One Piece: Pirate Warriors 3 – Recensione

One Piece: Pirate Warriors 3 – Recensione

One Piece: Pirate Warriors 3One Piece racconta la storia di un ragazzino di nome Monkey D. Luffy e del suo sogno di ereditare il titolo di Re dei pirati dal leggendario Gol D. Roger, nonché di trovare l’ambito One Piece, il suo più grande tesoro. Nel corso del suo lungo viaggio Luffy sarà accompagnato dai membri della temibile ciurma: lo spadaccino Roronoa Zoro, la navigatrice Nami, il cecchino Usop, il cuoco Sanji, il medico Tony Tony Chopper, l’archeologa Nico Robin, il carpentiere Franky e il musicista Brook. Insieme, tra alleati e nemici, scopriremo la nascita e crescita di questi personaggi, fino allo scontro con il tirannico Donquijote Doflamingo nel regno di Dressrosa, saga appena conclusa nel manga di Eiichiro Oda, un’opera considerabile al pari di una religione in Giappone e che gode di enorme popolarità anche nel resto del mondo.

Personalmente amo molto questa serie, ho portato il cosplay dei miei due personaggi preferiti (Trafalgar Law e Corazon) e ho giocato a tantissimi videogiochi tratti dall’opera di Oda (molti disponibili solamente in lingua giapponese e per alcune console come il Wonder Swan Color o Game Boy). Dopo aver apprezzato il secondo titolo di questa saga firmata KOEI TECMO Games, mi è capitata la possibilità di recensire One Piece: Pirate Warriors 3 che, a differenza del suo precedessore, narrerà le vicende di Luffy direttamente dal villaggio di Foosha, luogo in cui tutto è iniziato, fino ad arrivare a Dressrosa, l’ultima parte narrata nella serie a fumetti. Ci ritroviamo quindi di fronte all’ennesimo titolo che ripercorrerà la vicende della serie originale o possiamo aspettarci qualche interessante novità? Scopriamolo assieme.

  • Titolo: One Piece: Pirate Warriors 3
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation 3, PlayStation Vita, PC
  • Genere: azione, hack ‘n’ slash
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment, KOEI TECMO Games
  • Sviluppatore: Omega Force
  • Lingua: Italiano (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 agosto 2015
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi alternativi, missioni aggiuntive
  • Note: disponibile una Limited Edition contenente una statua di Donquijote DoFlamingo

Come tutti ben saprete, la nostra storia inizierà nel più classico dei modi, ovvero con il rosso Shanks che donerà il suo cappello di paglia al futuro pirata allungabile. Possiamo subito notare i primi aspetti positivi del gioco, ovvero la presenza doppiaggio originale dell’anime, che ci consentirà di ascoltare le famose voci dei seiyuu durante tutte le fasi del gioco. La narrazione avviene con uno stile grafico che fa sembrare il tutto una versione interattiva del manga di Eiichiro Oda, altamente enfatizzato quando, in certe cutscene, alcuni dei personaggi sfodereranno tutto il proprio carisma gridando alcune delle loro frasi ad effetto. Dopo uno stupendo filmato che vede i tre fratelli Luffy, Ace e Sabo, seguiti da una breve presentazione di gran parte dei personaggi presenti all’interno del gioco, ci ritroveremo del menu principale che ci consentirà di scegliere fra le seguenti opzioni: Diario della leggenda (gioca la storia originale), Diario libero (scegli liberamente un episodio), Diario dei sogni (avventura in un mare sconosciuto), Online (collegati con altri giocatori da tutto il mondo) e le classiche voci Opzioni e Galleria.

Come anticipato poc’anzi, il diario della leggenda è il classico story mode che affronteremo dall’inizio della serie fino ad arrivare a Dressrosa, attraverso dei capitoli divisi a loro volta in episodi. Nel diario libero potremo invece scegliere un episodio della storia e giocarlo con qualsiasi personaggio a nostra disposizione, mentre il diario dei sogni è la modalità che più mi ha catturato, che ci mette di fronte a missioni di varie tipologie che porteranno a sbloccare di personaggi e acquisire monete, utili per potenziare i nostri pirati (insieme alla valuta del gioco, i berry). Infine, la modalità online ci permetterà di effettuare alcune missioni insieme a un altro giocatore, mentre l’opzione della richiesta di soccorso in determinate missioni è un gradito ritorno dai precedenti giochi sviluppati da Omega Force.

Odore di avventura

Una volta iniziata l’avventura, sia essa story mode o diario dei sogni, i fan dei musou troveranno subito dimestichezza con i controlli: tre tasti per gli attacchi normali, uno per lo scatto e uno per l’attacco speciale. Anche in questo episodio mancherà l’opzione del salto, che tanto ha fatto dannare Kurama durante la recensione del capitolo precedente. Il touchscreen della PlayStation Vita (versione che ho avuto occasione di provare) è ben supportato con la funzione del target locking sui nemici e l’attivazione del Kizuna Drive: quest’ultimo ci permetterà, attraverso una barra che si ricaricherà man mano che sconfiggeremo nemici, di compiere dei devastanti attacchi insieme agli alleati disponibili durante la missione; affrontare gli episodi con i medesimi alleati e aumentarne livello ci farà sbloccare attacchi combinati sempre più potenti. Attraverso la pressione del tasto cerchio, mentre la modalità Kizuna Drive sarà attiva, potremo scatenare epici attacchi combinati con i nostri alleati che prendono il nome Kizuna Rush, che ci permetteranno di scagliare un attacco finale addirittura con quattro guerrieri simultaneamente. Sarà curiosissimo, per gli appassionati di One Piece, vedere in azione alcune tecniche davvero epiche, anche tra personaggi che addirittura non si sono mai incontrati nella storia originale. La durata, la potenza e altri fattori del Kizuna Drive saranno poi determinati dai vari tipi di combattenti che utilizzeremo, anche in base alla tipologia di frutto del diavolo, all’uso dell’haki e altri fattori. Come per ogni Warriors che si rispetti, le nostre missioni dureranno una decina di minuti ciascuna, forse qualche minuto in più se vogliamo completarle con il massimo del giudizio, che ci verrà affibbiato a fine del livello assieme alle monete ottenibili sconfiggendo i generali.

Dannatissimo Weasley.

Dannatissimo Weasley.

Se dovessi fare un viaggio… Dove ti piacerebbe andare?

In qualità di grande appassionato di One Piece, la vera modalità che ha catturato la mia attenzione è stata il Diario dei sogni. In questa sezione, con un personaggio a nostra scelta, partiremo a combattere a zonzo per altre isole, all’interno delle quali potremo sbloccare più della metà dei personaggi disponibili nel roster, nonché alcune monete speciali ottenibili solo sconfiggendo i nemici che compariranno casualmente sulla mappa, ciascuno caratterizzato da una taglia. In questa modalità le missioni ci metteranno di fronte a sfide di vario genere: potremo ad esempio capitare in uno scontro fra maschi o femmine, spadaccini contro lottatori o uomini pesce contro umani. Ciascuna di queste missioni potrà contare di alcuni dialoghi esclusivi tra personaggi che non si sono mai incontrati all’interno del manga, facendo andare il cervello degli appassionati in visibilio alla ricerca di teorie più o meno plausibili, per esempio in una missione il CP9 ha proposto al capitano Kuro di entrare a far parte della squadra. I personaggi da sbloccare sono davvero tantissimi, a partire dai classici Kizaru, Akainu, Aokiji, Barbabianca e Barbanera, fino a quelli più improbabili come Hannyabal o un Lapin (gigantesco coniglio bipede presente nella saga dell’isola di Drum) buona parte dei quali con tante tecniche che saranno rese disponibili con l’aumentare di livello.

Non puoi mangiare il Re alla prima mossa

Il comparto grafico, anche nella versione PlayStation Vita, è molto buono e gode di un ottimo shading che rende i personaggi quasi identici alla versione animata. Omega Force ha dichiarato che la versione per PlayStation 4 può contare su più di duecento nemici presenti contemporaneamente sullo schermo, mentre la versione PlayStation 3 è in grado di caricarne circa la metà. Per quanto concerne il sonoro, invece, posso tranquillamente classificarlo come uno dei pezzi forti del gioco: nonostante quasi nessuno dei brani di sottofondo sia tratto dalla serie animata, il comparto audio raggiunge livelli altissimi emulando più o meno il genere di BGM presenti nell’anime. Tra le canzoni indimenticabili posso elencare “Let’s put this matter under”, sottofondo della missione del villaggio di Syrup o l’orecchiabile “Speed of Sound”. L’uso degli effetti sonori e dei seiyuu originali aumenta parecchio l’attaccamento al gioco, soprattutto per i fan dell’opera originale.

La morte non è una scusa!

Nonostante le ottime caratteristiche elencate fino a questo momento, One Piece: Pirate Warriors 3 non è certamente esente da difetti. Tra questi, principalmente, troviamo un’eccessiva ripetitività, tipica dei titoli di stampo musou; un’altra pecca ereditata dal genere è quella della staticità della telecamera che non aiuta per nulla il giocatore nei momenti più concitati nei quali, tra le altre cose, saremo in qualche modo costretti a ignorare completamente i dialoghi a causa del trambusto che si andrà a creare sullo schermo. Purtroppo, un’opera mastodontica come One Piece, che vanta più di 800 capitoli, non poteva essere rappresentata per filo e per segno: infatti, nonostante i 47 personaggi giocabili, alcune assenze saranno più che palpabili anche a livello di trama, lasciando i fan della serie con un’espressione di disappunto stampata in viso. Tra i difetti posso menzionare anche un comparto multiplayer non all’altezza delle aspettative con interazioni tra i giocatori quasi del tutto assenti, nonché alcuni piccoli cali di frame rate durante l’esecuzione di alcune tecniche, ma nulla di particolarmente grave; infine la difficoltà, anche se impostata al massimo, non sarà in grado di offrire una sfida adeguata ai giocatori più esigenti.

A chi consigliamo One Piece: Pirate Warriors 3?

Consiglio questo terzo Pirate Warriors a tutti gli amanti di One Piece, in quanto è obbligatoriamente il gioco più completo uscito fino a questo momento. I fan del genere musou potrebbero trovare interessante il sistema di Kizuna Drive e Kizuna Rush, nonché l’inedita modalità diario dei sogni. Se non siete fan del fumetto di Oda e cercate un gioco non sia per niente ripetitivo, potreste ricevere una brutta sorpresa se deciderete di farlo vostro a scatola chiusa.

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  • Egregia modalità storia
  • Un roster di 47 personaggi giocabili
  • Sistema di crescita a monete davvero interessante
  • Tanti contenuti sbloccabili

  • Pessimo comparto multiplayer
  • Ripetitivo dopo alcune sessioni
  • Troppo semplice anche a difficoltà massima
One Piece: Pirate Warriors 3
4

Un terzo, titanico musou per l'altrettanto grande One Piece

Nel corso della mia carriera videoludica ho provato davvero tanti giochi di One Piece, cercando via via di eleggere la tipologia di gioco ideale per uno degli shonen più famosi al mondo. Il genere musou si colloca tra i candidati più papabili, ma non quello definitivo, anche per quel che riguarda i difetti già elencati per questo gioco. Per i fan di One Piece l’acquisto è quasi obbligatorio, anche solo per poter rivivere alcuni dei momenti salienti delle varie saghe che compongono la serie animata, mentre per tutti gli altri, consiglio di leggere più di una volta questa recensione, cercando di capire gli aspetti positivi e negativi del gioco per poi valutarne l’acquisto. Forse One Piece: Pirate Warriors 3 non ci farà diventare re dei pirati (a meno che non vi verrà in mente la malsana idea di scaricarlo illegalmente) ma di sicuro Omega Force sa tenersi ben salda sul trono dei giochi d’azione.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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