JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven – Recensione

JoJo's Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

jojo-s-bizarre-adventure-eyes-of-heaven-recensione-boxartDopo aver affrontato e sconfitto il potente e spaventoso DIO, evento che ha definitivamente segnato la fine della loro pericolosa avventura, Jotaro, Joseph e Polnareff decidono di darsi l’ultimo saluto prima che le loro strade si dividano nuovamente… ma non tutto sembra andare come dovrebbe. Poco dopo essersi salutati, infatti, un giovane e fuoriluogo Speedwagon approccia lo scapestrato Jotaro e suo nonno Joseph, nel tentativo di avvertirli. Nello stesso momento farà un frettoloso ritorno anche il bizzarro Polnareff, che metterà il gruppo in guardia dell’imminente minaccia, un pericolo che li getterà nella confusione più totale: i defunti Avdool, Iggy e Kakyoin si trovano nuovamente di fronte a loro, ma una strana aura oscura li avvolge. Dopo averli affrontati e battuti senza scelta, Avdool e Iggy vengono misteriosamente trasportati via ma, grazie all’intervento di Speedwagon e della misteriosa pietra in suo possesso, riescono a far riacquistare coscenza a Kakyoin, il quale rivelerà al gruppo che la causa del suo ritorno è dovuta al potere di DIO. Di fronte a quella spaventosa rivelazione, il gruppo rimane impietrito. DIO è di nuovo in circolazione? Come sarà possibile sconfiggerlo stavolta? La loro avventura sembra non essere ancora giunta al termine.

Per cavalcare l’onda del ritrovato amore per Le Bizzarre Avventure di JoJo, complice anche la serie animata, BANDAI NAMCO Entertainment lancia nel paese del Sol Levante un nuovo titolo dedicato alla celeberrima serie plasmata dalle matite di Hirohiko Araki: JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven. Riuscirà questo nuovo gioco a dare il giusto merito alla serie, così come a suo tempo è riuscito a fare All-Star Battle?

  • Titolo: JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation 3
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-4 (multiplayer solo online)
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: CyberConnect2
  • Lingua: Giapponese (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 17 dicembre 2015
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: uscita europea confermata per quest’anno

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Da fan della serie in questione, è sempre un piacere vedere all’interno del panorama videoludico titoli del genere, specialmente se provenienti da un manga che è rimasto per tanto tempo nei cuori degli appassionati storici e che, a distanza di tanti anni, riesce ancora a conquistare orde di nuovi appassionati, esattamente come nel caso di “Le Bizzarre Avventure di JoJo”. Devo esser sincero: ho particolarmente apprezzato All-Star Battle, nonostante la sua sporadica legnosità e qualche difetto che avrebbe potuto renderlo un picchiaduro con i controcazzi, per questo motivo ho atteso con tanta impazienza l’uscita del nuovo Eyes of Heaven. Nonostante la nuova tipologia di gioco, infatti, era chiaro fin dall’annuncio che moltissime delle caratteristiche al suo interno sarebbero state, in realtà, un “copia e incolla” del titolo precedente, come una sorta di mostro di Frankestein. Questo, ovviamente, non l’ho mai visto come un aspetto negativo: riportando, coi dovuti miglioramenti, alcuni già apprezzabili dettagli di All-Star Battle, rinnovandoli in qualche modo e aggiungendoci anche qualche altra novità, ne sarebbe potuto uscire un titolo ugualmente valido. Non trovate anche voi?

Guess who’s back, back again!

Come già saprete, in caso non abbiate vissuto sotto un sasso fino a oggi, Eyes of Heaven intende offrire al suo pubblico non solo un semplice e classico gioco che racchiuda gran parte dei personaggi che hanno reso celebre la serie (beh, chi più e chi meno) ma anche un qualcosa che possa renderlo unico, attraverso una Story Mode del tutto originale. La storia qui narrata, come già detto nell’introduzione, avrà luogo al termine del terzo arco narrativo, Stardust Crusaders, e vedrà il giovane Jotaro continuare la sua battaglia contro il recidivo DIO. Una decisione più che apprezzabile, se si pensa che questo appunto può rendere il titolo unico nel suo genere, differenziandolo dai tanti altri che narrano e rinarrano la solita storia di base, vista nella serie anno dopo anno. Ovviamente occorre fare molta attenzione in questi casi: il limite tra una storia originale discutibile, capace di rovinare tutto il gioco, e una decisamente più apprezzabile e godibile è molto, molto sottile… e, purtroppo, visto da questo lato, Eyes of Heaven pecca in alcuni punti. Sebbene la storia sia scorrevole e accattivante, il veder cambiati alcuni degli avvenimenti epici, anche se a volte tristi, raccontati nella serie originale, mi ha fatto storcere un po’ il naso. Ma non proseguirei oltre, per evitare di rovinarvi il piacere della scoperta, dolce o amara che sia. Una menzione speciale, tuttavia, va fatta alle cutscene con le quali CyberConnect2 ha deciso di deliziarci, stavolta, nel corso della modalità in questione: realizzate sia in grafica di gioco che in stile manga, surclassano notevolmente il più scialbo textwall riassuntivo riguardante quello che accadeva nei vari archi narrativi propinatoci in All-Star Battle.

You expected a brand new game, but it was me, DIO!

Dal lato del gameplay, le fasi di gioco offerte si dividono principalmente in due, talvolta anche tre: la prima, nella quale dovremo esplorare i vari scenari, interagire con i personaggi presenti, raccogliere o scovare oggetti importanti per il proseguimento della storia e selezionare uno degli appositi portali colorati sul terreno che ci faranno affrontare sfide o cambiare luogo, nonché la seconda, relativa alle fasi di battaglia, dove ovviamente dovremo prendere a mazzate ignoranti chiunque ci si pari di fronte. Come detto poco fa, a volte ci verrà offerta anche una terza porzione di gioco, giusto per spezzare un po’ la monotonia: quando incontreremo D’Arby, infatti, ci verrà richiesto di battere quest’ultimo in intense partite di Poker.

Il battle system del titolo si distanzia discretamente dal precedente, offrendo molta più libertà di movimento e permettendo, inoltre, ai giocatori, di affrontare battaglie in compagnia di un altro personaggio, dando vita a volte, se scelti personaggi pertinenti tra loro, a degli attacchi speciali combinati decisamente belli da vedere e, per tutti gli altri, ugualmente apprezzabili. Sebbene gran parte degli attacchi e filmati delle mosse speciali siano praticamente riciclati da All-Star Battle, qualche piccolo cambiamento o miglioria a questi la si può notare, sia dal lato grafico che per quanto riguarda l’esecuzione.

Oltre a questo, Eyes of Heaven va a migliorare molto anche l’esperienza generale, in quanto ci permetterà di interagire molto di più con gli scenari e quelli che sono i suoi “Stage Hazard”, ovvero le piccole feature che potremo utilizzare a nostro vantaggio (o svantaggio) per infliggere danni ai nemici. Un esempio? La possibilità di lanciare contro i nostri avversari palizzate, cestini o altro ancora, oppure farli interagire con apposite zone situate nello stage in questione il cui effetto varierà a seconda dello scenario. A volte, quando i nostri avversari saranno a corto di energia, sarà possibile veder comparire, durante le battaglie, anche apposite icone “Situation Finish” che, una volta attivate, ci faranno concludere il combattimento contro l’avversario di turno con una speciale cutscene che ripercorrerà una delle sequenze mostrate nella serie originale.

Open the Game

Le modalità di gioco che potremmo trovare all’interno interno di questa nuova iterazione videoludica di JoJo saranno le più classiche: si partirà con la Modalità Storia, la principale, che ci permetterà anche di sbloccare la grande quantità di personaggi presenti, utilizzabili poi anche nella Free Mode, dove potremo affrontare liberamente battaglie contro la CPU, e, infine, la classica modalità Multiplayer Online, affrontabile da quattro giocatori contemporanamente. Ovviamente non possono mancare altre funzionalità quali la personalizzazione dei personaggi, grazie alla quale potremo assegnare ai combattenti pose, frasi e costumi diversi da quelli di default, la galleria, dove potremo ammirare i vari artwork, modelli 3D, filmati, voci dei personaggi e musiche utilizzate nel gioco e, per finire, uno speciale glossario su tutto ciò che riguarda il mondo de Le Bizzarre Avventure di JoJo.

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Non potrà di certo mancare anche lo speciale negozio dove i giocatori potranno acquistare, mediante le monete ottenute in-game, alcune carte adibite a power-up da utilizzare prima di ciascuna battaglia, e gli apprezzatissimi costumi alternativi per ciascuno dei protagonisti. Per non farsi mancare niente, sebbene gran parte di questi siano ripresi dal precedente titolo, va anche detto che sarà possibile trovarne una grande quantità di nuovi costumi che, non solo daranno al personaggio in questione un look diverso da quello di default, ma, a volte, porteranno a esilaranti siparietti comici tra i vari protagonisti all’inizio di ogni battaglia. Vogliamo fare un esempio? Joseph col costume Tequila Girl in coppia con Caesar: a volte nemmeno finisco il match, lo inizio solamente. Quello che esce fuori dall’introduzione riesce a farmi crepare dalle risate tutte le santissime volte.

Heaven can’t wait

Avendo provato la versione PS4 del gioco, devo ammettere che non sono rimasto affatto deluso dal punto di vista grafico. Adoravo lo stile di All-Star Battle, per cui rivederlo migliorato per la console Sony di attuale generazione ha solo aumentato il mio apprezzamento per questo titolo. Le introduzioni di ciascun capitolo in stile manga sono fantastiche, e le cutscene, realizzate con motore grafico di gioco, danno quella spinta in più alla storia originale narrata da Eyes of Heaven. Sfortunatamente però il titolo non gode di un filmato di apertura come visto nel precedente che, se pur discutibile per quanto riguardava il brano di accompagnamento, almeno era una sorta di introduzione che metteva addosso il giusto hype necessario a iniziare in pompa magna ogni nuova avventura. Non so voi, ma personalmente adoro smisuratamente i filmati introduttivi nei videogame.

Dal lato sonoro, invece, il titolo non è proprio degno di nota. Mi spiego meglio: ci sono fondamentalmente tanti brani nuovi e pertinenti alla serie da cui il gioco è tratto che riescono a farci percepire l’atmosfera di JoJo durante le partite ma, alcuni di questi, non mi hanno coinvolto tantissimo, forse perché troppo impegnato nell’enfasi del gioco stesso. Tra i pochi pezzi che sono riusciti nell’impresa possiamo trovarne alcuni provenienti dal precedente titolo per PS3 e, con questo, vi lascio intendere (anche se ve lo sto comunque per dire adesso) che alcune delle musiche presenti sono state proprio prese pari pari e riportate in questo nuovo gioco. Altra cosa per cui mi son risentito abbastanza è che, a differenza della seconda versione di prova, il team di sviluppo abbia optato per eliminare la possibilità di ascoltare le voci dei personaggi dagli speaker del DualShock 4, una funzionalità che, positiva o negativa che fosse a seconda dei vostri gusti, sfruttava almeno un particolare di PS4 che così, ora come ora, rimane lì, inutilizzato se non da quei quattro giochi in croce.

A chi consigliamo JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven?

I fan di JoJo in primis dovrebbero correre a mettere mano al portafoglio e acquistare immediatamente Eyes of Heaven, anche perché, sebbene tante cose lo ricordino, non si tratta di un All-Star Battle 2, ma di un titolo con un gameplay sostanzialmente diverso, che offre svariate cose in più da fare, aumentando la longevità e l’esperienza di gioco rispetto a un normale picchiaduro. Uno dei problemi per i quali dovrete ponderare bene il suo acquisto potrebbe essere la lingua: sebbene non crei alcun problema il giocarlo in giapponese, magari si preferirebbe comprendere al meglio ogni dialogo di storia, visto e considerato che la trama narrata è originale e non un qualcosa che ripercorre le vicende della serie da cui essa prende spunto. Ve lo sconsiglierei, invece, nel caso in cui vi aspettaste un gioco caratterizzato solo da materiale del tutto inedito.

  • La presenza di una trama originale porta una ventata d’aria fresca alla serie
  • Tanti nuovi personaggi da poter utilizzare
  • Interazioni con gli stage e sezioni differenziate di gioco davvero gradevoli

  • Buona l’idea della storia originale, ma non vedo di buon occhio i cambiamenti permanenti causati da certi avvenimenti
  • Storia che gira intorno a Heaven Ascended DIO, ma che alla fine non è nemmeno giocabile
  • Troppi elementi riciclati da All-Star Battle
Kurama
Importatore seriale di titoli nipponici. I giapponesi lo temono… o forse, semplicemente, se ne sbattono alla grande. Per questo motivo, continua in tutta tranquillità a giocare a piede libero.