Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice – Recensione

Lo studio legale Wright Anything Agency riapre i battenti in Spirit of Justice!

Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice - Recensione

Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice - RecensioneIl celebre avvocato Phoenix Wright si trova in visita nel paese di Khura’in per incontrare la sua amica e collega Maya Fey, in viaggio anch’essa a Khura’in per completare il suo apprendistato di medium. Appena arrivato, giusto il tempo di fare amicizia con la guida turistica Ahlbi Ur’Gald e avere un brevissimo tour della zona, il nostro avvocato dai capelli a riccio sarà “costretto” dal suo senso di giustizia a difendere Ahlbi dall’accusa di omicidio. Capirà subito che il paese in cui è capitato non è il luogo ideale per gli avvocati e che gli stessi, attraverso il controverso sistema di leggi di Khura’in, possono ricevere la stessa sorte della persona che stanno difendendo e, il più delle volte, si tratta di pena capitale. Riuscirà il nostro avvocato a scoprire i misteri della terra di Khura’in, in piena guerra civile, e a far prevalere la giustizia in un paese dove le anime dei defunti possono comunicare le loro ultime visioni? Tutto questo è Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice.

  • Titolo: Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Avventura, Visual Novel
  • Giocatori: 1
  • Software house: CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 8 settembre 2016
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: costumi alternativi e tre casi aggiuntivi
  • Note: sesto capitolo regolare della saga

Spirit of Justice è la sesta iterazione delle celebri avventure dell’agenzia Wright & Co (non contando il prequel e gli spin-off) la cui distribuzione è avvenuta nello stesso modo del predecessore Dual Destinies, ovvero solo in versione digitale per Nintendo 3DS e acquistabile attraverso il 3DS eShop. È difficile fare una recensione di questo genere di titoli senza fare spoiler e, sappiamo benissimo che le anticipazioni per le avventure grafiche sono gradite quanto un cactus nelle mutande, quindi cercherò di limitarmi ad analizzare sia le novità apportate che gli aspetti negativi e positivi di questo sesto capitolo della serie. Spolverate i vostri distintivi da avvocato, riscaldate le mani in modo da non farvi male nel pestarle sul banco e affilate il vostro dito indice: le obiezioni sono tornate.

Hold It!

L’ultima fatica di CAPCOM si presenta con cinque episodi principali mentre altri, successivamente, verranno aggiunti tramite DLC (e a prezzo esagerato, oserei dire). Il primo caso, come al solito, ci consentirà di prendere confidenza col tutto e farà da prologo alla trama vera e propria. È utile dire fin dall’inizio che sarebbe meglio iniziare una saga dal suo gioco inaugurale, specialmente quando si tratta di una serie piena di personaggi come Ace Attorney, piuttosto che iniziarla dal sesto capitolo; nonostante ciò, il gioco viene incontro alle nuove leve, spiegando brevemente la storia dei personaggi già noti, una volta incontrati. Nello schermo superiore del Nintendo 3DS, come di consuetudine, vengono mostrati gli eventi del gioco e i dialoghi, mentre, nella parte inferiore, abbiamo la possibilità di far scorrere le frasi, di controllare le prove, incalzare obiezioni o vedere i profili dei vari attori in scena. Attraverso la pressione del tasto Start, invece, potremo salvare la partita in qualsiasi momento, funzionalità molto utile per coloro che sono consoni a sbagliare più volte, sprecando le opportunità che ci vengono concesse dal giudice per salvare il nostro cliente. Tutto questo sembrerà una ripetizione, ma la verità è che, tranne che per la storia e alcuni personaggi, le novità sono davvero poche. Andiamo a vederle insieme, iniziando anche a parlare di qualche miglioria rispetto all’ultimo gioco che lo ha preceduto.

Take That!

I bellissimi filmati animati ritornano anche in questo capitolo, con (e direi meno male) qualità molto più alta rispetto alla serie animata di Ace Attorney trasmessa sugli schermi nipponici quest’anno. Come prima novità possiamo includere anche la presenza di numerosi filmati realizzati con i modelli poligonali presenti nel gioco, di qualità superiore rispetto a quelli visti su Dual Destinies. Altre innovazioni invece riguardano la presenza della Divination Séance, che ci permetterà di rivivere gli ultimi momenti della vittima tramite uno specchio d’acqua posto al centro dell’aula stessa: starà a noi trovare delle incongruenze tra la testimonianza e la visione nello specchio d’acqua. Come ho già detto nell’anteprima, questo nuovo metodo di analisi risulta leggermente incasinato e un po’ difficile ma devo dire che, una volta abituati, il tutto diventa più semplice; nonostante ciò, c’è da dire che ho trovato gli “enigmi” e i ragionamenti all’interno del gioco più complessi rispetto al titolo precedente. È presente anche la possibilità di analizzare le prove, quando concesso, in modo tridimensionale ruotando o ingrandendo l’oggetto per scovare nuovi indizi o nuove scoperte. Questa nuova caratteristica è stata implementata egregiamente e sfrutta lo schermo inferiore della nostra console. Sarà comunque possibile utilizzare le vecchie “chicche” della serie, come il bracciale di Apollo o Widget di Athena, quindi non finiremo certo ad annoiarci. Tra le novità annovererei anche il fatto di avere una lista delle cose da fare, se mai dovessimo perdere il filo della trama o riprenderemo la partita dopo mesi. Ovviamente il detto “squadra che vince non si cambia” è stato preso in pieno dalla CAPCOM, che ha alterato davvero poco rispetto al capitolo precedente, aggiungendo comunque alcune migliorie.

Gotcha!

I personaggi di questo capitolo, siano amici, vittime, che nemici sono caratterizzati splendidamente sia per animazioni che per storyline e dialoghi. Inutile dire che la forza della saga di Ace Attorney risiede nei personaggi acquisiti nel corso degli episodi della serie e, chi ha giocato ad almeno un titolo della serie, sa che le emozioni la fanno da padrone: se un personaggio è lì e agisce in quel modo, ha il suo perché, la sua storia. Per questo forse i novellini non potranno apprezzare appieno ogni sfaccettatura dei personaggi, perché quattro o cinque righe di presentazione non rendono giustizia alle emozioni di quando quei personaggi, nei giochi precedenti, li abbiamo salvati o aiutati. Anche l’incontro tra Maya e Phoenix potrebbe risultare banale e poco emotivo per uno che non ha vissuto la serie in prima persona. Naturalmente, tutti i bugiardi che ci troveremo a demolire in aula sono furbi e piuttosto scaltri: sarà bellissimo vedere, come caratteristica di tutti i titoli della serie, il loro aspetto cambiare una volta che il loro castello di carte fatto di bugie vacillerà. Come critica personalissima (e da non tenere in conto, in quanto fanboy della serie), non ho apprezzato molto lo sviluppo di due personaggi già apparsi in precedenza, con alcune novità che mi hanno portato a storcere un pochino il naso.

Silence!

Tra i piccoli difetti di questo gioco mi tocca menzionare il comparto sonoro. Per carità, Spirit of Justice ha tantissime tracce audio provenienti dai vecchi giochi della serie, però non ha quasi nessuna traccia degna di nota tra quelle nuove, a dispetto del capitolo precedente che poteva contare su una colonna sonora davvero eccellente. Tra i punti a sfavore mi duole segnalare anche la mancanza della lingua italiana. Non sono solito lamentarmi della mancanza del nostro idioma in un videogame, anche perché gioco tantissimi titoli di importazione capendo poco di trama e dialoghi, ma in un contesto dove siamo costretti a leggere per svariate ore tonnellate di dialoghi in lingua inglese, forse qualcosa potrebbe sfuggire anche ai madrelingua. Tra i difetti metto anche la presenza di tre costosi DLC che sarebbe stato giusto inserire nel prodotto finale, visto che è stato rilasciato dopo parecchio tempo rispetto alla versione giapponese.

A chi consigliamo Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice?

Questo nuovo capitolo delle avventure di Phoenix Wright è un acquisto obbligato per chi ha giocato ai precedenti titoli del franchise. Troverà poco e nulla di nuovo ma avrà tra le mani una nuova avventura del carismatico avvocato dalla giacca blu e dei suoi comprimari. Questo capitolo in particolare, inoltre, è ottimo per chi è in cerca di una trama capace di donare emozioni, senza tralasciare il caratteristico humor, come di consueto, pronto a sbucare dall’angolo in qualunque situazione.

  • Animazioni di ottimo livello
  • Enigmi interessanti
  • Phoenix è tornato…

  • …ma con poche novità
  • Totalmente in lingua inglese e solo digitale
  • Episodi DLC non inclusi
Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice
4.2

NOT GUILTY!

L’esito di questa recensione potrebbe sembrare strano, ma tutti gli appassionati capiranno che questo gioco non sarà colpevole di prendervi tante ore della vostra vita. Non sarà colpevole di farvi emozionare grazie ai personaggi e alle loro storie. Non sarà colpevole neppure del tempo di attesa che ci separerà da un nuovo capitolo della serie. L’unica cosa di cui sarà colpevole è il senso da “finale di stagione” una volta terminato, ma anche questo non è un vero e proprio aspetto negativo. Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice è come una reunion con dei vostri vecchi amici: potrete andarci a colpo sicuro se vi siete divertiti con loro in passato, potete andarci comunque anche se non li conoscete tutti per approfondire il rapporto, ma potete anche evitarli come la peste se non vi siete mai trovati a vostro agio con loro. Rispolverate il vostro distintivo da avvocato virtuale, la corte ha di nuovo bisogno di voi.

Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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