sono affatto estimatori di questo marchio e che si sono avvicinati a questa saga solo con questo recente titolo. Tuttavia, nonostante le prime ore di gioco mostrino più che altro gli eventi legati alla quotidianità di Kirito all’interno del maestoso Airground, col passare del tempo si inizierà a trattare di argomentazioni ben più adulte e profonde, quali, ad esempio, le conseguenze di questi particolari VRMMO sul cervello, le droghe digitali e la possibilità di utilizzare il Full Dive anche come mezzo legato alla medicina. Se già questi argomenti sono stati più che approfonditi nel corso della seconda stagione dell’anime legato al brand, in questo titolo tornano ad aleggiare pesantemente sui giocatori, condendo l’atmosfera radiosa che lo caratterizza sia con un retrogusto amaro che con la gioia di veder trattate tematiche così tanto profonde e importanti. Uno dei tanti argomenti toccati dal maestoso MMO è proprio legato agli NPC, i quali hanno sviluppato, con il passare del tempo e della produzione di questo tipo di MMO, un’intelligenza artificiale sempre più performante, tanto da avvicinarli di parecchio alle comuni persone che occupano i server di gioco. Questa caratteristica, ovviamente, influirà non poco sul giudizio di Kirito nei confronti dei “personaggi non giocanti”, tanto da sviluppare idee e scelte legate a questa particolare innovazione tecnologica. L’elemento che mi ha sinceramente colpito è la presenza di argomenti quali etica e umanità che, nella saga di SAO (così come nella maggior parte dei giochi di provenienza giapponese) raramente vengono toccati. Ma se da una parte abbiamo una trama matura e discretamente ben sviluppata, dall’altra abbiamo…

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Cercasi: Hollow Quest

Le missioni secondarie di questo titolo sono fra le più noiose che io abbia mai provato in un videogioco. Mi rendo perfettamente conto che l’obiettivo di tali incarichi è quello di permettere al giocatore di ottenere principalmente una buona quantità di denaro ma, a parer mio, Aquria avrebbe potuto (e dovuto) cercare di compattare la moltitudine di quest presenti sulle bacheche della hub di gioco per proporne di più interessanti e divertenti da giocare. Difatti, se da una parte abbiamo una trama che si ricollega a tematiche tanto profonde quanto delicate, dall’altra abbiamo quest che definire vuote è dir poco. Lo stampo delle singole missioni è sempre del tipo: uccidi un certo numero di nemici specifici oppure raccogli un certo numero di oggetti indicati. Mi rendo conto che raramente in videogiochi giapponesi abbiamo assistito a una cura meticolosa delle quest secondarie, ma ciò non implica che, per questo motivo, si debba continuare a sfornare giochi che oltre alla trama (che non sempre risulta essere interessante) non propongano nessuna stringa di testo costruttiva e/o interessante.

Ovviamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio, poiché, nonostante la ristrettezza di questa meccanica, è possibile assistere a episodi secondari e opzionali legati ai vari personaggi protagonisti del gioco che ci permetteranno di approfondire ulteriormente la nostra conoscenza della loro personalità e del loro carattere. Come se non bastasse, è tornato il mitico sistema di dating di Hollow Fragment, il quale ci permetterà di sviluppare relazioni amichevoli e amorose con tutti i personaggi che caratterizzano la saga. Rispetto al titolo appena citato, ci troviamo di fronte a un sistema di dating notevolmente migliorato e sviluppato, il quale ci permetterà di avere discussioni faccia a faccia con i nostri personaggi preferiti, di tenerli per mano, di portarli in braccio e di… divertirci insieme a loro nella calorosa camera da letto di Kirito. Ai principali personaggi che ormai caratterizzano anime e videogiochi, si ripresentano anche vecchie conoscenze quali Strea e Philia, le quali andranno ad aggiungersi all’harem del tanto invidiato protagonista. Tuttavia, anche in questo caso, se da una parte abbiamo un sistema di dating sim sufficientemente divertente e intrigante, dall’altra abbiamo dialoghi con sfumature ecchi che, a lungo andare, potrebbero arrivare a stufare il giocatore e a snaturare le sequenze di dialogo più serie.

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Una cosa che col passare del tempo ha sinceramente cominciato a gravare come un macigno sulla mia esperienza di gioco è stata proprio la lunghezza dei dialoghi che condiscono il titolo. Molto spesso ci ritroveremo a leggere discussioni totalmente inutili e fine a sé stesse, le quali, a parer mio, spezzano troppo frequentemente le varie sequenze di gioco. Se a ciò aggiungiamo una localizzazione, che a volte sfocia nell’imbarazzante, ed errori grammaticali, sintattici e verbali sparsi un po’ ovunque all’interno del titolo, otteniamo, sotto questo profilo, una insufficienza in tutto e per tutto. Non so quanti di voi abbiano giocato a Hollow Fragment, ma per coloro che come me hanno avuto il piacere di giocarlo, vi basti sapere che la localizzazione italiana di questo Hollow Realization è circa al livello di quella inglese del precedente titolo della serie. Anche se le traduzioni siano più che mediocri, il doppiaggio in lingua originale è davvero ben realizzato e per coloro che amano sentire discutere i propri personaggi preferiti con le più variegate espressioni nipponiche in questo titolo riusciranno a compiacere i propri bisogni. Tuttavia, se da un lato abbiamo una trama discreta e delle meccaniche di gameplay abbastanza interessanti… Come sarà stato supportato il titolo su PlayStation Vita?

See you soon PS Vita

Dire che questo SAO è ingiocabile su PlayStation Vita è un eufemismo. Cali di frame rate evidenti e frequenti saranno all’ordine del giorno, così come anche la comparsa pop-up di oggetti, parti di ambientazione e di NPC. Non ho assolutamente intenzione di trattenermi: sulla console portatile di Sony il gioco fa letteralmente schifo. E sebbene durante la stesura dei vari punti che sarebbero andati a caratterizzare questa recensione io abbia cercato in tutti i modi di trovare qualche lato positivo per questa versione vi giuro che, nonostante la spremuta di meningi, non sono riuscito a trovarne nemmeno uno. Il gameplay di Hollow Realization è di quanto più raffinato e intrigante che possiate trovare tra il parco titolo degli action RPG sulla console portatile di mamma Sony; tuttavia, questa beltà di idee e di ambizioni si concretizza in un prodotto mal fatto e dal prezzo assai discutibile. Vendere un gioco come Sword Art Online: Hollow Realization in formato PS Vita al prezzo di 44,99 € è una beffa nei confronti di tutti i videogiocatori. Ora, la domanda che mi sorge spontanea è: “Esistono ancora i beta tester?”.

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Mi spiego meglio: non vi è sicuramente bisogno di più di quindici minuti di gioco per capire quanto e come questo gioco sia stato, letteralmente, “scaricato” sul mercato mobile senza nemmeno una previa cura dei difetti di ottimizzazione. Dunque, per quale motivo BANDAI NAMCO Entertainment ha permesso uno scempio di questo tipo? Per quale motivo una software house di questo calibro ha fatto sì che migliaia di giocatori usufruissero di un loro titolo che, in alcuni casi, tocca quasi i dieci frame per secondo? Davvero non me ne capacito e spero di cuore che la compagnia nipponica e Aquria capiscano come e quanto abbiano preso in giro tutti i videogiocatori che, attratti dalla portabilità di un titolo quale Sword Art Online, hanno deciso di abbracciare la scelta relativa a PlayStation Vita.

In quanto giocatore esigente, ritengo che questo particolare ambito del videogioco, ossia l’ottimizzazione, sia uno dei punti cruciali del gaming odierno. Per quanto mi riguarda, preferisco un titolo solido, con un frame rate stabile e divertente da giocare, piuttosto che un gioco che punta tutto sulla grafica per rasentare lo schifo sotto il comparto tecnico. Ma sapete qual’è la cosa che più fa imbestialire? Che anche la grafica in questo Hollow Realization è inguardabile, dato che siamo ai livelli (se non peggio) di quella del primo Hollow Fragment. Non che questo tipo di grafica sia male per una console portatile, ma d’altronde quando ripenso a titoli quali Gravity Rush (ben più vecchio di questo Hollow Realization) non posso far altro che pensare che il problema non sta tanto nelle potenzialità della console, quanto nel pessimo lavoro svolto dal team di sviluppo.

È palesemente osservabile come questa versione portatile sia un mero porting della versione PlayStation 4, ove è possibile godere di una grafica discreta (seppur in alcuni casi è possibile notare texture del livello dei peggiori titoli per PlayStation 2) e di una solidità di frame rate abbastanza buona. A differenza della versione Vita, quella PlayStation 4 gode di una frequenza di fotogrammi per secondo che si aggira sempre intorno ai 50-60 e di modelli poligonali il cui anti-aliasing è discretamente buono. Anche le ombre (che su Vita sono pressoché assenti) sono di fattura sufficiente, il che porta ad un comparto visivo di insieme che, tutto sommato, è gradevole da vedere. Quindi, in conclusione, secondo il mio modestissimo parere, la versione portatile di questo Hollow Realization non sarebbe dovuta esistere, poiché non fa altro che infangare un titolo che di per sé è discreto e che costringerà, di conseguenza, a porre una votazione ben sotto quella che normalmente avrei auspicato di dare.

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Switch e spadoni fra seni e dolori

Abbandonando il discorso relativo all’ottimizzazione, è arrivato finalmente il momento di discutere del gameplay di questo Sword Art Online: Hollow Realization. Per quanto riguarda questo particolare ambito, possiamo definirlo come la perfetta coesione dei singoli stili di gioco di Lost Song e Hollow Fragment. Dal primo trae la sua vena molto più action e legata al combattimento in tempo reale, dal secondo riprende le classiche meccaniche di skill, switch e di supporto tramite i compagni che lo hanno reso celebre. Oltre a questo, avremo modo di usufruire di schivate e diverse tipologie di attacco differenti per rendere i combattimenti tanto frenetici quanto divertenti. Da Hollow Fragment il titolo riprende anche le varie tipologie di armi di cui il nostro Kirito potrà usufruire, così come anche la personalizzazione dell’equipaggiamento e delle sembianze estetiche del personaggio (tra cui anche il sesso e la dimensione del seno, cosa che sono sicuro interesserà a molti). Tuttavia, da Hollow Fragment il titolo riprende anche uno dei piccoli difetti che lo ha caratterizzato, ossia l’impossibilità di assumere il comando di altri personaggi all’infuori di Kirito. Dopo l’introduzione di questa meccanica in Lost Song, mi sarebbe piaciuto rivederla anche in quest’ultimo capitolo, ma così non è stato.

Nonostante tutto, però, posso confermare l’effettiva bellezza dello stile di combattimento che, in base all’arma che sceglieremo, cambierà totalmente. Oltre allo stile, si modificherà anche la nostra competenza con un particolare tipo di armamento, cosa che ci permetterà di sbloccare skill aggiuntive da aggiungere alla nostra palette di scelta. Sotto il profilo della personalizzazione, sia estetica che di combattimento, il titolo è più che buono, e sono sicuro che riuscirà a tenervi impegnati per diverso tempo prima che riusciate a trovare il vostro outfit prediletto e il vostro stile di battaglia preferito.

Dal punto di vista sonoro non abbiamo nulla di più o di meno rispetto a quanto già visto nei precedenti titoli. Per questo particolare profilo mi dispiace non poco, perché ripensando alle meravigliose soundtrack che hanno caratterizzato l’anime, mi chiedo per quale motivo Aquria non abbia voluto tentare di riprodurre qualcosa di simile anche nel gioco. Ma d’altronde il problema dei videogiochi di stampo nipponico è sempre questo: sono pochi quelli che osano e, negli ultimi anni, quelli che ci provano sono ancora meno. Arrivati a questo punto: fra difetti e pregi…

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A chi consigliamo Sword Art Online: Hollow Realization?

Sicuramente mi sento di consigliarlo esclusivamente su PlayStation 4, a prescindere dai singoli gusti relativi ai videogiochi. Prenderlo su Vita equivale a cestinare quarantacinque euro, quindi, di tutto cuore, mi sento di dirvi di evitare assolutamente questa scelta, per quanto l’idea di un titolo di questo tipo su portatile sia allettante. Ovviamente mi sento di consigliarlo a tutti i fan dell’anime, del manga e dei precedenti videogiochi della saga, poiché sono sicuro che se siete riusciti ad apprezzarli in passato riuscirete anche ad innamorarvi di questo nuovo capitolo targato Aquria. Nonostante ciò, penso che anche coloro che amano gli Action RPG possano riuscire a compiacere la loro voglia di menare fendenti e spadate, quindi direi che la scelta di abbracciare questo titolo possa essere di vostro gusto. Tuttavia, badate bene a fan service e tempi di farming: entrambi arriveranno a stufare e a insinuarsi prepotentemente all’interno della trama, quindi se non siete amanti di queste meccaniche vi sconsiglio vivamente l’acquisto. Detto ciò, è arrivato il momento di tirare le somme.

  • Trama a tratti intrigante e matura
  • Gameplay divertente e frenetico
  • Fan service di ottima fattura…

  • …Ma che potrebbe venire a noia
  • Ingiocabile su PlayStation Vita
  • Comparto tecnico altalenante
  • Farming invasivo
  • Quest secondarie ripetitive
  • Localizzazione oscena
2.8

Un ambizioso progetto dal risultato deludente

Sono rimasto sinceramente deluso da questo Sword Art Online: Hollow Realization. Badate bene: non mi riferisco tanto alla trama e alla giocabilità, ma bensì all’aspetto tecnico di questo titolo. Personalmente amo quei giochi che, in quanto esclusive, riescono a spremere al meglio le console su cui vengono prodotti e sinceramente, dopo i primi trailer, mi aspettavo un qualcosa di completamente diverso. Avevo cominciato a pensare: “Allora vedi che quando ci si mettono riescono a creare meraviglie tecniche e visive?”. E invece no; smentito dopo pochi minuti dall’accensione della mia PlayStation Vita. La totale ingiocabilità di questo titolo su portatile, mi ha portato quasi a odiare Hollow Realization, ma onde evitare di scrivere una recensione pregna di odio e rancore nei confronti degli sviluppatori, ho deciso di provare anche la versione PlayStation 4, la quale, seppur non in tutti i casi, è riuscita a rispettare le aspettative.

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Shin
Videogiocatore da molto, forse troppo tempo. Amante di tutto ciò che è giapponese, compresi i JRPG e il sushi... Soprattutto il sushi.