Child of Light – Recensione

child-of-light-recensione-boxartÈ risaputo che molto spesso i doni più grandi richiedono grandi sacrifici. Poco dopo la nascita di Aurora, una graziosa principessa, la madre della piccola perse la vita. Suo padre, un uomo onorevole e giusto la crebbe educata e sana ma, purtroppo questa storia non è destinata ad avere un lieto fine… o forse si?

Tuffiamoci in questa nuova avventura targata Ubisoft e intitolata Child of Light, dove dovremo prendere in mano il controller per aiutare la giovanissima Aurora nella sua avventura per ritrovare la strada di casa e tornare ad illuminare di gioia il volto di suo padre e dei suoi sudditi.

Questo gioco, lanciato esclusivamente in formato di download digitale, è stato reso disponibile su PlayStation 3, PlayStation 4, Wii U, Xbox 360, Xbox One e PC Windows nel mese di aprile 2014, e utilizza il motore grafico UbiArt Framework, sviluppato dalla stessa Ubisoft e già utilizzato per il recente Rayman Legends. Nel mese di maggio viene rivelato che il gioco arriverà anche su PlayStation Vita il 2 luglio in digitale e in una Complete Edition esclusiva per il mercato retail.

  • Titolo: Child of Light
  • Piattaforma: PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation Vita, Wii U, Xbox 360, Xbox One, PC
  • Genere: Platform, RPG
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: Ubisoft
  • Sviluppatore: Ubisoft Montreal, Ubisoft Massive, Ubisoft Ukraine, Ubisoft Bucharest
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 aprile 2014, 2 luglio 2014 (PlayStation Vita)
  • Disponibilità: digital delivery
  • Reperibilità: comune (Deluxe Edition rara)
  • DLC: costumi e personaggi aggiuntivi
  • Note: edizione deluxe a prezzo budget esclusiva italiana di GameStop, al suo interno è presente un codice download per il gioco in versione PlayStation o PC, due DLC, un artbook, un portachiavi di di Igniculus e un poster disegnato da Yoshitaka Amano; dal 2 luglio il gioco sarà disponibile su PlayStation Vita e in una nuova Complete Edition retail

C’era una volta…

child-of-light-recensione-schermata-09La trama di Child of Light, com’è facile intuire dall’ambientazione del titolo, è di tipo fiabesco. Il classico “C’era una volta” per intendersi, che non offrirà grandissimi plot twist a livello di regia e praticamente si dipanerà nell’arco della breve durata del titolo in maniera semplice e lineare.

C’era una volta una principessa di nome Aurora, figlia adorata di due potenti regnanti. Purtroppo la madre morì poco dopo la sua nascita e suo padre la crebbe da solo, senza farle mancare mai nulla. Sebbene i due andassero d’amore e d’accordo, la sfortuna colpì nuovamente la casata, portandosi via la piccola Aurora in una fredda notte ove il fuoco della sua camera si spense. Il padre disperato pregò e pianse ma ormai Aurora purtroppo non c’era più. Dopo questa toccante prefazione, che ci viene narrata in uno stupendo italiano doppiato, il gioco ha inizio con Aurora che si risveglia in una terra incantata, su un altare, dopo essere stata colpita da un fascio di luce. Smarrita e confusa, a guidarla (e a guidarci) avremo solamente una manciata di cartelli e l’unica azione che potremo eseguire al momento: un semplicissimo salto. Dopo qualche istante perso a girovagare in quella che sembrerà la più classica delle foreste stregate, incontreremo una simpatica lucciola che ci suggerirà di andare ad incontrare la Dama dei Boschi e, grazie al suo aiuto, riusciremo anche ad accaparrarci una spada con la quale difenderci dalle creature che popolano questo mondo.

child-of-light-recensione-schermata-05Una volta presa confidenza con i combattimenti e con le nuove possibilità che la lucciola ci offre (ne parleremo in maniera più approfondita nel prossimo paragrafo) dovremo addentrarci ancora di più in questo mondo sconosciuto, fino ad arrivare a un palazzo ormai evidentemente in rovina, dove, dopo aver sconfitto due guardiani, dovremo liberare la Dama dei Boschi dalla sua prigionia. La gentildonna ci spiegherà che una volta Lemuria (questo il nome del mondo nel quale ci troviamo) era un regno magico, baciato dalla luce del sole, della luna e delle stelle e governato da una radiosa regina. Un giorno, purtroppo, la dama malvagia Umbris decise di rubare la luce del regno e delegò le sue figlie a svolgere l’ingrato compito. Dopo questa spiegazione la piccola Aurora, per quanto interessata, dirà alla dama che il suo unico desiderio sarebbe quello di tornare a casa da suo padre, che sicuramente l’aspetta. Tuttavia ciò non sarà possibile, almeno per il momento, in quanto Umbris ha anche rubato un particolare specchio magico che, a detta della Dama, sarebbe l’unico mezzo per tornare nel suo mondo. Dopo queste rivelazioni, Aurora si deciderà infine di impegnarsi per riportare la luce a Lemuria e riuscire così a sconfiggere l’oscura signora per avere una chance di riabbracciare l’amato padre.

Dalla luce, con amore

child-of-light-recensione-schermata-01Il gameplay di Child of Light ci si presenta molto, forse troppo semplice. Intendiamoci, con questo non voglio dire che risulti spiacevole o noioso, solo che forse si sarebbe potuta dare un’impronta più decisa per quello che è uno dei lati più importanti in un videogame. Il titolo è uno strano connubio di platform e RPG, dove ci muoveremo all’interno di scenari bidimensionali e potremo spostarci più o meno liberamente grazie ad azioni dinamiche quali salti e, successivamente voli. Gli enigmi che troveremo a sbarrarci la strada saranno perlopiù semplici porte chiuse da sbloccare mediante l’attivazione di leve o pressione di interruttori: alcune di esse saranno anche complicate da raggiungere, ma il livello complessivo di sfida rimane più che accessibile, grazie anche al prezioso aiuto che la nostra fedele lucciola ci porterà, dandoci la possibilità di illuminare aree buie, stordire i nemici e volare per andare a prendere i “desideri”, piccole sfere luminose in grado di curare i vari parametri che dovremo tenere sotto controllo per evitare spiacevoli Game Over. Le aree segrete saranno parecchie e ben nascoste: dovremo fare affidamento sul nostro intuito per capire dove si trovano e come raggiungerle per ottenere il sospirato bottino.

La prova di Aurora

child-of-light-recensione-schermata-08Per quanto riguarda le sezioni relative alle battaglie invece, il combat system è stato realizzato decisamente bene: lo scontro inizierà appena toccheremo un nemico, visibile sullo schermo, con gli alleati saranno nella parte sinistra e i nemici sulla destra. Noteremo immediatamente in basso una barra di caricamento divisa in due parti, una blu molto lunga e una rossa più breve. Tutti i partecipanti alla battaglia (alleati e non) vedranno la propria iconcina scorrere per la lunghezza della barra fino ad arrivare all’inizio della sezione rossa: non appena ci arriveremo, ci verrà chiesto di selezionare un’azione; i nemici utilizzeranno la stessa regola ma chiaramente non ci verrà mostrata quale sarà la loro scelta. Avremo tutto il tempo di decidere quale sarà la nostra mossa, in quanto in fase di scelta le icone che rappresentano i partecipanti saranno immobili. Le azioni tra cui poter scegliere saranno i classici comandi che ormai siamo abituati a vedere in quasi ogni RPG: avremo a disposizione i comandi Attacca, Difendi, Magia e Oggetti, nonché la Fuga. Ciascuna di queste azioni avrà un determinato tempo di lancio, ovvero quanto ci impiegherà l’icona del nostro personaggio a giungere alla fine della sezione rossa, ovvero al momento in cui verrà di fatto eseguita l’azione. Comandi più forti, come le magie, richiederanno di solito un tempo più lungo di caricamento, che potrebbe comportare la possibilità che i nemici ci raggiungano e addirittura ci superino durante il tempo che noi impieghiamo per il lancio. Se verremo colpiti nella fase di lancio di una skill, questa verrà interrotta, e ovviamente la stessa cosa vale per i mostri.

child-of-light-recensione-schermata-02Fortunatamente la nostra amica lucciola Igniculus accorrerà in nostro aiuto anche in battaglia, dove potremo sfruttare il suo potere di intensificare il proprio naturale sfolgorio per rallentare la corsa dei nemici sulla barra, agevolando, di conseguenza, la possibilità di arrivare prima, lanciare i nostri attacchi e sperare di sconfiggere i nostri avversari prima che questi possano agire. Saremo noi stessi a muovere la lucciola mediante la levetta sinistra, per cui, posizionandola bene riusciremo a rallentare anche due o più mostri contemporaneamente. Purtroppo, sfruttare questo potere ha un costo in termini di energia della lucciola: la barra in questione si abbasserà gradualmente con ogni utilizzo della luce ma, fortunatamente, potremo recuperare tale energia con l’aiuto di oggetti consumabili, oppure sfruttando la stessa meccanica che viene utilizzata nelle fasi di esplorazione: muovendo la lucciola verso le erbe che solitamente sono presenti da qualche parte nello schermo anche in battaglia (una o due, normalmente) potremo far comparire i desideri che, se toccati, ci cureranno qualche punto vita, qualche punto magia e un po’ dell’energia necessaria alla lucciola.

Per quanto riguarda invece il sistema di sviluppo e crescita del personaggi, in termini di statistiche e abilità, cominceremo a vedere qualche pecca. Ogni volta che saliremo di livello, ottenendo esperienza dai mostri sconfitti, otterremo un punto da spendere su un’apposita griglia che si dirama in quattro direzioni a partire da un nodo centrale dal quale inizieremo, e basta. L’intero sistema si riduce a questo e nulla di più. Potremmo fare un piccolo appunto sugli oculi, piccoli oggetti da incastonare nelle armi per aumentarne le potenzialità; tuttavia, anche per quanto riguarda questo ambito, il titolo rimane abbastanza minimale, forse addirittura povero.

Il colore dei sogni

child-of-light-recensione-schermata-03L’impatto visivo di questo titolo è, senza ombra di dubbio, il fattore che lo ha portato a vendere quasi nove milioni di copie durante la prima settimana dal lancio. Graficamente Child of Light è un sogno ad occhi aperti: la gestione dei colori, i contrasti, gli sfondi e gli artwork che compaiono nel gioco, insieme agli effetti di luce e al granitico frame rate, rendono questo titolo una vera e propria gemma. La fluidità nel complesso è impressionante e sembra veramente di trovarsi all’interno di una fiaba. Semplicemente incredibile. Il comparto sonoro è altrettanto maestoso, con addirittura un doppiaggio in italiano (raro nel panorama videoludico per titoli considerabili di nicchia) accompagnato da una colonna sonora sempre d’impatto e adatta a ogni ambiente con il quale verremo in contatto. Gli effetti sonori delle battaglie e più in generale del gioco in sé, sono gradevoli e mai di troppo o stonati: anche sotto questo aspetto il gioco centra in pieno il suo bersaglio.

A chi consigliamo Child of Light?

L’esperimento RPG di Ubisoft è un titolo molto particolare, ma accessibile a tutti: non esiste un vero e proprio target, ma possiamo dire che, se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo e non troppo impegnativo, che sappia appagare l’occhio, oltre che il vostro spirito da gamer, questo gioco non vi deluderà. La difficoltà è regolabile fin da subito, ma non sembrerà mai troppo elevata. Consigliabile anche a giocatori alle prime armi e a una clientela di giocatori giovanissimi, data la natura fiabesca molto simile alle favole che bambini sono soliti amare.

Pro e Contro

  • Graficamente impressionante
  • Buon comparto audio e buon doppiaggio italiano
  • Battle system divertente e ben gestito
  • Prezzo accessibile
  • Deluxe Edition ricca a pochi euro in più della versione digitale
  • Non disponibile su disco
  • Trama blanda
  • Spoglio di contenuti effettivi
  • Sistema di crescita e sviluppo dei personaggi elementare e povero
  • Poco longevo
3.8
su 5

Una luce (non troppo) brillante

Child of Light fa innamorare grandi e piccini riportandoci prepotentemente alla mente come era bello sentirsi raccontare le favole della buona notte. In un titolo che sembra davvero un sogno ad occhi aperti, almeno per quel che riguarda il comparto grafico, la semplicità la fa da padrona… forse fin troppo. Una mancanza generale di contenuto effettivo, un brutto sistema di sviluppo dei personaggi e una trama non proprio corposa ne abbassano la valutazione finale, che comunque è positiva grazie al prezzo abbordabile e alla generale piacevolezza che il titolo porta con sé. Purtroppo non è disponibile in edizione retail, ma viene venduto comunque a un prezzo equo e vale i soldi necessari all’acquisto. Ubisoft non fa centro al 100% ma ci regala comunque l’opportunità di giocare a un titolo fresco, semplice ma d’impatto. Se cercate un RPG semplice per passare qualche ora sereni e senza troppi pensieri per la testa, magari in un piovoso e grigio pomeriggio, per perdervi nei colori e risollevarvi la giornata, Child of Light, e la sua tutto sommato buona morale, sapranno darvi ciò di cui avete bisogno.