Utawarerumono: Mask of Deception – Recensione

Utawarerumono: Mask of Deception sbarca su PS4 e PS Vita in Europa. Riuscirà a soddisfare sia la schiera di giocatori di Visual Novel che quella dei JRPG?

Utawarerumono: Mask of Deception - Recensione

Utawarerumono: Mask of Deception - RecensioneCi risveglieremo in una tenda. La ragazza al nostro fianco ci accudirà e ci inviterà a continuare a riposare. Dopo quello che sembrerà essere un nostro ricordo, o comunque un evento legato al nostro passato, ci ritroveremo svegli nel bel mezzo di una foresta innevata e con nient’altro che un abito leggero indosso. Giusto il tempo di renderci conto della brutta situazione, senza nessun ricordo sul perché o il come siamo arrivati in quel luogo, farà la sua comparsa un Boro-Gigiri, un mostro insettoide gigante che cercherà di attaccarci, spingendoci così a un’estenuante fuga, la quale, terminerà con la nostra caduta in un tunnel sotterraneo.

Purtroppo per noi, il Boro-Gigiri ci raggiungerà in breve tempo e, sul punto di essere uccisi, ci verrà in aiuto un’altra creatura: un Tatari, un ammasso gelatinoso che divorerà l’insettoide, ma che tenterà successivamente di fare lo stesso con noi. Entrerà così in scena Kuon, una ragazza che ci salverà da questa tragica situazione lanciando delle granate stordenti e portandoci in salvo fino alla sua tenda, dove scopriremo trattarsi della stessa in cui ci eravamo precedentemente svegliati: Kuon è la stessa fanciulla che ci rassicurava inizialmente. Riuscendo ora a renderci conto del suo insolito aspetto, noteremo che Kuon ha una coda e delle orecchie da animale! Parlando con lei scopriremo di esseri affetti da amnesia e di essere stati salvati precedentemente grazie al suo soccorso nella foresta innevata, mentre eravamo moribondi. Sarà proprio la ragazza a battezzarci Haku, in quanto noi non siamo in grado di ricordare il nostro vero nome. Inizierà così, assieme a lei, la nostra avventura nel tentativo di recuperare la memoria, nonché alla scoperta di quello che è per noi un nuovo mondo: Yamato.

Utawarerumono: Mask of Deception è una visual novel JRPG distribuita da Aquaplus e in collaborazione con Sting Entertainment, rilasciato in Giappone simultaneamente per PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation Vita il 24 settembre 2015. Il gioco è un sequel del titolo eroge del 2002, Utawarerumono, anche se Mask of Deception non mostra nessuno dei contenuti adulti del suo predecessore. Atlus USA localizzò le versioni di Mask of Deception per PlayStation 4 e PlayStation Vita il 23 marzo 2017 negli Stati Uniti, rendendolo il primo titolo della serie ufficialmente rilasciato fuori dal Giappone. Un terzo titolo del franchise, intitolato Utawarerumono: Mask of Truth è stato rilasciato nel 2016 in Giappone, contenente la storia di Mask of Deception e funzionante come finale della serie; questo titolo sarà disponibile in occidente a settembre del 2017.

  • Titolo: Utawarerumono: Mask of Deception
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation Vita
  • Genere: Visual Novel, JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software House: ATLUS
  • Sviluppatore: AQUAPLUS
  • Lingua: Inglese (sottotitoli), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 23 maggio 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi alternativi
  • Note: nella versione retail per PS4 è incluso un artbook

Il gioco di cui vi andrò a parlare oggi si tratta di un prodotto indirizzato a una fetta di giocatori ben distinta e dunque non per tutti. Utawarerumono: Mask of Deception è una visual novel con elementi RPG uscita nel 2015 in Giappone e che solo ora è riuscita ad approdare qui da noi in Europa. Il precedente capitolo, che risale all’anno 2002, pur essendo uscito su PC Windows, non è riuscito mal grado a varcare i confini del suo paese natio, se non per vie traverse. Ma non abbiate timore: Mask of Deception può essere tranquillamente giocato in totale libertà anche senza conoscere minimamente il suo predecessore, soprattutto in vista di Mask of Truth, che arriverà da noi tra qualche mese, e magari recuperando anche l’adattamento animato.

Come successe per il titolo precedente, Utawarerumono: Mask of Deception ha ricevuto un adattamento anime di 25 episodi nell’ottobre 2015 e prodotto da White Fox Ltd, i quali hanno anche creato la opening animata del gioco. L’anime fu trasmesso simultaneamente in inglese su Crunchyroll sotto il nome di Utawarerumono: The False Faces e rilasciato successivamente in home video da Sentai Filmworks nel 2017.

Who am I… ?!

Come detto in precedenza, essendo una novel, è fondamentale che in Mask of Deception sia presente una storia longeva narrata grazie all’ausilio dei dialoghi, schermate statiche e occasionalmente qualche filmato d’intermezzo. Inutile dunque dirvi che la maggior parte delle ore che passerete saranno a premere un tasto per passare alla fase successiva, ascoltando la recitazione in giapponese che è stata eseguita con interpreti di assoluta qualità. Nonostante la trama sappia di già visto, soprattutto nella fase iniziale, non aspettativi delle scelte multiple o altre cose di questo genere. Certo, in alcuni casi potremo scegliere qualche dialogo da ascoltare per primo, ma alla fine il risultato non porterà nessuna influenza sul proseguo della storia o sulla sua conclusione. Confermando così una certa linearità grazie alla mancanza di opzioni nei dialoghi o bivi narrativi. Come di consuetudine, non mancheranno colpi di scena e momenti che varieranno dall’ironico all’imbarazzante, dato che la maggior parte dei nostri compagni di viaggio saranno ragazze, aspettatevi quindi commenti da camionista o da stalker. Tecnicamente parlando, siamo di fronte a un gioco che è presente anche su console PlayStation Vita, dunque non siate esigenti riguardo le parti in 3D legate ad alcune scene d’intermezzo e ai combattimenti, mentre, per quanto riguarda le illustrazioni, esse sono ben realizzate e su PlayStation 4 è possibile goderne a 1080p.

Si legge tanto, si combatte poco

Sarò sincero con voi: se cercate un JRPG di quelli veri vi conviene guardare altrove. In Mask of Deception i momenti di confronto con i nostri nemici saranno decisamente pochi e concentrati nella parte finale del gioco. Anche le sessioni di combattimento saranno davvero scarse e si possono tranquillamente contare su una mano: sono sedici, di cui dodici ulteriori da poter effettuare una volta raggiunto l’end game. Da segnalare che il livello di difficoltà più alto riesce ad offrire un livello di sfida maggiormente appagante, rispetto a quello normale che è rivolto a chi vorrà semplicemente godersi la storia.

I combattimenti presenti in Mask of Deception sono sulla falsariga di titoli del calibro di FINAL FANTASY Tactics e Fire Emblem, non uscendo dunque dai parametri tradizionali del genere. Sarà presente la solita griglia di attacco e spostamento, personaggi che devono utilizzare mosse corpo a corpo, magie, armi a distanza, nonché resistenze e debolezze. Gli obiettivi nella stra grande maggioranza richiedono l’eliminazione di tutti gli avversari sul campo, evitando la morte del protagonista. In altre situazioni, invece, dovremo sconfiggere il boss di turno o attirare i nemici in una trappola. È molto importante, oserei dire fondamentale, conoscere benissimo tutti i pro e i contro di ogni personaggio quando andremo ad affrontare degli scontri di livello più elevato, in modo da poter capire i punti deboli del nemico e sconfiggerlo senza problemi. Saranno anche presenti degli attacchi a catena dove bisognerà premere il tasto giusto al momento giusto, così da poterci permettere di effettuare dei colpi critici e mosse finali. Nel caso vi troviate in situazione laddove avremo calcolato male un attacco, sarà possibile utilizzare la funzione “rewind” che ci permetterà di tornare al punto che si preferisce, così da adottare un diverso approccio strategico e correggere gli errori effettuati in passato. Per quanto riguarda lo sviluppo del personaggio, salendo di livello alcune abilità verranno imparate in automatico, ma toccherà a noi decidere quale equipaggiamento adottare e come distribuire i vari punti bonus ottenuti, in modo da far salire le caratteristiche di base.

A chi consigliamo Utawarerumono: Mask of Deception?

Consiglio questo titolo principalmente a coloro che amano il genere delle visual novel e i JRPG, anche se quest’ultimi potrebbero storcere un po’ il naso di fronte alla mole di dialoghi presenti nella produzione e la misera quantità dei combattimenti. Inoltre, se siete possessori di PlayStation Vita, vi invito qualora ad acquistare Utawarerumono: Mask of Deception per tale sistema, dato che per quel che concerne il genere, reputo più comoda una lettura su una console portatile che su una TV a 40 pollici, come è accaduto al sottoscritto.

  • I disegni e il comparto sonoro
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Storia lenta, ma appagante
  • Poche, ma divertenti battaglie

  • Punti di dispersione nella trama
  • Tecnicamente arretrato
  • Pochi combattimenti per un JRPG
  • Livello di sfida piuttosto basso
Utawarerumono: Mask of Deception
4

Alla ricerca della memoria perduta

Utawarerumono: Mask of Deception è di sicuro un titolo che non fa per tutti. I combattimenti sono pressoché inesistenti, con scenette di dialogo che ne fanno da padrone. È un gioco prettamente incentrato sulla lettura da parte del giocatore, cosa che rende questa produzione un titolo molto di nicchia ma che sarà far felice tutti gli appassionati del genere. Ringraziamo dunque ATLUS per esser riuscita a localizzare un prodotto degno di nota nel panorama delle visual novel.

AkuDohl
Videogiocatore incallito da sempre e da anni critico del settore. Ama il Giappone e tutto ciò che lo circonda.
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