Hideo Kojima: “Un altro gioco horror? Avrei troppa paura.”

Hideo Kojima

Con la demo di P.T., antipasto del compianto Silent Hills con Norman Reedus, Hideo Kojima ha dato prova di essere in grado di adattarsi perfettamente anche al genere horror. La vera domanda, tuttavia è: avrebbe la forza di lavorare ancora a qualcosa di così spaventoso?

Prima di lasciare gli studi di KONAMI, il talentuoso game designer era al lavoro sul titolo che, come abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, non avrebbe avuto davvero nulla da invidiare, in termini di terrore, ad altri grandi esponenti del genere, compresi i capitoli originali della medesima saga. Tuttavia, pare che Hideo sia riluttante nel tornare a muovere passi in tale direzione, come ha spiegato ai microfoni di IGN: la ragione per la quale non lavorerebbe volentieri a un nuovo titolo come Silent Hills sarebbe da imputare alla troppa paura.

Hideo Kojima ai microfoni di IGN

“Mi spavento davvero facilmente. In realtà, questo accadeva anche a Alfred Hitchcock così come a Steven Spielberg. Dato che si spaventano facilmente, dato che io mi spavento così facilmente, risulta facile per noi creare qualcosa di terrificante, perché riusciamo davvero a capire cosa sia il terrore. […] Tuttavia, nel processo di realizzazione, quelli come noi immaginano costantemente situazioni terrificanti e ciò finisce sempre col farmi fare brutti sogni. È per questo motivo che non vorrei davvero lavorare su un gioco horror.”

Inoltre, pare che Kojima abbia ben chiaro uno schema quando si tratta di horror. Nel corso dell’intervista ha parlato di cosa significa per lui creare qualcosa che faccia davvero paura.

“Penso che il modo più efficace per spaventare qualcuno sia quello di mostrargli qualcosa che sia solo leggermente fuori dall’ordinario. Leggermente, nel senso che, a una prima occhiata, non faccia capire cosa ci sia di insolito. Quando si riesce a creare una situazione del genere si genera un senso di confusione che finisce per diventare inquietudine per lo spettatore.”

“Oltre a questo, l’ignoto. Quando non ci sono informazioni disponibili per qualcosa, diventa ancora più spaventoso. Un esempio potrebbe essere il bungee jumping. Se lo hai già fatto una volta, non sarà mai spaventosa come la prima. Qualcosa di cui nessuno ha preconcetti a riguardo è la cosa più spaventosa in assoluto.”

“Un buon esempio di ciò è l’Alien originale. Chiunque adesso è in grado di identificarne il design, il celebre design curato da H.R. Giger, ma nel film originale non viene mostrato per la maggior parte della pellicola. Si intravedono solo alcuni tagli e piccoli scorci, in modo tale che non riesci a identificarne la forma. Non ne conosci le esatte dimensioni. Questo fino a che non lo riesci a vedere, alla fine, e pensi ‘Oh, ha una sagoma simile a quella di una persona. Qualcuno lo sta indossando, come un costume, come una mascotte.’ In questo modo non fa più paura, ma fino a quale punto, dato che si tratta di qualcosa di completamente sconosciuto, riesce a fare molta paura.”

Come ben saprete, attualmente Hideo Kojima è al lavoro su DEATH STRANDING per PlayStation 4, e ha già confermato che non si tratta di un gioco di stampo horror.

Fonte: IGN via DualShockers

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.
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