Street Fighter V – Recensione

Street Fighter V

street-fighter-v-recensione-boxartPremessa. Sin da quando ero ancora glabro, esistevano due realtà di picchiaduro per uno nato e cresciuto principalmente con gli arcade (i miei avevano un bar, poi evoluto in ristorante e pizzeria): Street Fighter e The King of Fighters. Io e questi due giochi siamo cresciuti assieme, anche perché i fighting game erano un genere in cui me la cavavo abbastanza egregiamente tra un Hadoken e un Power Wave. Il 6 dicembre 2014 ho assistito con piacere all’annuncio di Street Fighter V, ultimo capitolo della fortunata saga CAPCOM che mi accompagna sin da quando ero bambino, decidendo così, senza remore, che avrei acquistato la nuova console Sony esclusivamente per questo titolo. Ho abilmente evitato ogni tipo di spoiler, nonostante lavorassi per il sito di cui siete lettori, fantasticando (come penso ogni fan) su ogni annuncio riguardante i personaggi che sarebbero stati confermati nel cast, desiderando di rivedere guerrieri poco conosciuti e immaginando l’ipotetica storia che avrebbe legato ciascuno dei tasselli. Ho atteso a lungo una limited edition che è arrivata… tristemente, nel paese sbagliato. Ho maledetto nel peggiore dei modi coloro che ci hanno messo sopra le mani alcuni giorni prima del day one, mentre io, che neanche ho voluto partecipare alla beta, ho aspettato con pazienza.

E ora eccoci qui. Uno contro uno. Io contro Street Fighter VFight.

  • Titolo: Street Fighter V
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: CAPCOM
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese, Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 16 febbraio 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: personaggi, modalità e costumi aggiuntivi
  • Note: tutti i contenuti scaricabili saranno sbloccabili gratuitamente tramite Fight Money o a pagamento tramite Zenny e Season pass

Street Fighter V è l’ultimo capitolo della famosa saga targata CAPCOM e il primo ad arrivare su una console di generazione corrente: è infatti disponibile dal 16 febbraio per PlayStation 4 e PC, sia in formato digitale che fisico, dopo numerose fasi di beta test dove è stato possibile utilizzare un numero limitato di personaggi per volta, gli stessi che venivano annunciati attraverso trailer diffusi in occasione di eventi presentativi in giro per il mondo. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa ci riserva questa recensione, magari diversa dalle altre che troverete sulla rete, ma fatta con il cuore “diviso” di un ragazzo cresciuto con la saga attualmente curata dal pacioccoso Yoshinori Ono, al contempo redattore di un sito che tratta di videogiochi giapponesi: le due parti si troveranno in completo accordo o ci ritroveremo una porzione di anima corrotta dal Satsui no Hadō? “RISE UP“, lo slogan che accompagna il gioco sin dal suo primo teaser trailer del PlayStation Experience 2014 sarà inteso come “alzati da una caduta” o “alzati al di sopra degli altri”?

Never attempt the same move after you have been once thwarted!

Come affermato dalla frase del mio main character di Street Fighter e odierno avatar Guy, procediamo subito annunciando le novità di questo capitolo, partendo dai personaggi. I combattenti inediti di questo nuovo capitolo saranno quattro, portando il numero dei personaggi giocabili della saga CAPCOM (tra spin-off e titoli canonici) a 99 World Warrior. I “novellini” di questo gioco rispondono al nome di Necalli, Laura Matsuda, Rashid e F.A.N.G. Necalli è un uomo-bestia per tutto simile a Kars di JoJo’s Bizarre Adventure, legato a un’antica profezia sulla quale è possibile intuire che possa girare la trama principale di questo capitolo. Laura Matsuda, invece, è la sorella di Sean di Street Fighter III e utilizza lo stile Matsuda Jiu-Jitsu integrato con alcune scariche di elettricità statica (anche se Brasile ed elettricità insieme fanno venire in mente solo un nome). Rashid proviene dal Medio Oriente ed è un simpatico combattente che utilizza tecniche di Parkour con l’aiuto del vento, da cui prende l’appellativo di “Rashid del vento turbolento” (Sakamaku kaze no Rashīdo). Infine F.A.N.G. è il nuovo generale di Shadaloo, misterioso lottatore che utilizza il veleno nelle sue arti marziali. A questi vanno ad aggiungersi Ryu, Ken, Chun-Li, Nash, Birdie, Cammy, Karin, Zangief, M.Bison, Vega e Rainbow Mika. Gli eventi di Street Fighter V prendono piede dopo gli avvenimenti di Street Fighter IV e prima di quelli di Street Fighter III ma, purtroppo, per saperne di più dovremo attendere il mese di giugno: grazie a un aggiornamento verrà introdotto uno Story Mode più completo, della durata di circa due ore.

Fighting like this brings back lots of memories

Con una frase di Cody Travers andiamo a elencare le novità introdotte nel motore del gioco, ponendo una particolare attenzione su quelle che, secondo me, rendono il titolo una via di mezzo tra la serie Alpha e Street Fighter III, con alcune similitudini con il quarto capitolo. Per prima cosa abbiamo le V-Skill, attivabili attraverso la pressione contemporanea del pugno e del calcio medio: differenti per ciascuno dei personaggi, ci permettono di compiere un’azione speciale (Ryu potrà godere del parry, Nash potrà riflettere gli attacchi a proiettile e Necalli avrà un attacco a distanza, per esempio). La barra V-Gauge, caricabile subendo danni o utilizzando le V-Skill, sostituisce la barra Ultra del precedente capitolo, è composta da due o tre segmenti (a seconda del guerriero scelto) e ci permette di effettuare le V-Reversal (con un segmento), contrattacchi simili all’Alpha Counter di Street Fighter Alpha, oppure (con tutta la barra) attivare il V-Trigger. Con la pressione contemporanea di pugno forte e calcio forte, sprigioneremo alcuni poteri esclusivi per un breve periodo di tempo o in alcuni casi tremendi attacchi speciali (Zangief, ad esempio eseguirà il “Cyclone Lariat” che attrarrà l’avversario nelle sue grinfie, Ken utilizzerà l’Heat Rush che aggiungerà fiamme ai suoi attacchi e migliorerà danno e traiettoria, Nash potrà sorprendere il nemico teletrasportandosi, e così via). Il sistema di combattimento sembra molto incentrato sulla parte offensiva, a conferma di tutto ciò abbiamo di ritorno da Street Fighter III la Stun Bar, un indicatore che si caricherà con i colpi subiti: una volta piena lascerà il nostro avversario imbambolato e alla mercé dei nostri colpi o delle Critical Art, mosse dall’ampio potenziale e bellissime da vedere, che consumeranno tutto il valore della barra blu presente sotto l’indicatore V. Tutte queste novità portano innumerevoli variazioni negli incontri e permettono un approccio più da protagonisti ai neofiti che si affacciano al mondo competitivo di Street Fighter, senza togliere il menù di combo e variazioni di stili tipico dei “Pro“. E sì, grazie a tutto ciò Street Fighter V risulta variabile ed estremamente divertente.

Fans are what drive a wrestler’s spirit! With support from my fans, I can’t lose!

Come nella citazione di Zangief, Street Fighter V è stato sviluppato sulla base delle richieste dei fan. Ono infatti, prima dello sviluppo, ha indetto un sondaggio su quali personaggi il pubblico avrebbe voluto vedere, al quale ho partecipato anche io votando Mike Haggar… vedete per caso un baffuto wrestler nel roster o qualche altro personaggio di Final Fight? Io no, purtroppo. Ciò ha permesso alla compagnia di improntare il titolo su due fattori: esaudire i desideri dei fan e monetizzare il più possibile. Il mondo conta di circa 7,4 miliardi di abitanti e realizzare un gioco che andasse bene per anche un quarto di questi era un’impresa che superava di molto l’operato di tutte le divinità messe insieme. Il leggendario producer è comunque riuscito ad andarci vicino: il titolo verrà supportato nel corso del tempo attraverso il rilascio di aggiornamenti, modalità, costumi e personaggi che lo renderanno sempre più vario e longevo. Per dare la possibilità di acquistare tali contenuti, CAPCOM ha previsto varie opzioni, riassumibili in: Fight Money (ottenibili superando sfide o anche solo combattendo online), Zenny (valuta che si riempirà in maniera direttamente proporzionale allo svuotamento del nostro portafogli) o il classico Season Pass, il quale sbloccherà tutto ciò che sarà reso disponibile nell’arco dell’anno, adatto ai più pigri o a coloro che davvero non hanno intenzione di giocare più di tanto, ma vogliono comunque godere di tutti i contenuti. Questo triplice sistema rende tutto abbastanza interessante ed è proposto in maniera geniale: giocando con frequenza avremo tanti Fight Money per poter sbloccare i contenuti gratuitamente e popoleremo costantemente i server; se invece saremo pigri o comunque non riusciremo ad averne abbastanza per sbloccare un contenuto che ci interessa, potremo metter mano al portafogli e arricchire mamma CAPCOM con i nostri soldoni. Dopo marzo, mese in cui verrà rilasciato il primo grande aggiornamento e il primo nuovo personaggio, Alex, avremo tante nuove sfide che ci torneranno utili per accumulare ulteriore denaro virtuale oltre a quello ottenibile tramite i normali combattimenti.

Music knows no borders! Don’t matter what country you’re from!

Aiutati dalla frase di Dee Jay andiamo ad analizzare due degli aspetti che più mi hanno colpito in maniera positiva di questo SFV: l’audio e i brani musicali del gioco. Questi ultimi, che riprendono quasi tutti i temi storici dei combattenti di Street Fighter, possiedono una grande caratterizzazione che vi farà immedesimare e sentire il combattimento. Tra quelli degni di nota, ai primi posti troviamo quelli di Ryu, Ken, Zangief e Vega, i quali entrano di diritto fra i migliori dell’intera saga, ma non sottovaluterei quelli dei nuovi arrivati: nelle tre ore in cui sono stato sotto torchio per lavorare a questa recensione, ho ascoltato ripetutamente il tema di Rashid, sotto consiglio di Zechs, e l’ho trovato accattivante e davvero molto orecchiabile. Oltre alla colonna sonora risultano ottime anche le voci, che potremo scegliere sia in lingua giapponese che in quella inglese, e ambedue hanno doppiatori e seiyuu molto simili, in linea con il carattere dei personaggi. Le arene, invece, hanno purtroppo il brutto vizio di non rappresentare il combattente che andremo ad affrontare: sarebbe bello avere di nuovo, come parecchi Street Fighter fa, stage specifici per ciascuno dei combattenti, in modo da poter associare la loro immagine al rispettivo paese di appartenenza (sebbene la cara vecchia Rose, assente in questo capitolo, appaia tutto tranne che italiana).

Chun-Li ha deciso una volta per tutte chi è l'unica vera regina di Street Fighter.

Chun-Li ha deciso una volta per tutte chi è l’unica vera regina di Street Fighter.

You are not even worthy enough to do my bidding! Be gone!

Con una frase di Urien, che sarà implementato via DLC più avanti nel corso di quest’anno, elencherò quelli che, purtroppo, sono i tanti aspetti negativi che ho riscontrato nel gioco in esame. Il periodo successivo al day one di Street Fighter V è stato alquanto fallimentare, caratterizzato da server offline, disconnessioni anche nella modalità Sopravvivenza e la quasi totale impossibilità di disputare match amichevoli o classificati. Il titolo è stato improntato per essere un gioco di punta per competizioni e tornei dove monetizzare il più possibile, quindi la modalità single player è stata quasi del tutto messa da parte per dare spazio alle modalità online. Ma se al lancio mondiale i server non riescono a soddisfare tutti coloro che hanno pagato il titolo a prezzo pieno, cosa mai potrà rimanere ai poveri giocatori? L’attuale modalità Storia, presente per ciascun personaggio, è costituita da pochissimi incontri, intervallati da una manciata di tavole firmate da Bengus (ottime per alcuni personaggi, ma parecchio discutibili per altri) e purtroppo, ora come ora, non riesce a risultare appagante. Chi ama giocare da solo al momento può contare unicamente sulle modalità Allenamento e Sopravvivenza (con avversari che passano dal livello paramecio al Daigo Umehara in un millisecondo), ma ciò non è abbastanza per un titolo degno del nome che porta. Ovviamente la classica scalata Arcade non poteva ancora essere presente, poiché il cabinato di Street Fighter V di fatto non esiste, ma la classica modalità esibizione con un livello di difficoltà regolabile e funzionale sarebbe stata ben gradita. Questa cosa mi ha decisamente lasciato con l’amaro in bocca.

Let your heart guide you and listen not to the temptations of power

È Gouken a guidare con la sua citazione l’ultimo capitolo di questa mia lunga analisi. Ho sempre ritenuto la storia di Street Fighter qualcosa di davvero profondo, nonostante gli alti e bassi: parla del lato oscuro di un uomo, delle lotte che dovrà affrontare per non esserne sopraffatto, ma soprattutto delle amicizie che il protagonista e noi giocatori riusciremo a crearci attraverso il combattimento. Uno contro uno, cazzotti o parole, un confronto tra noi e il nostro avversario che può portare a stupende amicizie, a elevarsi superiori ad altre persone o a volerle aiutare nello sviluppo del potenziale, nella vita reale proprio come nel gioco. Ognuno di noi ha una ragione per combattere: c’è chi lo fa per fama, chi per sentirsi più forte, chi per l’amore alla competizione e chi per non sentirsi debole. Street Fighter ci insegna che, qualunque sia la ragione per la quale combattiamo, nella vita incontreremo tante tipologie diverse di avversari, ovviamente non la personificazione di Zangief, ma tante persone con le quali lo scontro e la competizione ci regaleranno rispetto e magari amicizia, come succedeva nelle sale giochi quindici anni fa e come succede anche in multiplayer (seppur in maniera minore) nel periodo attuale. Questo è quello che ho ricevuto in dono dalla saga e che spero CAPCOM possa in qualche modo trasmettere alle generazioni attuali e future.

A chi consigliamo Street Fighter V?

Consiglio il gioco senza ombra di dubbio a coloro che dispongono di una buona connessione a internet, un abbonamento PlayStation Plus ma sopratutto tanta pazienza. Pazienza per lo Story Mode che arriverà in futuro, pazienza per i personaggi che verranno aggiunti mano a mano, pazienza per i caricamenti abbastanza lunghi e pazienza anche quando vedremo la nostra scalata in modalità Sopravvivenza interrompersi per una “disconnessione dal server”. Tutti questi problemi verranno sicuramente sistemati in futuro; nonostante ciò, se amate il genere e la saga a cui appartiene, rimane un acquisto consigliato.

  • Street Fighter rimane sempre il re del suo genere
  • Soddisfazione garantita dai numerosi stili di gioco differenti
  • Miglior comparto audio dai tempi di Street Fighter II

  • È poco più di una beta venduta a 70 euro
  • Scarsi contenuti per chi ama giocare da solo
  • Numerosi problemi ai server dopo ancora svariati giorni dal lancio
Street Fighter V
2.5

V per Vergogna: ci rivediamo fra un anno

So già a cosa state pensando, ma devo specificare che ho assegnato a Street Fighter V questo voto solo perché i contenuti presentati al lancio risultano scarsi e poco appaganti. La volontà di monetizzare il più possibile (a mio parere è uscito così presto per renderlo disponibile nei grandi tornei) si è infranta con la possibilità di avere tra le mani un gioco che possa divertire a lungo anche chi non è dotato di un abbonamento al PlayStation Plus o di una connessione stabile a internet. Vedremo se CAPCOM manterrà tutte le promesse fatte per questo titolo che, a diversi giorni dal lancio, per alcuni fila liscio come l’olio mentre ad altri dà problemi di disconnessioni e lag. Già nei prossimi giorni, e soprattutto dal mese di marzo, possiamo aspettarci le prime novità. Per quanto mi riguarda, anche con una connessione internet altalenante, giocherò ancora e ancora a questo gioco, perché è divertentissimo, appagante e intuitivo. Nonostante le mura del regno siano in costruzione, le fondamenta rimangono solide e indistruttibili. In attesa di tutto ciò, quel 2.5 su 5 è un giudizio di stallo, tra un anno sarò ancora qui a tirare le somme e giudicherò quello che ci offrirà CAPCOM per tutto il periodo post-lancio. E sì, voglio anche i bonus stage. Vorrei poter dire che il re è tornato, ma per ora posso solo sperare che ritorni in forma smagliante.

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Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.

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