Ci sono giochi che ti prendono per mano. E poi ci sono giochi che ti buttano in un mare di neon, particelle rosse e combo a dieci input mentre qualcuno sussurra “benvenuto nel Sea of Possibility”. BLAZBLUE: Entropy Effect X è decisamente il secondo tipo. Parliamo di un action roguelite 2D che prende l’estetica, la complessità e l’identità della saga di BlazBlue e la trapianta in una struttura a run procedurali. Il risultato è un ibrido affascinante e a tratti spietato, che non è per tutti… ma che quando ti prende, ti prende forte.
Analizziamolo con la nostra recensione del titolo di 91Act e ARC SYSTEM WORKS disponibile dal 12 febbraio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.
- Titolo: BLAZBLUE: Entropy Effect X
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Action Roguelite
- Giocatori: 1-2
- Publisher: Astrolabe Games
- Sviluppatore: 91Act e ARC SYSTEM WORKS
- Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
- Data di uscita: 12 febbraio 2026
- Disponibilità: digital delivery
- DLC: oggetti cosmetici
- Note: nessuna
Abbiamo recensito BLAZBLUE: Entropy Effect X con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da Astrolabe Games.
Una storia affascinante, ma non inclusiva
La storia ruota attorno a simulazioni, frammenti di possibilità e un misterioso gruppo di ricercatori guidati dal (o dalla?) Doctor Mercurius. Il problema è che il gioco non ti prende molto per mano. La lore di BlazBlue è notoriamente intricata, stratificata, piena di termini e riferimenti. Un giocatore nuovo potrebbe sentirsi come se fosse entrato a metà stagione di una serie che va avanti da quindici anni. Non è incomprensibile, ma decisamente poco accomodante.
Il personaggio che andremo a impersonare è il Doctor A, uno scienziato che, come gli altri suoi compagni con simili nomi in codice all’interno del laboratorio, non ha grandi memorie del modo in cui sia stato reclutato per questi esperimenti. Tuttavia sa che essi sono importanti per la salvezza del mondo, e procede a penetrare all’interno di una simulazione digitale impersonando diversi Avatar (i combattenti giocabili) per crackare il sistema e ottenere questi misteriosi “frammenti di possibilità”, cristalli che mostrano memorie ed eventi vissuti dai personaggi di BLAZBLUE. Per qualche strano motivo, però, con la visione di essi i dottori iniziano a subire strani mal di testa e riaffioramenti di alcuni ricordi sopiti…
Un anime giocabile (e tecnicamente impeccabile)
La prima cosa che colpisce è la presentazione. Entropy Effect X è un titolo in 2D molto pulito, un tripudio di colori saturi ed effetti luminosi che esplodono sullo schermo senza mai trasformarsi in caos completamente illeggibile. Gli attacchi speciali non sono solo potenti, ma ti fanno percepire la loro potenza, rendendola palpabile: quando scagliamo un’ondata di energia cremisi o congeliamo un’intera schermata, il mondo reagisce visivamente. Le animazioni sono fluide, scattanti, con un senso del peso e della velocità che raramente si vede nei roguelite bidimensionali. Ogni scatto e ogni salto richiedono precisione se si vuole arrivare lontano. L’interfaccia è minimalista e incornicia il tutto con eleganza, senza rubare spazio all’azione, a patto che l’utente abbia navigato tra le istruzioni per comprendere il significato di ogni piccola icona. Il gioco ci immerge all’interno di una simulazione instabile pronta a collassare, e grafica e hub ci danno effettivamente questa perenne sensazione.
Un roster con regole singolari
Qui non siamo in un normale roguelite dove la scelta del personaggio è una semplice decisione tra quello forte o quello veloce. Qui ogni avatar sembra avere un manuale operativo diverso. Ci sono combattenti orientati al controllo dello spazio, altri basati su pressione costante, altri ancora che richiedono gestione di risorse interne, barre varie, meccaniche extra. Alcuni sono immediati, altri sembrano chiedere al giocatore una sorta di esame di ammissione prima di permettere un certo grado di controllo e divertimento. Il bello è che il titolo spinge a provarli tutti. Non solo perché sono tanti (e sì, ci sono anche crossover interessanti come ICEY e Dead Cells), ma perché entra in gioco il sistema più intelligente dell’intero impianto: il Legacy System.
BLAZBLUE: Entropy Effect X non si limita a dare potenziamenti temporanei, ma ogni run diventa un investimento strategico. Una volta completata una run, è possibile “salvare” i dati del proprio personaggio con due dei potenziamenti finali ottenuti. Poi, alla scelta di un diverso lottatore all’inizio di una nuova partita, è possibile scegliere due dei dati precedentemente salvati, che offriranno i loro potenziamenti in eredità al nuovo fighter. Questo significa che giocare non è solo un tentativo di vincere, ma è un coltivare build future. È possibile completare una run con un combattente focalizzato sul gelo e poi trapiantare quell’effetto su un personaggio completamente diverso, creando ibridi assurdi, sinergie non ortodosse, combinazioni quasi rotte. La schermata di selezione del personaggio diventa una vera e propria scelta tattica, in cui non selezioneremo solamente il nostro combattente preferito, ma sceglieremo chi può far evolvere la nostra strategia a lungo termine. Ed è a partire qui che il gioco diventa pericolosamente addictive. Anche chi normalmente fatica con i roguelite potrebbe restare sorpreso. La varietà del roster, la profondità delle build e il sistema di eredità rendono ogni run diversa non solo per le stanze generate proceduralmente, ma per l’approccio mentale. Rispetto agli altri titoli simili non si tratta semplicemente di “rifare il livello meglio”, ma di “costruire un ecosistema di poteri nel tempo”. Ed è questa stratificazione che lo rende difficile da mollare.
Un combat system brillante, ma esigente
Il sistema di potenziamenti di ogni personaggio si divide in Tactics e Potentials. Ogni volta che completeremo una schermata potremo scegliere se quella successiva sarà un negozio, un evento di qualche tipo, oppure un’altra schermata di combattimento che offrirà in ricompensa una Tactic di qualche elemento o una Potential. Essenzialmente le Tactics sono potenziamenti universali, disponibili per qualsiasi personaggio, divisi per elementi e che si attivano in concomitanza ad una certa azione: per esempio a uno scatto può seguire un fulmine che cade al punto di partenza, oppure allo sferrare una mossa speciale può venirsi a creare una tempesta di grandine che colpisce i nemici per un determinato periodo di tempo. I Potentials sono invece mosse e potenziamenti specifici di ogni personaggio: potenziano in maniere molto diverse i propri attacchi, le mosse speciali, gli scatti e così via, rendendo il lottatore sempre più simile alla sua “forma finale” che possiede tutte le mosse della controparte picchiaduro di BLAZBLUE.
Questa doppia struttura funziona benissimo: è possibile costruire il personaggio con utilità generale e, contemporaneamente, scolpire la propria versione personale del personaggio. Il vero problema è che a volte il DNA da picchiaduro si sente troppo. In un fighting game tradizionale, input precisi e sequenze complesse sono il cuore dell’esperienza. In una stanza roguelite piena di trappole, proiettili e nemici fuori schermo invece un sistema simile può diventare una lotta contro le nostre stesse dita. BLAZBLUE: Entropy Effect X è un titolo con uno skill ceiling altissimo: non ci troviamo nè nell’immediatezza di Hades, nè nella fluidità istintiva di Dead Cells. Qui serve disciplina, memoria muscolare e una certa tolleranza alla frustrazione iniziale. Tuttavia, quando si impara davvero a padroneggiare un personaggio, ci si sente veri e propri mostri.
A chi consigliamo BLAZBLUE: Entropy Effect X?
BLAZBLUE: Entropy Effect X è un titolo estremamente particolare. È consigliato ai fan di BLAZBLUE che vogliono vedere i loro personaggi preferiti in un contesto diverso, è consigliato a chi ama i roguelite profondi e tecnici, ai giocatori che apprezzano sistemi di build stratificati e sinergie particolari, e anche a chi non si spaventa di fronte a una curva di apprendimento molto ripida. Tuttavia non possiamo consigliarlo a chi cerca immediatezza, nè a chi desidera una storia completamente autonoma.
- Estetica 2D anime di altissimo livello
- Combat system profondo e spettacolare
- Roster vario e realmente differenziato
- Legacy System geniale e strategicamente coinvolgente
- Alto potenziale di rigiocabilità
- Molto impegnativo
- Input talvolta troppo esigenti per il caos roguelite
- Lore poco accessibile ai neofiti
- Curva di apprendimento iniziale non morbida
- Presenta alcuni bug
BLAZBLUE: Entropy Effect X
Passione, ci vuole! Passione!
BLAZBLUE: Entropy Effect X è un roguelite che non vuole essere per tutti. È un gioco che chiede impegno, attenzione, pratica. Ma in cambio offre un sistema di combattimento stratificato e una profondità che pochi roguelite riescono a eguagliare. Non rivoluziona il genere, ma lo raffina attraverso l’esperienza venuta dal picchiaduro tecnico di BLAZBLUE. Se siete disposti a pagare il prezzo del biglietto d’ingresso, lo spettacolo è garantito.
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