Ci troviamo all’interno della Velvet Room. Mentre il protagonista di Persona 3 è intento a ottenere nuovi Persona, si verifica uno strano evento e tutti i suoi compagni finiscono per essere trasportati nella medesima stanza. Improvvisamente l’ascensore inizia a cadere, fino a scontrarsi su qualcosa. Al loro risveglio la Velvet Room è completamente cambiata, presentando ora l’aspetto di una stanza immobile con due porte al centro, sigillate da quattro lucchetti; anche l’ambiente esterno sembra diverso, e ora i ragazzi si ritrovano in una specie di scuola dove nessuno, apparentemente, è in grado di avvertire la loro presenza. Dall’incontro con due nuovi personaggi colpiti da un’amnesia, Zen e Rei, i nostri eroi affronteranno una serie di eventi che li porteranno a scoprire il motivo per il quale hanno finito per ritrovarsi in quel luogo.
Persona Q: Shadow of the Labyrinth è il primo capitolo della celebre saga di ATLUS ad approdare su Nintendo 3DS e rappresenta un’unione del gameplay tipico dei giochi della serie Etrian Odyssey unito alla storia e ai protagonisti di Persona. Il gioco non si pone però come semplice RPG, e dall’unione dei due brand ne è risultato un dungeon crawler con una decisa componente narrativa. Volete conoscere il nostro parere sul risultato? Scopritelo leggendo questa recensione.
- Titolo: Persona Q: Shadow of the Labyrinth
- Piattaforma: Nintendo 3DS
- Genere: RPG, Dungeon Crawler
- Giocatori: 1
- Software house: ATLUS, Nintendo, NIS America, BANDAI NAMCO Games
- Sviluppatore: ATLUS
- Lingua: Inglese (testi e doppiaggio)
- Data di uscita: 28 novembre 2014
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: Sub-Persona e voci Navigator gratuiti e a pagamento
- Note: The Wild Cards Premium Edition esclusiva per il NISA Europe Online Store contenente custodia 3DS, colonna sonora, artbook e 11 tarocchi
La nostra partita in Persona Q inizierà ponendoci di fronte a una dura scelta: ci ritroveremo infatti a dover selezionare il protagonista della nostra avventura insieme al nome da affidargli e, se già sarete indecisi su quale scegliere non abbiate paura: la scelta del protagonista conterà per un tempo molto breve, superato il quale le due squadre si incontreranno e la storia seguirà una linea unica. La progressione della trama avverrà prevalentemente attraverso l’esplorazione dei dungeon e, dal momento che nel gioco manca una qualsiasi modalità di esplorazione alternativa, il passaggio da una location all’altra avviene attraverso un classico menu che ci permetterà di raggiungere la zona di ingresso dei dungeon, di modificare il nostro party e salvare la partita, nonché i due negozi gestiti dagli assistenti di Igor della Velvet Room: il Workshop e il Nurse’s Office. Nel primo vi sarà stazionato Theodore, che ci offrirà la possibilità di comprare oggetti o costruire nuovi equipaggiamenti dopo avergli donato i materiali necessari, nel Nurse’s Office invece vi sarà Elizabeth, i cui servigi saranno importantissimi sopratutto nelle prime ore di gioco, dal momento che si occuperà di curare il party dietro un piccolo compenso, potendo quindi prolungare la durata delle nostre esplorazioni e la possibilità di acquisire esperienza aggiuntiva. Nella schermata di selezione del party invece potremo selezionare cinque personaggi con cui esplorare i vari piani dei dungeon che incontreremo lungo la storia; ognuno di loro potrà essere impostato nelle retrovie oppure con un ruolo di avanguardia in base alle sue statistiche e armi, e scegliere il corretto posizionamento sarà di fondamentale importanza se vorremo sopravvivere ai pericolosissimi avversari che incontreremo durante l’esplorazione.
Persona Madness Returns
L’ultima opzione presente nel menu ci permetterà di selezionare il dungeon in cui entrare, iniziando quindi la nostra esplorazione e lotta contro i temibili Shadow. L’esplorazione dei dungeon avverrà in prima persona e, durante il nostro primo accesso nel dungeon, Fuuka ci avvertirà che la struttura di questi nuovi labirinti sarà molto più complessa rispetto al Tartarus (il dungeon principale di Persona 3) e Zen ci consegnerà quindi uno sketchbook grazie al quale potremo sfruttare una delle funzioni ereditate da Etrian Odyssey, ossia quella di poter disegnare la mappa del piano del dungeon durante la nostra esplorazione tramite lo schermo inferiore del Nintendo 3DS.

Boost your way
Durante l’esplorazione dei vari dungeon sicuramente non mancheranno le battaglie contro gli shadow, presenti in una discreta varietà di tipologie, con un gameplay che fonde la classica schermata di battaglia di Etrian Odyssey con le meccaniche della serie Persona. Il nostro party, come anche quello nemico, sarà infatti diviso fra avanguardia e retrovia: i primi potranno contare su una maggiore potenza offensiva, mentre i secondi subiranno meno danni dai nemici.

Tanti luoghi tutti uguali
L’aspetto grafico di Persona Q: Shadow of the Labyrinth è sensibilmente diverso rispetto a quello dei capitoli regolari della saga di Persona. In questo spin-off per la portatile Nintendo tutti i personaggi si presentano sottoforma di caricature in stile chibi, ma non per questo saranno meno carismatici: tutti quanti sono perfettamente nel personaggio, il che è un bene data l’enorme quantità di dialoghi presenti nel gioco, che rendono le interazioni fra loro una delle componenti più interessanti del titolo per i fan di entrambe le serie. Tali dialoghi sono tutti completamente doppiati in inglese e la qualità del voice acting è ottima, anche se a momenti si sentono alcune frasi poco convinte, ma si tratta di piccoli dettagli su cui si può tranquillamente sorvolare. Un discorso a parte è da fare per il design dei dungeon che, per quanto ispirato, finisce molto presto col diventare ripetitivo presentando la stessa tipologia di texture e nemici in ogni piano, e non mi sto riferendo al design delle mappe, che si rivela invece estremamente vario. Sarebbe stato apprezzato un maggiore impegno nell’aggiungere un po’ di varietà anche alla componente visiva, sotto questo punto di vista. La colonna sonora si rivela essere in perfetto stile Persona e sarà un piacere ascoltarne ogni singolo brano durante le battaglie, esplorazioni o durante i discorsi dei personaggi.
A chi consigliamo Persona Q: Shadow of the Labyrinth?

- I protagonisti di Persona 3 e 4 in un unico gioco
- La storia si mantiene interessante fino alla fine
- I nuovi elementi di gameplay sono ben contestualizzati
- Colonna sonora variegata e mai noiosa
- Dungeon graficamente ripetitivi
- Disegnare le mappe dei dungeon può risultare una distrazione, o noioso per alcuni
Persona Q: Shadow of the Labyrinth
Un Persona fuori dal comune
Persona Q: Shadow of the Labyrinth rappresenta una perfetta unione fra due brand molto conosciuti come Persona ed Etrian Odyssey capace di attirare come una calamita i fan della saga principale e intrattenerli per decine di ore grazie a una trama che, seppur non profonda come quelle della serie madre, è capace di tenere alto l’interesse. Il gameplay è un altro elemento degno di nota, dal momento che offre una vastissima serie di possibilità e strategie da adottare; se giocherete ai livelli di difficoltà più elevati sarà fondamentale cercare di non sbagliare nemmeno una mossa, pena il game over. Rivedere tutti i personaggi che abbiamo amato è un’ottima motivazione all’acquisto, e non mancheranno momenti che ci strapperanno un sorriso, che non potremmo di certo vedere se il party si restringesse ai personaggi provenienti da una singola serie. Tutte le valutazioni espresse sono comunque da considerare nel contesto di un gioco che non si pone come un episodio della serie Persona, quindi se vi aspettate un gioco simile soppesate bene l’acquisto.
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