Picchiaduro, cosplay e maghette: Akiba Gamers intervista Immanuel Casto

Picchiaduro, cosplay e maghette: Akiba Gamers intervista Immanuel Casto

Sabato 28 e domenica 29 maggio abbiamo trascorso un caloroso weekend all’interno dell’annuale edizione del BGeek, la Bari Geek Fest, deliziati dalle note del concerto dell’incommensurabile principe del Porn Grove, Immanuel Casto. Ma cosa c’entrano i videogiochi made in Japan con il sound del Casto Divo, vi starete chiedendo? Abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistarlo faccia a faccia, ponendogli una serie di domande che poco o nulla hanno a che fare col mondo della musica, ma che si concentrano principalmente sulle sue passioni e sul suo tempo libero. Pronti a scoprire il lato nerd del creatore di Squillo?

Intervista a Immanuel Casto

Quali cartoni animati, videogiochi o personaggi immaginari hanno segnato la tua infanzia e adolescenza e in che modo hanno influito sulla tua carriera professionale?

I Cavalieri dello Zodiaco e in particolare Andromeda, era veramente il personaggio in cui mi ritrovavo di più. Rivedendolo adesso da adulto, e lo rivedo spesso, direi più Phoenix Ikki o Virgo. Ero assolutamente patito, in quanto giovane pederasta, di Sailor Moon, ovviamente. Per quanto riguarda i videogiochi, invece, ho sempre amato molto i picchiaduro: i vari Street Fighter, Mortal Kombat.

Il tuo personaggio di Street Fighter preferito?

Sia Bison che Vega, tenendo conto dei nomi utilizzati in Italia.

Abbiamo visto sulla tua pagina Facebook che possiedi una PS4 e che ti diletti con Saint Seiya: Soldiers’ Soul. Con quali altri videogame passi il tuo tempo libero?

Io son patito di giochi da tavolo, ci gioco tantissimo. Quindi non mi rimane tantissimo tempo per i videogiochi. Più che altro i picchiaduro perché non ho tempo per un videogioco continuativo che mi assorba; ultimamente gioco a Mortal Kombat XL piuttosto che a Street Fighter V. Uno di quelli più continuativi a cui ho giocato recentemente è Dragon Age Inquisition.

Visto il grande successo di Squillo e l’immensa diffusione dei videogiochi in questi ultimi anni, hai mai desiderato creare un videogame basato su di esso? Oppure, se ne avesse l’opportunità, che genere di videogioco svilupperebbe Immanuel Casto?

È una cosa alla quale penso abbastanza poco, essendo appunto la mia passione i board games, i giochi di carte. Per Squillo ci abbiamo pensato, però ha dei contenuti molto forti e gli store digitali avrebbero potuto dare dei problemi, in primis l’Apple Store. Però c’è tutto un mondo, quindi può essere tranquillamente sviscerato; portare le avventure di Analia sullo schermo dei videogiocatori sarebbe sicuramente una grande soddisfazione.

Immanuel Casto in concerto al BGeek

Immanuel Casto in concerto sul palco del BGeek

In grandi fiere del fumetto, come ad esempio il Comic Con di San Diego, molte celebrità legate all’intrattenimento si mascherano, fanno cosplay e girano indisturbati per la fiera a volto coperto, senza che i fan li riconoscano. Se avessi l’opportunità di fare lo stesso, da quale personaggio ti maschereresti?

A me, di nuovo, piace molto l’armatura di Shaka Virgo, però è un po’ impegnativa da realizzare e anche da portare. Una cosa più discreta che mi potrebbe star bene, non so… un costume da Daredevil.

Possiamo sperare in una nuova espansione di Squillo che faccia il verso agli anime e ai videogiochi? Sarebbe bello vedere una pseudo-Sailor Moon che usa il suo scettro lunare su Bulma di Dragon Ball.

Non su Squillo, ma sto lavorando su tanti giochi adesso. Ce n’è uno di cui ancora non posso rilasciare il titolo, ma ha per tema streghette e maghette che se la prendono con le minoranze. (ride) È molto divertente, quindi il taglio sarà un po’ quello, con uno stile un po’ manga.

Domanda a bruciapelo: hai la possibilità di far diventare reale un personaggio immaginario e di portartelo a letto. Chi?

Portarmelo a letto? Cavolo. Adesso non mi viene, ma son sempre lì con la bava alla bocca. Mi spiace che mi cogliate così in fallo. Ci dovrei pensare… facciamo così, allora: sesso, come dimostrazione di stima, Yagami Light di Death Note.

Sesso e cosplay sono due argomenti che in Italia, magari, sono un po’ agli antipodi, ma che in Giappone sono molto più legati di quanto si possa immaginare. Scriveresti mai una canzone che parli di sesso e cosplay? Hai mai fatto sesso in cosplay?

Non l’ho mai fatto, però mi hai dato una buona idea. Sto scrivendo tante canzoni per il nuovo album e potrei affrontare il tema del cosplay. Bravo, adesso me lo segno! (ride)

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