Monster Monpiece PC – Recensione

Dopo l’esordio su PS Vita, la saga di Genkai Tokki di Compile Heart sbarca finalmente su PC grazie a Steam col capitolo inaugurale: Monster Monpiece!

Monster Monpiece PC - Recensione

Monster MonpieceGli esseri umani, ormai accecati dalla crudeltà e dal desiderio di violenza, continuavano a portare avanti guerre inutili che stavano devastando il mondo di Yafaniel. Così Clairdia, dio dai poteri illimitati, stanco del comportamento degli umani, decise di punirli facendo apparire una enorme colonna nel cielo dalla quale iniziarono a diffondersi orde di mostri, i quali avevano l’obiettivo di porre fine ai comportamenti violenti degli uomini. Riuscirono a portare a termine il loro compito, ma non si fermarono e continuarono a massacrare il genere umano portandolo sull’orlo dell’estinzione. Decise di intervenire di nuovo e, con l’apparizione di una nuova colonna, confinò i mostri in corpi umani limitandone la forza e i poteri. Questo intervento riportò la pace e costrinse umani e mostri, dopo anni di coesistenza, a imparare a comunicare e collaborare tra loro arrivando alla fondazione di diverse accademie con lo scopo di aiutare a rafforzare il rapporto.

È finalmente giunto su PC, dopo circa tre anni di attesa dal rilascio della versione PlayStation Vita, Genkai Tokki Monster Monpiece, il card game sviluppato da Compile Heart. In questo gioco ci troveremo a combattere con carte raffiguranti belle ragazze metà umane e metà mostri in abiti succinti, il tutto contando su artwork originali disegnati da più di 50 artisti. Alcune di queste carte, tuttavia, sono state censurate nella versione occidentale, perché accusate di mostrare contenuti a sfondo palesemente erotico e, a seguito del taglio, PEGI ha deciso di dare al titolo un rating 12+, diversamente dall’edizione giapponese che ha ottenuto da CERO una D, ovvero un rating rivolto a un pubblico dai diciassette anni in su.

  • Titolo: Monster Monpiece
  • Piattaforma: PC / Steam
  • Genere: Card Battle
  • Giocatori: 1
  • Software house: Idea Factory International
  • Sviluppatore: Compile Heart
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 14 marzo 2017
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: Deluxe Pack che include album di carte, wallpaper, artbook e colonna sonora digitali
  • Note: originariamente lanciato su PlayStation Vita, titolo inaugurale della serie Genkai Tokki

Appena iniziato il gioco faremo la conoscenza di May Esperio, studentessa dell’accademia Kunaguvu che punta a diventare un’allenatrice di ragazze mostro, ma che possiede seri problemi di autostima. Questa è accompagnata dalle sue amiche Elsa e Karen che la spronano a dare il meglio di se nelle battaglie. L’allegro trio viene viene interrotto dalla preside dell’accademia che gli richiede di recarsi presso un’altra scuola non lontana dalla loro per prendere parte ad un torneo. A May verrà affiancata come partner una Monster Girl di nome Fia, dal carattere molto intraprendente. Il viaggio però non durerà molto dal momento che, le ragazze, verranno attaccate da una strana figura che lancerà su Elsa una maledizione trasformala in Lost, ovvero un umano o mostro la cui mente è stata soggiogata ed è costretto a ubbidire agli ordini che gli vengono dati da un master. May, Fia e Karen decidono allora di viaggiare alla riceca di Elsa per evitare che i preziosi Magus Quartzes, cristalli che sono fonte di sostentamento per i mostri, cadano nelle mani sbagliate.

Sì, viaggiare…

Per viaggiare attraverso il mondo dovremo seguire un percorso preimpostato che si suddivide per tappe. Per ognuna di queste su cui ci posizioneremo ci saranno varie possibilità: non succederà niente, otterremo dei bonus o dovremo affrontare un combattimento. Nulla di trascendentale ma funziona bene. Il sistema di combattimento è la parte più interessante del gioco e Compile Heart si è data da fare offrendo al giocatore un frullato (saporito) di elementi RPG, strategico a turni e un classico gioco di carte. Il giocatore ha un proprio Deck che può essere composto da un massimo di 40 carte e un minimo di 30 e ogni carta ha raffigurata una Monster Girl con le proprie caratteristiche quali attacco, difesa e abilità. Oltre alle caratteristiche le carte hanno altri elementi fondamentali quali l’aura che può essere di diversi colori e il tipo di mostro. Queste proprietà dei mostri sono fondamentali per poter effettuare due azioni: il concatenamento delle evocazioni e le fusioni tra mostri. Ogni turno potremo evocare una sola ragazza e, se al turno seguente evocheremo una ragazza con la stessa aura, potremo ottenere un bonus per un massimo di due volte che ci garantirà del mana aggiuntivo per le evocazioni e attacco e difesa in più per le nostre signorine. Per vincere uno scontro ci saranno due possibilità: far finire il deck all’avversario oppure distruggere il suo quartier generale (HQ nel gioco). Qui però, tra una schermata di dialogo e una partita, ho iniziato ad intravedere i primi problemi dovuti al porting.

Purtroppo nei menù sono rimasti dei refusi della versione originale: per esempio, i comandi dei tasti per la navigazione tra le schermate sono rimasti i medesimi di PS Vita; mi hanno costretto più volte ad andare a vedere le impostazioni dei comandi per capire come muovermi. Un consiglio spassionato che mi viene in mente è “non usate le cuffie” se prima non avrete messo mano alle impostazioni dei suoni, dal momento che rischiate di rompervi i timpani perchè alcuni dei suoni del gioco sono più alti del normale e in alcune parti la musica arriva a coprire i dialoghi. Questi ultimi, invece, sono una nota positiva perchè il doppiaggio è ottimo, le voci dei personaggi sono piacevoli e calzano a pennello con ogni ragazza che incontreremo durante l’avventura.

Rub me Baby

Una delle fasi più importanti del gioco, fondamentale per potenziare le carte è il “First Crush Rub” modalità che consiste nel trovare i “punti G” delle nostre ragazze per “stimolarle” a diventare più forti. I controlli a disposizione per questa modalità sono diversi e possiamo toccare, dare un pizzicotto o strofinare, ma il nostro obbiettivo sarà attivare la modalità “Extreme Love”, che si aziona trovando il punto debole della Monster Girl. In questa modalità dovremo “strofinare” la nostra ragazza più velocemente possibile. Ognuna di queste azioni sarà necessaria per riempire la barra che avremo al lato e far contenta la nostra foca. Se riusciremo a soddisfare con successo le nostre signorine queste otterranno un miglioramento delle statistiche e noi potremo vedere qualche pezzo di pelle in più.

Ma non è tutto forte quel che manca di vestiti: infatti, dovremo stare attenti a potenziare le carte perchè il cambio delle statistiche potrebbe non combaciare con le nostre strategie. In più, per effettuare i potenziamenti, avremo bisogno dei Rub Point che si guadagnano grazie ai combattimenti o si possono trovare durante il viaggio. Tutto ciò che ho scritto poc’anzi sarebbe fantastico se fossimo su PS Vita che ha le sue ottime superfici touch, ma siamo su PC e quindi dovremo fare tutti questi movimenti con il mouse. Perciò viene snaturato completamente il contatto con le Monster Girl, facendo perdere la piacevolezza di questa fase fondamentale del gioco. A questo punto mi sorge spontanea la domanda sul perchè non abbiano deciso di fare un porting su cellulare, dove sarebbe stato più facile adattare tutte le funzioni del gioco. Questo tipo di modalità è attivabile per ogni carta di cui siamo in possesso, ma per determinate altre avremo bisogno di acquistare o trovare delle chiavi, il cui colore dipenderà dall’aura della carta. Le chiavi saranno necessarie per sbloccare il potenziale ultimo delle nostre ragazze mostro.

I problemi, quelli grossi

Il gioco, come avrete già letto sopra, ha dei difetti, ma che non finiscono lì. Altri problemi, tra cui la grafica poligonale, sono sempre dovuti al porting approssimativo, perché si tratta semplicemente di un upscale in Full HD e le impostazioni grafiche sono ridotte al minimo indispensabile. Poi c’è la storia, che è molto interessante e offre ottimi spunti, ma va a cozzare con il gioco dalla durata ridotta (finito in circa 14 ore) e la difficoltà non crescente. Per farvi comprendere, in quattordici ore di gioco ho perso una sola delle battaglie affrontate. Teoricamente molti dei difetti presenti potrebbero essere facilmente risolti con un aggiornamento e sicuramente questo permetterebbe al gioco di essere molto più piacevole da affrontare, soprattutto grazie alle ottime illustrazioni, all’ottimo doppiaggio e alle musiche davvero gradevoli. Mi sento di dare al gioco la sufficienza, anche perché il prezzo è di 19,99 € e quindi abbordabile e proporzionato al prodotto offerto.

A chi consigliamo Monster Monpiece?

Monster Monpiece non è un gioco per tutti e non è esente da difetti, ma il prezzo non troppo elevato mi porta a consigliarlo a coloro che si vogliono avvicinare per la prima volta o sono alle prime armi con i giochi di carte su PC. Mi sento di suggerirlo anche a coloro che magari sono sempre in viaggio con il proprio portatile oppure non hanno un PC molto potente, dal momento che il gioco non necessita di grandi risorse e gira un po’ su tutte le configurazioni. Lo sconsiglio, invece, ai veterani di questo genere che sicuramente lo troverebbero troppo semplice e ripetitivo. Sicuramente lo apprezzerebbero anche i semplici appassionati di anime e manga grazie alle illustrazioni di ottima qualità. È possibile acquistarlo su Steam.

  • Ottimo connubio di generi
  • Illustrazioni fantastiche
  • Divertente la modalità “First Crush Rub”
  • Bella storia

  • Problemi tecnici di audio
  • Difficoltà non crescente
  • Dopo le prime ore di gioco diventa ripetitivo
  • Refusi dalla versione PS Vita
Monster Monpiece (PC)
2.8

Gnocche sì, ma piene di difetti

“Suo figlio è intelligente ma non ha studiato” è la stessa frase che ho sentito più volte e che ripeterei a Compile Heart. Forse sono partito con troppe aspettative ma, fortunatamente, non sono state tutte deluse. Gli sviluppatori hanno corso un bel rischio combinando diversi generi insieme, ma hanno lavorato bene e offrono un buon prodotto. Tuttavia, continuo a non capire perché i porting su PC non vengano mai fatti in modo adeguato. Vengono sempre fatti “alla buona” e questa cosa mi dà non poco fastidio. Ad ogni modo, Compile Heart ha annunciato un nuovo capitolo per questa saga e spero che, in un eventuale porting, ci metteranno la cura necessaria a renderlo un ottimo gioco anche per la PC Master Race.

Nato nel 1993, è disperso dal 2006, l’anno in cui ha scoperto i manga. Ricompare durante il periodo del liceo quando scopre che la mano destra si può usare anche per disegnare. Dopo il liceo smette di dormire. Perché la giustizia non dorme mai.