Metroid Prime: Federation Force – Recensione

A trent'anni dalla nascita della serie, l'atipico Metroid Prime: Federation Force

Metroid Prime: Federation Force - Recensione

Metroid Prime: Federation Force - RecensioneAnno 20X6 del Calendario Cosmico. La distruzione del Phazon e del malefico pianeta Phaaze è stata una monumentale vittoria contro i Pirati Spaziali. Tuttavia, la perdita del Phazon ha danneggiato la stessa Federazione, e la minaccia dei Pirati Spaziali è lungi dallo scomparire. È per questo che la Federazione Galattica ha avviato l’Operazione Golem, una campagna militare volta a conquistare definitivamente la superiorità tattica e strategica nei confronti dei Pirati Spaziali. La chiave dell’Operazione Golem è lo sviluppo di un nuovo tipo di mech corazzato da guerra pilotato da un’unità d’élite, la Federation Force. Dislocata a bordo della G.F.S. Aegis, la Federation Force è finalmente pronta a mettere in pratica quanto appreso nel suo addestramento, nella speranza che ciò sia sufficiente ad affrontare le minacce che la attendono…

Trent’anni fa nasceva su NES uno dei giochi che ha segnato la storia videoludica: parliamo di Metroid, una delle prime avventure in cui impersoneremo una protagonista femminile, l’eroina galattica Samus Aran. Per festeggiare l’anniversario, Nintendo ha deciso di rilasciare uno spin-off della serie, Metroid Prime: Federation Force, capitolo incentrato sul multiplayer per Nintendo 3DS in cui vestiremo i panni di un membro dell’élite della Federazione Galattica. Sarà all’altezza del nome che porta?

  • Titolo: Metroid Prime: Federation Force
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Action FPS, Sport
  • Giocatori: single player, multiplayer locale e online fino a 4 giocatori
  • Software house: Nintendo
  • Sviluppatore: Next Level Games
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 2 settembre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: include il gioco Metroid Prime: Blast Ball

Starship Troopers

Dopo aver completato il tutorial in modo da prendere confidenza con i comandi, avremo finalmente modo di vedere la hub del gioco, strutturata come il ponte dell’astronave G.F.S. Aegis. Potremo quindi scegliere se affrontare le missioni nella modalità Campagna, sia in single che in multiplayer, continuare ad allenarci con la Pratica, cambiare verniciature e moduli installati nel Mech tramite la Personalizzazione, rivedere la configurazione dei tasti nella schermata Comandi o, perché no, svagarci facendo una partita a Blast Ball. Il software è compatibile con gli amiibo, i quali ci permetteranno di sbloccare nuove verniciature per il nostro Mech ispirate al personaggio che utilizzeremo.

Se il gioco non spicca nella grafica, tenendo conto dei vari pianeti inesplorabili se non nei luoghi che man mano visiteremo durante le missioni e che hanno degli ambienti che tendono a ripetersi, guadagna invece tantissimo con il comparto audio che ci accompagna per tutta la durata dell’avventura anche grazie al doppiaggio italiano. Per quanto riguarda il comparto tecnico, invece, non ho potuto che apprezzare i comandi, semplici e intuitivi grazie anche all’utilizzo del giroscopio per mirare, che non fanno sentire la mancanza di un secondo control stick per chi non avesse un New Nintendo 3DS. Allo stesso tempo, però, è stata totalmente ignorata la possibilità di utilizzare il touchscreen della console come vero punto focale del gameplay, relegando lo schermo inferiore all’utilizzo della mappa o di informazioni sulla missione che stiamo affrontando.

Galaxy Quest

La modalità Campagna ci permetterà di visitare i tre pianeti del Sistema Bermuda: il pianeta ghiacciato Excelcion, l’infuocato Bion e il pianeta industriale Talvania. Dopo un breve briefing da parte della Federazione, avremo la possibilità di scegliere l’equipaggiamento da portare in battaglia, considerando però un limite di peso oltre il quale non potremo più equipaggiare nulla. Questo limite aumenterà con l’andare avanti della storia o con l’equipaggiamento di MOD, moduli per il nostro Mech dalle più svariate funzioni che potremo trovare esplorando gli ambienti di gioco. La scelta dell’equipaggiamento sarà fondamentale in modalità multiplayer, in cui ogni giocatore potrà scegliere quali armi portare con sé, creando quasi delle vere e proprie “classi” utilizzabili. Ad esempio, giocando con un amico, potremo scegliere se optare per un equipaggiamento equilibrato o concentrarci sui buff e la cura, lasciando all’altro la potenza di fuoco maggiore.

A nostra disposizione avremo inoltre tre piccoli droni che, non solo ci aiuteranno in combattimento, ma si riveleranno fondamentali in modalità single player nelle missioni in cui dovremo trasportare degli oggetti. La Campagna è composta da ventidue missioni di difficoltà crescente e varie tra di loro: si passerà infatti dal dover eliminare determinati nemici sospetti in un’area, al recuperare manufatti o proteggere delle strutture. Alla fine di ogni missione verrà calcolato un punteggio che ci permetterà di ottenere delle medaglie come ricompensa, utili a sbloccare slot per le MOD aggiuntivi o nuove verniciature. Il punteggio viene calcolato in base ai nemici sconfitti, al tempo che abbiamo impiegato per svolgere la missione e al raggiungimento dell’obiettivo secondario, che non sempre sarà specificato nella scheda missione.

La longevità è forse il vero tallone d’Achille del gioco, con circa dieci ore per completare la trama del titolo, le quali che aumenteranno in caso volessimo portare a termine il gioco al 100%, completando ogni missione con tutte e tre le medaglie. Purtroppo anche il post game è praticamente assente: una volta completata la storia, infatti, non verranno sbloccate nuove missioni ma ci verrà data solo l’opportunità di riaffrontare quelle precedenti in modalità difficile, dove i nemici saranno decisamente più agguerriti e potenti ma non cambiando di fatto gli obiettivi da perseguire. La modalità giocatore singolo diventa, man mano che si avanza, sempre più difficile, spingendoci a cercare altri giocatori per riuscire a completare delle missioni altrimenti quasi impossibili. Questo però non è un male, visto che il multiplayer è uno dei punti di forza maggiori del gioco. Che sia con amici o con giocatori sparsi per tutto il mondo, con la sicurezza di avere le spalle coperte durante certe operazioni o il poter concentrarci sulla cura degli alleati, rende il gioco senza dubbio più vario e interessante, oltre che più facile.

Balle Spaziali

Come già annunciato in precedenza, all’interno di Federation Force è incluso anche il gioco sportivo Metroid Prime: Blast Ball, già reso disponibile da Nintendo circa un mese prima del rilascio del gioco completo. In questa modalità saliremo a bordo del Mech per giocare a una sorta di calcio spaziale, divisi in squadre da tre giocatori. Lo scopo del gioco è semplice: utilizzare il nostro Blaster per mandare la palla nella porta avversaria e fare goal, e la squadra che effettuerà più goal nell’arco dei tre minuti di gioco sarà la vincitrice. Se fin qui sembrerebbe tutto molto semplice, ma a rendere più interessanti le cose ci sarà la possibilità di non colpire la palla ma sparare direttamente agli avversari, distruggendo i loro Mech e rendendoli temporaneamente inagibili.

Dopo ogni partita, la nostra armatura acquisirà esperienza, aumentando il nostro rank in classifica e consentendoci di guadagnare utilissime MOD per la modalità Campagna. Blast Ball può essere giocato sia in single player, dove i nostri alleati sono controllati dalla IA, sia in modalità multigiocatore locale o online, avendo anche la possibilità di trasferire i dati della versione stand-alone nel gioco completo. La più grande pecca di questo mini-gioco è l’impossibilità di giocare online con i propri amici, relegando questa possibilità solo alla modalità locale e quella download. Altro piccolo difetto è l’inesistenza della chat vocale, costringendoci all’utilizzo della croce direzionale per comunicare con quattro frasi preimpostate che potremo scegliere nel menu della personalizzazione, rendendo così la cooperazione tra i giocatori più ardua.

A chi consigliamo Metroid Prime: Federation Force?

Il gioco è senza dubbio da consigliare a tutti i fan degli sparatutto in prima persona e degli action in generale, i controlli del mirino con il giroscopio rendono infatti il titolo molto interessante a livello di gameplay e facile anche per chi non ha troppa dimestichezza con questo genere. Ovviamente, non mancheranno tante citazioni che renderanno il titolo più appetibile per tutti i fan della saga. Mi sento di consigliarlo però, soprattutto a chi ha intenzione di acquistarlo assieme ad uno o più amici, poiché che la vera forza di Federation Force è proprio nel multiplayer.

  • Divertente in termini di gameplay
  • Colonna sonora intrigante
  • Sistema di personalizzazione semplice ma efficace
  • Online collaborativo ben sviluppato

  • Trama scontata
  • Grafica poco curata
  • Scarsa longevità
  • Alcune missioni impossibili in single player
Metroid Prime: Federation Force
3

Lo spazio è immenso, il gioco un po' meno...

Il mio approccio con Metroid Prime: Federation Force è stato un po’ strano: inizialmente ero tra gli scettici a cui non aveva colpito, sia per la grafica quasi deformed, che in un titolo sci-fi non concepisco, che per l’assenza di Samus come protagonista. E devo dire che lo scetticismo mi è un po’ rimasto anche dopo aver completato il gioco, il quale mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Se mi ha divertito (ma anche innervosito in alcuni punti) grazie a un gameplay dalle strutture solide e a una componente multigiocatore dai server stabili, la storia prende una piega troppo prevedibile, risultando quasi scontata verso la fine. La mancanza di un post game è quello che mi ha deluso maggiormente, poiché speravo in qualcosa in più: nonostante le mie manie di perfezionismo, l’idea di rifare missioni che ho già dovuto completare due o tre volte per acquisire tutte le medaglie, con il solo cambio della difficoltà, non è allettante. La vera domanda è: questo gioco è degno del nome che porta? Nì. Consideriamolo come un punto di partenza per il rilancio di uno dei brand Nintendo forse più apprezzati dagli appassionati, sperando che un eventuale seguito o nuovo capitolo riesca a colmare tutte le lacune viste in questo.

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Federico Schirru
Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.