L’industria delle mascotte è in serio pericolo a causa del COVID-19

mascotte giapponesi

Una delle tante particolarità del Giappone che ci fanno amare così tanto il Paese è sicuramente quella della cultura delle mascotte, o Yuru-kyara come vengono comunemente definite lì. Una parte integrante della vita culturale di comunità, spesso vengono viste a intrattenere le folle alle inaugurazioni e ad altri eventi importanti.

Tuttavia, la pandemia di COVID-19 rischia di mettere in pericolo tutto il sistema e di far sparire le Yuru-kyara, se non per sempre, sicuramente per un lungo periodo di tempo. E’ semplice capirne il motivo: le figure come questa hanno una fonte di introito basata soltanto sulle apparizioni pubbliche ad eventi come festival e altre celebrazioni, che sono state completamente bloccate a causa dei divieti di assembramento e delle misure di contenimento del virus, bloccando così la loro possibilità di lavorare.

Il giornale News Post Seven ha intervistato il signor Akihiko Inuyama, il “corpo all’interno” (o come viene conosciuto in Giappone, il naka no hito) delle mascotte di Tokyo Togoshi Ginjiro e Ohsaki Ichibantaro, quarantaquattrenne trovatosi improvvisamente senza “lavoro”.

Inuyama ha spiegato al giornale che in questo momento trovarsi nel corpo di una masccotte è una situazione paradossale: per chi è all’interno, lo spesso tessuto della maschera è perfetto per proteggersi dal virus, distanziarsi degli altri esseri umani e non far traspirare il proprio respiro: d’altro canto, tuttavia, le mascotte appaiono solo in luoghi affollati ed eventi di aggregazione, che sono ormai quasi completamente spariti: inoltre, siccome devono toccare ed interagire con più persone possibili, questo potrebbe renderle innavertitamente veicoli di contagio.

Le stagioni migliori sono sicuramente la primavera e l’estate per questo tipo di lavoro, con il guadagno che varia in base alla popolarità del personaggio. Inuyama poteva aspettarsi di guadagnare fra gli zero e i cinquemila yen per evento, ma in certi casi gli è capitato di eventi particolarmente lucrativi con cui guadagnare quasi 30mila yen ad apparizione.

Inuyama anima due mascotte indipendenti e non affiliate al governo, perciò ha bisogno di vendere il proprio merchandise per sostenere l’attività, e anche questo settore è stato fortemente colpito dall’epidemia. In realtà, moltissimi giapponesi si reinventano mascotte solo nel tempo libero dal vero lavoro, poichè con i soli guadagni non è possibile sostenere economicamente una famiglia. L’intervistato ha detto di essersi dovuto rivolgere ai sussidi governativi, ottenendo la somma di un milione di yen che gli permetterà di mantenersi a galla ancora per un po’, ma sta valutando di abbandonare il proprio costume in futuro.

Ciononostante, l’uomo continua a fare volontariato nel proprio quartiere e ad affiggere cartelli per una corretta prevenzione contro il COVID-19 e si è inoltre reinventato come Virtual YouTuber. Sebbene l’epidemia stia rallentando anche in Giappone, figure come Akihiko Inuyama si trovano ancora in situazioni difficili.

Akihiko Inuyama – Ohsashi Nisebantaro

Fonte: News Post Seven via SoraNews24

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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