Bloodborne: The Old Hunters – Recensione

Bloodborne - PlayStation 4

bloodborne-the-old-hunters-recensione-boxartDiversi anni or sono si manifestò la piaga delle belve, che gettò Yharnam nel caos e nella paura. I vecchi cacciatori si occuparono dell’epurazione delle bestie nella caratteristica città vittoriana, nel tentativo di ridare sollievo e pace ai suoi abitanti ormai in preda alla disperazione e al timore di poter essere contagiati dalla pestilenza, che sempre più si espandeva tra la popolazione. Gli antichi cacciatori riuscirono solo in parte nella loro missione, prima di diventare essi stessi delle belve assetate di sangue, poiché ormai completamente inebriati dal mistico odore e dal fievole sapore del misterioso fluido rosso. Tutto ciò venne rinchiuso in un incubo, privando di tale conoscenza i futuri cacciatori di belve fino a che, molti anni più tardi, uno degli ultimi cacciatori di Yharnam non riuscì a penetrare la barriera che lo divideva dall’Incubo del cacciatore, divenendo poi anche egli stesso dipendente dall’oscuro e malefico sangue di belva.

Bloodborne, creato dalla mente geniale di Hidetaka Miyazaki, dopo diversi mesi dalla sua release avvenuta a marzo torna a far parlare di sé con l’espansione intitolata “The Old Hunters”. Bloodborne è stato uno dei titoli che più ha caratterizzato il mercato di PlayStation 4 durante il primo semestre del 2015, portando enormi benefici alla console e a Sony in generale. A ormai pochi giorni dalla fine dell’anno corrente, siamo qui per recensire il nuovo contenuto targato SCE Japan Studio e FromSoftware e addentrarci, nuovamente, all’interno di questo oscuro ma affascinante incubo.

  • Titolo: Bloodborne: The Old Hunters
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1-5 (multiplayer online)
  • Software house: Sony Computer Entertainment
  • Sviluppatore: FromSoftware, SCE Japan Studio
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 24 novembre 2015
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: è un DLC
  • Note: incluso nella versione Game of the Year del gioco base

The Old Hunters pone la parola “Fine” a molte delle questioni rimaste in sospeso durante la nostra prima avventura tra le infide vie dell’inquietante città di Yharnam. Oltre a diversi riferimenti al gioco originale, l’espansione aggiunge anche molti contenuti sia in termini di gameplay, in quanto permette di ottenere ben sedici armi nuove tra armi da mischia e a lungo raggio, sia a livello di trama, poiché nel corso del DLC sarà possibile incontrare personaggi parecchio importanti di cui nel gioco originale si era solo appena accennato.

Ricordiamo che l’espansione necessita del gioco base per essere avviata e che è possibile acquistarla presso il PlayStation Store al modico prezzo di 19,99 €. Oltre a questo, è importante precisare che The Old Hunters è costituito da due DLC uniti in un unico pacchetto e che quindi sarà in grado di tenerci occupati per ben più di un paio d’ore. Ma ora basta dilungarsi riguardo a faccende di contorno e iniziamo a discutere del gioco preso in esame.

Il ritorno nell’incubo

Per accedere all’espansione, esattamente come negli altri titoli FromSoftware, i problemi non sono stati pochi, poiché a differenza di molti altri giochi, in cui l’accesso al contenuto scaricabile avviene tramite menu iniziale, nei titoli di stampo Souls l’ingresso nei DLC si trova direttamente all’interno del gioco originale. Per evitare spoiler per coloro che ancora non hanno potuto godere della bellezza e dell’unicità di quest’opera, vi aiutiamo semplicemente consigliandovi di cercare l’accesso all’espansione perlustrando la zona a sinistra della Cappella di Oedon.

Il tema principale di The Old Hunters riguarda gli antichi cacciatori che, in seguito all’inebriamento e alla follia dovuti alla caccia e al sangue, si sono ritrovati all’interno di un incubo oscuro chiamato “Incubo del cacciatore”. Non è quindi un caso che il nostro personaggio riesca ad accedere in questo luogo così tanto misterioso, poiché, secondo la trama del titolo originale, anche il nostro cacciatore, mano a mano che la storia prosegue diventa sempre più dipendente dal sangue e dalle sue varianti. Di conseguenza la nostra presenza in questo luogo non è affatto “voluta” dal personaggio con cui abbiamo vissuto gli orrori che il titolo ha da offrire, ma semplicemente vi si ritrova all’interno perché, esattamente come i vecchi cacciatori avevano fatto in passato, anche il nostro protagonista prova piacere a inebriarsi di sangue e a massacrare belve.

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È possibile accedere all’interno del contenuto scaricabile solo dopo aver ottenuto un oggetto presente all’interno del Sogno del Cacciatore e dopo aver sconfitto il Vicario Amelia all’interno della Grande Cattedrale, facendo così calare la notte sulla misteriosa Yharnam e mostrando parte degli orrori che la città nasconde. Tuttavia, sebbene sia possibile accedervi così presto, vi consigliamo caldamente di evitare di entrare all’interno del DLC con un livello troppo basso, poiché potreste incontrare ben più di qualche difficoltà. Se attualmente vi trovate ancora in New Game, il nostro consiglio è quello di avventurarvi all’interno di questo contenuto solo in seguito al raggiungimento di un livello pari o superiore al 70; se invece siete in New Game Plus, l’ideale sarebbe affrontare il DLC al livello 140.

Una volta conclusa la cutscene introduttiva di The Old Hunters ci ritroveremo all’interno dell’Incubo del cacciatore dove, oltre alle normali bestie che era possibile incontrare già a Old Yharnam, ci faranno compagnia anche un gran numero di cacciatori impazziti armati di tutto punto che, a differenza degli altri che era possibile incontrare durante l’esperienza del gioco originale, non scompariranno dalla mappa una volta sconfitti. Il luogo in cui sono ambientate le vicende delle fasi iniziali è Cathedral Ward, sebbene si manifesti in una sua forma distorta e mutata dall’incubo, richiamando anche alcune strutture presenti all’interno degli incubi visitabili all’interno del gioco originale, come ad esempio l’Incubo di Mensis. Oltre a questa zona, sarà possibile visitare anche un inquietante centro di ricerca appartenuto alla Chiesa della Cura, all’interno del quale potremo vedere con i nostri occhi i macabri esperimenti che venivano compiuti in quel luogo, e l’esperienza si conclude infine con l’esplorazione di un angusto villaggio di pescatori, dove dovremo affrontare le creature più pericolose che questa espansione ha da offrirci. Nel corso della nostra esplorazione incontreremo anche nuovi NPC e boss inediti, sempre più agguerriti e sempre più difficili da sconfiggere. Sarà possibile toccare con mano la follia di cui tanto si è discusso nel gioco originale, si potrà vedere con i propri occhi fin dove si è spinta la Chiesa della Cura e i cacciatori che erano sotto il suo comando, ma soprattutto potremo conoscere molti degli oscuri segreti che si celano dietro ai temibili Grandi Esseri che albergano nella pericolosa Yharnam.

FromSoftware ha accompagnato la release dell’atteso DLC con l’uscita della patch 1.07 la quale, oltre ad aver aggiunto il contenuto scaricabile vero e proprio, ha inserito diverse novità nella Yharnam del gioco originale, come, ad esempio, la presenza di un nuovo NPC all’interno dei Boschi Proibiti legato ad una nuova covenant nota come “La Lega”, ma anche nuovi personaggi evocabili attraverso la Campana dei Vecchi Cacciatori, ottenibili direttamente all’interno del Sogno del Cacciatore, che ci aiuteranno a sconfiggere alcuni dei boss del gioco originale. Quindi, possiamo concludere dicendo che i developer hanno pensato proprio a tutti, offrendo contenuti nuovi e aggiuntivi anche a coloro che per un motivo o per un altro non sono riusciti ancora a mettere le mani su questa sezione aggiuntiva.

Sangue, belve e cacciatori

Bloodborne è stato molto criticato dopo l’uscita per la mancanza di contenuti con il quale è stato immesso sul mercato: FromSoftware e SCE Japan Studio hanno fatto tesoro di tutti i consigli ottenuti dalla sua community, e ciò ha influito molto positivamente su questo The Old Hunters, in cui abbiamo potuto godere di una grossa quantità di armi diverse appartenenti ai vecchi cacciatori, oltre a delle armature di cui, fino al momento dell’uscita del DLC, non era stato mostrato nulla.

Come detto poc’anzi, con questo aggiornamento sono state implementate ben sedici nuove armi, che offrono quindi al giocatore una possibilità di scelta ancora più ampia rispetto a prima. Da una parte abbiamo le armi bianche, tra le quali possiamo trovare la sega circolare, una mazza che una volta trasformata diventerà una pericolosissima sega roteante in grado di squarciare le carni dei nostri nemici, mentre dall’altra abbiamo le armi a lungo raggio, tra cui l’arco, che nella sua forma base è una spada ricurva in grado di causare una gran quantità di danni concatenando attacchi pesanti e leggeri, mentre una volta trasformata potremo usufruirne a distanza per colpire in tutta sicurezza i nostri nemici. Le nuove armi cambiano non poco il gameplay di Bloodborne, poiché ognuna di esse offre una modalità di gioco differente, passando dalle armi pesanti i cui colpi possono devastare il nemico, fino ad arrivare alle armi a due mani, le cui complesse combo ci pongono in una situazione di superiorità.

Per quanto mi riguarda, ogni qual volta ottenevo un’arma, nasceva in me la voglia incontrollabile di provarla e testarla contro i nemici. Tuttavia, senza alcun tipo di potenziamento, nonostante siano armi accessibili a livelli abbastanza avanzati, sono davvero inefficienti, specie se consideriamo di utilizzarle in una ambientazione quale quella del DLC, il cui livello di difficoltà è ben superiore a quello base. Di conseguenza saremo costretti a rinforzarle per renderle davvero utili in battaglia: peccato però che la quantità di materiali richiesta per farlo sia davvero alta e, di conseguenza, si rende davvero complicato usufruire di queste armi, specie se ci si trova in New Game e non si è grandi esploratori di Chalice Dungeon. Fortunatamente, in seguito alla patch 1.09 uscita qualche giorno fa, è ora possibile acquistare le Rocce del Sangue dai messaggeri della vasca, che facilitano di parecchio l’ottenimento di questo rarissimo materiale, sebbene il loro costo di 60 punti intuizione sia parecchio elevato.

Oltre alle modifiche di gameplay dovute alle nuove armi, con The Old Hunters sono state aggiunte due nuovissime trasformazioni usufruibili tramite l’utilizzo di due particolari Rune di Caryll, in grado di mutare completamente l’aspetto del nostro cacciatore. La prima di queste ci permette di tramutarci in una belva e, associando a questa particolare runa l’artiglio della belva, otterremo un moveset completamente diverso rispetto a quello che l’arma aveva fino ad ora, rendendoci molto più simili alle bestie che abbiamo incontrato nel gioco durante la nostra avventura. La seconda, invece, è più legata all’ambito ancestrale di Bloodborne, in particolare ai Grandi Esseri, permettendoci di assumerne una forma simile alla loro. Esattamente come per la trasformazione in bestia, anche con questa è possibile associare una particolare arma in grado di metterne in luce le reali potenzialità, ma questa volta non si tratta di un’arma già presente nel contenuto originale, bensì di una totalmente nuova. Per il resto, il gameplay rimane invariato: il nostro obiettivo rimane sempre quello di uccidere più belve possibili, ed esattamente come nel gioco originale, in cui da un certo punto in poi ci si allontana dalla nozione di bestialità per avvicinarsi al tema dei piani superiori della conoscenza e alle creature ancestrali, anche in questo nuovo contenuto è possibile notare questo cambiamento, facendo evolvere oltre l’esperienza di gioco anche il modo in cui approcciarsi ai nemici che incontreremo.

Risuonano campane rosse e blu

Dal punto di vista tecnico, Bloodborne ha subito diversi miglioramenti nel corso di questi mesi, sia per quanto concerne le fasi di caricamento, all’inizio davvero lente e fastidiose, sia in termini di frame rate che, sebbene alcune volte sia ancora instabile, è stato nettamente migliorato, raggiungendo i 30 fotogrammi al secondo fissi per gran parte dell’esperienza di gioco. Anche dal punto di vista dei server ci sono stati notevoli migliorie, infatti molti dei problemi riguardanti il lag durante l’esperienza mutiplayer sono stati risolti, così come anche si sono accorciati i tempi di attesa per trovare altri giocatori online tramite la Campana del Richiamo e la Campana Sinistra.

Una menzione particolare va fatta alla colonna sonora delle boss fight presenti nel nuovo contenuto scaricabile, davvero memorabile e di grande intensità. Le musiche si adattano perfettamente agli scontri che il gioco ha da offrirci e nonostante questa caratteristica fosse già presente nel titolo originale, l’ispirazione in fatto musicale di FromSoftware si è dimostrata valida anche per The Old Hunters.

Insomma, non si può che concludere dicendo che, con questo The Old Hunters, Bloodborne è diventato ancor più completo e affascinante, aggiungendo circa 8 ore di gioco in più al contenuto base del titolo. Molti dei difetti che caratterizzavano il gioco originale ci sono ancora, tuttavia sono notevoli i passi avanti compiuti negli ultimi mesi dagli sviluppatori con il loro gioco di punta su PlayStation 4. Possiamo quindi ora considerare il titolo concepito dalla mente di Miyazaki definitivamente concluso, ricordando che, per coloro che non fossero stati ancora in grado di godere della sua bellezza, è possibile acquistarlo in digitale nella versione Game of the Year (che comprende il gioco base più The Old Hunters) sul PlayStation Store, oppure scatolato presso i retailer britannici (poiché, inspiegabilmente, non è ancora possibile trovarlo nei negozi italiani).

A chi consigliamo Bloodborne: The Old Hunters?

Se siete amanti della saga Souls e dei lavori di Miyazaki e FromSoftware, non possiamo che consigliarvi questo titolo e questo DLC. Per certi versi The Old Hunters richiama parecchio quell’Artorias of the Abyss di DARK SOULS, sia per le meccaniche che ci portano ad accedere al contenuto scaricabile, sia per la tipologia di DLC. Non si parla di un contenuto di qualche ora, ma quasi di un gioco a sé stante, con tanto di trama, gameplay migliorato e tanti segreti da scoprire. Sicuramente se avete apprezzato le creazioni della software house nipponica, non potrete che adorare anche Bloodborne e questo The Old Hunters. Personalmente consiglio a tutti coloro che hanno già una copia di Bloodborne l’acquisto di questo contenuto a pagamento, mentre per quelli che fossero stati indecisi nel comprare Bloodborne alla sua uscita, consiglio di acquistare la versione Game of the Year.

  • Ottimo lavoro in fatto di level design
  • Tante nuove armi e armature inedite
  • Tre nuove zone esplorabili e colme di segreti da scoprire
  • Visivamente eccelso, con scorci al livello delle migliori opere gotiche

  • Potenziamento delle armi troppo dispendioso
  • Accedere ai DLC richiede un certo ragionamento
Bloodborne: The Old Hunters
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Un DLC di spessore, ricco di segreti da scoprire e belve da cacciare

Bloodborne è un gioco in grado di offrire una gran quantità di ore di divertimento, soprattutto dopo l’arrivo di questo contenuto scaricabile, che ne aggiunge, come dicevamo, almeno otto, sebbene tutto dipenda dalla bravura e dalle abilità del giocatore. Possiamo considerare l’opera di FromSoftware definitivamente completa, anche perché, a detta degli stessi sviluppatori, The Old Hunters sarà la prima e unica espansione del titolo esclusivo PlayStation 4. Questo contenuto scaricabile è davvero vasto, sia in termini di longevità, sia per quanto concerne le ambientazioni. Come dicevamo, le location aggiunte sono solo tre, tuttavia se consideriamo la loro grandezza e soprattutto l’egregio lavoro svolto a livello di design, non si può che fare un sincero applauso agli sviluppatori. Considerando poi che The Old Hunters è un contenuto che comprende due DLC, non si può che ammirare la software house nipponica nella scelta di unirli in un pacchetto e lanciarlo sul mercato a un prezzo piuttosto contenuto. Bloodborne è sicuramente una delle perle di queste 2015, specie per Sony e gli utenti PlayStation: a mio modesto parere, tutti coloro che posseggono la console dovrebbero quantomeno provare a giocare a questo titolo che sicuramente si è rivelato essere una delle sorprese ed esclusive migliori dell’anno ormai in conclusione. Sperando che i momenti in cui vi ritroverete ad insultare il vostro televisore giocandoci siano minori dei miei, vi auguro un Buon Natale!

Shin
Videogiocatore da molto, forse troppo tempo. Amante di tutto ciò che è giapponese, compresi i JRPG e il sushi... Soprattutto il sushi.