CODE VEIN II – Recensione

La nostra recensione di CODE VEIN II, action RPG di BANDAI NAMCO in uscita il 30 gennaio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC

CODE VEIN II – Recensione

CODE VEIN II nasce con un obiettivo molto chiaro: prendere l’anima soulslike del primo capitolo e spingerla verso qualcosa di più libero e spettacolare. Il risultato, però, è un action RPG che sembra essersi allontanato troppo da ciò che lo rendeva speciale. Rimane un sistema di combattimento solido (che può non piacere, a seconda dei gusti personali), ma è appesantito da una struttura dispersiva, da ambientazioni anonime e da una ripetitività che finisce per appiattire anche le idee migliori.

Analizziamolo con la nostra recensione del titolo di BANDAI NAMCO Studios, disponibile ufficialmente dal 30 gennaio e in early access a partire da oggi.

CODE VEIN II – Recensione

  • Titolo: CODE VEIN II
  • Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
  • Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher:  BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: BANDAI NAMCO Studios
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 gennaio 2026
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: oggetti cosmetici e contenuti di storia aggiuntivi in arrivo prossimamente
  • Note: disponibile una demo gratuita per creare il nostro personaggio da usare nel gioco completo

Abbiamo recensito CODE VEIN II con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

Dal punto di vista delle meccaniche di base, CODE VEIN II non sorprende nessuno che abbia familiarità con il genere. Schivate millimetriche, gestione della stamina, perdita delle risorse alla morte con possibilità di recupero e boss pensati come muri contro cui schiantarsi più e più volte: tutto funziona come al solito. Il problema è che funziona solo come al solito. Il titolo prova molto raramente a mischiare le carte, e le poche volte che lo fa, il risultato non è esattamente riuscito.

CODE VEIN II – Recensione

Vampiri immortali e paradossi temporali

La storia ruota ancora una volta attorno ai revenant, vampiri immortali che non invecchiano, catapultati stavolta in una narrazione basata sul viaggio nel tempo. L’idea sulla carta è interessante: per salvare il mondo da una catastrofe imminente bisogna interagire con cinque eroi leggendari nel passato, per poi affrontarli definitivamente nel presente. Peccato che questa scelta dei viaggi nel tempo, che avrebbe potuto essere il cuore pulsante dell’esperienza, venga sfruttata in modo incredibilmente inadatto e deludente. Le differenze tra le epoche sono minime, quasi invisibili, al punto da rendere necessario controllare il menu per ricordarsi “quando” ci si trovi. Una scelta che depotenzia completamente l’impatto narrativo del cronoviaggio.

L’esplorazione è forse l’aspetto più deludente dell’intera produzione. L’ambientazione abbandona gran parte dell’identità visiva del primo CODE VEIN per andare a finire in scenari urbani devastati sorprendentemente anonimi. Fabbriche, uffici, stazioni elettriche: luoghi realistici, sì, ma privi di quella reinterpretazione sovrannaturale che ci si aspetterebbe da un mondo di vampiri anime-style. Il risultato è un open world che sembra più grande di quanto dovrebbe essere, pieno di spazi vuoti e spostamenti noiosi.

CODE VEIN II – Recensione

Il level design dei dungeon soffre di una ripetizione evidente. Molte aree si somigliano così tanto da confondersi, e lo stesso vale per i nemici. Il bestiario viene riciclato ad nauseam, e persino i boss, che dovrebbero rappresentare i momenti più memorabili, finiscono spesso per essere versioni potenziate di avversari già affrontati più volte. È una scelta che spegne l’entusiasmo e toglie peso agli scontri più importanti.

Sangue, poteri e aggressività costante

A salvare CODE VEIN II dal naufragio è il suo sistema di combattimento, che riesce ancora a offrire momenti di autentica tensione. Il compagno controllato dall’IA, invincibile ma non dominante, diventa una risorsa tattica fondamentale. Il nuovo sistema di resurrezione, che permette di rialzarsi grazie all’alleato ma con penalità crescenti, aggiunge una gestione del rischio interessante e spinge a osare anche quando la situazione sembra disperata.

CODE VEIN II – Recensione

Il sistema delle abilità speciali e delle “prigioni”, le tecniche per sottrarre sangue ai nemici, è uno degli aspetti meglio riusciti. Costringe a mantenere un approccio aggressivo, premiando chi resta costantemente in attacco e sa scegliere con attenzione quando rischiare. Le abilità sono spettacolari e importanti ai fini della riuscita nel combattimento, e sperimentare combinazioni diverse contro i boss è una delle poche cose che riescono a mantenere alta la motivazione sul lungo periodo.

CODE VEIN II – Recensione

Tante ore, ma non sempre ben spese

Il gioco offre una mole di contenuti notevole, tra missioni secondarie e finali alternativi, ma la qualità non sempre giustifica la quantità. Spesso le ricompense (nello scoprire risvolti di trama, o nell’ottenere nuove abilità o poteri) arrivano dopo lunghe sezioni ripetitive, e alcune quest secondarie chiedono di riaffrontare gli stessi scontri più volte senza introdurre variazioni significative. È qui che emerge il vero limite di CODE VEIN II: l’aver sacrificato la propria identità per inserire invece un open world che non riesce mai a valorizzare davvero ciò che contiene.

In un mondo futuro in cui umani e redivivi coesistono… A causa della comparsa della Luna Rapacis, i redivivi si sono trasformati in mostri scellerati chiamati orrori. In qualità di cacciatore di redivivi, in CODE VEIN II dovremo cercare di impedire l’inevitabile declino del mondo viaggiando nel passato insieme a una ragazza di nome Lou che ha il potere di manipolare il tempo. Ci attende un’avventura epica in cui, insieme a compagni scelti, dove esploreremo un mondo post-apocalittico, affronteremo ardue battaglie contro potenti nemici e scoprirai una storia grandiosa che trascende il tempo.Acquista CODE VEIN II su Amazon seguendo questo link e supporta Akiba Gamers!

A chi consigliamo CODE VEIN II?

È inutile girarci intorno: molti amanti dei soulslike non hanno particolarmente amato il primo CODE VEIN. Vuoi per la sua struttura “anime”, vuoi per alcune scelte stilistiche poco apprezzate. Quindi non è facile determinare un’utenza veramente adatta, e di certo sarebbe un errore consigliarlo semplicemente a chi ama i soulslike. Probabilmente consigliamo CODE VEIN II a chi ha provato e amato il primo capitolo, fermo restando che la monotonia nelle ambientazioni e nei nemici della seconda iterazione potrebbero far storcere il naso anche a costoro.

CODE VEIN II – Recensione

  • Sistema di combattimento interessante e soddisfacente
  • Ottime idee legate al sangue e alle abilità speciali
  • Nuovo sistema di resurrezione intelligente
  • Buona varietà di build e personalizzazione

  • Open world dispersivo e poco ispirato
  • Dungeon ripetitivi e visivamente anonimi
  • Nemici e boss riciclati troppo spesso
  • Viaggio nel tempo sfruttato in modo superficiale
CODE VEIN II
3.4

Una conclusione sofferta

CODE VEIN II è un esempio lampante di come “più grande” non significhi necessariamente “migliore”. Quello che è, nel suo cuore, un ottimo soulslike, viene purtroppo sommerso da strati di ripetizione e scelte strutturali discutibili. Si tratta di un cuore costretto a pompare sangue in un corpo che fatica a reggersi in piedi. Un seguito che perde parte della sua identità nel tentativo di espandersi, e che lascia nel giocatore la delusione e il rimpianto nel pensare a quanto migliore sarebbe potuto essere.

Amante di videogiochi, manga, anime, giochi di ruolo, cosplay, e tutto il mondo nerd sin da tenera età. Ha eternamente 14 anni, le persone che gli hanno ricordato la sua vera età sono misteriosamente scomparse.

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